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I Vampiri, episodio 3: Il Crittogramma rosso (L. Feuillade, 1915)

ottobre 5, 2018 1 commento

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Come in ogni serie che si rispetti, c’é sempre quell’ episodio che colpisce più di tutti, che lascia un segno indelebile e indimenticabile. Il Crittogramma rosso, non ho dubbi, é l’episodio più memorabile del serial di Feuillade I Vampiri ed é merito di un personaggio, se la serie si fa sempre più avvincente e oscura: Irma Vep (l’immensa Musidora), il cuore pulsante e chiave delle malefatte della banda criminale. Guérande, il giornalista-ispettore coinvolto nell’intricato gioco del mordi-fuggi tra bene e male, é diretto verso il locale notturno “Al Gatto ululante”, dopo aver seguito le indicazioni di un taccuino rosso sottratto precedentemente al Grande Inquisitore [incontrato nel secondo episodio], che contiene importanti informazioni criptate circa i movimenti dei Vampiri. Fuori dal locale Guerande é attratto da un’affiche ritraente una figuratumblr_o18fxyzn9S1snmmclo1_500 femminile e una scritta a caratteri cubitali “IRMA VEP”. L’ispettore si sofferma per un attimo a osservare meglio e nota come il nome dell’attrice di punta sia l’anagramma di “VAMPIRE“. Effettivamente un trucco tecnico (e iconico) in stop-motion ci mostra le lettere scomporsi e ricomporsi secondo l’immaginazione del povero Guérande che, per poter investigare sulle malefatte dei criminali oscuri, deve fingersi malato sottoponendosi alle amorevoli e un poco insistenti cure della madre. Irma Vep “La Vampira” per eccellenza è l’attrice dello squallido caffé, ricoperta di applausi e acclamata dal pubblico abituale. Non é difficile capire come mai, data la carica sensuale e selvatica che questa donna incarna. Un tango apache si svolge a spettacolo terminato nel seminterrato della bettola, in presenza del Gran Vampiro che fornisce indicazioni alla donna su come intralciare le indagini di Guérande, cioè intrufolarsi a casa sua camuffata da domestica, tentare di avvelenarlo tumblr_o1odsgslyk1snmmclo1_500e appropriarsi del prezioso taccuino. Irma Vep, interpretata dalla grande Musidora, una volta infiltrata nella casa di Guérande di tempo non ne perde e mette a punto il piano per sbarazzarsi dell’obbiettivo. Guérande, però, riconosce Irma Vep grazie ad una fotografia, reagisce e tenta di spararle: la Vampira si dà alla fuga, scomparendo nell’oscurità. Nel frattempo, attirata da un tranello, la madre di Guérande viene rapita e fatta ostaggio dagli accoliti del Gran Vampiro. Grazie, però, a una penna avvelenata donata da Mazamette (Vampiro pentito e attuale collaboratore della polizia parigina), Madame Guérande ferisce il suo carceriere riuscendo a fuggire dal Gran Vampiro e da Irma Vep i quali, giunti nel luogo dove la donna era tenuta prigioniera, riconoscono la penna, una volta appartenuta al gran Vampiro: qualcuno, quindi, é un traditore ed é assolutamente necessario eliminare la “mela marcia” dell’organizzazione criminale.les-vampires-2

Chi? Cosa? Quando? Dove?” domanda il manifesto ufficiale del serial. Chi é davvero Irma Vep e perché collabora coi Vampiri? L’abilità trasformista della malefica donna, che di buono sembra non avere nulla, passa da attrice dei bassifondi che digrigna i denti e guarda in camera come a voler sfidare lo spettatore “temete i Vampiri, vi verranno a prendere”, a criminale mascherata e completamente celata da una tuta nera. Irma Vep, come il Gran Vampiro, come tutti i seguaci dei Vampiri, é ovunque, cambia forma, personalità, si confonde con la quotidianità di chiunque, vive la notte, vive il giorno. Se nei primi due episodi i Vampiri, quando figure agenti, erano ombre, losche trame senza un volto, con Irma Vep l’azione si rivela, abbiamo finalmente una personalità fissa che agisce a volto scoperto. Il che é importante, poiché il Gran Vampiro, l’unico personaggio che sapevamo già essere la mente organizzatrice di questa rete, cambia nome, cambia volto e non agisce di persona, sporcandosi le mani. Per questo con Il Crittogramma rosso, dopo il rullaggio in La Testa mozzata L’ Anello che uccide siamo entrati ufficialmente nella fase di decollo dell’inquietante viaggio verso Parigi. Là, i Vampiri ci attendono.

[continua]

Per maggiori approfondimenti sulla serialitá delle origini rimando al libro di Monica Dall’Asta Trame Spezzate. Archeologia del film seriale, Recco, Le Mani, 2009.

Les Vampires – La Cryptogramme rouge / Louis Feuillade. – Soggetto e sceneggiatura: Louis Feuillade. – Francia: Société des Etablissements L. Gaumont, 1915. – Con Musidora, Édouard Mathé, Marcel Lévesque, Jean Aymé. Lunghezza: metri 1005.

Visto di Censura (in Italia): 11946, 16 maggio 1916.

Prima visione francese: 4 dicembre 1915.

Stato: sopravvissuto.

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I Vampiri, episodio 2: L’anello che uccide (L. Feuillade, 1915)

Les_vampiresArticolo breve ma intenso del secondo episodio del serial cinematografico I Vampiri, sia
per un bisogno di risparmio di energie in vista del Cinema Ritrovato 2018, che per una questione di lunghezza del secondo episodio La bague qui tue (L’anello che uccide), proprio per questo motivo distribuito insieme al primo episodio La Tête coupée (La testa mozzata) di cui ho parlato un mese fa. Nonostante, appunto, la durata di 13 minuti, ne La testa mozzata assistiamo a ben due omicidi da parte dei “Cavalieri delle tenebre” (epiteto aggiunto come sottotitolo alla versione distribuita in Italia). La prima vittima è Marfa Koutiloff (Stacia Napierkowska), ballerina e nuova fiamma di Philippe Guérande (Édouard Mathé) che si esibisce nei primi minuti del film nell’iconica danza su un palcoscenico di un teatro senza nome con scenografia gotica travestita da pipistrello che ronza intorno a una giovane ragazza addormentata, quasi una controparte creepy delle danze serpentine di Loïe Fuller di fine Ottocento. Dopo essersi librata in aria sostenuta da dei fili invisibili, la donna accenna un malore e cade a terra. I soccorsi sono inutili e la donna muore. L’artefice dell’assassinio è il Gran Vampiro (Jean Aymé) travestito da Conte di Noirmoutier (sottolineo come Feuillade giochi bene sui nomi del Gran Vampiro quando è altro da sè stesso), il quale le aveva donato prima dell’esibizione un anello avvelenato (forse intriso di veleno di Aconite che può essere assorbito immediatamente dalla pelle e portare alla morte senza possibilità di antidoto nel giro di qualche ora) per sviare l’attenzione del pubblico dalle tematiche della danza rievocanti le gesta dei Vampiri. Guérande (Édouard Mathé) nota una certa somiglianza del conte con il Dr. Nox già incontrato in precedenza, lo segue, ma viene catturato. Si risveglia in uno scantinato in compagnia di Mazamette (Marcel Lévesque), vampiro pentito che lo aiuta nelle sue indagini. I due riescono a scappare sul fare della mezzanotte, imprigionando il Grande Inquisitore giunto per interrogare Guérande. Successivamente si presenta il Gran Vampiro insieme al Comitato Nero, ma all’arrivo improvviso della polizia sono costretti a fuggire, non prima di aver ucciso a sangue freddo il prigioniero nella convinzione che si tratti di Guérande. La polizia, seguita dal vero Guérande, scopre l’identità del prigioniero: è Henri Delegue, Giudice Capo della Corte Suprema di Giustizia. Guérande giura di catturare personalmente i Vampiri e l’episodio di conclude. Qui dinamismo e colpi di scena si susseguono rapidamente e in poco tempo. Sicuramente la sequenza catalizzante è quella con la Koutiloff, imprevedibilmente vampira al contrario, carnefice sì, sul palcoscenico, nella finzione, tra le quinte di un teatro, ma vittima innocente di una gara di omicidi che non fa distinzioni. La bague qui tue è una parentesi della crudeltà di una banda senza scrupoli, anche qui con Guérande che funge da pedina nelle mani del Gran Vampiro e che riceve una bella batosta psicologica; un interludio che precede e stende un tappeto rosso a Irma Vep ne Il Crittogramma rosso, episodio intriso di crimini sempre più crudeli e sempre più oscuri.

[continua]

 

 

 

Les Vampires – La bague qui tue / Louis Feuillade. – Soggetto e sceneggiatura: Louis Feuillade. – Francia: Société des Etablissements L. Gaumont, 1915. – Con Édouard Mathé, Marcel Lévesque, Jean Aymé, Stacia Napierkowska. Lunghezza: metri 350 circa.

Visto di Censura (in Italia): 11946, 17 agosto 1916.

Prima visione francese: 13 novembre 1915.

Stato: sopravvissuto.

I Vampiri, episodio 1: La testa mozzata (L. Feuillade, 1915)

tvampire_1aIn questi giorni sto studiando per (provare a) dare l’esame di Storia della Serialità e in bibliografia ho un testo che tratta della serialità delle origini, vale a dire i primi rudimenti delle produzioni mute in serie, concatenate tra loro e legate da una cornice socio-politica in comune. Sto parlando di Trame spezzate. Archeologia del film seriale di Monica Dall’Asta (Recco, Le Mani, 2009), un testo illuminante e fondamentale, credo, per chi si occupa di cinema muto. Già avevo avuto modo di sfogliarlo per la mia tesi di laurea triennale Emilio Ghione regista del cinema muto italiano. Il mio amato Za la Mort è un esempio rappresentativo della prima serialità italiana, sebbene non segua una continuità narrativa lineare, ma parlerei volentieri dell’apache dal volto scavato prossimamente. I film muti in serie dei primi anni del Novecento sono vari ed eventuali, ma principalmente le produzioni sono francesi e statunitensi: ad esempio Victorin-Hyppolite Jasset per Nick Carter, Pearl White nei ruoli delle eroine anticonformiste Pauline, Elaine e Pearl e Louis Feuillade per Judex e Fantômas.

Louis Feuillade è un nome che ricorre tantissimo nel libro di Monica Dall’Asta e vorrei inaugurare con questo articolo un mio personale racconto del serial I Vampiri IMG_2790episodio per episodio, tutti e dieci scritti e diretti dal regista francese. Personalmente adoro tantissimo le atmosfere tetre, fumogene e sinistre della Parigi dei primi anni Dieci, immersa ancora per poco negli ultimi granelli di benessere sociale della Belle Époque prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Insieme a Zigomar con la Banda degli Z e Fantômas scortato dai suoi fedelissimi apache, i Vampiri sono un gruppo criminale che nella realtà infestano il cinematografo a partire dal 1915 e nella
finzione terrorizzano la classe borghese parigina. Nessuno sa di preciso chi faccia parte dei Vampiri, perfino il capo cambia nome nel corso della serie (più che altro per IMG_2789un’esigenza organizzativa degli attori chiamati al fronte), dal Gran Vampiro, passando per Satanas, arrivando a Vénénos. La sola figura fissa, ricorrente nel corso dei dieci episodi della serie è la leggendaria Irma Vep (Musidora), l’unica donna, pare, che compare in maniera sorprendente nel terzo episodio Le Cryptogramme rouge (Il crittogramma rosso). Tutti i membri dei Vampiri agiscono mascherati, coperti da cima a fondo mediante una tuta nera aderentissima; conseguentemente è più difficile essere riconosciuti in caso di testimonianze oculari. Il travestimento è un espediente fondamentale per portare a termine un colpo o un omicidio: difatti, negli anni Dieci, il corpo di Polizia ha da poco iniziato un accurato procedimento di schedatura dei volti finalizzato al riconoscimento facciale mediante caratteristiche fisiognomiche. Con una tuta nera, però, il criminale può agire indisturbato nell’ombra. Sono quindi le ombre e gli inganni il minimo comun denominatore del Les vampires La tete coupee (2)primo episodio della durata di mezz’ora circa intitolato La Testa mozzata. Veniamo ai fatti. Il reporter Philippe Guérande (Édouard Mathé) sta investigando sul caso dei Vampiri, veri e propri seminatori di paura, quando riceve un telegramma che lo informa che il corpo dell’ispettore Durtal, il quale stava indagando anch’esso sulla banda dei Vampiri, è stato trovato senza testa nelle paludi nei pressi di Saint-Clement-Sur-Cher; Guérande parte e si reca al castello del Dr. Nox (Jean Aymé), amico di famiglia, per saperne di più. Nel frattempo si unisce a lui Margaret Simpson (Rita Herlor), una milionaria statunitense giunta in Francia per concludere l’affare di compravendita del castello con il Dr. Nox. La notte stessa la signora Simpson viene derubata di tutti i suoi averi da una figura nera che si introduce nel castello e Guérande viene colto, inspiegabilmente, in possesso di un prezioso portasigarette, l’unico oggetto scampato al furto. Dichiaratosi giustamente innocente, Guérande corre dal magistrato del paese Hamel (Thelès) per denunciare l’accaduto, seguito dal Dr. Nox e la signora Simpson. Guérande e Hamel tornano al castello dopo aver fatto blindare ogni uscita della magistratura da degli agenti, chiudendo il Dr. Nox e la signora Simpson in una stanza. I 12b6bb1187c883d96464c924548aeb9cdue, al castello, scoprono un passaggio segreto che li conduce al ritrovamento di una scatola al cui interno vi è la testa mozzata di Durtal. Sconvolti, tornano all’ufficio e trovano la signora Simpson senza vita. Del Dr. Nox non vi è alcuna traccia: solo un biglietto su cui vi è scritto che il vero Nox è stato ucciso e che in realtà il Gran Vampiro si è sempre celato sotto le sue fattezze. La camera stacca e segue per qualche minuto i passi di una figura nera sui tetti del paese, la scena più emblematica di tutto il film, dopodichè sfuma al nero.

Volenti o nolenti La Testa mozzata è l’episodio che introduce immediatamente e senza troppi giri di parole nella situazione: è già ovvio e risaputo che I Vampiri sono una temutissima banda criminale da annientare il prima possibile per ripristinare l’ordine cittadino. Si è irreparabilmente coinvolti nelle indagini di Guérande, ma in qualche modo si resta affascinati dall’ambiguità di queste figure nere di cui non si conoscono la natura e lo scopo della loro esistenza. Fossimo catapultati ai giorni nostri, La Testa mozzata avrebbe tutta l’aria di essere un pilot, l’ouverture che indirizza verso crimini molto più grandi di un cadavere decapitato e dell’omicidio di una persona altolocata.

Devo ancora capire se provo maggior empatia verso Guérande o verso I Vampiri, se voglio che  la banda sia smascherata una volta per tutte o che le tute nere creino ancora un po’ di scompiglio prima di scomparire nell’ombra, fatto sta che I Vampiri in quanto film mi inquieta non poco ed è veramente giusto così.

[…continua]

Les Vampires – La Tête coupée / Louis Feuillade. – Soggetto e sceneggiatura: Louis Feuillade. – Francia: Société des Etablissements L. Gaumont, 1915. – Con Édouard Mathé, Thelès, Jean Aymé, Rita Herlor. Lunghezza: metri 950 circa.

Visto di Censura (in Italia): 11946, 17 agosto 1916.

Prima visione francese: 13 novembre 1915.

Stato: sopravvissuto.

 

Fonte: Monica Dall’Asta, Trame spezzate. Archeologia del film seriale, Recco, Le Mani, 2009.