La Cintura delle Amazzoni – Mario Guaita-Ausonia (1920)

No, no e no! Non riuscirete a convincermi che questo La cintura delle amazzoni sia un buon film. La collaborazione tra il forzuto Mario Guaita-Ausonia, qui anche alla regia, e la sceneggiatrice Renée Deliot non mi pare partita nei migliori dei modi. Che sia chiaro, avevano già collaborato assieme per L’atleta fantasma (1919) che non ho visto ma viste le premesse…

Ma andiamo con ordine. Ci sono due club in città, quello degli Eraclidi e quello delle Amazzoni. Il capo del club degli Eraclidi chiede al suo novello Ercole (Mario Guaita-Ausonia) di trovargli delle cavalle perché il medico gli ha prescritto di fare equitazione per guarire dalla nevrastenia. Dopo lungo cercare trova casualmente le giumente che gli servono che però sono la dote di Cleopatra, figlia del Continua a leggere

Sansone e la ladra di atleti – Amedeo Mustacchi (1919)

Via Girardengo, vai grande campione/ nessuno ti segue su quello stradone

Così cantava De Gregori nella celebre canzone il bandito e il campione che è stata capace di rendere immortale il nome di un grande del ciclismo italiano anche alle nuove generazioni. Dei suoi successi sapevo tutto ma vederlo al Cinema Ritrovato coprotagonista di un film davvero non me l’aspettavo! L’occasione è per il film Sansone e la ladra di atleti di Mustacchi, di cui ci rimane solo un insieme di frammenti conservato presso l’Eye Filmmuseum e restaurato per l’occasione dalla Cineteca di Bologna presso l’Immagine Ritrovata. L’anno è il 1919 quando il “Campionissimo” aveva appena conquistato il suo primo Giro d’Italia (che ripartiva dopo la pausa forzata dovuta al primo conflitto mondiale). Una banda misteriosa guidata da Continua a leggere

Idolo Infranto – Emilio Ghione (1913)

Idolo infranto ci permette di vedere i primi passi, assieme a Il Circolo Nero, di Emilio Ghione alla regia. Incredibile ma vero, abbiamo infatti la possibilità di vedere i due primi film girati dal divo e quindi anche notare anche un eventuale approccio diverso nell’affrontare due storie che appartengono ad un genere decisamente diverso tra loro. Con Il circolo nero abbiamo, infatti, una rappresentazione del mondo degli apache che tanto porterà successo al successivo Ghione nei panni di Za La Mort di cui possiamo quindi vedere in qualche modo l’evoluzione. Nel nostro Idolo infranto, al contrario, ci troviamo di fronte ad un film drammatico molto vicino al gusto dell’epoca. La cosa che più mi ha colpito è stata vedere una giovanissima Francesca Bertini alle prese con uno stile recitativo ben lontano da quelli diveschi che l’hanno resa celebre successivamente. Nel film interpreta il personaggio di Continua a leggere

Justitia – Polidor (1919)

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Con Justitia inizia una nuova fase per Polidor che perde piano piano il successo acquisito negli anni precedenti. I Diva film e i film comici nostrani vengono meno esportati ma ottengono un discreto successo i film con protagonisti uomini e donne forzute. Tra queste ultime troviamo il misterioso personaggio di Astrea, donna veneziana che come Maciste spazza via i suoi avversari a suon di cazzotti. Secondo la rivista “al cinemà”, leggiamo nel catalogo del Cinema Ritrovato 2020, sotto questo pseudonimo si nascondeva la Continua a leggere

Fra Diavolo – Roberto Roberti, Mario Gargiulio (1925)

fradiavoloCon Fra Diavolo andiamo finalmente ad esplorare il cinema di Roberto Roberti, qui in coregia con Mario Gargiulo, di cui avevamo avuto un assaggio in Napoli che canta non troppo tempo fa. Non si è trattato semplicemente di presentare un film, ma con Fra Diavolo la Cineteca di Bologna ha voluto dare anche un segnale di presa di posizione politica molto forte. L’unica copia rimasta del film, infatti, seppur mancante di qualche sezione opportunamente riassunta, è stata ritrovata nella Cinemateca Brasileira di San Paolo, la quale sta vivendo un momento difficile e rischia la chiusura per volere di Bolsonaro. La scelta di presentare questo film per la Cineteca di Bologna e restaurarlo presso l’Immagine Ritrovata ha quindi permesso di tenere alta l’attenzione su una situazione politica difficile che dovrebbe toccarci da vicino, nonostante i tanti chilometri che ci distanziano dal Brasile, in quanto la cultura è un bene comune e condiviso.

Fra Diavolo (Gustavo Serena), il cui vero nome è Michele Pezza, è un personaggio realmente esistito che tra Settecento e Ottocento lottò strenuamente contro l’esercito francese che aveva occupato il Regno di Napoli. La storia raccontata nel film è ovviamente romanzata Continua a leggere

Miss Dorothy – Giulio Antamoro (1920)

dianakarenneVedere film completi con Diana Karenne è davvero un’impresa perché la diva raggiunse l’apice del suo successo negli anni ’20, quando il cinema italiano non veniva ormai più esportato come un tempo. Se quindi per i grandi diva film abbiamo copie sparse, ad esempio, tra Olanda, Repubblica Ceca, Francia, Giappone e Sud America, per questi dobbiamo affidarci alle nostre cineteche che non sempre le hanno nei loro archivi. Miss Dorothy, tra l’altro, ci è giunto parzialmente incompleto ma fortunatamente contiene tutti gli elementi importanti per farci comprendere la trama: la giovane inglese Thea Nothingham (Diana Karenne) studia musica in Italia dove conosce il nobile Ruggero di Sangro (Romano Calò), che contro il parere della madre decide di sposarla. Continua a leggere

1914-1920: i film muti di Mimì Aylmer

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Pagine pubblicitarie del film Ri. Ki. Ki. (1917), Cinemagraf, n.1-2, 1917, pp. 12-13.

Quasi certamente il nome di Mimì Aylmer suona sconosciuto ai più. Nome d’arte di Eugenia Spadoni (Roma, 29 maggio 1896 – Bologna, 20 ottobre 1992), attrice prevalentemente di teatro, ma anche di cinema muto e sonoro, scrittrice, cantante e musicista, di Mimì Aylmer abbiamo ben poche fonti, ma da queste possiamo raccogliere informazioni molto importanti che ci fanno capire l’evoluzione di una diva minore nella personale carriera artistica dagli anni Dieci agli anni Cinquanta. Sebbene ricopra ruoli marginali o di spalla nelle pellicole che ci sono giunte, Mimì Aylmer passa dalla commedia al dramma con estrema disinvoltura, complice il fatto che ad Aylmer, del cinema, non importi poi molto. Amante del teatro e dei palchi, prova un profondo fastidio nei confronti della macchina da presa, della ripetizione delle scene e del mezzo comunicativo così diverso da quello teatrale. In poche parole, trova impieghi nel cinema solo per ragioni economiche, soprattutto in mancanza di finanziamenti concreti (Aylmer attraversa e vive due guerre mondiali). Eppure ecco che troviamo Mimì Aylmer diretta da Amleto Palermi, Eleuterio Rodolfi e Ugo Falena nei muti, da Mario Camerini, Baldassarre Negroni e Nunzio Malasomma nei sonori, accompagnata da cast artistici di tutto rispetto. La storia del cinema parte proprio da pochi titoli che abbiamo da cui si possono trarre tantissime informazioni e curiosità, titoli nel nostro caso, naturalmente, muti. Tutti i film risultano irreperibili e sfortunatamente perduti. Continua a leggere

Napoli che canta – Roberto Roberti (1926)

napolicantaChi mi segue sa quanto ami le “sinfonie della città” del muto, che riescono a regalare un affresco di tante belle città principalmente nel corso degli anni ’20. Con Napoli che canta troviamo qualcosa di doppiamente interessante perché ritroviamo Napoli e dintorni del 1926 accompagnata da alcune canzoni popolari citate a volte direttamente come ad indicare a chi di dovere di eseguirle o magari, successivamente, di inserirle nella pellicola. Abbiamo quindi classici come “‘o sole mio“, e altre canzoni più o meno note come “sotto ‘e cancelle” o “Serenatella a mare“.

Partiamo dalla regia, quel nome Roberto Roberti potrebbe non dirvi molto, ma Bob Robertson vi ricorda qualcosa? Ebbene sì, il “Roberti” altri non era che il nome d’arte di Vincenzo Leone, regista e padre dell’ormai più noto Sergio Continua a leggere

Il padrone delle ferriere – Eugenio Perego (1919)

Quale miglior ritorno al cinema muto se non con un film con una delle grandi dive? Oggi ci occupiamo de Il padrone delle ferriere di Eugenio Perego (1919) tratto dal romanzo di fine ottocento Le Maitre des Forges di Georges Ohnet. Si tratta di un melodramma ad ambientazione borghese, quindi un pane decisamente ben gradito agli spettatori italiani dell’epoca che amavano il genere e lo dimostravano riempendo le sale all’uscita delle varie proposte.

La storia è piuttosto complessa e la possiamo riassumere brevemente come segue:

Il Marchese de Beaulieu è un nobile ormai decaduto e pieno di debiti. Distrutto per quanto sta accadendo l’uomo ha un infarto e lascia i figli Clara (Pina Menichelli) e Ottavio senza nulla. Clara sta avendo una relazione con il Duca Gastone di Bligny (Luigi Serventi) perché spera di ottenere un salto importante in società ma alla morte del padre Continua a leggere

La maschera e il volto – Augusto Genina (1919)

maschera_volto.jpgVedere La maschera e il volto di Genina al cinema è piuttosto difficile, per questo sono stato molto felice quando ho letto sul programma del Cinema Ritrovato 2019 che sarebbe stato proiettato. Non conoscevo la storia e devo dire che mi ha molto divertito, tanto che il film rientra senza dubbio nella mia top3 di questa edizione.

Paolo Grazia (Vittorio Rossi Pianelli) è sicuro che se dovesse trovare la moglie Savina (Italia Almirante Manzini) con un altro la ucciderebbe. Inutile dire che gli capita proprio quello che temeva, ma quando tenta di ucciderla, non ci riesce. Decide quindi di risparmiarle la vita ma la spedisce lontano da casa e le fornisce una nuova identità. Agli amici dice di averla strangolata e poi gettato nel corpo il fiume. Paolo viene processato e Continua a leggere