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Posts Tagged ‘Louis Feuillade’

I Vampiri, episodio 1: La testa mozzata (L. Feuillade, 1915)

tvampire_1aIn questi giorni sto studiando per (provare a) dare l’esame di Storia della Serialità e in bibliografia ho un testo che tratta della serialità delle origini, vale a dire i primi rudimenti delle produzioni mute in serie, concatenate tra loro e legate da una cornice socio-politica in comune. Sto parlando di Trame spezzate. Archeologia del film seriale di Monica Dall’Asta (Recco, Le Mani, 2009), un testo illuminante e fondamentale, credo, per chi si occupa di cinema muto. Già avevo avuto modo di sfogliarlo per la mia tesi di laurea triennale Emilio Ghione regista del cinema muto italiano. Il mio amato Za la Mort è un esempio rappresentativo della prima serialità italiana, sebbene non segua una continuità narrativa lineare, ma parlerei volentieri dell’apache dal volto scavato prossimamente. I film muti in serie dei primi anni del Novecento sono vari ed eventuali, ma principalmente le produzioni sono francesi e statunitensi: ad esempio Victorin-Hyppolite Jasset per Nick Carter, Pearl White nei ruoli delle eroine anticonformiste Pauline, Elaine e Pearl e Louis Feuillade per Judex e Fantômas.

Louis Feuillade è un nome che ricorre tantissimo nel libro di Monica Dall’Asta e vorrei inaugurare con questo articolo un mio personale racconto del serial I Vampiri IMG_2790episodio per episodio, tutti e dieci scritti e diretti dal regista francese. Personalmente adoro tantissimo le atmosfere tetre, fumogene e sinistre della Parigi dei primi anni Dieci, immersa ancora per poco negli ultimi granelli di benessere sociale della Belle Époque prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Insieme a Zigomar con la Banda degli Z e Fantômas scortato dai suoi fedelissimi apache, i Vampiri sono un gruppo criminale che nella realtà infestano il cinematografo a partire dal 1915 e nella
finzione terrorizzano la classe borghese parigina. Nessuno sa di preciso chi faccia parte dei Vampiri, perfino il capo cambia nome nel corso della serie (più che altro per IMG_2789un’esigenza organizzativa degli attori chiamati al fronte), dal Gran Vampiro, passando per Satanas, arrivando a Vénénos. La sola figura fissa, ricorrente nel corso dei dieci episodi della serie è la leggendaria Irma Vep (Musidora), l’unica donna, pare, che compare in maniera sorprendente nel terzo episodio Le Cryptogramme rouge (Il crittogramma rosso). Tutti i membri dei Vampiri agiscono mascherati, coperti da cima a fondo mediante una tuta nera aderentissima; conseguentemente è più difficile essere riconosciuti in caso di testimonianze oculari. Il travestimento è un espediente fondamentale per portare a termine un colpo o un omicidio: difatti, negli anni Dieci, il corpo di Polizia ha da poco iniziato un accurato procedimento di schedatura dei volti finalizzato al riconoscimento facciale mediante caratteristiche fisiognomiche. Con una tuta nera, però, il criminale può agire indisturbato nell’ombra. Sono quindi le ombre e gli inganni il minimo comun denominatore del Les vampires La tete coupee (2)primo episodio della durata di mezz’ora circa intitolato La Testa mozzata. Veniamo ai fatti. Il reporter Philippe Guérande (Édouard Mathé) sta investigando sul caso dei Vampiri, veri e propri seminatori di paura, quando riceve un telegramma che lo informa che il corpo dell’ispettore Durtal, il quale stava indagando anch’esso sulla banda dei Vampiri, è stato trovato senza testa nelle paludi nei pressi di Saint-Clement-Sur-Cher; Guérande parte e si reca al castello del Dr. Nox (Jean Aymé), amico di famiglia, per saperne di più. Nel frattempo si unisce a lui Margaret Simpson (Rita Herlor), una milionaria statunitense giunta in Francia per concludere l’affare di compravendita del castello con il Dr. Nox. La notte stessa la signora Simpson viene derubata di tutti i suoi averi da una figura nera che si introduce nel castello e Guérande viene colto, inspiegabilmente, in possesso di un prezioso portasigarette, l’unico oggetto scampato al furto. Dichiaratosi giustamente innocente, Guérande corre dal magistrato del paese Hamel (Thelès) per denunciare l’accaduto, seguito dal Dr. Nox e la signora Simpson. Guérande e Hamel tornano al castello dopo aver fatto blindare ogni uscita della magistratura da degli agenti, chiudendo il Dr. Nox e la signora Simpson in una stanza. I 12b6bb1187c883d96464c924548aeb9cdue, al castello, scoprono un passaggio segreto che li conduce al ritrovamento di una scatola al cui interno vi è la testa mozzata di Durtal. Sconvolti, tornano all’ufficio e trovano la signora Simpson senza vita. Del Dr. Nox non vi è alcuna traccia: solo un biglietto su cui vi è scritto che il vero Nox è stato ucciso e che in realtà il Gran Vampiro si è sempre celato sotto le sue fattezze. La camera stacca e segue per qualche minuto i passi di una figura nera sui tetti del paese, la scena più emblematica di tutto il film, dopodichè sfuma al nero.

Volenti o nolenti La Testa mozzata è l’episodio che introduce immediatamente e senza troppi giri di parole nella situazione: è già ovvio e risaputo che I Vampiri sono una temutissima banda criminale da annientare il prima possibile per ripristinare l’ordine cittadino. Si è irreparabilmente coinvolti nelle indagini di Guérande, ma in qualche modo si resta affascinati dall’ambiguità di queste figure nere di cui non si conoscono la natura e lo scopo della loro esistenza. Fossimo catapultati ai giorni nostri, La Testa mozzata avrebbe tutta l’aria di essere un pilot, l’ouverture che indirizza verso crimini molto più grandi di un cadavere decapitato e dell’omicidio di una persona altolocata.

Devo ancora capire se provo maggior empatia verso Guérande o verso I Vampiri, se voglio che  la banda sia smascherata una volta per tutte o che le tute nere creino ancora un po’ di scompiglio prima di scomparire nell’ombra, fatto sta che I Vampiri in quanto film mi inquieta non poco ed è veramente giusto così.

[…continua]

Les Vampires – La Tête coupée / Louis Feuillade. – Soggetto e sceneggiatura: Louis Feuillade. – Francia: Société des Etablissements L. Gaumont, 1915. – Con Édouard Mathé, Thelès, Jean Aymé, Rita Herlor. Lunghezza: metri 950 circa.

Visto di Censura (in Italia): 11946, 17 agosto 1916.

Prima visione francese: 13 novembre 1915.

Stato: sopravvissuto.

 

Fonte: Monica Dall’Asta, Trame spezzate. Archeologia del film seriale, Recco, Le Mani, 2009.

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Il Dottor Mabuse (Dr. Mabuse, der Spieler) – Fritz Lang (1922)

Nel 1921 vedeva la luce il romanzo Dr. Mabuse, der Spieler di Norbert Jacques e il successo fu immediato. Rapito dal personaggio, Fritz Lang decise di girarne un film che fu presentato nel 1922. Per non perdere quasi nulla di quanto narrato nel romanzo, Lang decise di dividere il film in due parti principali: 1. Il grande giocatore: un quadro dell’epoca (Der große Spieler. Ein Bild der Zeit); 2.INFERNO: un dramma di uomini della nostra epoca (INFERNO. Ein Spiel von Menschen unserer Zeit). Il film a conti fatti non è molto dissimile da un Fantômas di Louis Feuillade nell’intenzione, ma l’attenzione del film è posta altrove. Dove nel serial francese è tutto teso all’azione ed alle peripezie del protagonista/antagonista, qui l’azione è quasi inesistente. Le vicende si svolgono con lentezza e l’attenzione dello spettatore è spostata al personaggio stesso del Dottor Mabuse, interpretato da uno splendido Rudolf Klein-Rogge, e dai suoi diversi travestimenti che a tratti sembrano quasi non avere un’utilità reale ai fini della trama. Sono i dettagli a fare la differenza, così come la focalizzazione nei personaggi e nelle diverse situazioni, situazioni che si ripetono ma con risultati finali differenti perché i personaggi imparano da quanto loro accaduto precedentemente e non reagiscono mai allo stesso modo. Siamo insomma lontani anni luce da serial americani come The Master Mystery o Lightning Hutch. Ma andiamo finalmente alla trama generale delle due parti:

Il Dottor Mabuse (Rudolf Klein-Rogge) è un medico psicoanalista molto celebre nei quartieri alti. Ma dietro la sua professione cela un segreto. Egli è infatti un bandito senza scrupoli che spilla soldi ai ricchi giocatori d’azzardo utilizzando i suoi poteri ipnotici. Per evitare di essere riconosciuto, egli adopera travestimenti di ogni tipo, riuscendo così a rimanere al di fuori di ogni sospetto. Si avvale dell’aiuto di numerosi collaboratori: Spoerri (Robert Forster-Larrinaga), segretario e truccatore del Dottor Mabuse con il cattivo vizio della cocaina, Pesch (Georg John), la domestica Fine (Grete Berger), l’autista Georg (Hans Adalbert Schlettow) e Chérie Carozza (Aud Egede Nissen), ballerina e cantante innamorata del suo malvagio capo. Il Dottor Mabuse possiede anche un laboratorio di falsari gestito dal grasso Haawsch (Karl Huszar-Puffy) in cui lavorano solo non vedenti (ricordiamo che questo è il periodo della crisi economica). Presto il castello di carte inizia a crollare. Mabuse ruba del denaro a Edgar Hull (Paul Richter), figlio di un ricco industriale, e si rivolge al Procuratore di Stato Norbert von Welk (Bernhard Goetzke). Il Dottor Mabuse mette sulle sue tracce Chérie Carozza che viene però scoperta e imprigionata. Per vendetta Mabuse organizza un’imboscata ai danni di Edgar Hull, che viene ucciso, e del Procuratore, che riesce incredibilmente a salvarsi. Chérie Carozza si suicida per ordine dello stesso Mabuse, ormai interessato ad un’altra donna, la Contessa Dusy Told (Gertrude Welcker). Il Conte Told (Alfred Abel), è un ometto debole e facilmente impressionabile, così Mabuse riesce a fare in modo che perda ogni credito verso i suoi amici, rapendo poi la sua amata contessa e convincendolo, tramite l’ipnosi, che lei lo avesse abbandonato per vergogna. Come ultimo atto del suo diabolico piano, Mabuse spinge il conte a suicidarsi. Ma il Procuratore ha ormai capito tutto e si mette sulle tracce del Dottor Mabuse fino ad un finale rocambolesco e intenso.

La lentezza nell’evoluzione della trama è testimoniata anche dalle poche righe con cui ho raccontato le quattro ore e mezza di film. Ho visto Dr. Mabuse con Erasmo del blog La Grande Bellezza e ci siamo soffermati a lungo su questa componente ed è apparso evidente fin da subito come Fritz Lang seguisse da vicino un romanzo e non una storia originale (ovviamente la sceneggiatura vede sempre la presenza della moglie Thea von Harbou). Quattro ore e mezza di narrazione non sempre fluidissima post pranzo abbondante e con il caldo torrido non sono esattamente il massimo, eppure non ho mai venuta voglia di interrompere la visione e penso che in gran parte il merito si proprio di Lang. Ogni volta mi perdevo in qualche dettaglio, in un gioco di luci o nell’espressione di un attore. I personaggi si evolvevano caratterialmente sotto i miei occhi e ogni trasformazione del Dr. Mabuse sembrava nascondere al suo interno una nuova sfaccettatura della personalità del criminale. Abbiamo iniziato la visione con l’edizione della Sinister Video che ha una colonna sonora abominevole. Sostanzialmente è stata preparata un’ora di musica che poi è stata semplicemente ripetuta per tutto il film (con tanto di breve pausa quando finiva il “giro”). Con la seconda parte siamo fortunatamente passati alla Masters of Cinema di Erasmo e grazie alla loro solita cura nei dettagli, il film è sembrato ancora più profondo e interessante (inutile dire che vi consiglio questa seconda edizione).

Cinema Ritrovato 2014

Dopo la splendida esperienza dello scorso anno (clicca qui) mi è stato riproposto di collaborare con la redazione di Cinefilia Ritrovata e seguire per loro il Cinema Ritrovato 2014 che si svolgerà tra il 28 Giugno e il 5 Luglio. Anche questa volta i progetti muti sono tanti e non vedo davvero l’ora di cominciare. Si parte con i 100 anni di Chaplin che avranno una loro rassegna specifica dal 25 al 28 Luglio ma che continuerà con una serie di corti del periodo Essanay. Non finisce qui, le sezioni che ci interessano sono molteplici: muti e sonori di William WellmanLe Commedie di e con Rosa Porten, documentari vari tra cui l’attesissimo (almeno per me) Sperduti nel Buio, ci si soffermerà sulla produzione di Germaine Dulac e poi, con la rassegna Cento anni fa, avremo proiezioni incredibili come Fantômas ma anche Cabiria. Tra le pellicole restaurate spiccano inoltre The Merry WidowDas Cabinet Des Dr. Caligari e Sangue Bleu, molti dei quali verranno proiettati con la lanterna a carbone presentata lo scorso anno tra lo stupore di tutti i presenti. Insomma le premesse ci sono, non resta che tuffarci in oceano di film muti lungo 8 giorni che io, come sempre, seguirò e vi racconterò di giorno in giorno.

Per maggiori informazioni vi rimando ovviamente al programma integrale della rassegna che trovate cliccando qui.

 

28/06
14.30 Cinema Jolly – William Wellman, tra muto e sonoro – You never Know Women
14.30 Sala Mastroianni – Chaplin 100. Il comico e le ballerine – Cento anni fa. Intorno al 1914
16.15 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – La guerre du Feu, Amor di Regina
18.00 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – intro al film perduto Sperduti nel buio
18.15 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Norrtullsligan (rep 30/06 ore 21.30)
18.30 Sala Cervi – Documentari – Sperduti nel Buio
21.30 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Das Cabinet Des Dr. Caligari (rep. 3/06 ore 14)

29/06
09.00 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – Ned Med Vaabnene!
10.15 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – La Fille de Delft
12.15 Sala Mastroianni – Orfanotrofio musicale (parte 1)
14.30 Cinema Jolly – William Wellman, tra muto e sonoro – Beggars Life
14.30 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Gloria del 35mm – The Temptress
16.45 Sala Mastroianni – Il Dottor Portegg, suppongo? Le Commedie di e con Rosa Porten (parte 1)
21.45 Piazza Maggiore -Cento anni fa. Pacifismo ! – Maudite Soit la Guerre
A seguire: Un Dirigeable sur les champs de Bataille

30/06
09.00 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – The Exploits of Elaine
10.15 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – Le Corso Rouge e The Wishing Ring
12.15 Sala Mastroianni – Orfanotrofio musicale (parte 2)
14.30 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – In The Land of the Head Hunters
16.30 Sala Mastroianni – Il Dottor Portegg, suppongo? Le Commedie di e con Rosa Porten (parte 2)
18.00 Sala Mastroianni – Orfanotrofio musicale (parte 3)
19.00 Sala Mastroianni – Germaine Dulac, un cinema di sensazioni – Un peu de rêve sur le faubourg
21.30 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Norrtullsligan (rep. 28/06)

01/07
09.00 Sala Mastroianni – Serial Fantômas (parte 1)
09.00 Sala Scorsese – Progetto Chaplin, il periodo Essanay (parte 1)
10.15 Sala Mastroianni – Vedute dall’Impero Ottomano 1896-1914 (parte 1)
12.15 Sala Mastroianni – Orfanotrofio musicale (parte 4)
14.30 Sala Mastroianni – Documentari – Le Olimpiadi di Amsterdam
16.45 Sala Mastroianni – Vedute dall’Impero Ottomano 1896-1914 (parte 2)
18.15 Sala Mastroianni – Germaine Dulac, un cinema di sensazioni – Antoinette Sabrier
21.45 Piazza Maggiore – I 50 anni dell’Österreichisches Filmmuseum – The Merry Widow

02/07
09.00 Sala Mastroianni – Serial Fantômas (parte 2)
09.00 Sala Scorsese – Progetto Chaplin, il periodo Essanay (parte 2)
10.15 Sala Mastroianni Vedute dall’Impero Ottomano 1896-1914 (parte 3)
12.00 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Dal pontificato di Pio X all’elezione di Benedetto XV
14.30 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – The Epic of Everest
16.30 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – Il Focolare Domestico
18.15 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Addio Giovinezza
21.45 Piazza Maggiore – Ritrovati e Restaurati – Le Jour se Lève
22.15 Piazzetta Pier Paolo Pasolini – Germaine Dulac, un cinema di sensazioni – La Princesse Mandane
Proiezione con lanterna a carbone
Ingresso libero. Prenotazione:
cinetecadirezione@cineteca.bologna.it – 0512194832
(In caso di pioggia, la proiezione si sposterà in Sala Mastroianni)

03/07
09.00 Sala Mastroianni – Serial Fantômas (parte 3)
09.00 Sala Scorsese – Progetto Chaplin, il periodo Essanay (parte 3)
10.45 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – Effetti di Luce
12.15 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – Das Cabinet des Dr. Caligari (rep. 28/06)
16.15 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 (vari)
18.15 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 (vari)
21.45 Piazza Maggiore – Ritrovati e Restaurati – Progetto Chaplin, il periodo Essanay (solo un corto – parte 4)
22.15 Piazzetta Pier Paolo Pasolini – Proiezione con lanterna a carbone – Sangue Bleu
Accompagnamento al piano di Daniele Furlati
Ingresso libero. Prenotazione:
cinetecadirezione@cineteca.bologna.it – 0512194832

04/07
09.00 Sala Mastroianni – Serial Fantômas (parte 4)
09.00 Sala Scorsese – Progetto Chaplin, il periodo Essanay (parte 5)
10.15 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – The Folly Vanity
11.45 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – L’ètoile du génie e la Reine de Saba
14.30 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Why be Good?
16.15 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – Fior di Male
17.30 Sala Mastroianni – Germaine Dulac, un cinema di sensazioni – La Cigarette
21.00 Teatro Comunale – Cento anni fa. Intorno al 1914 – Cabiria

05/07
09.00 Sala Mastroianni – Serial Fantômas (parte 5)
09.00 Sala Scorsese – Progetto Chaplin, il periodo Essanay (parte 6)
10.30 Sala Mastroianni – Chaplin 100
12.00 Sala Mastroianni – Il Dottor Portegg, suppongo? Le Commedie di e con Rosa Porten (parte 2)
14.30 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 – Christus
16.45 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 (vari)
18.30 Sala Mastroianni – Cento anni fa. Intorno al 1914 (rep. 5/07 ore 21.30)

Legenda:
Cinema Lumière, via Azzo Gardino 65:
Piazzetta Pier Paolo Pasolini
– Numero di posti: ?
Sala Mastroianni – Numero posti: 174
Sala Scorsese – Numero posti: 144
Sala Cervi – via Riva di Reno, 72 – Numero posti: 44
Cinema Jolly – via Marconi, 14 – Numero posti: 362
Teatro Comunale – Largo Respighi, 1 – Numero posti: 1034

 

Cinema Ritrovato 2014 – Prime Anticipazioni Mute

Da qualche ora è uscita una prima anticipazione del programma del Cinema Ritrovato 2014 che prenderà il via il 28 Giugno per terminare il 5 Luglio 2014. Oltre a questo ci sarà un convegno dedicato ai 100 anni di Charlot che andrà dal 25 al 28 Giugno. Tra questi due eventi sono in programma circa 230 film muti. I film verranno presentati nelle seguenti sezioni: 100 anni di Charlot, documentari, 1914: il cinema cento anni fa, ritrovati e restaurati, William Wellman: tra muto e sonoro, Il Dottor Portegg, suppongo? – Le commedie di e con Rosa Porten, Werner Hochbaum: un uomo diviso, Germaine Dulac: un cinema di sensazioni, I 50 anni dell’Österreichisches Filmmuseum. Tutti i film muti saranno accompagnati da noti artisti e compositori come Neil Brand, Antonio Coppola, Daniele Furlati, Stephen Horne, Maud Nelissen, Donald Sosin, John Sweeney e Gabriel Thibaudeau. Ma andiamo all’elenco dei film finora annunciati.

Per il convegno Chaplin:

• Kid’s Auto Races in Venice (1914) di Charlie Chaplin
• A Night in the Show (1915) di Charlie Chaplin
• The Immigrant (1917) di Charlie Chaplin
• Shoulder Arms (1918) di Charlie Chaplin

Durante il Cinema Ritrovato 2014:
• Fantômas (1913) di Louis Feuillade
• Addio giovinezza (1918) di Augusto Genina
• Das Cabinet des dr. Caligari (Il gabinetto del dottor Caligari, 1920) di Robert Wiene
• Norrtullsligan (The Norrtull Gang, 1923) di Per Lindberg
• The Epic of Everest (1924) di Captain John Noel
• The Temptress (La tentatrice, 1926) di Fred Niblo
• Why Be Good? (1929) di William Seiter
• The Merry Widow (La vedova allegra,1925) di Erich Von Stroheim
• Cabiria (1914) di Giovanni Pastrone
• Maudite soit la Guerre (1914) di Alfred Machin
• You Never Know Women (Maschere russe, 1926) di William Wellman
• Beggars of Life (1928) di William Wellman
• The Man I Love (1929) di William Wellman
• Wem Gehört das Kind? (1910) di Franz Porten
• Das Teufelchen (1917) di Franz Porten
• Zwei Welten (1929) di Werner Hochbaum
• Brüder (Brother,1929) di Werner Hochbaum
• Le Olimpiadi di Amsterdam (1928)

Cortometraggi per un Natale Muto – Parte 4

Ed eccoci all’ultimo appuntamento dedicato alle produzioni mute relative al Natale. Non potevo che terminare parlando di due cortometraggi diretti da due istituzioni del cinema muto francese: Georges Méliès e Louis Feuillade. Se il primo,come capita per le prime produzioni di Méliès, è davvero brevissimo e quasi onirico, il lavoro di Feuillade si rivela molto più complesso ed interessante ed è forse il cortometraggio muto dedicato propriamente al Natale più complesso e meglio strutturato.

– Le rêve de Noël – Georges Méliès (1901)

Questo brevissimo cortometraggio è articolato in diverse sezioni. Tutto inizia con dei bambini che vengono messi a letto dalla governante. Partono poi di quadri sognanti tra campane che suonano e feste esasperate. Nell’ultima parte i bambini si svegliano per ricevere i loro regali di Natale. Parte allora una danza sotto la neve dal chiaro valore simbolico.

Personalmente ho trovato il breve corto un po’ confusionario ma comunque divertente nella sua bizzarria. Quello che comunque traspare è l’estrema felicità che il Natale porta a grandi e piccini. Ognuno ha i suo bisogni: i grandi preferiscono grandi mangiate e schiamazzi, mentre i bambini scartare i loro splendidi regali.

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– Le Noël du poilu – Louis Feuillade (1916)

La cosa interessante di questo cortometraggio è il fatto che si parli di un argomento effettivamente caro alla sensibilità della gente dell’anno in cui veniva proiettato il film. Ricordiamo che dal 1914 al 1918 la Francia partecipava alla sanguinosa I Guerra Mondiale, caratterizzata dalle stenunati attese in trincea e dalle cariche spesso suicide. I cari, era evidente, erano perennemente in pena per i soldati, così come questi ultimi pensavano sempre alle loro famiglie. Quale miglior momento, quindi, per alleviare le pene dei soldati se non durante il Natale?

Il Natale si avvicina e il caporale Jean Renaud non può ricevere il permesso per festeggiare il Natale con la sua famiglia perché i suo cari sono rimasti al Nord, invaso dal nemico. In Turenna la Signora Datois, madrina del soldato, viene a conoscenza che la Signora Renaud e la figlia fanno parte di un gruppo di rifugiati e fa pressione sulle autorità affinché vengano fatte alloggiare in casa sua. Decide poi di organizzare una sorpresa a Jean. Il caporale, infatti, ignaro di tutto, viene invitato dalla Signora Datois alla veglia Natalizia ottenendo così il permesso. Una volta giunto nella villa può finalmente riabbracciare la sua famiglia felice e commosso dallo splendido regalo…

A mio avviso questo Noël du poilu è uno splendido quadro di un determinato periodo storico. Bisogna dire che esso è decisamente edulcorato e forse lievemente propogandistico. Basterebbe vedere le trincee, perfette come tutti i soldati fatti vedere. L’unica fonte di preoccupazione per il soldato, infatti, è quella di non poter rivedere i suoi cari. Questo però non rende meno emozionante il racconto che pur nascondendo un lieto fine scontato lascia incollati allo schermo grazie una bella fotografia, semplice ma efficace, ed un buon livello di recitazione.

Tigris –Vincenzo Denizot (1913)

Agli inizi di E Muto Fu, avevo dedicato uno spazio al francese Fantômas (1913-1914), uno dei grandi esempi di produzione di Louis Feuillade. Questo Tigris si avvicina tantissimo a questo genere e crea uno splendido gioco delle parti con Edoardo Devesnes nella parte di tre differenti personaggi, grazie all’abile utilizzo di travestimenti. All’inizio del film, proprio come accade in Fantômas, il nostro attore si presenta nei tre differenti ruoli per poi togliersi il travestimento e rivelarsi nel suo vero aspetto. I travestimenti, così come nei Serial francesi, sono il vero punto di forza di questo film.

La terribile banda di Tigris (Edoardo Davesnes) mette a soqquadro la città. Nessuno conosce la sua vera identità, di lui è nota solamente la sua estrema abilità nei travestimenti. Per tenere a bada l’ispettore Roland (Alessandro Bernard) che si è messo sulle sue orme, Tigris decide di farlo presentare alla sorella (Lydia Quaranta), del tutto ignara della sua seconda vita, simulando un incidente col cavallo davanti al bar in cui l’ispettore è solito passare il suo tempo. Così ha modo di agire indisturbato, o almeno così pensa di fare. Visto che Roland, con innumerevoli travestimenti, continua a mettergli i bastoni tra le ruote, egli si traveste dall’ispettore capo (anche quello ‘vero’ è interpretato sempre dallo stesso Devesnes) per organizzargli un attentato. Con l’aiuto della sua banda, così, Tigris lega l’ispettore come un salame e lo getta sulla ferrovia poco prima che passi un treno. Ma con un provvidenziale colpo di fortuna l’ispettore si salva e nella migliore delle tradizioni del genere finge la propria morte per indagare indisturbato. Ma è solo dopo numerosi tentativi falliti che Tigris viene finalmente preso nella sua casa, davanti alla sorella disperata. Quando tutto sembra ormai finito, però, Tigris apre una botola segreta e si getta nel vuoto. Viene così dato per morto, ma niente vieta di pensare che sia riuscito ancora una volta a fuggire…

Il film non si prende mai del tutto sul serio, lasciando spazio a tantissimi inframezzi divertenti. Ma nonostante anche la parte investigativa è strutturata molto bene, seppur segua appunto il tipico format del genere con tanti espedienti e trovate ormai non molto originali. A fine proiezione mi sono detto molto soddisfatto di questa produzione italiana, un vero esempio della capacità del cinema nostrano di assorbire, come una spugna elementi esterni, in particolare francesi, e farli suoi dando vita ad un prodotto interessante. Difficile non pensare ad altri splendidi film italiani come quelli di Za la Mort con Emilio Ghione. Spero di avere la possibilità di vedere nuovamente questo film, magari in una bella edizione DVD. Mi spiace per l’immagine di copertina e per quella tratta dal film, ma è l’unica cosa che sono riuscito a trovare. L’immagine raffigura Tigris mentre si traveste in mezzo ai suoi scagnozzi.

Belfagor (Belphégor) – Henri Desfontaines (1927)

Abbiamo iniziato ad appassionarci alle serie francesi con Fantômas, oggi riprendiamo il filo con un’altra davvero splendida: Belfagor. Era il 1927 e Arthur Bernède, sulla scia del successo del suo nuovo romanzo, decide di scrivere la sceneggiatura per un serial in quattro puntate. Il lancio viene accompagnato dalla pubblicazione di un fumetto, sempre in quattro episodi, sul celebre giornale “Le Petit Parisien“. Il risultato è un piccolo capolavoro. Desfontaines, pur prendendo spunto dai bellissimi sceneggiati di Feuillade, se ne distacca ed innova aggiungendo più azione e colpi di scena. Ma chi è Belfagor?

Nella sezione del Louvre dedicata alle divinità antiche si aggira un misterioso fantasma che semina il panico tra la popolazione. Chi si nasconde dietro questa apparizione? Il detective Chantecoq  (il nostro René Navarre) ed il giornalista Jacques Bellegarde (Lucien Dalsace) metteranno a rischio la loro vita e quella delle persone care per cercare di risolvere il mistero del museo…

Tra gli altri personaggi ricordiamo anche la Contessa Simone Desroches (Élmire Vautier), la bella Colette Barjac (Michèle Verly) e Maurice de Thouars (Genica Missirio). Belfagor è caratterizzato da inquadrature molto curate, costumi realizzati egregiamente e personaggi ben caratterizzati. Un clima di tensione ed insicurezza ci accompagna nel corso quattro episodi, così come il desiderio di arrivare alla soluzione di un mistero sempre più fitto ed inestricabile. Alle soglie del cinema sonoro, Desfontaines e Bernède ci regalano uno splendido giallo in grado di catturare l’attenzione anche di un pubblico moderno. Chi non conosce la storia del fantasma del Louvre? Tutto è partito da qui, anche se il grande successo televisivo è arrivato nel ’65 grazie alla celebre serie, sempre in quattro episodi, con Juliette Gréco e René Dary. Nel 2001 la storia è stata proposta sul grande schermo, anche se in maniera piuttosto deludente. Tornando al nostro Belfagor fa sicuramente piacere ritrovare il grande René Navarre dopo averlo conosciuto con Fantômas. L’attore, una volta fatta la sua comparsa riesce, grazie al suo grande carisma, a calamitare su di sè l’attenzione dello spettatore. Di certo è molto emozionante, per i suoi estimatori, vederlo nuovamente alle prese con i suoi travestimenti. Il nostro Belfagor è stato recentemente restaurato ed è disponibile in edizione italiana, assieme alle puntate del 1965, in un box da collezione. Nonostante il prezzo elevato consiglio vivamente la visione.