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Posts Tagged ‘Georges Méliès’

Le Ultime Cartucce

luglio 16, 2014 Lascia un commento

Chi di voi conosce questo quadro?

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Si chiama Les dernières cartouches di Alphonse de Neuville (1873), uno specchio della guerra franco-prussiana. Il Primo Settembre 1870 a Bazeilles, nelle Ardenne, dei soldati francesi cercano di resistere ai prussiani, rintanati in una casa. Il giorno dopo a Sedan, Napoleone III venne sconfitto ed andò in esilio in Gran Bretagna dove morì tre anni dopo. Questo quadro fu uno dei più celebri e amati fino ai primi del ‘900. Il quadro all’epoca fu venduto per una cifra record. La celebrità del quadro è dovuta in particolare al suo spirito patriottico, in quanto invitava a combattere e sacrificarsi anche in condizioni disperate. Venne poi ricomprato intorno al 1960 ed è oggi conservato al Museo di Bazeille. A conferma della grande celebrità del quadro, vennero girati anche dei corti muti che si ispiravano ad esso.

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Nel 1897 Geoges Méliès girava Bombardement d’une maison, uno dei primissimi film dedicati alla guerra e che, come dice il titolo, ritrae alcuni soldati che combattono in una casa, nonostante sia pesantemente bombardata dai nemici.

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Nello stesso anno usciva un film dei Fratelli Lumière con lo stesso nome del quadro, di cui non ho trovato il video ma di cui posso proporvi un”immagine tratta dall’utilissimo Catalogo Lumière.

Non dovettero comunque essere le uniche rappresentazioni di questo quadro, su IMDB, per quanto possa essere attendibile,appare ad esempio una possibile ulteriore versione prodotta dalla Pathé Frères, di cui è forse impossibile risalire alla paternità. Probabile del resto che questo sia solo uno di tanti altri corti che vennero prodotti in quel periodo, sulla scia del successo delle diverse versioni, magari anche diversi anni dopo il 1897.

Les dernières cartouches dimostra come un quadro possa fare la storia del cinema e di come le arti possano influenzarsi a vicenda per migliorarsi e crescere.

 

Macchine Volanti

maggio 31, 2014 2 commenti

Nel 1909 usciva The Airship Destroyer di Walter R. Booth, primo di una trilogia composta anche da Aerial Submarine, Aerial Anarchists ma a cui è solitamente associato un ulteriore capitolo dal titolo The Menace of the Air (NDR. purtroppo tutti e tre questi titoli sono andati perduti o sono difficilmente visionabili). I lavori di Booth erano però solo un punto di arrivo di una tradizione più vasta e che merita certamente di essere vista ed analizzata. Ma andiamo con ordine:

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– The Twentieth Century Tramp – Edwin S. Porter (1902)

Siamo nel 1902 e Edwin S. Porter, produce un corto che per l’epoca doveva certamente essere stabiliante, ma purtroppo lo è decisamente meno per noi. Per più di un minuto vediamo un uomo su un velocipiede con elica e un piccolo pallone aerostatico muoversi come una sorta di equilibrista sopra le strade di una città. Dopo un minuto e mezzo in cui si ripete sempre la stessa scena accade l’impensabile: siamo accecati da una violenta esplosione che pone di fatto fine al video con pochi dubbi circa la sorte del malcapitato in cima al veicolo. Per fortuna questo è solo l’inizio!

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– Le Dirigeable Fantastique – Georges Méliès (1906)

Il video di cui ci occupiamo qui è decisamente tipico di Méliès per sviluppo della storia e messaggio finale. Ricorda, a conti fatti, Le Tunnel sous la Manche di cui ho già parlato e che sarebbe stato prodotto un anno dopo.

Uno strambo Inventore, pensa di essere riuscito a creare un valido progetto di un dirigibile e soddisfatto va a letto. La stanza viene subito popolata da due ninfe e due scimmiette che iniziano a distruggere tutto. Nella scena successiva si vide il dirigibile volare sotto lo sguardo di personaggi fantastici, ma la visione onirica viene interrotta da un’improvvisa sfera infuocata che colpisce il dirigibile facendolo esplodere. L’uomo si sveglia di colpo con la stanza è nuovamente in ordine. Colto dall’ira per gli effetti che una simile creazione potrebbe avere, decide di distruggere il progetto del dirigibile.

Probabilmente mi inganno, ma mi sembra che Méliès non amasse troppo certe idee che riteneva irrealizzabili o poco sicure per l’uomo. Sembra quasi che tentasse attraveso i suoi film di mettere in guardia il pubblico dai rischi derivanti da opere grandiose sì, ma troppo pericolose. Di certo Méliès, pioniere del Cinematografo, non era contro le innovazioni in generale, ma una macchina da presa era decisamente più sicura di un dirigibile.

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– Rescued in mid air – Percy Stow (1906)

Questo è sicuramente il video più divertente, sebbene alcune scene si prolunghino eccessivamente. Ma andiamo per ordine:

una donna, a seguito di uno scontro tra carri, vola in aria e riesce a non schiantarsi a terra solo aprendo l’ombrello (un po’ come Mary Poppins nell’immaginario comune). Grazie al suo improvvisato paracadure, la donna riesce ad arrivare in cima ad un campanile. Aggrappata al sua precaria ancora di salvezza, la donna urla e chiama i soccorsi. Chi arriverà a salvarla? Un bizzarro inventore ha creato una sorta di macchina volante o, meglio ancora, una sorta di barca con le ali. Dopo aver caricato il carburante si lancia al soccorso della gentile donzella. Tra l’acclamazione popolare e lo sbalordimento dei più, la donna verrà tratta in salvo.

Gli effetti speciali di Rescued in mid air sono utilizzati e realizzato piuttosto bene ed il risultato finale è decisamente piacevoli. Nonostante il film sfiori i 110 anni, le trovate geniali fanno sorridere lo spettatore trasportandolo nel mondo fantastico dell’epoca. Ancora una volta la fantasia è poi diventata realtà: non abbiamo certo delle navi volanti (o almeno non ancora!), ma i soccorsi con gli elicotteri sono ormai all’ordine del giorno.

per il video vi invito a seguire questo link: http://www.eafa.org.uk/catalogue/213326

Incredibili Imprese

maggio 26, 2014 1 commento

Con i due corti che andremo ad analizzare analizzeremo due grandissimi imprese immaginate da Georges Méliès all’epoca più che fantascientifiche e oggi, invece, considerate piuttosto normali. Certo, però, alla maniera di Méliès non tutto può andare come dovrebbe e l’elemento comico è sempre dietro l’angolo.

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– Le raid Paris-Monte Carlo en deux heures – Georges Méliès (1905)

Questo brevissimo corto molto divertente racchiude in appena cinque minuti tutte le tecniche sperimentate in anni di Cinema innovativo. Così tra stopmotion, animazioni e effetti speciali magici, siamo trasportati nel mondo di due piloti in viaggio da Parigi a Monte Carlo, un viaggio che faranno, incredibilmente, in appena due ore. Questo, però, disseminando il panico nelle zone che attraversano! Pensando che anche oggi, facendo il percorso più veloce, con una macchina normale ci si metterebbero circa otto ore e mezza, la durata del viaggio è però quella che impiega l’areo a fare la stessa tratta. Viaggiare tanto veloce sembrava inconcepibile all’epoca e invece…

Prima del video vi invito a cliccare qui per vedere questa splendida immagine a colori tratta dal sito scalarchives.com

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– Il Tunnel sotto la Manica (Le Tunnel sous la Manche) – Georges Méliès (1907)

Ed eccoci al secondo cortometraggio, molto più strutturato e incredibile considerando la realtà in cui viviamo oggi. Adesso, forse, ci sembra scontato che un tunnel colleghi Francia e Inghilterra attraverso la Manica, eppure all’epoca questo era una sorta di sogno, un po’ come il ponte sullo Stretto di Messina oggi. Il primo progetto di un tunnel risaliva al 1802 quando Albert Matthieu-Favier propose di creare un tunnel illuminato a lampade ad olio in cui sarebbero circolati carrozze trainate da cavalli. Per fortuna non venne considerato più di tanto! Ma sono gli anni intorno alla fine dell ‘800 e gli inizi del ‘900 quelli in cui il sogno sembrerava possibile, tanto che nel 1881 una trivellatrice Beaumont scava 820 metri di tunnel. Eppure i lavori vengono bloccati appena due anni dopo per motivi di sicurezza. Le possibilità di una guerra non sono tanto remote e un tunnel del genere rischierebbe di facilitare lo spostamento di truppe da entrambi i lati. Dopo tanti anni di piccole trivellazioni e clamorosi blocchi il tunnel ha potuto finalmente vedere la luce nel 1994. Ma i francesi del 1900 come vedevano questa incredibile opera? A quanto sembra emergere dal corto di Méliès parrebbe che fosse considerata come una follia visionaria, non affatto esente da rischi tanto che si immagina addirittura un incidente tra due treni con tanto di rottura dei tubi di sicurezza e sommersione della galleria da parte del mare oceanico. Chissà se il Re Edoardo VII e il Presidente della Repubblica Francese Armand Fallières, protagonisti di questo racconto fantastico, la pensassero davvero così! Non mi resta che lasciarvi allo splendido cortometraggio. Farei notare come la qualità del video, dopo un inizio decisamente non buono a causa probabilmente del deterioramente del materiale in nostro possesso, acquista nuova luce e magia verso la metà con un improvviso lampo di colori accessi, tipici delle colorazioni fatte a mano delle produzioni di Méliès. Buona visione!

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Medicina Fantastica

maggio 21, 2014 Lascia un commento

Pochi giorni fa abbiamo avuto modo di parlare dei Raggi X nel Cinema Muto. Questo articolo ne è in fin dei conti il continuatore, visto che analizzeremo due brevi cortometraggi dedicati proprio a un’improbabile evoluzione della medicina. Come sempre gli inizi del ‘900 avevano portato grande speranza nello sviluppo delle scienze di ogni tipo, e così la medicina non poteva essere da meno. Certo, però, non poteva mancare la solita dose di umorismo tipica di quest’epoca. Siete curiosi? Partiamo per questo nuovo viaggio!

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– An Over Incubated Baby – Robert W. Paul (1901)

Avete un bambino molto piccolo e vorreste vederlo crescere subito sano e forte? Nessun problema! Basterà mettere il vostro neonato nella superincubatrice speciale e ne uscirà un vero ometto! Certo…ogni tanto potrebbero capitare degli imprevisti e…beh, vostro figlio potrebbe crescere un pochino troppo…noi comunque non ci possiamo fare nulla; accettando di mettere vostro figlio nella macchina ne rispondete personalmente secondo l’articolo comma 3 del regolamento superiore del quarto emendamento di ecc, ecc, ecc.

Di ciarlatani sicuramente ce n’erano tanti anche all’epoca, ma questo è uno dei casi in cui la macchina ha funzionato fin troppo bene! Guardate e stupitevi!

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– Hydrothérapie fantastique – Georges Méliès (1909)

Un tempo a Roma impervesavano i Centri Dimagranti Sobrino, il cui motto era “magri come un grissino”. Nella pubblicità che infestava le televisioni locali, c’era sempre il classico prima e dopo il trattamento, con persone che passavano da situazioni di grave obesità ad essere più magri di me (e vi assicuro che sono uno scricciolo). Chi avrebbe mai pensato di trovare una cosa del genere nel Cinema Muto?

Un uomo malato viene portato nello studio di un dottore, o presunto tale. L’uomo è piuttosto in carne e il dottore sembra aver trovato la soluzione: c’è troppa acqua nel suo corpo! Tutto il corto diventa allora un susseguirsi di macchinari medici strabilianti che avranno lo scopo di togliere tutta l’acqua dalla pancia il povero malcapitato. E così, dopo aver fatto letteralmente a pezzi il paziente e averlo rimontato, questi si ritrova più in forma di prima e, di fatto, “magro come un grissino”. Quindi, signore e signori, se avete problemi di peso vi sconsiglio le solite diete ipocaloriche, basta con i sacrifici! Nove minuti nel fantastico studio del Dottor Méliès e vi ritroverete più magri di quanto avreste mai sperato di essere!

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Dalla Luna a Giove tra Méliès, Cohl e De Chómon

maggio 17, 2014 Lascia un commento

Di viaggi straordinari sulla Luna o su altre stelle o pianeti ne abbiamo già parlato ma, lo sapete, il progetto Fantascienza è andato ingigantendosi sempre più e per evitare di fare articoli singoli su tanti corti lunghi al massimo dieci minuti ho preferito fare articoli contenitore, dove inserire film di argomento similare. Oggi parliamo nuovamente di Luna ma facendo anche una piccola capatina su Giove. La cosa più interessante, forse, è vedere come tutti i corti di cui parleremo sono stati prodotti in Francia, sintomo sia sicuramente della grande influenza che Méliès ha dato ai suoi successori o imitatori, sia di un probabile interesse scientifico di questo tipo nella Francia di fine ‘800 inizio ‘900.

– La Luna a un metro (La Lune à un mètre) – Georges Méliès (1898)

Prima di Voyage dans la Lune, Méliès aveva già avuto modo di dedicarsi alla Luna con questo divertente cortometraggio dal titolo La Luna a un Metro. In questo cortometraggio troviamo già degli elementi tipici di quelle che saranno le produzioni più celebri del Maestro.

Un mago/astronomo pasticcione sta studiando la Luna quando viene prima disturbato da un diavoletto e poi da una misteriosa donna con una mezzaluna sul capo. Tutto comincia improvvisamente a scomparire e la Luna si avvicina sempre più allo studio del mago, diventando enorme. La Luna, giunta a destinazione, inizia a divorare tutti i mobili della casa, fino a mangiare l’astronomo stesso. Per fortuna la donna misteriosa ritorna e decide di rimettere tutto in ordine…

Siamo nel 1898 e La Lune à un mètre era un progetto molto ambizioso, dove mettere a frutto tutte le scoperte fatte fino a quel momento. Tra effetti speciali mirabolanti e scenette divertenti, Méliès regala tre minuti di intenso divertimento, prive di quei momenti morti che a tratti caratterizzano le produzioni di durata maggiore.

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– L’éclipse du soleil en pleine lune – Georges Méliès (1907)

Quasi dieci anni dopo dalla sua prima Luna, Méliès torna sull’argomento arricchendolo di un elemento nuovo e più affascinante: l’eclissi. Il solito mago/astronomo è qui alle prese con una lezione a degli studenti decisamente indisciplinati. Quando l’eclissi inizia, tutti i personaggi accorrono verso la finestra per vederla meglio, mentre l’astronomo sale al piano superiore del palazzo adibito a osservatorio. Riprendendo gli espedienti di Voyange dans la Lune e Voyage à travers l’impossible, la Luna e il Sole sono personificate e sembrano dare inizio ad un lento corteggiamento che culmina con l’eclissi vera e propria. L’idea del corteggiamento non deve sembrare così peregrina se si pensa che il titolo inglese con cui circolava questo corto era proprio The Eclipse: Courtship of the Sun and Moon. Il finale è esilerante: le stelle iniziano a danzare e riempire il cielo, tanto che il povero astrnomo, per scorgere meglio lo spettacolo, finisce per cadere dalla finestra.

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– Voyage à la planete Jupiter – Segundo de Chomón (1908)

Il nostro viaggio si sposta momentaneamente verso Giove con il divertente racconto di Segundo de Chomón. Un Re medievale ascolta un vecchio scienziato che gli parla dei pianeti dell’universo mostrandoglieli anche con il telescopio. Il Re si innamora perdutamente del pianeta Giove e sogna di governarlo come Zeus aveva fatto nei tempi antichi. Ricolmo di queste fantasie, il sovrano si addormenta e sogna di arrampicarsi su una scala celeste che porta dritta verso il pianeta dei suoi sogni. Una volta arrivato su Giove, però, non riceve affatto un’accoglienza regale, ma viene malmenato dai soldati e poi dal sovrano stesso del pianeta e, infine, viene ricacciato giù. Infine, un Saturno dispetosso decide di completare l’opera tagliando la scala e facendolo precipitare giù. La scena torna nel palazzo dove il Re, in pieno incubo, si rotola come un matto fino a finire fuori dal suo letto. Vi invito a vedere il cortometraggio anche perché fortunatamente coneservata nella sua versione colorizzata.

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– Clair de lune espagnol – Émile Cohl (1909)

Émile Cohl, nell’ultimo racconto di questo articolo, ci mostra un divertente corto che mostra uno scontro tra quello che sembrerebbe essere un torero e la Luna. Il torero, vista la Luna che è resa attraverso le bellissime animazioni di Cohl, viene malmenata da un torero che gli lancia di tutto fino a ferirla gravemente. Le stelle e quella che sembrerebbe essere la Luna personificata, decidono allora di combatterlo per vendicarsi. Dallo scontro esce vincitore proprio il torero che, tornato a casa, non trova di meglio che ballare una sorta di flamenco.

Questo cortometraggio non è sicurametne perfetto, ma vale a mio avviso la visione anche solo per la scena iniziale in cui l’abilità di Cohl nel dare vita a personaggi animati prende decisamente il sopravvento. Bisogna dire che dopo questa prima scena l’interesse tende decisamente a sfumare per finire, nell’ultimo quadro, in una sorta di fiera dei luoghi comuni.

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Cinema Muto a Raggi X

I Raggi X vennero scoperti intorno alla fine del 1800 provocando grande interesse da parte dell’opinione pubblica. Questo interesse non potè che riversarsi nel Cinema Muto tanto che nacque un filone filmico tutto dedicato a questa nuova scoperta. Il 1897 è l’anno magico con addirittura due film, X-Ray Fiend di George A. SmithLes rayons Röntgen di Georges Méliès, purtroppo andato perduto o comunque difficilmente visionabile. Farei notare che il film di Méliès uscì circa tre mesi dopo quello di Smith, cosa che mi fa dedurre che la produzione francese fosse una sorta di calco del muto britannico (prassi decisamente diffusa all’epoca). Poco più tardi in america vide la luce The X-Ray Mirror di Wallace McCutcheon (1899) che doveva probabilmente percorrere a sua volta lo stesso filone, pur con qualche modifica. Ma questi non sono certo gli unici film sull’argomento, chissà quanti sono nascosti sotto altri nomi, o quanti sono stati influenzati da questa prima produzione. I primi due nomi che mi vengono in mente sono film del tipo Les lunettes féeriques di  Émile Cohl (1909) o Photographie électrique à distance di Méliès (1908). Per ironia della sorte tra tutti i film sull’argomento, l’unico che sono riuscito a visionare è il primissimo di George A. Smith che tratta l’innovazione scientifica con l’ironia tipica dei primi cortometraggi muti. Vi lascio quindi alla visione di X-Ray Fiend di George A. Smith (1897):

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Il Fantastico Mondo di Hugo Cabret

aprile 24, 2014 Lascia un commento

Ma come? Un intervento solo adesso? Il libro è uscito nel 2007 e il film nel 2011, non è un po’ tardi?

Scherzi a parte, quella che vi racconto è una vicenda particolare, di come una storia sia scivolata dalle mie mani ripetutamente fino alla grande abbuffata di qualche giorno fa. Ma cominciamo dall’inizio. Di Hugo Cabret, devo ammettere, sapevo molto poco nel 2012 quando andai al Museo della Cinémathèque Française a Parigi. Ecco, quando entrai in quel meraviglioso piccolo mondo, venni disturbato da un particolare. Un anno prima era uscito un film, a cui avevo dato poco credito, su tale Hugo Cabret, una storiella per bambini che per qualche motivo pensavo fosse animata e in 3d, due cose che difficilmente sono compatibili con me. Ecco, Martin Scorsese aveva donato alcuni cimeli del film al mnuseo della Cinetca. Ma cosa ci facevano lì dentro? Cosa diavolo c’entravano? Feci una recensione sul mio viaggio a Parigi alla ricerca di Méliès e se ci fate caso non vi è alcuna traccia di quello che vi sto dicendo. Eppure mia sorella era molto attratta da questo film, tanto da ripetere a gran voce “ah! Come vorrei quel dvd per Natale!“. Ma il destino mi era avverso e così, ridottomi all’ultimo secondo per i regali, non trovai il DVD e il film ricadde momentaneamente nel dimenticatoio. Ma dentro di me il seme era stato piantato. Così per un qualche caso, decisi questo Natale di prendere in regalo per mia sorella il libro scritto da Brian Selznick ed edito dalla Mondadori in una splendida edizione che davvero consiglio a tutti. Eppure non gli diedi neanche una sbirciata. Decisamente non c’era amore tra me e Hugo Cabret. Lo scorso giorno la Rai ha deciso di trasmettere il film in prima serata. Per evitare la solita e noiosa pubblicità ho così tirato fuori il famoso dvd (acquistato nel frattempo e che in realtà, con gli aggiornamento tecnologici, era diventato un bluray) e di vederlo! Per me è un periodo di cose giuste al momento giusto, bene questo era il momento, forse l’unico, in cui l’amore tra me e questo film poteva sbocciare. Ma di cosa parla questa storia?

Il giovane Hugo Cabret sta riparando un automa (automat) in grado di scrivere, unico ricordo del padre morto in un incendio. Il ragazzo di giorno regola gli orologi della Gare de Lyon per conto del perfido zio, di notte lavora al suo prezioso cimelio con pezzi rubacchiati dal negozio di giocattoli. Ma chi sarà mai il propietario del negozio di giocattoli? Non è altri che Méliès (nel film uno splendido Ben Kingsley), che dopo la Guerra ha smesso dolorasamente di fare film, per dedicarsi a qualcosa di differente.

Due sono le storie che si intrecciano, una riguarda la riparazione dell’automat, mentre la seconda riguarda la riscoperta delle opere di Méliès, ormai anziano e disilluso, che sogna di tornare a far sognare le persone con i suoi film. Perché mi è piaciuto? Forse perché riunisce in un’unica opera tutto lo spirito di Méliès, sognante, unico e colorato. Mi hanno esaltato inoltre i riferimenti a film e avvenimenti della vita del regista, tra cui proprio l’automat che lui utilizzò addirittura in un film, purtroppo ancora perduto, Gugusse et l’automate (1897). Certo il tutto va preso per quello che è, un racconto di fantasia assolutamente fittizio, ma credo che come Méliès entrava nei suoi film interpretando tanti personaggi diversi, questo in fondo è solo un altro dei suoi personaggi fantastici.

Ma è meglio il libro o il film? Personalmente penso che si compensino ed incastrino a vicenda. Non si può leggere il libro senza aver visto il film e viceversa, anche perché il libro è un’esperienza fantastica, un film nel libro e un libro nel film grazie a intere frazioni raccontate tramite  il susseguirsi di splendide immagini. Il libro che ho (o meglio quello di mia sorella) è “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret” traduzione di Fabio Paracchini de “I Grandi” Mondadori. Come Bluray ho preso quello classico 2d, come detto prima odio il 3d e penso che rovini i film nella quasi totalità dei casi. Ho spesso espresso questo giudizio ma amo il cinema muto perché è quello che è, senza il bisogno di effetti speciali computerizzati che mi distolgono dalla trama e dalle diverse emozioni che gli attori e i registi dovrebbero trasmettere attraverso la loro opera. La colonna sonora del film, curata da Howard Shore è davvero molto bella e spiccano le musiche di Camille Saint-Saëns ed Erik Satie. Ah per chi se lo stesse chiedendo il libro che appare ad un certo punto dal titolo Inventer le rêve – Histoire des Premiers Films di René Tabard è totalmente inventato come il suo autore.

Hugo Cabret è facilmente reperibile sia in versione caratacea che in dvd e bluray.

Concluderei con un elenco dei corti di Méliès o film muti in generale citati nel film di Scorsese (riportato nell’ordine dei titoli di coda) così da aggiornare i collegamenti di tanto in tanto:

Scene di Méliès inserite nel film:
Voyage Dans la Lune (1902)
Le Roi du Maquillage (1904)
À la conquête du Pole (1912)
Le Mélomane (1903)
Le Royaume des Fées (1903)
Papillon Fantastique (1909)
La Fée Carabosse ou le Poignard Fatal (1906)
Les Illusions Fantaisistes (1910)
Voyage à Travers l’Impossibile (1904)
Les Quat’cents farces du Diable (1906)

Set di Méliès Ricreati per il film:
Le Palais des Mille et une Nuits (1905)
Faust Aux Enfers (1903)
L’Éclipse de Soleil en pleine Lune (1907)
Les Quat’cents farces du Diable (1906)
Le Cake-Walk Infernal (1903)
Le Raid Paris-Montecarlo en deux heures (1905)
Cendrillon (1899)
La Libellule (1908)
Le Cauchemar (1896)
L’Homme a la Tête en Caoutchouc (1901)
La Chrysalide et le Papillon d’Or (1901)
Le Menuet Lilliputien (1905)
Grotte avec Flames (?)
La difthigijika chez les Tcherkesses (1880)

Fratelli Lumière:
Sortie D’Usine Lumière (1895)
Arrivèe d’un Train à la Ciotat (1897)

Altri:
Safety Last con Harold Lloyd (1923)
Das Cabinet des Dr. Caligari di Robert Wiene (1920)
The Four Horsemen Of the Apocalypse di Rex Ingram (1921)
La fille de l’eau di Jean Renoir (1925)
The Kid di Charlie Chaplin (1921)
Die Büchse der Pandora di Georg Wilhelm Pabst (1929)
The General di Buster Keaton (1926)
The Thief of Bagdad con Douglas Fairbanks (1924)
Tumbleweeds di William S. Hart (1925)
The Great Train Robbery di Edwin S. Porter (1903)
Intolerance di D.W. Griffith (1916)
Hell’s Hinges con William S. Hart (1916)

Aggiunte dal Libro Muti e non:
Escamotage d’une dame au theatre Robert-Houdin di Mèliès (1896)
A Clock Store della Walt Disney (1931)
Paris Qui Dort di René Clair (1921)
Sherlock Jr. con Buster Keaton (1924)
La Petite Marchande d’Alumettes di Jean Renoir (1928)
Zero de conduit di Jean Vego (1933)
Le quatre cents coups di François Truffaut (1959)
Sous les Toits de Paris di René Clair (1930)

Due Spedizioni Straordinarie – Georges Méliès

settembre 23, 2013 2 commenti

Georges Méliès ci ha abituato a viaggi straordinari atti ad esplorare le meraviglie del nostro pianeta e dell’universo alla scoperta dell’ignoto a bordo di mezzi di trasporto staordinari. Proprio per questo ho scelto di continuare la carrellata fantascientifica dedicata al grande maestro francese con due dei suoi capolavori: A la conquête du Pôle (1912) e il più noto Voyage à travers l’impossible (1904).

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– Alla Conquista del Polo (A la conquête du Pôle) – Georges Méliès (1912)

Riprendendo uno schema già visto nel Viaggio nella Luna, Méliès ci propone un altro viaggio straordinario, questa volta diretto verso il Polo Nord. Il tutto inizia, ancora una volta, con strambi inventori e studiosi che fantasticano su come raggiungere il lato estremo del Mondo. Vince la proposta del Professor Maboul (lo stesso Méliès) che insieme ad altri sei studiosi parte a bordo di aeroplano. Dopo aver superato le costellazione gli uomini atterrano finalmente sul Polo dove incontrano un terribile mostro dei ghiacci. Solo l’intervento provvidenziale di un dirigibile permetterà al Professore di tornare a casa sano e salvo e raccontare quanto visto.

Questo mediometraggio della durata di 30′ circa, riprende il filone dei viaggi immaginari conditi di elementi fantastici. Anche se questo è una delle produzioni di questo tipo meno note di Méliès merita certamente una rivalutazione. Da sottolineare, in ogni caso, gli elementi ricorrenti: la prima parte dedicata agli inventori pazzoidi (che ho già avuto modo di ricordare), l’attenzione alle costellazioni, l’arrivo a destinazione con imprevisto con fuga rocambolesca. Da notare come il primo sorvolo reale del Polo Nord a bordo di un dirigibile avvenne solo nel Maggio del 1926 anche se il primo ad averlo raggiunto, o almeno che pensò di averlo fatto, fu  Robert Edwin Peary nel 1909 dopo due tentativi falliti. Probabilmente proprio la freschezza di questa spedizione diede l’ispirazione per il film.

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– Viaggio attraverso l’impossibile (Voyage à travers l’impossible) – Georges Méliès (1904)

Molto più noto, oltre che precedente a livello cronologico, è il Voyage à travers l’impossible, spesso accostato al più noto Voyage dans la Lune. Della durata di circa 25 minuti, narra di un fantastico viaggio attraverso le meraviglie del mondo e del sistema solare. Si trattava di un adattamento della pièce teatrale del 1882 da Jules Verne e Adolphe D’Ennery.

Attraverso l’alternarsi di quadri fissi, seguiamo il viaggio dei bizzari scienziati dell’Istituto della Geografia Incoerente guidati dal Dottor Mabouloff. Questi, a bordo di uno straordinario mezzo che li raggruppa tutti (dal treno al sottomarino), partono in spedizione. Tra scene divertenti e incidenti fantastici, passiamo dalla Svizzera ad un fantastico viaggio nello spazio che porta direttamente nella bocca del Sole, dove gli scienziati entrano a bordo di un treno. La stella, come abbiamo visto anche con la Luna del successivo Excursion dans la Lune di Segundo de Chomón (1908), dopo averlo ingoiato emette un rigurgito infuocato. Per sfuggire al calore assillante gli studiosi si gettano con un sottomarino nell’acqua terrestre e ne analizzano le profondità marine. Tornano poi finalmente sulla terra ferma dove vengono accolti con una gran festa.

Il film è caratterizzato da un uso intenso dell’overlap, con un susseguirsi di scene rapide che analizzano quanto avvenuto in precedenza da un altro punto di vista. Notiamo una certa evoluzione rispetto al Viaggio sulla Luna, ma resta comunque una visione quasi infantile del fantastico, che riesce a rendere questa avventura buffa e divertente ancora oggi. Grazie ad una copia positiva 35mm con colorazione a mano possiamo per altro vedere anche questa avventura a colori grazie ad una bella opera di restauro che ormai viene presentata il più delle volte. Un pezzo di storia del cinema da vedere con il sorriso sulle labbra.

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Ventimila leghe sotto i mari (Vingt mille lieues sous les mers) – Georges Méliès (1907)

giugno 1, 2013 1 commento

Nel 1907 Georges Méliès mette in scena un film ispirato liberamente dal romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari. In questa versione, però, il Capitano Nemo è sicuramente più burlone che eroico e misterioso come quello originale.

Il Capitano Nemo (Georges Méliès) a bordo del suo Nautilus, intraprende un fantastico viaggio nelle profondità del mare. Giunto alla fine di esso decide di scentere dal suo sottomarino ma viene attaccato da un gruppo di sirene che lo immobilizzano. Nella scena successiva il Capitano Nemo si ritrova a casa sua. Per fortuna si trattava semplicemente di un incubo…

Questo piccolo cortometraggio riprende il filone tipico di Méliès caratterizzato da storie semplici ma rese più frizzanti e vivaci dagli effetti speciali. Proprio questi effetti speciali, se paragonati con quelli che abbiamo imparato a conoscere con “Voyage dans la Lune“, evidenziano una decisa evoluzione. Evoluzione che possiamo apprezzare anche solamente nella modalità con cui i personaggi interagiscono con gli oggetti del paesaggio scenico. ‘Ventimila leghe sotto i mari’ venne realizzato anche in versione con tinta a mano colorato fotogramma per fotogramma. Il corto venne girato negli studi di Montreuil.

Non si tratta comunque del primo film ispirato al romanzo di Verne. Nel 1905 l’americano Wallace McCutcheon aveva infatti dato luce ad un suo “20,000 Leagues Under the Sea“. Non sono riuscito a reperire molte informazioni a riguardo, ma sembra che fosse più fedele al libro. Sempre dello stesso soggetto esiste però una versione del 1916 con regia di Stuart Paton decisamente più interessante e di cui ci siamo occupati separatamente (clicca qui).

Per finire vi lascio con il video del film presente su youtube (purtroppo in cattive condizioni). Non si tratta certamente di uno dei miei corti di Méliès preferiti, ma lo presento per motivi di completezza. Al posto della locandina ho messo la copertina della versione “livre de poche” con una splendida litografia di Alphonse de Neuville e Édouard Riou. Buona visione!

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Corti Fantascientifici di Méliès

maggio 25, 2013 3 commenti

In questo articolo mi occuperò dei due corti fantascientifici più brevi di Georges Méliès, ovvero il celebre L’uomo dalla testa di caucciù (L’homme à la tête en caoutchouc) del 1901 e La Fotografia elettrica a distanza (Photographie électrique à distance) del 1908.

– L’Uomo dalla Testa di Caucciù (L’Homme à la Tête en Caoutchouc) – Georges Méliès (1901)

Questo cortometraggio è considerato il secondo film di fantascienza conservato sebbene sia il secondo del grande artista francese. Nel 1897, infatti, Méliès aveva già prodotto Gugusse et l’automate, purtroppo perduto, breve cortometraggio in cui il clown Gugusse mimava espressioni e movimenti tipici di oggetti meccanici. Gli Automate erano delle sorte di precursori dei robot e molto celebri erano quelli di Robert Houdin, grande artista che ispirerà il grande Harry Houdini (all’anagrafe Ehrich Weisz) nella scelta del nome d’arte.

In l’Uomo dalla Testa di Caucciù ritroviamo un Méliès burlone che si diverte a giocare con il proprio corpo. Dopo pochi secondi, infatti, il ‘padre degli effetti speciali’ sorprende lo spettatore tirando fuori da una scatola una replica esatta della propria testa che poggia sopra ad un tavolino. Attraverso un divertente effetto speciale mascherino-contromascherino (in cui l’inquadratura viene divisa in due o più parti impressionate in momenti differenti) la seconda testa di Méliès si muove e, grazie ad un effetto ottenuto avvicinando ed allontanando la telecamera, si ingrandisce o si sgonfia a seconda della situazione. Il finale è ad effetto: Méliès chiama un clown maldestro per mostrargli la sua creazione e questi, mentre la prova, la gonfia talmente tanto da farla esplodere. La tremenda esplosione provoca scompiglio nella stanza e l’ira del maestro.

Tipico esempio di racconto di fantascienza incentrato su un inventore e la sua bizzarra craezione. Qui siamo ovviamente più a livelli di illusionismo che non di reale Sci-fi, ma certamente possiamo iscrivere questo piccolo di Méliès nella lista dei precursori del genere. Un cortometraggio davvero interessante e divertente che potete vedere anche nel video qui sotto.

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– La Fotografia elettrica a distanza (Photographie électrique à distance) – Georges Méliès (1908)

Questo secondo corto è ambientato all’interno del laboratorio di uno strambo inventore che vuole mostrare ai suoi clienti la sua nuova creazione. Si tratta di una macchina straordinaria in grado di far vedere la vera personalità delle persone. Uno dopo l’altro i clienti provano l’incredibile apparecchio e il corto prosegue assumendo caratteristiche sempre più grottesche: prima la macchina mostra la personalità di una signora come quella di una vecchia strega sdentata, poi è la volta di un uomo che la fotografia elettrica mostra con fattezze scimmiesche. Proprio quest’ultimo, indignato per l’esito dell’esperimento, distrugge parzialmente lo studio.

Méliès sperimenta tra il surreale e il grottesco pur non convincendo più di tanto. Non siamo di fronte ad una delle produzioni più note e geniali del mago degli effetti speciali e gli stessi effetti speciali utilizzati, non sono una novità assoluta nella produzione del genio francese. Come al solito Méliès riuscirà a far strappare qualche sorriso, ma niente di più in questo caso. Certamente questo secondo corto può essere considerato più fantascientifico del primo, proprio per il tipo di creazione fantastica in grado di unire scienza e fervida immaginazione. Chissà che un giorno una macchina del genere non venga davvero inventata! Per i più curiosi lascio comunque un collegamento al video del cortometraggio.

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