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Posts Tagged ‘Georges Méliès’

Due Spedizioni Straordinarie – Georges Méliès

settembre 23, 2013 2 commenti

Georges Méliès ci ha abituato a viaggi straordinari atti ad esplorare le meraviglie del nostro pianeta e dell’universo alla scoperta dell’ignoto a bordo di mezzi di trasporto staordinari. Proprio per questo ho scelto di continuare la carrellata fantascientifica dedicata al grande maestro francese con due dei suoi capolavori: A la conquête du Pôle (1912) e il più noto Voyage à travers l’impossible (1904).

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– Alla Conquista del Polo (A la conquête du Pôle) – Georges Méliès (1912)

Riprendendo uno schema già visto nel Viaggio nella Luna, Méliès ci propone un altro viaggio straordinario, questa volta diretto verso il Polo Nord. Il tutto inizia, ancora una volta, con strambi inventori e studiosi che fantasticano su come raggiungere il lato estremo del Mondo. Vince la proposta del Professor Maboul (lo stesso Méliès) che insieme ad altri sei studiosi parte a bordo di aeroplano. Dopo aver superato le costellazione gli uomini atterrano finalmente sul Polo dove incontrano un terribile mostro dei ghiacci. Solo l’intervento provvidenziale di un dirigibile permetterà al Professore di tornare a casa sano e salvo e raccontare quanto visto.

Questo mediometraggio della durata di 30′ circa, riprende il filone dei viaggi immaginari conditi di elementi fantastici. Anche se questo è una delle produzioni di questo tipo meno note di Méliès merita certamente una rivalutazione. Da sottolineare, in ogni caso, gli elementi ricorrenti: la prima parte dedicata agli inventori pazzoidi (che ho già avuto modo di ricordare), l’attenzione alle costellazioni, l’arrivo a destinazione con imprevisto con fuga rocambolesca. Da notare come il primo sorvolo reale del Polo Nord a bordo di un dirigibile avvenne solo nel Maggio del 1926 anche se il primo ad averlo raggiunto, o almeno che pensò di averlo fatto, fu  Robert Edwin Peary nel 1909 dopo due tentativi falliti. Probabilmente proprio la freschezza di questa spedizione diede l’ispirazione per il film.

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– Viaggio attraverso l’impossibile (Voyage à travers l’impossible) – Georges Méliès (1904)

Molto più noto, oltre che precedente a livello cronologico, è il Voyage à travers l’impossible, spesso accostato al più noto Voyage dans la Lune. Della durata di circa 25 minuti, narra di un fantastico viaggio attraverso le meraviglie del mondo e del sistema solare. Si trattava di un adattamento della pièce teatrale del 1882 da Jules Verne e Adolphe D’Ennery.

Attraverso l’alternarsi di quadri fissi, seguiamo il viaggio dei bizzari scienziati dell’Istituto della Geografia Incoerente guidati dal Dottor Mabouloff. Questi, a bordo di uno straordinario mezzo che li raggruppa tutti (dal treno al sottomarino), partono in spedizione. Tra scene divertenti e incidenti fantastici, passiamo dalla Svizzera ad un fantastico viaggio nello spazio che porta direttamente nella bocca del Sole, dove gli scienziati entrano a bordo di un treno. La stella, come abbiamo visto anche con la Luna del successivo Excursion dans la Lune di Segundo de Chomón (1908), dopo averlo ingoiato emette un rigurgito infuocato. Per sfuggire al calore assillante gli studiosi si gettano con un sottomarino nell’acqua terrestre e ne analizzano le profondità marine. Tornano poi finalmente sulla terra ferma dove vengono accolti con una gran festa.

Il film è caratterizzato da un uso intenso dell’overlap, con un susseguirsi di scene rapide che analizzano quanto avvenuto in precedenza da un altro punto di vista. Notiamo una certa evoluzione rispetto al Viaggio sulla Luna, ma resta comunque una visione quasi infantile del fantastico, che riesce a rendere questa avventura buffa e divertente ancora oggi. Grazie ad una copia positiva 35mm con colorazione a mano possiamo per altro vedere anche questa avventura a colori grazie ad una bella opera di restauro che ormai viene presentata il più delle volte. Un pezzo di storia del cinema da vedere con il sorriso sulle labbra.

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Ventimila leghe sotto i mari (Vingt mille lieues sous les mers) – Georges Méliès (1907)

Nel 1907 Georges Méliès mette in scena un film ispirato liberamente dal romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari. In questa versione, però, il Capitano Nemo è sicuramente più burlone che eroico e misterioso come quello originale.

Il Capitano Nemo (Georges Méliès) a bordo del suo Nautilus, intraprende un fantastico viaggio nelle profondità del mare. Giunto alla fine di esso decide di scentere dal suo sottomarino ma viene attaccato da un gruppo di sirene che lo immobilizzano. Nella scena successiva il Capitano Nemo si ritrova a casa sua. Per fortuna si trattava semplicemente di un incubo…

Questo piccolo cortometraggio riprende il filone tipico di Méliès caratterizzato da storie semplici ma rese più frizzanti e vivaci dagli effetti speciali. Proprio questi effetti speciali, se paragonati con quelli che abbiamo imparato a conoscere con “Voyage dans la Lune“, evidenziano una decisa evoluzione. Evoluzione che possiamo apprezzare anche solamente nella modalità con cui i personaggi interagiscono con gli oggetti del paesaggio scenico. ‘Ventimila leghe sotto i mari’ venne realizzato anche in versione con tinta a mano colorato fotogramma per fotogramma. Il corto venne girato negli studi di Montreuil.

Non si tratta comunque del primo film ispirato al romanzo di Verne. Nel 1905 l’americano Wallace McCutcheon aveva infatti dato luce ad un suo “20,000 Leagues Under the Sea“. Non sono riuscito a reperire molte informazioni a riguardo, ma sembra che fosse più fedele al libro. Sempre dello stesso soggetto esiste però una versione del 1916 con regia di Stuart Paton decisamente più interessante e di cui ci siamo occupati separatamente (clicca qui).

Per finire vi lascio con il video del film presente su youtube (purtroppo in cattive condizioni). Non si tratta certamente di uno dei miei corti di Méliès preferiti, ma lo presento per motivi di completezza. Al posto della locandina ho messo la copertina della versione “livre de poche” con una splendida litografia di Alphonse de Neuville e Édouard Riou. Buona visione!

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Corti Fantascientifici di Méliès

In questo articolo mi occuperò dei due corti fantascientifici più brevi di Georges Méliès, ovvero il celebre L’uomo dalla testa di caucciù (L’homme à la tête en caoutchouc) del 1901 e La Fotografia elettrica a distanza (Photographie électrique à distance) del 1908.

– L’Uomo dalla Testa di Caucciù (L’Homme à la Tête en Caoutchouc) – Georges Méliès (1901)

Questo cortometraggio è considerato il secondo film di fantascienza conservato sebbene sia il secondo del grande artista francese. Nel 1897, infatti, Méliès aveva già prodotto Gugusse et l’automate, purtroppo perduto, breve cortometraggio in cui il clown Gugusse mimava espressioni e movimenti tipici di oggetti meccanici. Gli Automate erano delle sorte di precursori dei robot e molto celebri erano quelli di Robert Houdin, grande artista che ispirerà il grande Harry Houdini (all’anagrafe Ehrich Weisz) nella scelta del nome d’arte.

In l’Uomo dalla Testa di Caucciù ritroviamo un Méliès burlone che si diverte a giocare con il proprio corpo. Dopo pochi secondi, infatti, il ‘padre degli effetti speciali’ sorprende lo spettatore tirando fuori da una scatola una replica esatta della propria testa che poggia sopra ad un tavolino. Attraverso un divertente effetto speciale mascherino-contromascherino (in cui l’inquadratura viene divisa in due o più parti impressionate in momenti differenti) la seconda testa di Méliès si muove e, grazie ad un effetto ottenuto avvicinando ed allontanando la telecamera, si ingrandisce o si sgonfia a seconda della situazione. Il finale è ad effetto: Méliès chiama un clown maldestro per mostrargli la sua creazione e questi, mentre la prova, la gonfia talmente tanto da farla esplodere. La tremenda esplosione provoca scompiglio nella stanza e l’ira del maestro.

Tipico esempio di racconto di fantascienza incentrato su un inventore e la sua bizzarra craezione. Qui siamo ovviamente più a livelli di illusionismo che non di reale Sci-fi, ma certamente possiamo iscrivere questo piccolo di Méliès nella lista dei precursori del genere. Un cortometraggio davvero interessante e divertente che potete vedere anche nel video qui sotto.

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– La Fotografia elettrica a distanza (Photographie électrique à distance) – Georges Méliès (1908)

Questo secondo corto è ambientato all’interno del laboratorio di uno strambo inventore che vuole mostrare ai suoi clienti la sua nuova creazione. Si tratta di una macchina straordinaria in grado di far vedere la vera personalità delle persone. Uno dopo l’altro i clienti provano l’incredibile apparecchio e il corto prosegue assumendo caratteristiche sempre più grottesche: prima la macchina mostra la personalità di una signora come quella di una vecchia strega sdentata, poi è la volta di un uomo che la fotografia elettrica mostra con fattezze scimmiesche. Proprio quest’ultimo, indignato per l’esito dell’esperimento, distrugge parzialmente lo studio.

Méliès sperimenta tra il surreale e il grottesco pur non convincendo più di tanto. Non siamo di fronte ad una delle produzioni più note e geniali del mago degli effetti speciali e gli stessi effetti speciali utilizzati, non sono una novità assoluta nella produzione del genio francese. Come al solito Méliès riuscirà a far strappare qualche sorriso, ma niente di più in questo caso. Certamente questo secondo corto può essere considerato più fantascientifico del primo, proprio per il tipo di creazione fantastica in grado di unire scienza e fervida immaginazione. Chissà che un giorno una macchina del genere non venga davvero inventata! Per i più curiosi lascio comunque un collegamento al video del cortometraggio.

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Brevi Viaggi su Marte – Some Trips to Mars

Con il titolo A Trip to Mars vennero rilasciati tre cortometraggi di cui due animati: un primo, del 1910, diretto da Ashley Miller; un secondo del 1920, purtroppo perduto, e un terzo del 1926 disegnato dal grande Max Fleischer nel 1924 e di cui ci occuperemo in un altro articolo.

– A Trip to Mars – Ashley Miller (1910)

A Trip to Mars è un breve cortometraggio attribuito al poco noto regista e sceneggiatore Ashley Miller e prodotto dalla Edison Manufacturing Company di Thomas Edison. Come nella migliore tradizione del genere ci ritroviamo di fronte ad uno scienziato incauto che utilizza la sua nuova invenzione, l’antigravità, per recarsi su Marte. Qui, però, viene a contatto con creature mostruose e demoniache e per poco non ci lascia le penne. Una volta tornato a casa lo scienziato si libera delle polveri che mescolate creano la reazione antigravitazione ma con effetti disastrosi…

Ashley Miller utilizza alla perfezione i fondamenti degli effetti speciali e crea un cortometraggio abbastanza gradevole con qualche punta di horror. Certamente non ci troviamo di fronte ad un capolavoro e ancora una volta indubbia è il ruolo giocato da Voyage dans la Lune di Georges Méliès. Anche qui ritroviamo una componente umoristica di fondo che rende meno paurosa l’avventura. Allo stesso Ashley Miller è attribuita la paternità del perduto The Sky Splitter, che diresse assieme John Norling. Tra i due certamente Miller fu il più attivo: sebbene infatti la sua carriera si fermò al muto, egli diresse tra il 1910 e il 1923 più di 100 film curandone a volte anche la sceneggiatura. Di John Norling sono riuscito a sapere ancora meno: diresse circa 6 film, tutti corti, tra il 1922 e il 1940.

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– A Trip to Mars – Bud Fisher (1920)

Dieci anni dopo il primo “Viaggio su Marte”, vedeva la luce una seconda versione a cartone animato che vedeva per protagonisti Mutt & Jeff, protagonisti di successo delle prime strisce quotidiane a fumetti, formula che poi avrebbe decretato il successo di altri fumetti come i Peanuts. A partire dal 1911 Bud Fisher aveva dato il permesso alla Nestor Company di creare dei cortometraggi settimanali basate sulle vignette. La svolta avvenne nel 1916 quando il creatore della serie diede i diritti allo Studio Barré, capitanato dai due pionieri dell’animazione Charles Bowers e Raoul Barré, di produrre dei cartoon con Mutt & Jeff protagonisti. Fu così che l’1 Maggio del 1920 venne rilasciato questo corto di animazione con protagonisti i due mattacchioni. Purtroppo non è nota la trama dell’episodio. L’immagine qui accanto è puramente indicativa.

Excursion dans la Lune – Segundo de Chomón (1908)

Dopo il succeso del più noto “Voyage dans la Lune” di Georges Méliès, la Pathé si lanciò in una bella impresa commerciale producendo questo secondo film sulle avventure lunari sostanzialmente identico al primo e più celebre. Il compito di girare questa sorta di remake venne affidato a Segundo de Chomón, cineasta spagnolo di origini francesi assunto dalla Pathé Frères nel 1906.

Un gruppo di strampalati astronomi decide di partire alla volta della Luna. Dopo aver costruito un proiettile-astronave, gli scienziati si fanno sparare da un potente cannone sopra il suolo lunare. Qui entrano in contatto con i Seleniti e fanno amicizia con il loro sovrano. A termine di un balletto, però, uno dei membri dell’equipaggio rapisce una di loro con essa gli astronomi tornano sulla Terra.

Questa seconda versione sebbene non abbia il fascino di quella di Méliès mi ha dato l’impressione di essere più scanzonata e leggera. I sei anni di distanza dal primo viaggio sulla Luna si notano e giocano a favore di una valutazione più che positiva di questo breve cortometraggio. Servono comunque pochi secondi per capire che Segundo de Chomón si ispira a piene mani da “Voyage sur la Lune“, in un modo che noi moderni non esiteremmo a chiamare un vero e proprio plagio, ma che per l’epoca doveva avere certamente un altro significato. Una delle scene più simpatiche e riuscite è, a mio avviso, quella dell’allunaggio in cui la navicella, invece di finire nell povero occhio della Luna, finisce nella sua bocca (come potete vedere nella mia pessima “locandina”) con tanto di successivo rigurgito infuocato, riprendendo la reaizone del sole dopo il passaggio del treno nella sua bocca in Voyage à travers l’impossible sempre di Méliès. Per la sua capacità di innovare ed utilizzare effetti speciali, De Chomón si conquistò il titolo di “Méliès spagnolo“, nomea che comunque lo metteva fin da subito in una posizione subordinata rispetto a quella del genio francese. Del resto il regista spagnolo aveva avuto modo di lavorare per qualche anno nel celebre laboratorio parigino di Méliès, imparando dal maestro tantissimi trucchi del mestiere che aveva poi saputo impiegare sapientemente.

Il film è incluso nella raccolta “Retour de Flamme – Distribution La fabuleuse enfance du cinéma“, edito dalla Lobster Films in una bella edizione restaurata e colorizzata. Vi lascio con il video del corto.

Curiosità: Segundo de Chomón viene ricordato anche per aver inventato, insieme a Giovanni Pastrone il sistema del carrello quando si trovava sotto contratto con la Italia Film di Torino. Partecipò alla pellicola Cabiria (1914) per gli effetti speciali (insieme ad Eugenio Bava) e la fotografia. Viene ricordato inoltre per aver curato la regia (sempre insieme a Pastrone) di La guerra e il sogno di Momi, noto per essere uno dei primi film italiani ad utilizzare scene di animazione per gli effetti speciali.

Viaggio nella Luna (Voyage dans la Lune) – Georges Méliès (1902)

Voyage dans la Lune è forse uno dei muti più noti in assoluto. La Luna con la capsula lunare nell’occhio è una delle immagini più evocative di questo periodo e, più o meno, è quella più riconosciuta. Con pochi mezzi a disposizione, Georges Méliès riuscì a creare un divertentissimo ed entusiasmante viaggio sulla Luna, con effetti speciali ed esseri staordinari come i Seleniti. La pellicola costò intorno ai 30.000 franchi, somma più che considerevole, ma il grande successo ripagò appieno la spesa.

Un gruppo di astronomi decide di farsi sparare sulla luna a bordo di un proiettile lanciato da un enorme cannone. Una volta giunti sulla Luna, gli scienziati vengono a contatto con un paesaggio incredibile e con degli esseri straordinari, i Seleniti, i quali vogliono farli prigionieri. Gli astronomi riescono però a scappare e tornare sulla terra a bordo della loro astronave.

Ci troviamo insomma di fronte ad un corto molto divertente che potremmo definire forse come il primo grande film di fantascienza dell’era del cinema. Le fonti di ispirazione più prossime sono certamente Jules Verne, De la Terre à la Lune (1865) e il recentissimo romanzo, almeno per l’epoca, di H.G. Wells, I primi uomini sulla Luna (1901). I personaggi protagonisti, così come gli sfondi, sembrano essere una sorta di caricatura del mondo scientifico. Abbiamo scienziato barbuti con cappelli caricaturali, ambientazioni buffe e lotte incredibili a colpi di ombrello. Tra gli effetti speciali sono sia di tipo teatrale sia di tipo puramente cinematografico come la sovraimpressione (durante il sogno degli scenziati) o la sparizione dei seleniti quando vengono colpiti. Il successo del film diede vita a numerosi plagi tra cui Excursion dans la lune di Segundo de Chomón (1908) di cui parleremo più approfonditamente in un altro articolo.

Il film è girato a quadri, ovvero le scene sono riprese con inquadratura fissa e sfondi di volta in volta differenti. Méliès confezionò sia versioni in bianco e nero che colorate a mano. Una versione a colori è stata ritrovata nel 1993 a Barcellona e donata alla Filmoteca de Cataluña. Grazie ad un miracoloso restauro, nel 2010 è stata finalmente presentata la versione colorata corredata da una colonna sonora scritta per l’occasione dal duo francese AIR (Amour, Imagination, Rêve). Personalmente non ho apprezzato particolarmente il loro apporto musicale, e preferisco sottolineare ancora una volta la caratura del lavoro effettuato sulla pellicola grazie agli sforzi della Lobster Films, de La Fondation Groupama Gan pour le Cinéma e de La Fondation Technicolor pour le Patrimoine du Cinéma. La versione così restaurata e colorizzata è stata proiettata per la prima volta nel corso del 64esimo Festival de Cannes l’11 Maggio 2011. Consiglio a tutti la visione, quanto meno per vedere come doveva essere vedere un film a colori nei primi del ‘900.

Muta Fantascienza

Fin dalle sue origini il cinema ha dedicato ampio spazio alla Fantascienza. Iniziarono i Fratelli Lumière nel 1895 con il loro divertente “La Charcuterie mécanique” (traducibile come “la salumeria meccanica”), dove un maiale, inserito in una speciale macchina, veniva immediatamente trasformato in una serie di salumi pronti da consumare.

Fu poi la volta di Georges Méliès, che con Voyage sur la Lune (1902) diede una forta scossa alla fantascienza e all’immaginazione dei primi spettatori cinematografici grazie al suo viaggio sulla Luna. La sua creazione ebbe tanto successo che dallo stesso filone nacquero plagi più o meno evidenti (tra questi forse il più evidente è Excursion dans la Lune di Segundo de Chomón del 1908). La Luna divenne allora uno dei punti di riferimento per la fantasia cinematografica e vennero presto alla luce anche altri film più complessi come il britannico The First Men in the Moon di Bruce Gordon e J.L.V. Leigh (1919), ispirato all’omonimo racconto di H.G. Wells, purtroppo considerato perduto e presente tra i “75 Most Wanted” della BFI (British Film Institute).

Ma anche Marte ebbe presto il suo filone di film, con l’italiano Un Matrimonio Interplanetario (1910) di Enrico Novelli (anche se in realtà l’incontro con i marziani avviene sulla Luna), ma soprattutto con il danese Himmelskibet di  Holger-Madsen (1917) e poi, con il più celebre Aelita di Yakov Protazanov (1924), il quale contribuì ad influenzare, almeno a livello di costumi, molte altre produzioni fantascientifiche.

Una delle serie Horror Fantascientifiche più note è certamente quella di Alraune, ispirata dall’omonima storia scritta da Hanns Heinz Ewers nel 1911, che ebbe tanto successo da diventare una trilogia. Il successo nell’epoca del muto fu tale che ne vennero girate almeno tre versioni: due nel 1918 (una ungherese, andata perduta, ed una tedesca), ed infine la terza e più celebre del 1928 di Henrik Galeen con Brigitte Helm. Oltre a queste venne prodotto anche un crossover nel 1919 dal titolo Alraune und der Golem di cui però non è noto alcun particolare.

Ovviamente in mezzo a tutte queste pellicole uno spazio di riguardo se lo ritaglia Fritz Lang con due capolavori: il già trattato Metropolis (1927) ma soprattutto Una donna nella luna (Frau in Mond) del 1929, che prima avevo evitato volutamente di citare.

La lista dei film è relativamente lunga, ma quello che colpisce è la diversità dei paesi in cui questi film sono stati prodotti. Abbiamo, infatti, già citato produzioni provenienti da Francia, Germania,  Gran Bretagna, Stati Uniti, Unione Sovietica, Danimarca, Ungheria e ovviamente anche dalla nostra Italia. Ed è proprio in Italia che ci soffermeremo ancora con Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola di Marcel Fabre (1913) uno degli iniziatori del genere fantascientifico d’avventura, senza dimenticare l’Uomo Meccanico di André Deed (1921) di cui abbiamo già avuto modo di parlare, e che con i suoi fantastici robot riuscì ad influenzare la cultura italiana (basti vedere nei fumetti Zagor o Topolino). Il tema dei Robot era però già stato trattato almeno con la serie The Master Mystery (nota per la collaborazione diretta del grande Mago Houdini).

Visto l’ampio spazio che il cinema ha dedicato a questo genere, ho deciso di far partire un piccolo progetto fantascienza che prevederà, almeno per questa prima settimana, la pubblicazione di una recensione al giorno di questo tipo. Ovviamente non ho potuto citare tutti i film che prenderanno parte al progetto ma solo fare una premessa generale al progetto probabilmente si modificherà nel tempo mano a mano che riuscirò a visionare nuovi film. In ogni recensione cercherò non solo di parlare della storia del film in generale, ma anche di inquadrarla all’interno del panorama fantascientifico. Lo scopo è quello di provare a vedere in linea di massima in che ambito il film si colloca in rapporto al filone fantascientifico e da dove gli autori hanno preso spunto ed eventualmente quanto poi queste produzioni hanno influenzato le opere successive. Inserirò, inoltre, una pagina speciale dedicata alla fantascienza per accedere con maggiore facilità a tutti i link relativi a questo progetto. Il mio fine è quello di creare una raccolta il più completa possibile su questo genere nel cinema muto.

COLLEGAMENTO ALLA PAGINA RIEPILOGATIVA DEL PROGETTO FANTASCIENZA

Termino questa presentazione al progetto con il video del primo film di fantascienza, l’incredibile Charcuterie mécanique che ho citato all’inizio di questo articolo. Buona visione!