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Posts Tagged ‘Abel Gance’

Am Rande der Welt – Karl Grune (1927)

maggio 10, 2014 Lascia un commento

Am Rande der Welt, traducibile più o meno come “Ai Confini del Mondo“, è un film pacifista breve ma piuttosto ben costruito. Finita la Prima Guerra Mondiale, iniziative di questo tipo sono decisamente fioccate in giro per l’Europa, tanto che solo tra i film presenti su questo sito potrei citare J’accuse di Abel Gance (1919) o Il Fabbro e il Primo Ministro (Слесарь и канцлер) di Vladimir Gardin e Ol’ga Preobraženskaja (1923). Come nel film Russo del ’23, Am Rande der Welt si svolge in un luogo fittizio, che potrebbe essere in qualsiasi luogo e sotto qualsiasi fazione, proprio per rendere universale il suo messaggio di pace e amore. Però…rispetto ai film che ho citato prima questo non mi ha convito del tutto, tanto che l’unica cosa ad avermi attratto davvero è la presenza del mitico Max Schreck. Vi dice niente questo nome che evoca “Massimo Terrore“? Ebbene sì, questo è uno rari film superstiti in cui l’attore che ha interpretato Nosferatu o, secondo chi crede che Nosferatu non fosse un attore, colui che ha prestato il proprio nome evocativo al terribile e originale vampiro Orloff/Dracula. Bisogna dire che anche qui il ruolo di Schreck è decisamente inquietante e, appena entrato in scena, cambia completamente la storia inserendo il losco e il meschino in una realtà che ne sembrava del tutto priva. Ma andiamo per ordine e partiamo con la trama:

Presso un mulino isolato, vive felicemente un mugnaio (Albert Steinrück) con la sua famiglia che, malgrado i sacrifici quotidiani, vive felicemente e senza preoccupazioni. Un giorno, però, giunge uno straniero (Erwin Faber) che con la scusa di aiutare nei lavori pesanti, trasforma il mulino in una base spionista nemica. Unico suo interlocutore è l’inquietante Troedler (Max Schreck), che sotto le mentite spoglie di un venditore ambulante controlla che l’uomo faccia il suo dovere. Lo straniero, infatti, viene accolto molto bene dalla famiglia e inizia a provare un debole per la bella Magda (Brigitte Helm) e solo con le reitarate minacce di Troedler, si convince a continuare il suo sporco lavoro di spia. Scoppiata la guerra, il mulino viene presto occupato dalle forze nemiche. Per disprezzo nei confronti della guerra, John (William Dieterle), fratello di Magda, manca volutamente di rispetto ai soldati nemici e viene catturato. Tutto sembra perduto, ma nell’orrore della guerra scoppierà l’amore tra Magda e un Luogotenente nemico (Jean Bradin)…

Non racconterò il finale ma potete ben immaginarlo. Il senso generale, come detto, è quello di mostrare quanto la guerra sia futile e quanto, invece, l’amore e la fratellanza siano possibli e preferibili. Peccato che questo messaggio non sia stato ascoltato dai tedeschi, forse avremmo evitato la Seconda Guerra Mondiale. Il film, nonostante la sceneggiatura non eccelsa, è ben diretto e gli attori interpretano bene il loro ruolo. Purtroppo la copia in circolazione è a tratti poco chiara, con il risultato che molti particolari vengono perduti e quando le didascalie vengono sostituite da lettere scritte a mano, non si capisce assolutamente nulla. E la Fantascienza? Sinceramente lo ignoro, probabilmente più che Fantascienza dovrebbe essere un film fantastico, oppure dovremmo includere anche il Il Fabbro e il Primo Ministro nella fantascienza, cosa fare? In fondo si trattava semplicemente di un futuro possibile in caso di altra guerra, un futuro non troppo lontano e in fondo possibile, e quindi, leggendo il film da questo punto di vista, potrebbe rientrare nella fantascienza nel senso più ampio del termine. Al momento lo lascio nel progetto, poi si vedrà.

Per concludere nelle condizioni in cui è, Am Rande der Welt mi è sembrato un film che ha raggiunto solo parzialmente i propositi che si era prefissato, la speranza è comunque quella di poterlo vedere presto restaurato nella speranza di cambiare idea in positivo. Nel video sotto solo la prima parte è relativa al film, quindi non stupitevi troppo del cambio di scene e ambientazioni. Vi lascio a Max Schreck, buona visione!

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La Folie du Docteur Tube – Abel Gance (1915)

ottobre 2, 2013 Lascia un commento

La Folie du Docteur Tube è un breve corto di appena dieci minuti in cui Abel Gance si diverte a sperimentare e giocare con la telecamera. Il regista ci trasporta nel mondo dello strambo inventore Dottor Tube (Albert Dieudonné), che si diletta a spargere sui malcapitati che gli capitano tiro una strana polvere allucinogena che distorce le loro percezioni. La cosa sembra divertire tantissimo il Dottore ma molto meno due ragazze (le figlie?) che si preparavano ad uscire con i loro rispettivi fidanzati. Così l’inventore è costretto in malo modo a porre fine all’esperimento tramite una seconda polvere, questa volta risolutrice. Nel finale emerge chiaramente la follia del Dottor Tube (come da titolo).

Oltre al Dr. Tube, il personaggio più divertente del corto è sicuramente il piccolo aiutante dello scienziato, che ride delle trovate dell’inventore e non esita a combinare birichinate. La storia è comunque un espediente, il film è infatti tutto basato su un gioco di lenti distorcenti che modificano e alterano la percezione della realtà deformandola per ricreare l’effetto della strana polvere del Dottor Tube. L’effetto distorcente rende a tratti difficile la comprensione degli avvenimenti, ma nonostante questo il corto è decisamente divertente e godibile.

La Folie du Docteur Tube è convenzionalmente datato intorno al 1915, ma in realtà la data esatta di produzione non è nota. La versione da me visionata è quella restaurata nel 2007 per il Maid Marian Classic Media silent film restoration project, e rimasterizzata nel 2012 e che potete vedere tramite youtube in fondo a questa pagina. Buona visione!

Per la Patria (J’Accuse) – Abel Gance (1919)

marzo 15, 2012 3 commenti

Mentre mi appresto a leggere “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Remarque, non potevo lasciarmi scappare uno dei più grandi capolavori antimilitaristi della storia del cinema: J’accuse di Abel Gance. Il regista, riprendendo il titolo del celebre libro di Émile Zola, ci regala un film di avanguardia ricco di scene e immagini splendide, che hanno saputo colpirmi in più di un’occasione.

J’accuse narra la storia del poeta Jean Diaz (Romuald Joubé) innamorato della bella Édith (Maryse Dauvray), che non può ricambiare il suo amore perché moglie del bruto François Laurin (Séverin-Mars). I due uomini si odiano profondamente il destino li unirà al fronte. Édith viene rapita dai tedeschi e mette alla luce un figlio, nel frattempo tra Jean e François, entrambi arruolati, nasce una forte amicizia. Ma la guerra distruggerà tutto: François morirà stringendo la mano del suo amico, Jean impazzirà trovando a sua volta la morte.

Abel Gance riesce a disegnare perfettamente la psicologia dei suoi personaggi nel corso delle tre parti (“époques“) in cui il film è diviso. Jean, giovane poeta pacifista, autore del poema “Les Pacifistes“, per amore rinnega i suoi ideali finendo per perdere il senno e la propria capacità artistica. La sua esistenza è costellata da incubi e visioni nell’incapacità di distinguere il sogno dalla realtà. François, invece, provato dagli orrori della guerra mitigherà la sua durezza dimostrandosi un fidato amico. Ma anche quando i cambiamenti sono positivi la guerra non risparmia nessuno, e François perderà la vita al fronte. Édith, infine, è una donna forte e debole allo stesso tempo, divisa tra due uomini e costretta a dolorose menzogne per non ferire i suoi cari. Anche per lei la guerra sarà fonte di tante sofferenze, che solo la piccola Angèle (Angèle Guys) riuscirà a mitigare.

Dal punto di vista della fotografia il regista sembra essere molti anni avanti rispetto a tanti suoi contemporanei, regalandoci bellissime riprese tra belle sovraimpressioni e crudo realismo nel descrivere la brutalità della guerra. Ogni azione nasconde una sua poesia, ogni avvenimento un insegnamento. Difficile scegliere la scena più bella, di certo grazie a questa caratteristica le quasi tre ore del film scorrono molto rapidamente.

J’accuse venne presentato appena un anno dopo la fine della guerra, quando la Francia, ma non solo, si interrogava su quello che aveva significato il primo conflitto mondiale. Come in tanti altri classici traspare una forte critica nei confronti gli ufficiali con ranghi superiori che decidono il destino dei propri soldati piantando semplici bandierine sulle mappe della Francia, in netto contrasto con la condizione pietosa in cui si trovavano i soldati nelle prime linee, dove in un attimo chiunque può perdere la vita. La guerra di trincea è stata una delle vicende più cruente dello scorso secolo e da qui nasce il monito del regista che lascia ai morti in battaglia il compito di assicurarsi che una simile barbarie sia evitata in futuro. Abel Gance cercherà, con un remake del 1938, di ricordare agli uomini quanto accaduto pochi anni prima, ma non sarà sufficiente: nel 1939 scoppierà la seconda guerra mondiale portando nuovamente morte e disperazione. Visto con il senno di poi J’accuse è un film che lascia dentro tanta tristezza per quello che si sarebbe potuto evitare ascoltando gli insegnamenti del regista. Il film è disponibile in DVD nell’edizione americana ad un prezzo piuttosto elevato, ma totalmente giustificato dall’ottima qualità del restauro.