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Archive for the ‘1885-1909’ Category

Christmas strikes back

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Flesh and the Devil (1926)

E mentre in Italia imperversa la neve ci sembra di essere tornati a Natale con due mesi di ritardo. Santa is coming again? Per chi avesse nostalgia del periodo delle feste proponiamo un piccolo corto che va ad aggiungersi a quello del progetto natalizio. Andiamo addirittura al 1898 quando il solito G.A. Smith confeziona Santa Claus, un brevissimo corto ambientato nella notte più amata dai bambini. Il piccolo protagonista viene messo a dormire e nella notte, sotto rigorosa nevicata, viene in visita Babbo Natale a portare i doni. Il video è stato messo a disposizione direttamente dal BFI.

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Buona visione, nella speranza che il maltempo non abbia creato tanti disagi quanti qui a Roma.

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San Valentino nel cinema muto

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Fatty and Mabel Adrift (1916)

Agli inizi del ‘900 la festa degli innamorati era sì presente ma non era certo un’ossessione come oggi. Ci siamo così chiesti se potevano esserci dei film dedicati al giorno di San Valentino. Dopo aver contattato alcuni amici abbiamo tirato fuori da imdb questi titoli:

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1900: The Old Maid’s Valentine – George A. Smith
1910: His First Valentine – J. Searle Dawley (*?)
1910: Life in the next century – Gérard Bourgeois (**)
1911: Billy’s Valentine – Adele DeGarde (*?)
1911: Two Valentines – Anonimo (*?)
1912: The Office Favorite – John Halliday & B.F. Zeidman (*?)

legenda:
(*) perduto
(*)? probabilmente perduto
(**) film non edito/reperibile seppur conservato

L’elenco che avete appena visto contiene solo corti, generalmente irreperibili, fatti tra l’inizio del ‘900 e i primi anni ’10. Tra questi segnalo anche Life in the next century, uno di quei film di fantascienza che sto cercando ormai da 4/5 anni. Non sappiamo se la lista sia completa o meno, ma la cosa straordinaria è che il primo film dell’elenco, il più vecchio di tutti, è fortunatamente disponibile in rete.

Il corto dura appena un minuto: troviamo un’anziana signora (Laura Bayley), che attende fiduciosa la sua valentina. Con sua grande soddisfazione una lettera arriva davvero: cosa conterrà? La felicità si trasforma in disappunto, nel biglietto c’è scritto “just like mama“, forse un “ti vedo solo come un amico” ante litteram?

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Come detto non sappiamo se la lista sia completa o meno. Avete suggerimenti? Segnalateceli! Intanto noi vi auguriamo un felice San Valentino con il cinema muto!

Note: L’idea di un articolo su San Valentino nasce da una vera e propria condivisone tra collaboratori del sito: Alessia ha condiviso la gif che trovate in alto a destra, Esse ha proposto di trovare i film ed Erasmo ha tirato fuori l’elenco. Io, come al solito, mi sono limitato alla bassa manovalanza scrivendo l’articolo. Viva il lavoro di squadra!

Ossessione salsicce

21semalvCon il progetto fantascienza mi sono soffermato su diversi cortometraggi dedicati a dei fantastici generatori di salsiccia a manovella. Fortunatamente altri corti di questo tipo sono usciti fuori dal dimenticatotio. Quella delle salumerie meccanica era una vera e propria ossessione, dimostrazione che la voglia delle salsicce è sempre stata un must in tutte le epoche, probabilmente specie all’epoca quando il potere d’acquisto era mediamente più basso. Se qualcuno sognava la pietra filosfale, ecco quindi il Santo Graal degli amanti dell’insaccato. Signore e Signore, sono lieto di presentarvi le fantastiche salumerie meccaniche!

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– Making Sausages – George Albert Smith (1897)

Questa di George Albert Smith è il primo remake conservato della serie “salumerie meccaniche”. Nel video vediamo quattro uomini alle prese con una macchina per salsicce a manovella. Peccato che le salsicce siano fatte con cani e gatti! Nello stesso anno uscì The sausages machine, il cui regista è ignoto, seguendo la scia di remake internazionali di cortometraggi francesi diventati celebri.

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– Fun in a Butcher Shop – Anonimo (1901)

I cani sono i migliori amici dell’uomo? No! Meglio una salsiccia! Un tempo la comicità era differente e l’attenzione ai diritti degli animali molto meno considerata. In questa versione del 1901, alcuni padroni preferiscono di gran lungo mangiare piuttosto che dover sfamare i propri amici animali. Peccato che ci sia un disturbatore che non permette ai due gestori di fare il loro lavoro. Come fare a liberarsene? L’uomo viene gettato nella macchina, peccato che le salsicce di carne umana siano tutte da buttare.

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Aggiornamenti fantascientifici

Con colpevo ritardo ecco alcuni aggiornamenti al progetto fantascienza segnalatami, quasi un anno fa, dal gentilissimo Oskis War. I corti qui di seguito seguono in parte schemi già visti in precedenti corti, magari ampliandoli e rendendoli più enteressanti. La costante sono le macchine volanti, come spesso accade nella fantascienza di quegli anni. Si passa da viaggi straordinari in giro per i pianeti e non solo, fino a un futuro per la polizia nel mitico anno 2000. Unico corto a discostarsi è il divertente Electric Transformation che gioca su fantasiosi impieghi per la corrente elettrica.

– A la conquête de l’air – Ferdinand Zecca (1901)

Prima versione di corti relativi alle macchine volanti tipo The Twentieth Century Tramp di Edwin S. Porter (1902) o il più articolato Rescued in mid air di Percy Stow (1906). In pochi minuti un uomo fluttua magicamente nell’aria con il suo trabiccolo volante. Di Ferdinand Zecca avevamo avuto modo di parlare alcune volte in passato (fu autore di una versione di Quo Vadis?), qui finalmente lo vediamo brevemente all’opera.

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– Electric Transformations – Percy Stow (1909)

Uno scienziato riesce a trasformare le fattezze delle persone attraverso l’elettricità. Una signora ne fa le spese quando si ritrova con l’aspetto dell’inventore. Ci penserà un’altra ragazza a riportare tutto alla normalità…o quasi.

Carine le fasi di trasformazioni e divertente l’idea, comunque niente di straordinario. In generale il film rientra nel genere di “esperimenti con l’elettricità”, che si pensava potesse rivoluzionare il mondo molto più di quanto non avesse fatto.

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– La Police en l’an 2000 – Anonimo (1910)

Questo divertente corto è dedicato ad un’immaginaria polizia del 2000, in grado di pattugliare su dirigibili le strade della città. Come fare per catturare i criminali da lassù? Ecco delle fantastiche tenaglie estensibili e una cella provvisoria a bordo dove infilare i malfattori. Terminata la ronda i prigionieri vengono scaricati attraverso un tubo direttamente nella stazione di polizia, cani ruba-salsiccia compresi.

Il corto racconta simpaticamente le aspettative di sviluppo tecnologico per le forze dell’ordine. Come spesso accade in questo periodo l’occhio del regista si sposta verso il cielo. Vederlo nel 2000 vi farà certamente divertire.

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– The Automatic Motorist – Walter R. Booth (1911)

Variante più complessa di The “?” Motorist dello stesso Booth (1906).Il corto ricorda molto i viaggi fantastici di Mèliès, indubbi ispiratori della vicenda.

Quale miglior autista di un robot per due novelli sposi? Il folle guidatore si porterà sulla luna e su saturno il suo inventore, gli sposi, un poliziotto e un cane rimasti aggrappati sul retro della macchina. Arrivati su saturno eccoli attaccati dagli alieni. Finiranno nell’acqua e infine, saranno riportati a terra da un tiro di schioppo.

Storia divertente per le sue trovate che migliora, se possibile, il vecchio episodio di Booth. L’immagine della macchina sui vari pianeti con il poliziotto e il cane attaccati sul retro del mezzo valgono da sole la visione di The Automatic Motorist.

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Liquid Electricity – Stuart Blackton (1907)

Grazie all’utente Oskis War sono venuto a conoscenza del fatto che nella serie britannica Hollywood (1980), dedicata al cinema muto americano, in un episodio si trova un frammento dell’introvabile Liquid Electricity (1907) di Stuart Blackton, inventore della Vitagraph nonché grande pioniere del passo a uno e dell’animazione. Nell’episodio numero 11 (su 13) dal titolo Trick of the Light, spunta improvvisamente un estratto dal corto. Il film doveva durare intorno agli otto minuti ed era incentrato su uno scienziato che trovava il mondo di ricavare energia elettrica da un fluido misterioso. Ogni essere a contatto con esso iniziava immediatamente a muoversi a folle velocità anche se l’effetto terminava in poco tempo. Dopo aver provato su di sé il liquido, lo scienziato si diverte a testare la reazione su altre persone come si vede bene dall’estratto presente nel documentario. Il film era anche noto come The Inventor’s Galvanic Fluid, rinominato così proprio per via della capacità del fluido di galvanizzare chi ne veniva a contatto. Il successo del corto spinse Stuart Blackton a presentare un anno dopo The Galvanic Fluid sullo stesso argomento. Questo secondo film, sfortunatamente, non mi risulta sia reperibile in alcun modo. Purtroppo insieme alla splendida notizia del “ritrovamento” del frammento, Oskar mi ha dato anche la triste notizia che Madrid en el año 2000 di Manuel Noriega (1925) è ormai considerato dalla Filmoteca Española come del tutto perduto.

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Le Ultime Cartucce

Chi di voi conosce questo quadro?

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Si chiama Les dernières cartouches di Alphonse de Neuville (1873), uno specchio della guerra franco-prussiana. Il Primo Settembre 1870 a Bazeilles, nelle Ardenne, dei soldati francesi cercano di resistere ai prussiani, rintanati in una casa. Il giorno dopo a Sedan, Napoleone III venne sconfitto ed andò in esilio in Gran Bretagna dove morì tre anni dopo. Questo quadro fu uno dei più celebri e amati fino ai primi del ‘900. Il quadro all’epoca fu venduto per una cifra record. La celebrità del quadro è dovuta in particolare al suo spirito patriottico, in quanto invitava a combattere e sacrificarsi anche in condizioni disperate. Venne poi ricomprato intorno al 1960 ed è oggi conservato al Museo di Bazeille. A conferma della grande celebrità del quadro, vennero girati anche dei corti muti che si ispiravano ad esso.

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Nel 1897 Geoges Méliès girava Bombardement d’une maison, uno dei primissimi film dedicati alla guerra e che, come dice il titolo, ritrae alcuni soldati che combattono in una casa, nonostante sia pesantemente bombardata dai nemici.

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Nello stesso anno usciva un film dei Fratelli Lumière con lo stesso nome del quadro, di cui non ho trovato il video ma di cui posso proporvi un”immagine tratta dall’utilissimo Catalogo Lumière.

Non dovettero comunque essere le uniche rappresentazioni di questo quadro, su IMDB, per quanto possa essere attendibile,appare ad esempio una possibile ulteriore versione prodotta dalla Pathé Frères, di cui è forse impossibile risalire alla paternità. Probabile del resto che questo sia solo uno di tanti altri corti che vennero prodotti in quel periodo, sulla scia del successo delle diverse versioni, magari anche diversi anni dopo il 1897.

Les dernières cartouches dimostra come un quadro possa fare la storia del cinema e di come le arti possano influenzarsi a vicenda per migliorarsi e crescere.

 

Ladri, Pazzi e Visionari

Ed eccoci all’ultimo appuntamento con i corti, una sorta di “tutto quello di cui non abbiamo parlato fino ad oggi ma che merita di essere visto“. Sì perché questi quattro cortometraggi sono davvero divertenti e sono davvero meritevoli di essere trattati tutti insieme. Il viaggio per la Fantascienza del Cinema Muto ci ha fatto scoprire tanti cortometraggi interessanti ed è giusto finire in bellezza.

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– El Hotel Electrico – Segundo de Chomón (1905)

Come ci immaginiamo il futuro? Da sempre se pensiamo al nostro futuro tra un centinaio di anni lo immaginiamo pieno di stravaganti invenzioni e ricco di nuove incredibili tecnologie. Era così era anche nel 1905, quando Segundo de Chomón immaginava un Hotel elettrico, altresì un hotel controllato completamente da sistemi elettronici o da computer come diremmo noi oggi. Così quando i due protagonisti del nostro corto arrivano nell’incredibile Hotel Electrico, la loro valigia viene portataautomaticamente nella loro stanza e svutata nei cassetti adeguati ad ogni capo. Poi, una volta giunti nella sala, i due vengono svestiti e pettinati. Pronti finalmente per andare a dormire ecco il dramma, un dipendente ubriaco gioca con l’impianto elettrico e l’Hotel Electrico impazzisce.

De Chomón incanta e diverte con un uso sapiente dello stop-motion e una notevole dose di ironia. Il senso sembra essere lo stesso di molti corti di Méliès ma il messaggio contiene un monito molto attuale, diffidate da controlli completamente elettronici, perché l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

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– Le Voleur Invisible – Segundo de Chomón (1909)

Nel 1897 veniva pubblicato The Invisible Man di H.G. Wells, un libro destino a cambiare e ispirare profondamente tutti noi, tanto che ancora oggi, a distanza di quasi 120 anni, la vicenda è ancora nota a tutti. La prima versione francese del libro uscì nel 1901 ma ci vollero otto anni prima che il cinema muto ne fosse ispirato. Il protagonista di questa vicenda, dopo aver acquistato il libro, decide di seguire la fantastica ricetta di Wells per diventare invisibile. L’esperimento ha successo e l’uomo, dopo essersi tolto i vestiti, inizia una nuova sfavillante carriera come ladro inafferrabile.

Anche qui Segundo de Chomón riesce a incantare e divertire grazie all’uso intelligente di effetti speciali godibili ancora oggi. Consiglio caldamente la visione.

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– Onésime horloger – Jean Durand (1912)

Onésime è un personaggio di fantasia interpretato da Ernest Bourbon che prese vita per la prima volta nel 1912, sulla scia di altri personaggi burleschi del cinema muto apparsi prima prima guerra mondiale. Visto l’immediato successo del personaggio, alla prima avventura Onésime gentleman détective ne seguirono tantissime altre, tanto che fino al 1914 ne erano state girate più di 50. Onésime horloger è una storia divertente e affatto banale che cerca di far comprendere a suon di risate che in fondo il tempo è relativo.

Onésime viene designato erede di un suo vecchio zio che ha però posto una clausola. Nella speranza che lo sciocco nipote riesca a maturare negli anni, l’anziano impone che Onésime possa riscuotere la ricca eredità solo dopo che saranno passati vent’anni. Onésime è disperato ma non si rassegna e cerca uno stratagemma per incassare prima il denaro. Un giorno, mentre è intento a leggere un libro sugli orologi, scopre un metodo per velocizzare il passare delle ore. Onésime decide allora di aumentare la velocità dell’orologio centrale del mondo per rendere più rapida la vita e ricevere in meno tempo il denaro. La città inizia allora a prendere ritmi forsennati e tutte le attività quotidiane si svolgono ad una velocità insostenbile. Vengono allora analizzate diverse situazioni di ogni giorno mostrando come esse vengano svolte dopo lo stravolgimento del tempo. Alla fine Onésime, passati i vent’anni più veloci della sua vita, può ricevere finalmente la pensione.

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– The Fugitive Futurist: a Q-riosity by “Q – Gaston Quiribet (1924)

Vi avverto prima di farvi leggere quanto segue. Vedete il cortometraggio in fondo alla pagina prima di leggere, perché The Fugitive Futurist è breve e divertene e non vi consiglio di rovinarvi il finale. Se non vi interessa più di tanto passiamo alla trama:

All’ippodromo un uomo ha appena perso tutto ciò che aveva scomettendo sui cavalli. Mentre questi si è seduto su una panchina desolato, gli si avvicina di soppiatto uno strano signore che trasporta un pacchetto voluminoso. L’uomo racconta di essere un inventore braccato da malviventi che vogliono entrare in possesso di una macchina prodigiosa di sua invenzione, che si trova dentro al pacco, in grado di vedere nel futuro. Davanti ai nostri occhi appaiono così le varie aree di Londra come sono e come dovrebbero essere nel futuro. Quando l’uomo sta per essere conquistato definitivamente di questa invenzione, ecco arrivare due guardie. L’inventore non è che un pazzo fuggito dal manicomio e il pacchetto non contiene altro che mattoni.

L’effetto “liquido” del prima e dopo della varie aree di Londra è davvero molto bello e nel complesso tutto il cortometraggio è estremamente piacevole e avvincente. Gaston Quiribet mette in scena una commedia breve ma estremamente divertente, forse la più bella tra i corti di fantascienza che abbiamo analizzato. Non c’era modo per terminare in maniera migliore i corti del Progetto Fantascienza.

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