Prosegue il gemellaggio con il podcast Lingue Vive con questo nuovo film dedicato al mondo greco e latino. Oggi parliamo del Giulio Cesare di Giovanni Pastrone (199). Sebbene sia storicamente molto poco curato e ci siano diversi problemi, questo film è molto interessante perché mostra un tentativo piuttosto precoce di Giovanni Pastrone di fare un progetto con tante comparse. Tra l’altro Pastrone è qui anche interprete di Giulio Cesare! Andiamo prima alla trama:
Cesare (Giovanni Pastrone) è tornato vittorioso dalla Gallia. Bruto (Luigi Mele) scopre che egli aspira alla tirannide e organizza una strenua opposizione. Nonostante questo Marco Antonio riesce a Continua a leggere
Torna la collaborazione tra il podcast Lingue Vive ed E Muto Fu con questo articolo dedicato a La Caduta di Troia di Giovanni Pastrone e Luigi Romano Borgnetto (1911). Come suggerisce il titolo il film si ispira al ciclo troiano ma è in realtà un’unione di più momenti. Parte infatti con il racconto dell’antefatto, incluso nei Cypria, per poi saltare direttamente alla caduta di Troia presente nell’Iliou persis. Tutto gira in realtà intorno al rapimento di Elena e ai personaggi che ruotano intorno ad esso: Elena, il marito Menelao e Paride.
Come molti sapranno da quasi un anno accanto a E Muto Fu ho iniziato a curare un podcast chiamato
Eleonora Duse è un nome che ancora oggi molti ricordano, ma pochi ricorderanno quello di Italia Vitaliani, una sua cugina che ebbe anche lei un grandissimo successo tra la fine del 1800 e gli inizi del ‘900. Se la Duse recitò in un solo film, il mitico
Fiamma Simbolica di Eugenio Perego è un film che unisce diversi generi passando dall’investigativo fino al dramma psicologico. Come in Vittoria o Morte!, la protagonista interpreta da Berta Nelson è una donna interessante e sfaccettata. Nel film troviamo due elementi che lo avvicinano al mio background culturale, da una parte il riferimento alla fiamma delle vestali, elemento portante del film, dall’altra la presenza, anche se solo citata, del Ponte Nomentano, uno dei
Smarrita! di Giulio Antamoro è tra i film più interessanti della sezione Dive Russe in Italia del Cinema Ritrovato 2023. Ritrovato nella versione con didascalie russe e conservato presso il Gosfilmofond, Smarrita! propone una storia lacunosa che ha chiaramente come fonte di ispirazione il biennio rosso (1919-1920) con uno dei personaggi principali alle prese con la sua lotta (anarchica o comunista che sia) contro lo stato. Nel ruolo di protagonista troviamo Diana Karenne che scrisse insieme ad Antamoro anche la scneggiatura.
La Fuga di Socrate di Guido Brignone (1923) è stato uno dei momenti più divertenti del Cinema Ritrovato 2023 grazie alla sua leggerezza e un accompagnamento musicale scanzonato a cura di Daniele Furlati e Frank Bockius. Per chi si aspettasse un drammatico film sul celebre filosofo greco avrà un colpo al cuore a sapere che Socrate altri non è che un pappagallo dispettoso che tra una fuga e l’altra ama ripetere “coccodrillina mia”, un affettuoso epiteto che il protagonista dice alla sua amata in intimità. Nel ruolo di protagonista il forzuto Carlo Aldini, attore che
Thaïs di Anton Giulio Bragaglia e Riccardo Cassano viene generalmente presentato come il film futurista italiano per eccellenza ma in effetti non si può parlare di reale appartenenza a questo genere. Sin dai primi minuti è evidente, infatti, che ci si aspetta un’esaltazione della velocità, il progresso e la rottura con gli elementi narrativi classici. Se ci si aspetta un film come il francese L’Inhumaine di Marcel L’Herbier (1924) si è destinati a rimanere delusi, perché l’elemento avanguardistico è presente quasi
Il Gigante delle Dolomiti è l’ultimo film in cui possiamo vedere Bartolomeo Pagano nei panni di Maciste, il penultimo della sua produzione come attore prima di Giuditta e Oloferne (1929). Arrivati a questo punto del progetto non può dunque che scendere una lacrimuccia per quello che ha saputo intrattenermi, a distanza di 100 anni, con stupore e curiosità. Sapere, inoltre, la fine dell’attore è ancora più triste: considerato, ahimè, un superuomo e utilizzato tantissimo a scopi propagandistici da Mussolini, il povero attore si ritrovò a dover combattere con problemi di salute che sfociarono in
Capelli Biondi del 1919 è un’opera di cui si sa veramente poco e il cui recupero ha dell’incredibile. Ritrovato dalla Cineteca dello Stretto nel suo fondo di Ortigia, il film è l’unico prodotto dalla casa di produzione romana Costantini. Nulla è al momento noto degli attori e del regista. Il titolo rimanda a un’opera omonima scritta da Salvatore Farina e pubblicata nel 1875. Pur in condizioni pessime, Capelli biondi è stato