Asfalto (Asphalt) – Joe May (1929)

asphaltOggi parliamo di un grande classico del cinema tedesco, che ha saputo affascinare generazioni di spettatori. Protagonista iconica è Betty Amann, qui nel ruolo di una vamp capace di rompere con il suo fascino anche il più rigido dei poliziotti, interpretato da un Gustav Fröhlich, che forse avrete sentito nominare per essere il Freder di un certo Metropolis (sono ovviamente ironico).

Holt (Gustav Fröhlich), giovane Sergente che porta avanti la tradizione di famiglia, mentre è in servizio si ritrova a dover fermare una ragazza, Elsa (Betty Amann), che ha tentato di rubare dei diamanti in una gioielleria. Holt vuole portarla in commissariato ma si ritrova, senza rendersene bene conto, a casa sua Continua a leggere

Am Rande der Welt – Karl Grune (1927)

Am Rande der Welt, traducibile più o meno come “Ai Confini del Mondo“, è un film pacifista breve ma piuttosto ben costruito. Finita la Prima Guerra Mondiale, iniziative di questo tipo sono decisamente fioccate in giro per l’Europa, tanto che solo tra i film presenti su questo sito potrei citare J’accuse di Abel Gance (1919) o Il Fabbro e il Primo Ministro (Слесарь и канцлер) di Vladimir Gardin e Ol’ga Preobraženskaja (1923). Come nel film Russo del ’23, Am Rande der Welt si svolge in un luogo fittizio, che potrebbe essere in qualsiasi luogo e sotto qualsiasi fazione, proprio per rendere universale il suo messaggio di pace e amore. Però…rispetto ai film che ho citato prima questo non mi ha convito del tutto, tanto che l’unica cosa ad avermi attratto davvero è la presenza del mitico Max Schreck. Continua a leggere

Il Golem: Come venne al mondo (Der Golem, wie er in die Welt kam) – Paul Wegener, Carl Boese (1920)

Noto anche come “L’uomo d’argilla“, questo film è certamente uno tra i più importanti della storia del muto. Weneger aveva precedentemente diretto (sempre a quattro mani) ed interpretato altre due volte il Golem nel 1915 in “Der Golem” e nel 1917 in “Der Golem und die Tänzerin” (il Golem e la ballerina), purtroppo entrambi sono andati perduti. Questa mancanza, a mio avviso, non ci permette di gustare a pieno il film: sono infatti persuaso che i riferimenti ai precedenti capitoli siano molti e frequenti. Le vicende dell’uomo d’argilla mi sono particolarmente a cuore grazie alle leggendi praghesi che mi accompagnavano prima di andare a letto durante la mia infanzia. A livello topografico le ricollego ovviamente a Praga e, ancora più nello specifico, al grande cimitero ebraico.

Siamo nel XVI secolo nella comunità ebraica di Continua a leggere