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Cenere – Febo Mari (1916)

Con Cenere di Febo Mari siamo di fronte ad un capitolo forse dimenticato del cinema italiano. La pellicola, di per sè, non spicca per la sua bellezza ma affascina grazie ai paesaggi e alla splendida interpretazione di Eleonora Duse, attrice teatrale di fama internazionale celebre anche per la sua tormentata storia d’amore con Gabriele D’Annunzio. La Duse, all’epoca quasi sessantenne, non reciterà in nessun altro film, lasciando al solo Cenere il compito di tramandarla. Le vicende, ispirate all’omonimo romanzo di Grazia Deledda, si inquadrano nell’ambiente rurale della Sardegna.

Rosalia (Eleonora Duse) concepisce un figlio, Anania, da un uomo già sposato. La giovane, per non costringere il piccolo a una vita di stenti, lo fa crescere dal padre, lasciandogli però un amuleto come suo ricordo. Dopo molti anni Anania (Febo Mari) torna a cercare la madre. Dopo averla ritrovata si dispera per la sua miseria e vorrebbe farla vivere con lui e la futura moglie…

(se non volete sapere come va a finire la storia non leggete da qui in poi…)

La promessa sposa non accetta questa condizione e Rosalia, per non intralciare la vita del figlio, decide di togliersi la vita.

(potete riprendere la lettura da qui..)

Un film Drammatico sorretto dalla grande interpretazione della Duse, che fa da contrasto a quella poco incisiva del Mari. La Duse aveva scelto, dopo ben sette anni dall’abbandono delle scene, di tornare a recitare proprio per questo film spinta dalla forza del personaggio di Rosalia: una donna disposta ad annichilirsi e sacrificarsi per il proprio figlio. L’attrice non sarà comunque contenta della propria interpretazione e, forse anche per via del cattivo riscontro che ebbe presso la critica e presso il pubblico, decise di non proseguire la sua carriera cinematografica. La vicenda ci viene raccontata anche attraverso i simboli, grazie all’insistenza su alcuni oggetti (l’amuleto) o frasi (la cenere) che ritornano nell’arco del film. Le inquadrature, che catturano perfettamente la bellezza rurale dei paesaggi, a tratti non convincono ed arrivano a tagliare i protagonisti in alcune scene importanti. La pellicola, prodotta dalla Ambrosio Film è stata di recente restaurata e il DVD distribuito dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano. Per maggiori informazioni vi invito a leggere questo interessantissimo intervento, pubblicato su sempreinpenombra, che ci racconta la storia del film sotto forma di piccolo diario.

tutto è cenere: la vita, l’uomo, la morte, il destino…” Rosalia/Eleonora Duse

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  1. thea
    settembre 8, 2011 alle 8:56 am

    Grazie per il link.

    • settembre 8, 2011 alle 9:12 am

      figurati, spero possa essere molto più utile di questa mia piccola recensione

  2. pointless_nostalgic
    marzo 26, 2015 alle 8:13 pm

    Totalmente d’accordo con la recensione. Ottime le scene che inquadrano l’ambiente rurale sardo, ma pessime quelle che riguardano la storia e la psicologia dei personaggi. Gran parte della profondità e complessità del personaggio di E. Duse si perde per colpa di tagli maldestri. Peccato. Nella versione che ho visto, un commento musicale ben accentato, però, ha comunque sostenuto il film.

    • marzo 27, 2015 alle 4:29 pm

      Ciao, anzitutto grazie per aver commentato, è sempre un piacere leggere le opinioni di altri appassionati. In secondo luogo, anche a distanza ormai di quasi quattro anni dall’articolo, resta comunque la stessa sensazione di rammarico per un film che poteva essere e non è stato. Resta comunque la magia di poter vedere la Duse su pellicola.

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