L’ultimo Roméo Bosetti

Bosetti1Abbiamo lasciato il nostro Roméo Bosetti alla Pathé con le sue due maschere principali: Little Moritz e Rosalie. Ma la creatività del “Re del burlesque” non finisce certo qui. Numerose sono le maschere che creò o di cui diresse qualche episodio. Tra quest’ultime anche quella di Léontine creata da Rollini e di cui Bosetti diresse alcuni corti di cui il più celebre è Léontine garde la maison (1912). Protagonista è una ragazzina di tredici anni con il volto angelico e i boccoli d’oro ma capace, come un uragano, di portare caos e distruzione ovunque si trovi. In Léontine en vacances (it. Léontine in vacanza – 1910) la ragazza viene mandata in vacanza dagli zii e gli distrugge casa mentre nel già citato Léontine garde la maison (it. Léontine bada alla casa – 1912) la mamma lascia sola la giovane con il fratellino e il cane e nel tentativo di fare le faccende di casa la distrugge. Finita qui? No perché poi porta fuori fratellino e cane ma si distrae e li perde. Decide allora di scrivere un annuncio per ritrovarlo e si ritrova casa invasa da cani e neonati. Quando torna la mamma la caccia di casa. Abbiamo infine un nuovo crossover con Rosalie (la Duhamel divenuta adolescente) e Léontine assieme in Rosalie et Léontine vont au théâtre (it. Rosalie e Léontine vanno a Teatro – 1911). Come da titolo le due vanno ad uno spettacolo ma fanno talmente tanto casino che vengono allontanate. Volete la verità? Per me più irritante che divertente…

Il filone dei bambini/adolescenti è particolarmente florido in questi anni e non stupisce quindi vedere Bosetti dirigere una serie dedicata Titi (sempre attore bambino) e altre similari.

Ma la produzione comica più importante di questo secondo periodo Pathé è quella di Bigorno, interpretato da René Lantini, vecchio acrobata proveniente come li dal circo. Anche questa serie si basa spesso sulla distruzione ma arriva a registri comici che le altre serie come Rosalie, Léontine o Titi non potevano raggiungere. In Bigorno troviamo a volte la satira e inserimenti di vita mondana.

Bigorno surveille Madame (it. Bigorno sorveglia Madame – 1912)

Bigorno viene incaricato dal padrone di sorvegliare la padrona che lo scopre e non la prende benissimo. Finirà per prendere mazzate un po’ da tutti…

Classico corto scialbetto in cui alla maschera di turno è affibbiato un mestiere x e poi si parte con mazzate, cadute e distruzione.

Bigorno Fait son Café (it. Bigorno si fa il caffè – 1912)

Bigorno, qui con i baffi, è stufo del caffè schifoso che gli viene dato dalla domestica. La licenzia e decide di prepararselo da sì con mezzi… di fortuna. Dopo aver distrutto tutto il distruggibile ecco finalmente il caffè pronto. Ne è talmente fiero che decide di invitare anche le persone che stanno per picchiarlo per i danni che ha fatto. Indovinate? Il suo caffè è talmente orribile da meritarsi il doppio degli schiaffoni…

Bigorno garde-malade (it. Bigorno infermiere – 1913)

Fortemente frammentario, nelle scene superstite Bigorno è alle prese con le barriere architettoniche della stazione mentre cerca di portare un uomo sulla sedia a rotelle. Ovviamente la sedia a rotelle si rovescia facendo cadere il povero sfortunato ma Bigorno non demorde! Arrivati al treno questo è partito e parte il folle inseguimento. Arrivano poi in un appartamento e, non è chiaro il motivo, i due arrivano fino al tetto di una casa che viene disintegrato per far passare la sedia…

Bigorno et la séquestrée (it. Bigorno e la sequestrata – 1913)

Classica comica amorosa come ce ne sono tante in questo periodo. Bigorno ama una ragazza ma il padre di lei è contrario all’unione. Dopo vari tentativi andati a vuoto di vedersi i due decidono di legarlo e costringerlo a dare il consenso alla loro relazione.

Rispetto ad altre di questo tipo ci sono trovate divertenti e scene molto carine, tra tutte l’incontro sul tetto uscendo dai comignoli e l’uso dell’aquilone del bambino per arrampicarsi.

Bigorno offre une chasse à courre (it. Bigorno organizza una caccia al cervo – 1913)

Proprio non sopporto questo genere di “comiche”. Bigorno e una gang sgangherata indistinguibile decide di andare a caccia e scambiano un cane a cui un bambino ha messo delle finte corna di cervo (??) per un vero cervo partendo al suo inseguimento tra ruzzolamenti e cadute. Arrivano in fine alla cuccia del cane e gli inseguitori vi scompaiono dentro uno dietro l’altro. Mah…

Bigorno et Gaëtan font une bonne fortune (it. Bigorno e Gaëtan fanno una fortuna – 1914)

Non saprei spiegare il perché del titolo, in inglese è Get Rich, ma qui credo sia in realtà ironico o che sia un gioco di parole. In ogni caso Bigorno e Gaëtan hanno come amante le rispettive mogli e alla fine si incrociano creando caos e scompiglio…

Bigorno fume l’opium (it. Bigorno fuma l’oppio – 1914)

Un parente di Bigorno torna da un viaggio in Asia con tante cose fantastiche compresa una pipa per l’oppio. Il nostro eroe non resiste alla tentazione e si sballa terribilmente. Il parente è scacciato e Bigorno viene accudito dalla sua famiglia mentre giura di non fare mai più uso di quella robaccia.

Bigorno parachutiste (it. Bigorno paracadutista – 1914)

Non ci sono tracce di questo film in giro e sospetto che in realtà sia Le parapluie de Bigorno (it. L’ombrello di Bigorno). Perché? Bigorno ama una ragazza che, a quanto capisco, gli darà il suo cuore solo se lui sperimenterà il suo nuovo paracadute. Per esercitarsi Bigorno si lancia in giro usando il suo ombrello come sorta di surrogato. Alla fine si getterà dal tetto con il paracadute distruggendo tutto…

Tiriamo le somme di questo Bigorno! Come al solito il personaggio non è per nulla caratterizzato e le sue comiche contano più sulla quantità che sulla qualità. René Lantini ha una mimica non eccessiva ma funzionale, però la poca caratterizzazione lo sfavorisce molto. Presupponendo questo alcune comiche sono molto carine e, a mio modesto parere, funzionano di più rispetto a quelle di Little Moritz.

La produzione Pathé di Bosetti è grandissima e purtroppo in gran parte perduta e si basa principalmente su maschere comiche ricorrenti che raccolgono più o meno successo. I più longevi sono: Léontine (15 film); Moustache (8 film); Rosalie (37 film); Little Moritz (25 film); Bigorno (c.a. 50 film); Roméo (13 film); Titi (12 film). Per dare un’idea della instancabile laboriosità e creatività di Bosetti basti pensare che nel medesimo lasso di tempo (1911-1914) Bosetti produce 16 serie tutto solo contro le 7 realizzate da tutto lo staff Gaumont dell’epoca. Poi? Poi arriva la guerra e Bosetti viene mandato in prima linea. Viene ferito alla testa nel giugno del 1915 e viene operato alla testa per poi essere riformato. E ora? Sa bene che con il suo attuale stato fisico non potrà più tornare alla vita del circo e delle acrobazie. Decide allora di andare a gestire un circo a Nizza che era di gestione Pathé e che lui stesso aveva chiamato il Roméo-Cinéma alla fine del 1913. Ma un’altra vicenda sta per cambiare la vita a Bosetti: la rivoluzione d’ottobre distrugge in un colpo solo tutti gli investimenti di una vita che lui aveva fatto, sotto la spinta del governo francese. E poi? Arrivano i comici americani che invadono il grande schermo e tagliano completamente le gambe ai comici francesi e qualsiasi voglia e idea di tornare a dirigere. Il Roméo-Cinéma non avrà vita lunga: verrà venduto dai Pathé, fallirà e verrà poi demolito nel 1921. E Bosetti? Si ritrova in Germania come operatore ma anche come importatore dalla Francia di alcolici, alimenti e beni vari. Diventa dunque un venditore ma non va benissimo. Nel 1930 il suo negozio viene distrutto da un incendio e perde nuovamente tutti i soldi con l’assicurazione che rifiuta di pagare per presunte negligenze. Ne ritroviamo le tracce nel 1939 come receptionist della Latil-Saviem. Morirà consumato dal cancro nel 1948 senza che la commissione di Langlois fosse riuscita a ritrovarlo e farlo uscire da quell’anonimato che ancora oggi lo accompagna. Il “Re del burlesque” uscirà mai dall’oblio?

Bibliografia:

  • Abel R., The Ciné Goes to Town: French Cinema, 1896-1914, Updated and Expanded Edition, California 1998.
  • Giacovelli E., La bottega delle illusioni: Georges Méliès e il cinema comico e fantastico francese (1896-1914), Bergamo 2015.
  • Lacassin F., Alla ricerca di Jean Durand, Recco, 2004.
  • Lacassin F., Un maître oublié du burlesque : Roméo Bosetti, pubblicato in due parti su Cinématèque 21 e 22 (2002-2003)

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