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L’Avarizia – Gustavo Serena (1918)

avarizia3L’avarizia, presentato durante il Cinema Ritrovato 2018, è uno dei capitoli della serie sui Sette Peccati Capitali (1918-1919) prodotto dalla Bertini Film e dalla Caesar Film di Roma che vedeva come protagonista assoluta la diva Francesca Bertini. Trovare informazioni su questi film nella letteratura generica è piuttosto difficile, complice una riscoperta tardiva del fondo e la mancanza di una distribuzione home video. I film sono stati ritrovati nella Cineteca di Praga (Národní filmový archiv) in due versioni: una con intertitoli in ceco e una in tedesco per le minoranze locali. La serie fu esportata nell’allora Cecooslovacchia negli anni ’20 ed ebbe un notevole successo. Tutti i capitoli dei Sette peccati capitali vennero presentati nella loro versione restaurata durante il Cinema Ritrovato 2003 in una sezione interamente dedicata alla Bertini. A distanza di 15 anni, in occasione del centenario della serie, si è deciso di riproporre l’avarizia come capitolo simbolo, in attesa forse di proporne altri il prossimo anno.

Riporto la trama ampliando quella scritta per Cinefilia Ritrovata: La vicenda narra della storia d’amore tra Maria Lorini (Francesca Bertini) e il giovane Luigi Bianchi (Gustavo Serena). Entrambi vivono a stretto contatto con l’avarizia: lei ha una zia malata che nonostante stia sempre a letto si fa consegnare lo stipendio che la ragazza guadagna come sarta; il padre di lui (Franco Gennaro) ha messo da parte una fortuna come usuraio ma nasconde i proventi di questo sporco guadagno fingendosi povero. Quando il padre di Luigi scopre la loro relazione si mette d’accordo con il Conte Poretti (Alfredo Bracci), che desidera la ragazza, per farli allontanare. Con una messa in scena fanno credere a Luigi che Maria lo tradisca. La zia muore di crepacuore e Maria scopre gli averi che aveva tenuto nascosti. Con il denaro decide di aprire la sua casa di moda ma presto si ritrova piena di debiti. Il conte si fa quindi avanti e, fingendo di considerarla una sorta di sorella, le offre di prestarle il denaro necessario a portare avanti l’attività. Una sera Poretti, stufo dei continui rifiuti della ragazza, cerca di violentarla e Maria lo uccide con un colpo di pistola. Viene quindi imprigionata e uscita dal carcere inizia a frequentare posti poco raccomandabili, bevendo, fumando e forse vendendo il suo corpo. Il padre di Luigi muore e, pentendosi, rivela al figlio quanto successo a Maria. Finalmente libero da preoccupazioni economiche Luigi riesce a rintracciare la giovane e salvarla dalla sua misera condizione.

Avarizia4Il personaggio interpretato dall Bertini, nella migliore delle tradizioni melodrammatica, è il centro della vicenda: tutto quello che accade intorno a lei la porta vorticosamente verso la perdizione. La giovane Maria non ha colpa di quanto accade, ma è l’avarizia e la lussuria altrui che la trascinanano verso un baratro di declino morale apparentemente senza via d’uscita. Fortunatamente la provvidenza ha in serbo un futuro felice per i due giovani innamorati, che con la morte dei peccatori potranno finalmente sposarsi e vivere insieme. Il film è ben costruito e diretto, la Bertini riesce ad accentuare l’evoluzione della situazione del suo personaggio passando da uno stile recitativo posato a uno più teatrale e ricco di gestualità nelle scene finali. Non mancano elementi involontariamente comici come la rivelazione della vera natura del Conte Poretti, che non era affatto un nobile ma un truffatore il cui vero nome era Porchetti (sic!). Se la cosa a un pubblico cecoslovacco poteva non far ridere, mi risulta difficile che una simile ingenuità potesse essere indifferente al pubblico nostrano!

Non posso che invitare chiunque possa a recuperare presso le cineteche questo e gli altri film della serie, nella speranza che presto possa uscire in edizione home video o digitale.

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