Ancora regni fantastici alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone online con Hans kungl. Höghet shinglar, che ci porta Tirania (o Schnorrkadien/Scrocconia) in un regno che, devastato da un colpo di stato che ha portato alla morte dei regnanti, sogna di ritrovare la sua dinastia secolare. Produzione Tedesco-Svedese girata negli esterni in Svezia e agli interni a Berlino, questo film è l’ultimo tentativo di cercare produzioni internazionali per rendere più esteso il campo delle produzioni dell’industria locale. Sebbene il film ebbe buoni riscontri le produzioni miste di questo tipo non proseguirono.
Il barbiere André Gregory (Hans Junkermann) ha speso tanto denaro per dare un’istruzione degna al giovane Nickolo (Enrique Rivero) che, senza saperlo, è in realtà il principe di Continua a leggere
Era il 2014 quando tra fine settembre e inizio ottobre mi dedicai alla mitica trasposizione del romanzo
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Sången om den eldröda blomman si ispira a un romanzo dell’autore finlandese Johannes Linnankoski che ebbe un grande successo all’epoca tanto da ispirare Mauritz Stiller eGustaf Molander nella sceneggiatura di questo film. Attore protagonista un giovane e spericolato Lars Hanson.
Con Stiller e il cinema svedese in generale sono sempre andato sul sicuro e anche in questo caso sono stato piuttosto soddisfatto della visione, anche se capitata alle 9 di mattina dopo che la giornata precedente era finita a mezzanotte in serale. La storia è tratta da Heir Arnes penningar di Selma Lagerlöf, quindi potete immaginare che è ricolmo di moralismo protestante arricchito da elementi riferibili a leggende locali.
Ogni anno durante il Cinema Ritrovato viene generalmente presentato un film muto svedese, in questo caso si è trattato di un film poco noto ai più ma molto amato da Ingmar Bergman, di cui si festeggia il centenario dalla nascita proprio nel 2018. Il film è Nattliga toner di Georg af Klercker, un regista sottovalutato e decisamente sfortunato. Iniziò la sua carriera negli studios di Charles Magnusson, ma per motivi non chiari cadde in rovina ai suoi occhi. Diresse allora film per altre case di produzione che vennero però poi acquisite e riunite nella Svensk Filmindustri, con a capo proprio Magnusson. Nel 1918 la carriera di Af Klercker era dunque terminata, ma non senza lasciare un bel film come eredità.
Eld Ombord è l’ultimo film muto svedese di Victor Sjöström che sarebbe poi partito per gli Stati Uniti alla ricerca della definitiva consacrazione. Questa è anche la penultima volta in cui svolgerà il doppio ruolo di regista e attore. Bisognerà aspettare il sonoro per rivederlo in queste due vesti con Markurells i Wadköping (1931). Sia quest’ultimo che il nostro Eld Ombord hanno in comune il fatto di essere tratti da un soggetto di Hjalmar Bergman. Ma andiamo alla trama:
Vem dömer è il penultimo muto svedese rimastoci di Victor Sjöström, il terzultimo in assoluto. L’ultimo suo lavoro in Svezia è Eld ombord (incendio a bordo – 1923). Il fuoco, come da titolo, è presente anche in Vem dömer anche se per motivi molto differenti. In un certo senso questo film per tematica e atmosfera ricorda da vicino
Il monastero di Sendormir (Sandomierz, nel sud-est della Polonia) è un dramma molto intenso ambientato nella Varsavia del XVII secolo ispirato a un breve racconto di Franz Grillparze del 1828. Vedere un film svedese ambientato in Polonia è molto strano ma oltre a questo è la modalità della narrazione che è molto poco svedese, ma si avvicina di più ad alcuni drammi simili dell’Europa centrale. Un manifesto Italiano d’epoca presente sul web descrive il film come un “
Nel 1917 Sjöström era ormai convinto che un film di successo doveva per forza essere tratto da un libro. Gli venne suggerito di trasporre il romanzo della Premio Nobel Selma Lagerlöf dal divertente titolo Una saga intorno a una saga e altre saghe (1908). Fu l’inizio di una lunga serie di trasposizioni da libri della scrittrice, tra cui ricordo lo splendido