Torna la collaborazione tra il podcast Lingue Vive ed E Muto Fu con questo articolo dedicato a La Caduta di Troia di Giovanni Pastrone e Luigi Romano Borgnetto (1911). Come suggerisce il titolo il film si ispira al ciclo troiano ma è in realtà un’unione di più momenti. Parte infatti con il racconto dell’antefatto, incluso nei Cypria, per poi saltare direttamente alla caduta di Troia presente nell’Iliou persis. Tutto gira in realtà intorno al rapimento di Elena e ai personaggi che ruotano intorno ad esso: Elena, il marito Menelao e Paride.
Menelao parte per Continua a leggere
Come molti sapranno da quasi un anno accanto a E Muto Fu ho iniziato a curare un podcast chiamato
Il mese scorso abbiamo iniziato il nostro progetto dedicato al mitico Harry Piel, uno dei registi più amati della Germania imperiale incredibilmente, o forse giustamente dimenticato. Sì perché i suoi film muti superstiti sono così brutti e assurdi agli occhi di noi spettatori moderni da essere assolutamente stupefacente l’idea che possano essere stati apprezzati. Con Erblich belastet? (it. una colpa ereditaria – 1913) inizia la nostra caduta nell’abisso.
Eleonora Duse è un nome che ancora oggi molti ricordano, ma pochi ricorderanno quello di Italia Vitaliani, una sua cugina che ebbe anche lei un grandissimo successo tra la fine del 1800 e gli inizi del ‘900. Se la Duse recitò in un solo film, il mitico
Harry Piel è stato uno dei registi cinematografici più amati e apprezzati sia in Germania che nei paesi limitrofi, portando la sua fama addirittura fino in Russia. Mettere il suo nome sulla locandina significava certificare che il film era di qualità. Eppure a distanza di più di cento anni pochi conoscono questo autore, complice anche il fatto che la maggior parte delle sue opere sono andate distrutte durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale durante la quale, bisogna dirlo per cronaca, appoggiò il nazismo in maniera convinta e decisa.
Fiamma Simbolica di Eugenio Perego è un film che unisce diversi generi passando dall’investigativo fino al dramma psicologico. Come in Vittoria o Morte!, la protagonista interpreta da Berta Nelson è una donna interessante e sfaccettata. Nel film troviamo due elementi che lo avvicinano al mio background culturale, da una parte il riferimento alla fiamma delle vestali, elemento portante del film, dall’altra la presenza, anche se solo citata, del Ponte Nomentano, uno dei
Dopo Max Linder il massimo del successo in Francia lo raggiunse probabilmente l’Onésime di Ernest Bourbon con la dovuta precisazione che mentre Max Linder faceva commedia e satira Onésime rientra nel genere del burlesco. Ad essere precisi c’era forse in casa Gaumont qualcuno che aveva ancora più successo della maschera comica diretta da Durand ed era Bébé di Louis Feuillade (1910-1913) interpretato dal piccolo René Dary di appena 5/8 anni. Ma se quest’ultima serie era dedicata ad un pubblico forse meno maturo, il successo di Onésime è dimostrato dal fatto che dal 1912 al 1914 saranno circa 55 i film a vedere protagonista la maschera di Bourbon. Chi era
Thaïs di Anton Giulio Bragaglia e Riccardo Cassano viene generalmente presentato come il film futurista italiano per eccellenza ma in effetti non si può parlare di reale appartenenza a questo genere. Sin dai primi minuti è evidente, infatti, che ci si aspetta un’esaltazione della velocità, il progresso e la rottura con gli elementi narrativi classici. Se ci si aspetta un film come il francese L’Inhumaine di Marcel L’Herbier (1924) si è destinati a rimanere delusi, perché l’elemento avanguardistico è presente quasi
Capelli Biondi del 1919 è un’opera di cui si sa veramente poco e il cui recupero ha dell’incredibile. Ritrovato dalla Cineteca dello Stretto nel suo fondo di Ortigia, il film è l’unico prodotto dalla casa di produzione romana Costantini. Nulla è al momento noto degli attori e del regista. Il titolo rimanda a un’opera omonima scritta da Salvatore Farina e pubblicata nel 1875. Pur in condizioni pessime, Capelli biondi è stato
Vittoria o morte! esce nel 1913 in un contesto in cui si andava sviluppando l’amore per l’avventuroso e il mistero e cerca di dare il suo contributo presentando le vicende di una donna, interpretata da Berta Nelson (Berta Isaakovna Kacenel’son), pronta alla morte pur di raggiungere il suo obiettivo.