La stella della fortuna (Lucky Star) – Frank Borzage (1929)

luckystarCon Lucky Star si chiude il trittico di film di Borzage con l’amata coppia Janet Gaynor e Charles Farrell che tanto avevano fatto emozionare il pubblico americano e internazionale. Il primo film, ricordiamolo, era 7th Heaven, che valse a Borzage il primo Premio Oscar alla regia della storia e alla Gaynor quello per l’interpretazione femminile. Come gli altri due questo Lucky Star è un film piacevole, ben costruito, certamente scontato nello svolgimento ma in cui tutto è al suo posto. Questo genere di film tende spesso a provocarmi fastidio proprio per la propria banalità e smielatezza, ma complice anche lo stile recitativo dei due attori e il tocco del regista, la vicenda è permeata da una sorta di dolcezza malinconica che ho trovato piacevole.

Il film racconta dell’amore tra Mary (Janet Gaynor) e Timothy (Charles Farrell), reso disabile da Continua a leggere

La festa spagnola (La Fête espagnole) – Germaine Dulac (1920)

FeteespagnoleMentre due amici si combattono all’ultimo sangue per ottenere le attenzioni della donna che amano entrambi lei, Soledad (Ève Francis), questo è il suo nome, è un’altra donna senza pietà ma declinata in un modo ancora diverso dal solito. Forse non è realmente malvagia ma ha una caratteristica che la rendono davvero pericolosa: è annoiata. Per questo all’ennesimo tentativo da parte dei due amici di cui sopra di farle fare una scelta dei due, lei lancia velatamente il sasso dando ai due l’idea di combattere all’arma bianca per l’amore di lei. Peccato che mentre i due stanno metendo in gioco la vita davanti alla sua villa, Soledad sia uscita a Continua a leggere

Due sorelle (Kohlhiesels Töchter) – Ernst Lubitsch (1920)

ChochlovaForse è vero che non mi va mai bene nulla, ma anche con il secondo film di Lubitsch presentato durante il Cinema Ritrovato 2020 non è che sia andato molto d’accordo. Kohlhiesels Töchter ha dei momenti molto divertenti ma ancora una volta è la premessa a lasciarmi un po’ perplesso. Ci sono due sorelle, interpretate magistralmente da Henny Porten, una carina e oca (Gretel) e l’altra bruttina e scontrosa (Liesel). La bella Gretel è contesa da due amici, Peter Xaver (Emil Jannings) e Paul Seppl (Gustav von Wangenheim). Quando Xavel chiede al padre della ragazza (Jakob Tiedtke) la mano della figlia, questi risponde che prima deve riuscire a trovare marito a Liesel. Inutile dire che Continua a leggere

La bella dama senza pietà (La Belle dame sans merci) – Germaine Dulac (1920)

belledamesansmerciDopo Conchita ecco una nuova donna spietata pronta a distruggere gli uomini che gli si parano davanti. Però la protagonista di La belle dame sans merci non è spietata per pura malevolenza, ma ha ricevuto una grandissima delusione d’amore. Un tempo la bella Lola de Sandoval (Tania Daleyme) era infatti un’artista mediocre ma tremendamente innamorata del Conte di Amaury (Jean Toulout). Questi le aveva però spezzato il cuore rendendola una interprete fantastica ma una spietata distruttrice di anime. Arriva però per lei il momento della vendetta quando, molti anni dopo, rincontra proprio il conte di Amaury. Questi gli propone uno strano patto, ovvero di farle da simil agente e fingersi suo innamorato. Peccato che sia già sposato con Continua a leggere

Anna Bolena (Anna Boleyn) – Ernst Lubitsch (1920)

Lo sapete, non amo i film in costume e ho avuto modo tante volte di ripeterlo e la presenza di Lubitsch e Jannings non ha ugualmente aiutato nel farmi cambiare idea. Qui la storia è piuttosto nota: Enrico VIII (Emil Jannings) decide di divorziare da Caterina (Hedwig Pauly-Winterstein) per sposare Anna Bolena (Henny Porten) alla ricerca di un erede maschio. Purtroppo Anna partorisce una bambina e allora perde le attenzioni del marito che sposerà Jane Seymour (Aud Egede Nissen) dopo averle fatto tagliare la testa con l’accusa di adulterio.

Qui sono inserite una serie di elementi romanzati come la presenza di una storia d’amore pregressa tra Anna Bolena e Sir Norris (Paul Hartmann), l’inserimento del Continua a leggere

L’angelo della strada (Street Angel) – Frank Borzage (1928)

Questo di Street Angel è sicuramente uno degli articoli più travagliati della storia di emutofu. Cominciato lo scorso anno dopo la visione durante il Cinema Ritrovato, ho procrastinato fino a quasi dimenticarmi di cosa parlasse. Rivisto a distanza con Danilo Magno durante il periodo di lockdown ho nuovamente lasciato passare talmente tanto tempo da non sapere più da dove iniziare. Nella bozza dell’articolo ho ritrovato solo degli indizi, delle impressioni da cui prendo spunto per ripartire.

Dopo grande successo di Settimo Cielo, la Fox decise allora di riunire Borzage alla Gaynor e a Charles Farrell per girare ancora un film. Se il precedente era ambientato in Francia, qui siamo in Italia e la protagonista, Angela (Janet Gaynor) è ancora una volta una ragazza povera e sfortunata. La madre sta infatti per morire e le medicine sono molto costose. Sebbene non lo abbia mai fatto prima decide prima di prostituirsi e poi tenta un furto. Come spesso capita viene subito pizzicata ed inizia una rocambolesca fuga. Verrà salvata da una comitiva di circensi che la nascondono nel loro tamburo ed entrerà, scoperta la morte della madre, a far parte di questa combriccola sotto l’ala del loro capo Masetto (Henry Armetta). Angela diventa Continua a leggere

Erotikon – Mauritz Stiller (1920)

ChochlovaVedere questo Erotikon dopo aver visto quello di Gustav Machatý è sicuramente un errore perché le aspettative sul film, non conoscendo la trama, sono piuttosto alte. Il titolo, decisamente evocativo, lascia pensare a un film di seduzione e amore tutt’altro che casto. Invece questa versione stilleriana è ben lontana dall’essere questo, è piuttosto una commedia, anche ben riuscita devo dire, in cui l’amore interviene a mettere in crisi tutto.

Fatta questa premessa il film non è certo poco importante secondo la narrazione cinematografica. Parrebbe infatti che Lubitsch avesse detto che a Billy Wilder di aver imparato tutto dall’Erotikon di Stiller. Si tratta evidentemente di una manifestazione di apprezzamento ed affetto sincero che però corrispondono Continua a leggere

La Cintura delle Amazzoni – Mario Guaita-Ausonia (1920)

No, no e no! Non riuscirete a convincermi che questo La cintura delle amazzoni sia un buon film. La collaborazione tra il forzuto Mario Guaita-Ausonia, qui anche alla regia, e la sceneggiatrice Renée Deliot non mi pare partita nei migliori dei modi. Che sia chiaro, avevano già collaborato assieme per L’atleta fantasma (1919) che non ho visto ma viste le premesse…

Ma andiamo con ordine. Ci sono due club in città, quello degli Eraclidi e quello delle Amazzoni. Il capo del club degli Eraclidi chiede al suo novello Ercole (Mario Guaita-Ausonia) di trovargli delle cavalle perché il medico gli ha prescritto di fare equitazione per guarire dalla nevrastenia. Dopo lungo cercare trova casualmente le giumente che gli servono che però sono la dote di Cleopatra, figlia del Continua a leggere

Sansone e la ladra di atleti – Amedeo Mustacchi (1919)

Via Girardengo, vai grande campione/ nessuno ti segue su quello stradone

Così cantava De Gregori nella celebre canzone il bandito e il campione che è stata capace di rendere immortale il nome di un grande del ciclismo italiano anche alle nuove generazioni. Dei suoi successi sapevo tutto ma vederlo al Cinema Ritrovato coprotagonista di un film davvero non me l’aspettavo! L’occasione è per il film Sansone e la ladra di atleti di Mustacchi, di cui ci rimane solo un insieme di frammenti conservato presso l’Eye Filmmuseum e restaurato per l’occasione dalla Cineteca di Bologna presso l’Immagine Ritrovata. L’anno è il 1919 quando il “Campionissimo” aveva appena conquistato il suo primo Giro d’Italia (che ripartiva dopo la pausa forzata dovuta al primo conflitto mondiale). Una banda misteriosa guidata da Continua a leggere

Idolo Infranto – Emilio Ghione (1913)

Idolo infranto ci permette di vedere i primi passi, assieme a Il Circolo Nero, di Emilio Ghione alla regia. Incredibile ma vero, abbiamo infatti la possibilità di vedere i due primi film girati dal divo e quindi anche notare anche un eventuale approccio diverso nell’affrontare due storie che appartengono ad un genere decisamente diverso tra loro. Con Il circolo nero abbiamo, infatti, una rappresentazione del mondo degli apache che tanto porterà successo al successivo Ghione nei panni di Za La Mort di cui possiamo quindi vedere in qualche modo l’evoluzione. Nel nostro Idolo infranto, al contrario, ci troviamo di fronte ad un film drammatico molto vicino al gusto dell’epoca. La cosa che più mi ha colpito è stata vedere una giovanissima Francesca Bertini alle prese con uno stile recitativo ben lontano da quelli diveschi che l’hanno resa celebre successivamente. Nel film interpreta il personaggio di Continua a leggere