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Posts Tagged ‘Georges Méliès’

Brevi Viaggi su Marte – Some Trips to Mars

marzo 15, 2013 4 commenti

Con il titolo A Trip to Mars vennero rilasciati tre cortometraggi di cui due animati: un primo, del 1910, diretto da Ashley Miller; un secondo del 1920, purtroppo perduto, e un terzo del 1926 disegnato dal grande Max Fleischer nel 1924 e di cui ci occuperemo in un altro articolo.

– A Trip to Mars – Ashley Miller (1910)

A Trip to Mars è un breve cortometraggio attribuito al poco noto regista e sceneggiatore Ashley Miller e prodotto dalla Edison Manufacturing Company di Thomas Edison. Come nella migliore tradizione del genere ci ritroviamo di fronte ad uno scienziato incauto che utilizza la sua nuova invenzione, l’antigravità, per recarsi su Marte. Qui, però, viene a contatto con creature mostruose e demoniache e per poco non ci lascia le penne. Una volta tornato a casa lo scienziato si libera delle polveri che mescolate creano la reazione antigravitazione ma con effetti disastrosi…

Ashley Miller utilizza alla perfezione i fondamenti degli effetti speciali e crea un cortometraggio abbastanza gradevole con qualche punta di horror. Certamente non ci troviamo di fronte ad un capolavoro e ancora una volta indubbia è il ruolo giocato da Voyage dans la Lune di Georges Méliès. Anche qui ritroviamo una componente umoristica di fondo che rende meno paurosa l’avventura. Allo stesso Ashley Miller è attribuita la paternità del perduto The Sky Splitter, che diresse assieme John Norling. Tra i due certamente Miller fu il più attivo: sebbene infatti la sua carriera si fermò al muto, egli diresse tra il 1910 e il 1923 più di 100 film curandone a volte anche la sceneggiatura. Di John Norling sono riuscito a sapere ancora meno: diresse circa 6 film, tutti corti, tra il 1922 e il 1940.

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– A Trip to Mars – Bud Fisher (1920)

Dieci anni dopo il primo “Viaggio su Marte”, vedeva la luce una seconda versione a cartone animato che vedeva per protagonisti Mutt & Jeff, protagonisti di successo delle prime strisce quotidiane a fumetti, formula che poi avrebbe decretato il successo di altri fumetti come i Peanuts. A partire dal 1911 Bud Fisher aveva dato il permesso alla Nestor Company di creare dei cortometraggi settimanali basate sulle vignette. La svolta avvenne nel 1916 quando il creatore della serie diede i diritti allo Studio Barré, capitanato dai due pionieri dell’animazione Charles Bowers e Raoul Barré, di produrre dei cartoon con Mutt & Jeff protagonisti. Fu così che l’1 Maggio del 1920 venne rilasciato questo corto di animazione con protagonisti i due mattacchioni. Purtroppo non è nota la trama dell’episodio. L’immagine qui accanto è puramente indicativa.

Excursion dans la Lune – Segundo de Chomón (1908)

marzo 11, 2013 4 commenti

Dopo il succeso del più noto “Voyage dans la Lune” di Georges Méliès, la Pathé si lanciò in una bella impresa commerciale producendo questo secondo film sulle avventure lunari sostanzialmente identico al primo e più celebre. Il compito di girare questa sorta di remake venne affidato a Segundo de Chomón, cineasta spagnolo di origini francesi assunto dalla Pathé Frères nel 1906.

Un gruppo di strampalati astronomi decide di partire alla volta della Luna. Dopo aver costruito un proiettile-astronave, gli scienziati si fanno sparare da un potente cannone sopra il suolo lunare. Qui entrano in contatto con i Seleniti e fanno amicizia con il loro sovrano. A termine di un balletto, però, uno dei membri dell’equipaggio rapisce una di loro con essa gli astronomi tornano sulla Terra.

Questa seconda versione sebbene non abbia il fascino di quella di Méliès mi ha dato l’impressione di essere più scanzonata e leggera. I sei anni di distanza dal primo viaggio sulla Luna si notano e giocano a favore di una valutazione più che positiva di questo breve cortometraggio. Servono comunque pochi secondi per capire che Segundo de Chomón si ispira a piene mani da “Voyage sur la Lune“, in un modo che noi moderni non esiteremmo a chiamare un vero e proprio plagio, ma che per l’epoca doveva avere certamente un altro significato. Una delle scene più simpatiche e riuscite è, a mio avviso, quella dell’allunaggio in cui la navicella, invece di finire nell povero occhio della Luna, finisce nella sua bocca (come potete vedere nella mia pessima “locandina”) con tanto di successivo rigurgito infuocato, riprendendo la reaizone del sole dopo il passaggio del treno nella sua bocca in Voyage à travers l’impossible sempre di Méliès. Per la sua capacità di innovare ed utilizzare effetti speciali, De Chomón si conquistò il titolo di “Méliès spagnolo“, nomea che comunque lo metteva fin da subito in una posizione subordinata rispetto a quella del genio francese. Del resto il regista spagnolo aveva avuto modo di lavorare per qualche anno nel celebre laboratorio parigino di Méliès, imparando dal maestro tantissimi trucchi del mestiere che aveva poi saputo impiegare sapientemente.

Il film è incluso nella raccolta “Retour de Flamme – Distribution La fabuleuse enfance du cinéma“, edito dalla Lobster Films in una bella edizione restaurata e colorizzata. Vi lascio con il video del corto.

Curiosità: Segundo de Chomón viene ricordato anche per aver inventato, insieme a Giovanni Pastrone il sistema del carrello quando si trovava sotto contratto con la Italia Film di Torino. Partecipò alla pellicola Cabiria (1914) per gli effetti speciali (insieme ad Eugenio Bava) e la fotografia. Viene ricordato inoltre per aver curato la regia (sempre insieme a Pastrone) di La guerra e il sogno di Momi, noto per essere uno dei primi film italiani ad utilizzare scene di animazione per gli effetti speciali.

Viaggio nella Luna (Voyage dans la Lune) – Georges Méliès (1902)

marzo 11, 2013 9 commenti

Voyage dans la Lune è forse uno dei muti più noti in assoluto. La Luna con la capsula lunare nell’occhio è una delle immagini più evocative di questo periodo e, più o meno, è quella più riconosciuta. Con pochi mezzi a disposizione, Georges Méliès riuscì a creare un divertentissimo ed entusiasmante viaggio sulla Luna, con effetti speciali ed esseri staordinari come i Seleniti. La pellicola costò intorno ai 30.000 franchi, somma più che considerevole, ma il grande successo ripagò appieno la spesa.

Un gruppo di astronomi decide di farsi sparare sulla luna a bordo di un proiettile lanciato da un enorme cannone. Una volta giunti sulla Luna, gli scienziati vengono a contatto con un paesaggio incredibile e con degli esseri straordinari, i Seleniti, i quali vogliono farli prigionieri. Gli astronomi riescono però a scappare e tornare sulla terra a bordo della loro astronave.

Ci troviamo insomma di fronte ad un corto molto divertente che potremmo definire forse come il primo grande film di fantascienza dell’era del cinema. Le fonti di ispirazione più prossime sono certamente Jules Verne, De la Terre à la Lune (1865) e il recentissimo romanzo, almeno per l’epoca, di H.G. Wells, I primi uomini sulla Luna (1901). I personaggi protagonisti, così come gli sfondi, sembrano essere una sorta di caricatura del mondo scientifico. Abbiamo scienziato barbuti con cappelli caricaturali, ambientazioni buffe e lotte incredibili a colpi di ombrello. Tra gli effetti speciali sono sia di tipo teatrale sia di tipo puramente cinematografico come la sovraimpressione (durante il sogno degli scenziati) o la sparizione dei seleniti quando vengono colpiti. Il successo del film diede vita a numerosi plagi tra cui Excursion dans la lune di Segundo de Chomón (1908) di cui parleremo più approfonditamente in un altro articolo.

Il film è girato a quadri, ovvero le scene sono riprese con inquadratura fissa e sfondi di volta in volta differenti. Méliès confezionò sia versioni in bianco e nero che colorate a mano. Una versione a colori è stata ritrovata nel 1993 a Barcellona e donata alla Filmoteca de Cataluña. Grazie ad un miracoloso restauro, nel 2010 è stata finalmente presentata la versione colorata corredata da una colonna sonora scritta per l’occasione dal duo francese AIR (Amour, Imagination, Rêve). Personalmente non ho apprezzato particolarmente il loro apporto musicale, e preferisco sottolineare ancora una volta la caratura del lavoro effettuato sulla pellicola grazie agli sforzi della Lobster Films, de La Fondation Groupama Gan pour le Cinéma e de La Fondation Technicolor pour le Patrimoine du Cinéma. La versione così restaurata e colorizzata è stata proiettata per la prima volta nel corso del 64esimo Festival de Cannes l’11 Maggio 2011. Consiglio a tutti la visione, quanto meno per vedere come doveva essere vedere un film a colori nei primi del ‘900.

Muta Fantascienza

marzo 8, 2013 2 commenti

Fin dalle sue origini il cinema ha dedicato ampio spazio alla Fantascienza. Iniziarono i Fratelli Lumière nel 1895 con il loro divertente “La Charcuterie mécanique” (traducibile come “la salumeria meccanica”), dove un maiale, inserito in una speciale macchina, veniva immediatamente trasformato in una serie di salumi pronti da consumare.

Fu poi la volta di Georges Méliès, che con Voyage sur la Lune (1902) diede una forta scossa alla fantascienza e all’immaginazione dei primi spettatori cinematografici grazie al suo viaggio sulla Luna. La sua creazione ebbe tanto successo che dallo stesso filone nacquero plagi più o meno evidenti (tra questi forse il più evidente è Excursion dans la Lune di Segundo de Chomón del 1908). La Luna divenne allora uno dei punti di riferimento per la fantasia cinematografica e vennero presto alla luce anche altri film più complessi come il britannico The First Men in the Moon di Bruce Gordon e J.L.V. Leigh (1919), ispirato all’omonimo racconto di H.G. Wells, purtroppo considerato perduto e presente tra i “75 Most Wanted” della BFI (British Film Institute).

Ma anche Marte ebbe presto il suo filone di film, con l’italiano Un Matrimonio Interplanetario (1910) di Enrico Novelli (anche se in realtà l’incontro con i marziani avviene sulla Luna), ma soprattutto con il danese Himmelskibet di  Holger-Madsen (1917) e poi, con il più celebre Aelita di Yakov Protazanov (1924), il quale contribuì ad influenzare, almeno a livello di costumi, molte altre produzioni fantascientifiche.

Una delle serie Horror Fantascientifiche più note è certamente quella di Alraune, ispirata dall’omonima storia scritta da Hanns Heinz Ewers nel 1911, che ebbe tanto successo da diventare una trilogia. Il successo nell’epoca del muto fu tale che ne vennero girate almeno tre versioni: due nel 1918 (una ungherese, andata perduta, ed una tedesca), ed infine la terza e più celebre del 1928 di Henrik Galeen con Brigitte Helm. Oltre a queste venne prodotto anche un crossover nel 1919 dal titolo Alraune und der Golem di cui però non è noto alcun particolare.

Ovviamente in mezzo a tutte queste pellicole uno spazio di riguardo se lo ritaglia Fritz Lang con due capolavori: il già trattato Metropolis (1927) ma soprattutto Una donna nella luna (Frau in Mond) del 1929, che prima avevo evitato volutamente di citare.

La lista dei film è relativamente lunga, ma quello che colpisce è la diversità dei paesi in cui questi film sono stati prodotti. Abbiamo, infatti, già citato produzioni provenienti da Francia, Germania,  Gran Bretagna, Stati Uniti, Unione Sovietica, Danimarca, Ungheria e ovviamente anche dalla nostra Italia. Ed è proprio in Italia che ci soffermeremo ancora con Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola di Marcel Fabre (1913) uno degli iniziatori del genere fantascientifico d’avventura, senza dimenticare l’Uomo Meccanico di André Deed (1921) di cui abbiamo già avuto modo di parlare, e che con i suoi fantastici robot riuscì ad influenzare la cultura italiana (basti vedere nei fumetti Zagor o Topolino). Il tema dei Robot era però già stato trattato almeno con la serie The Master Mystery (nota per la collaborazione diretta del grande Mago Houdini).

Visto l’ampio spazio che il cinema ha dedicato a questo genere, ho deciso di far partire un piccolo progetto fantascienza che prevederà, almeno per questa prima settimana, la pubblicazione di una recensione al giorno di questo tipo. Ovviamente non ho potuto citare tutti i film che prenderanno parte al progetto ma solo fare una premessa generale al progetto probabilmente si modificherà nel tempo mano a mano che riuscirò a visionare nuovi film. In ogni recensione cercherò non solo di parlare della storia del film in generale, ma anche di inquadrarla all’interno del panorama fantascientifico. Lo scopo è quello di provare a vedere in linea di massima in che ambito il film si colloca in rapporto al filone fantascientifico e da dove gli autori hanno preso spunto ed eventualmente quanto poi queste produzioni hanno influenzato le opere successive. Inserirò, inoltre, una pagina speciale dedicata alla fantascienza per accedere con maggiore facilità a tutti i link relativi a questo progetto. Il mio fine è quello di creare una raccolta il più completa possibile su questo genere nel cinema muto.

COLLEGAMENTO ALLA PAGINA RIEPILOGATIVA DEL PROGETTO FANTASCIENZA

Termino questa presentazione al progetto con il video del primo film di fantascienza, l’incredibile Charcuterie mécanique che ho citato all’inizio di questo articolo. Buona visione!

Il muto a Parigi: dal Museo Henri Langlois al Cimitero del Père-Lachaise

settembre 16, 2012 1 commento

Ingannato da una vecchia guida di Parigi ero andato a Trocadéro alla ricerca del Museo del Cinema Henri Langlois che doveva trovarsi nel Palais de Chaillot. Il palazzo è attualmente chiuso per lavori, ma la cosa che mi aveva colpito era che nessuno degli addetti ai lavori sembrava sapere che all’interno della struttura avrebbe dovuto esserci un museo del cinema. Solo grazie a mezzi di fortuna (sono totalmente sprovvisto di smartphone e cose simili) sono riuscito a connettermi ad internet scoprendo che il museo e tutta la Cinémathèque Française erano stati spostati in rue de Bercy. Quello che non sapevo era il motivo principale dello spostamento di sede.

Nel 1997 all’interno del palazzo divampò un terribile incendio che distrusse completamente la sala proiezioni e rischiò di far scomparire per sempre le circa quarantamila bobine, equivalenti a 13mila titoli, conservate dalla Cinémathèque. Il fuoco, inoltre, rischiò di danneggiare gravemente lo stesso museo del cinema e tutti i cimeli lì conservati. Fortunatamente l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco riuscì ad evitare il peggio: alla fine solo un 5/10% della collezione venne irrimediabilmente danneggiato, mentre un 30% subì qualche danno a causa del fuoco e dell’acqua utilizzata per spegnere l’incendio.

Nel museo sono conservati oggetti di inestimabile valore come i Seleniti (gli alieni di “le voyage dans la lune“), dei disegni originali di Méliès realizzati per alcune delle sue opere, o una riproduzione dell’androide di Metropolis commissionata allo stesso autore dell’originale, Walter Schulze-Mittendorff, nel 1970 in occasione della mostra sul cinema mondiale, che avvenne proprio a Parigi nel 1972, dal titolo “Trois quarts de siècle de cinéma mondial“. Lo scultore, basandosi sui suoi ricordi e su quanto poteva ricostruire a partire dalla pellicola, decise di realizzare un’opera fissa, usando come base un semplice manichino da vetrina, rendendola di fatto più resistente di quella originale costituita da più pezzi. Il risultato fu un androide d’argento dai tratti meno appesantiti e in generale più moderno rispetto a quello del film. L’androide originale è purtroppo andato perduto, probabilmente subito dopo la fine delle riprese di Metropolis, forse per via del rogo, appiccato realmente, che danneggiò irrimedialmente l’androide nelle ultime scene o forse semplicemente a causa dello scarso valore che all’epoca veniva attribuito agli oggetti scenici in generale.

Il Palais de Chaillot, sventrato dalle fiamme, venne chiuso e divenne subito chiaro che alla Cinématèque Française serviva una nuova collocazione. Nel 2005 venne così inaugurata una nuova struttura (opera dell’architetto Frank Gehry), situata appunto a Bercy, all’interno della quale venne edificato il nuovo museo con una rinnovata sala proiezioni, una libreria e una biblioteca/videoteca specializzata. La piccola esposizione è situata al secondo piano del palazzo e ripercorre gli inizi del cinema francese e internazionale. Gli oggetti conservati sono accompagnati da numerosi video che ripercorrono alcuni dei capolavori del cinema, dai primi film di Méliès fino a Truffaut, ma non solo. La maggior parte dei cimeli facevano parte della collezione privata di  Henri Langlois, fondatore della Cinémathèque Française, a cui va il merito di aver lottato per la conservazione di tante pellicole e tante opere legate ai film.

Insomma per gli amanti del cinema è sicuramente una bella occasione per vedere con i propri occhi pezzi di storia del cinema.

Ma Parigi mi ha saputo regalare anche altre emozioni, come quando al Cimitero del Père-Lachaise mi sono imbattuto nella tomba di Méliès che nonostante sia nascosta e poco visibile riceve ancora oggi tanti visitatori. “George Mélies – creatore dello spettacolo cinematografico“: e noi gli dobbiamo veramente tanto.

Parigi nasconde certamente tanti altri segreti legati al cinema muto, che non vedo l’ora di scoprire per poi vederli con i miei occhi la prossima volta che ci tornerò. Questa volta, più che mai, vi invito a condividere le vostre esperienze con me per conoscere, scoprire e migliorare sempre insieme grazie alla nostra passione.

Approfondimenti: per ulteriori informazioni e immagini sull’incendio del Palais de Chaillot potete consultare questo sito in francese.

Per ulteriori informazioni vi rimando al sito ufficiale della Cinémathèque Française.

I corti di Méliès al Casale del Podere Rosa

settembre 6, 2012 Lascia un commento

A Roma Sabato 8 Settembre, alle ore 19.30 saranno proiettati al Casale del Podere Rosa, i corti del grande Georges Méliès, uno dei fondatori del cinema delle origini grazie alla sua voglia di giocare e sperimentare con i mezzi pochi mezzi a disposizione. Il film sarà seguito dalla proiezione di Hugo Cabret di Martin Scorsese, film collegato proprio al grande artista francese.

Ecco il programma della serata:

Ore 19.30 – I corti di Méliès:

Maries-Georges-Jean Méliès, regista e illusionista dei primi anni del secolo scorso, viene riconosciuto come il secondo padre del cinema (dopo i Fratelli Lumière), per l’introduzione e la sperimentazione di numerose novità tecniche e narrative. A lui è attribuita l’invenzione del cinema di finzione (che filma mondi “diversi dalla realtà”) e di numerose tecniche cinematografiche, in particolare del montaggio, la caratteristica più peculiare del nascente linguaggio cinematografico. E’ universalmente riconosciuto come il “padre” degli effetti speciali. Scoprì accidentalmente il trucco della sostituzione nel 1896 e fu uno dei primi registi a usare l’esposizione multipla, la dissolvenza e il colore (dipinto a mano direttamente sulla pellicola).

Ore 21.30 – HUGO CABRET di Martin Scorsese (USA 2011, 127′):

Hugo Cabret è un orfano, che vive segretamente tra le mura della stazione ferroviaria di Montparnasse a Parigi negli anni trenta. Del padre orologiaio conserva un automa rotto che si ostina a voler riparare. Con l’aiuto dell’eccentrica Isabelle scopre che l’automa conserva segreti che riportano a galla vicende del passato. Sono storie e ricordi che coinvolgono anche il padrino della ragazza, Georges Méliès. Questi si rivela essere uno dei più grandi autori della storia del cinema e che credeva di essere stato dimenticato da tutti.

Dopo il film proiezione di video a sorpresa (chicche da non perdere)

Inoltre:

dalle ore 18.30 – BioBAR con aperitivi e musica
dalle ore 20.00 – cena in BioOsteria: si mangia e si beve all’insegna del BIO e EQUO (menu veg/noveg)
Prenotazioni telefoniche: 06.8271545 dal venerdì alla domenica dalle ore 18.30 in poi.
Prenotazioni via e-mail: bioosteria@casalepodererosa.org (valide solo se confermate esplicitamente).
Questo sabato i piatti previsti sono: cous cous, pomodori con riso o pasta fredda, melanzane, peperoni e zucchine ripieni di carne o di verdure, contorni di patate e insalate.
Info sul progetto BioOsteriahttp://www.casalepodererosa.org/alimentazione/bioost01.html

Per poter partecipare alle iniziative del Casale del Podere Rosa è necessario versare una quota annuale valevole per un anno solare (Gen-Dic).
La quota ordinaria è di 5,00euro ma è possibile sostenere ulteriormente le iniziative del Casale attraverso una quota sostenitore/trice di 10,00euro.

CASALE PODERE ROSA

dove: via Diego Fabbri snc (angolo via A. De Stefani), 00137 Roma
bus: linea atac343 da piazza Sempione o da MetroB-Rebibbia
recapiti: tel/fax 06.8271545
e-mail: info@casalepodererosa.org
sito web: http://www.casalepodererosa.org