Archivio

Posts Tagged ‘Pathé’

Amori Interstellari

marzo 13, 2013 5 commenti

Di amori interplanetari abbiamo già parlato con Aelita (1924), Himmelskibet (1917) ma anche nella precedente Excursion dans la Lune (1909). Si tratta, in fondo, di un topos che compare fin dai primi corti di fantascienza. Del primissimo esempio, però, non abbiamo ancora parlato e risale, almeno per quanto io ne sappia, al 1906 con Voyage autour d’une étoile di Gaston Velle. Ma se qui non troveremo un lieto fine, lo avremo invece con l’italiano Un Matrimonio Interplanetario di Enrico Novelli (noto anche con lo pseudonimo Yambo).

– Voyage autour d’une étoile – Gaston Velle (1906)

Gaston Velle è uno di quelli che ha avuto a che fare molto presto con l’arte cinematografica lavorando prima per i Fratelli Lumière, poi per la Pathé per ritagliarsi infine uno spazio nel cinema italiano. Di lui ci sono rimasti circa 80 titoli diretti tra il 1902 e il 1913. Tra questi spicca certamente il nostro Voyage atour d’une étoile, un corto divertentissimo che prende in giro il viaggio interstellare di Méliès con ironia e genialità.

Un vecchio astronomo, scrutando le stelle, scopre che su una di esse abita una donna splendida. Subito se ne innamora e prende la decisione di abbandonare la vita terrestre e raggiungerla. Per farlo, in baffo a tutte le invenzioni più sofisticate, si fa rinchiudere in una bolla di sapone e dentro di essa raggiunge la sua meta. Ma lì, dopo l’entusiasmo iniziale, viene scoperto e punito da Giove per aver osato andare oltre i limiti umani. Il dio, adirato, lo scaraventa nuovamente verso la terra con una caduta tutt’altro che morbida.

Il finale, molto amaro, assume un significato quasi comico se visto alla luce dei tantissimi altri corti che prendevano (e prenderanno dopo questo di Velle) ispirazione dal Voyage dans la Lune. Giove è una sorta di deus ex machina al contrario, che risolve sì la vicenda ma in modo del tutto anticonvenzionale. Grazie alla sua frizzantezza e giovialità consiglio vivamente a tutti la visione. Per favorirvela vi ho messo un video youtube con musica eseguita dal vivo.

<

<

– Un Matrimonio Interplanetario – Enrico Novelli (1910)

Il cortometraggio di Enrico Novelli mette in scena uno spensierato matrimonio interstellare tra una donna marziana e un astronomo terrestre. Ma non c’è bisogno di andare in un altro pianeta per conoscersi: lontani dall’era di internet i due amanti si conoscono scrutandosi dai rispettivi telescopi e comunicando tramite splendide telegrafate interplanetari. Quale migliore sede per il matrimonio, poi, se non la luminosa Luna?

Tra costumi bizzarri e trovate geniali, il nostro Enrico Novelli dirige un bel corto che purtroppo non ho avuto modo di vedere fino alla fine. La prima parte, infatti, è visionabile grazie al video del cineconcerto svoltosi nel Dicembre del 2009 nel Dipartimento di Astronomia fianco Specola a Padova. Questo spettacolo, che racchiude vari film di fantascienza dell’inizio del ‘900, è stato inserito su youtube diviso in parti. Purtroppo il nostro Matrimonio Interplanetario si divide tra la parte VI e la VII e proprio quest’ultima è stata bloccata per motivi di copyright probabilmente relativi al corto che si trova dopo a quello che ci interessa. Nella speranza che venga presto pubblicato l’ultimo pezzo mancante (non ho mancato di fare appello a chi aveva caricato il video) inserisco intanto il collegamento al video con il nostro corto quasi completo.

Un Matrimonio Interplanetario viene considerato il film di esordio per la fantascienza italiana, che vedrà comunque altre produzioni mute come Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola di Marcel Fabre (1913), che spero di poter recensire entro breve, o il più noto L’Uomo meccanico di André Deed (1921). Tutti questi film, però, sono commedie di fantascienza e bisognerà aspettare addirittura il 1958, con la Morte viene dallo spazio di Paolo Heusch, per vedere il primo lungometraggio nostrano che possiamo ascrivere al filone drammatico. Vale la pena sottolineare come Novelli abbia scritto, diretto e interpretato la sua creazione, con un risultato che non ha nulla da invidiare alle altre produzioni internazionali. Insomma si tratta a tutti gli effetti di un pezzo di storia del cinema italiano che merita la visione!

<

Excursion dans la Lune – Segundo de Chomón (1908)

marzo 11, 2013 4 commenti

Dopo il succeso del più noto “Voyage dans la Lune” di Georges Méliès, la Pathé si lanciò in una bella impresa commerciale producendo questo secondo film sulle avventure lunari sostanzialmente identico al primo e più celebre. Il compito di girare questa sorta di remake venne affidato a Segundo de Chomón, cineasta spagnolo di origini francesi assunto dalla Pathé Frères nel 1906.

Un gruppo di strampalati astronomi decide di partire alla volta della Luna. Dopo aver costruito un proiettile-astronave, gli scienziati si fanno sparare da un potente cannone sopra il suolo lunare. Qui entrano in contatto con i Seleniti e fanno amicizia con il loro sovrano. A termine di un balletto, però, uno dei membri dell’equipaggio rapisce una di loro con essa gli astronomi tornano sulla Terra.

Questa seconda versione sebbene non abbia il fascino di quella di Méliès mi ha dato l’impressione di essere più scanzonata e leggera. I sei anni di distanza dal primo viaggio sulla Luna si notano e giocano a favore di una valutazione più che positiva di questo breve cortometraggio. Servono comunque pochi secondi per capire che Segundo de Chomón si ispira a piene mani da “Voyage sur la Lune“, in un modo che noi moderni non esiteremmo a chiamare un vero e proprio plagio, ma che per l’epoca doveva avere certamente un altro significato. Una delle scene più simpatiche e riuscite è, a mio avviso, quella dell’allunaggio in cui la navicella, invece di finire nell povero occhio della Luna, finisce nella sua bocca (come potete vedere nella mia pessima “locandina”) con tanto di successivo rigurgito infuocato, riprendendo la reaizone del sole dopo il passaggio del treno nella sua bocca in Voyage à travers l’impossible sempre di Méliès. Per la sua capacità di innovare ed utilizzare effetti speciali, De Chomón si conquistò il titolo di “Méliès spagnolo“, nomea che comunque lo metteva fin da subito in una posizione subordinata rispetto a quella del genio francese. Del resto il regista spagnolo aveva avuto modo di lavorare per qualche anno nel celebre laboratorio parigino di Méliès, imparando dal maestro tantissimi trucchi del mestiere che aveva poi saputo impiegare sapientemente.

Il film è incluso nella raccolta “Retour de Flamme – Distribution La fabuleuse enfance du cinéma“, edito dalla Lobster Films in una bella edizione restaurata e colorizzata. Vi lascio con il video del corto.

Curiosità: Segundo de Chomón viene ricordato anche per aver inventato, insieme a Giovanni Pastrone il sistema del carrello quando si trovava sotto contratto con la Italia Film di Torino. Partecipò alla pellicola Cabiria (1914) per gli effetti speciali (insieme ad Eugenio Bava) e la fotografia. Viene ricordato inoltre per aver curato la regia (sempre insieme a Pastrone) di La guerra e il sogno di Momi, noto per essere uno dei primi film italiani ad utilizzare scene di animazione per gli effetti speciali.

I Tre Moschettieri (Les Trois Mousquetaires) – Henri Diamant-Berger (1921)

aprile 23, 2012 1 commento

Nello stesso anno della celebre trasposizione dei Tre Moschettieri con Douglas Fairbanks nella parte di D’Artagnan e Fred Niblo alla regia si preparava, in Francia, uno splendido sceneggiato in puntate sullo stesso argomento. La direzione venne affidata a Henri Diamant-Berger (che curò anche la sceneggiatura), uomo di punta della Pathé che sperava di sfruttare le sue capacità di regista per battere la concorrenza delle altre case, Gaumont tra tutte. Per fare questo a Diamant-Berger venne affidata la cifra record di 2.500.000 franchi con cui ingaggiò il celebre architetto e designer Robert Mallet-Stevens nonché Paul Poiret per i costumi. Il cast era composto da attori che erano riusciti a farsi un nome a teatro o in altre produzioni francesi.

Il film originariamente era costituito da 12 episodi della durata di un’ora ciascuno trasmessi in più di 60 sale ogni settimana, cosa incredibile per l’epoca. Recentemente il nipote del regista, al fine di creare un’edizione restaurata, poi pubblicata in DVD, rimise mano alla pellicola ottenendo a 14 episodi di 25minuti circa per la durata totale di circa sei ore e mezza (NDR il che giustifica parzialmente la mia lunga assenza). Ecco la lista degli episodi :

  1. L’Auberge de Meung
  2. Les Mousquetaires de M. de Tréville
  3. La Lingère du Louvre
  4. Pour l’honneur de la Reine
  5. Les Ferrets de diamant (1)
  6. Les Ferrets de diamant (2)
  7. Le Bal des Echevins
  8. Le Pavillon d’Estrées
  9. Les Conquêtes de d’Artagnan
  10. L’Auberge du Colombier Rouge
  11. Le Conseil des mousquetaires
  12. Milady prisonnière
  13. Le Couvent de Béthune
  14. La Vengeance des mousquetaires

Come ben noto la storia narra le vicende del giovane guascone D’Artagnan (Aimé Simon-Girard) che assieme ai suoi tre amici moschettieri, Athos (Henri Rollan), Porthos (Charles Martinelli) e Aramis (Pierre de Guingand), difendono la Regina Anna (Jeanne Desclos) dai loschi piani del Cardinale Richelieu (Edouard de Max), Milady de Winter (Claude Mérelle) e il Conte di Rochefort (Henri Baudin). I nostri eroi potranno contare sull’aiuto dei loro aiutanti Planchet (Armand Bernard), Grimaud (Louis Pré Fils), Bazin (Antoine Stacquet) e sull’amore della bella Costanza Bonacieux (Pierrette Madd).

Il successo fu molto grande tanto che ne venne girato il seguito, “Vingt ans après” (1922), e un remake sonoro del 1932 in cui compaiono lo stesso regista e molti degli attori presenti in questa versione muta. Diamant-Berger si ritaglia un posto importante nella storia del cinema francese per l’introduzione del cinema di marketing, con l’introduzione di presentazioni del film e making of. Inoltre in contemporanea con la distribuzione nelle sale, faceva in modo che i giornali pubblicassero il testo dei Tre Moschettieri.

Nel 2002 è uscita in DVD una edizione restaurata, in lingua francese, edita dalla TF1 Vidéo, con tanti contenuti speciali (tra cui il making of) e una accattivante colonna sonora scritta da Gréco Casadesus nel  1995 in occasione del restauro operato dal nipote di Diamant-Berger. Caratteristica della versione restaurata, che doveva per forza di cose limitare lo spazio, è la totale assenza di intertitoli. Le didascalie esplicative vengono sostiuite da una voce fuori campo e i dialoghi riportati direttamente sul video attraverso sottotitoli. Nel complesso il restauro risulta assolutamente ben fatto e riesce a dare corpo e modernità a questa splendida trasposizione. Il cofanetto è facilmente trovabile ad un prezzo che si aggira attorno ai venti euro, che vi assicuro sono davvero ben spesi.

I Tre Moschettieri (The Three Musketeers) – Fred Niblo (1921)

settembre 21, 2011 4 commenti

Non poteva mancare nel nostro piccolo spazio la bella trasposizione del romanzo di Alexandre Dumas realizzata nel 1921 da Fred Niblo. Il film era prodotto e interpretato dal grande Douglas Fairbanks, che acquistò grandissima fama per i suoi ruoli di eroi senza macchia e senza paura tra cui ricordiamo Zorro, Robin Hood, il Pirata Nero e, per l’appunto, il nostro D’Artagnan, giovane guascone con il sogno di servire il Re nel corpo dei Moschettieri. Il film fu un vero e proprio successo tanto che ebbe un seguito dal titolo “la maschera di ferro” (The Iron Mask) realizzato otto anni più tardi sempre prodotto ed interpretato dal nostro Fairbanks ma con la regia di Allan Dwan. Il sequel era distribuito in una doppia versione muta e sonora, ed aveva nel cast diversi attori che avevano partecipato al primo capitolo. Tra questi spicca sicuramente Nigel De Brulier, un Cardinale Richelieu talmente realistico da tornare negli stessi panni anche nei due remake sonori del ’35 e del ’39. Le vicende del celebre romanzo vengono raccontate attraverso l’adattamento di Edward Knoblock, che ritroveremo anche nel già citato Robin Hood, ed era originariamente accompagnato dalle musiche di Louis F. Gottschalk, che mi piace ricordare per la composizione della colonna sonora della trilogia del Mago di Oz (1914). Le vicende dei Tre Moschettieri sono forse note a tutti, cercherò comunque di riassumerle brevemente visti i leggeri tagli e le modifiche applicate:

A Parigi regna il Re Luigi XIII (Adolphe Menjou) sotto il controllo del celebre Cardinale Richelieu (Nigel De Brulier), che brama un potere ancora maggiore. Per ottenerlo organizza uno scambio di lettere tra la Regina Anna D’Austria (Mary MacLaren) ed il Duca di Buckingham (Thomas Holding), che culmina con un incontro segreto tra i due al termine del quale la Regina cede un gioiello al Duca come pegno d’amore. Il Cardinale assiste però alla scena e fa in modo che il Re esiga che la consorte lo indossi durante un ballo ufficiale. Nel frattempo D’Artagnan (Douglas Fairbanks), giovane guascone molto abile con la spada, giunge nella capitale arruolandosi come apprendista dei Moschettieri. Qui, dopo averli sfidati a duello, stringe amicizia con Athos (Léon Barry), Porthos (George Siegmann) e Aramis (Eugene Pallette). La Regina, nel tentativo di salvare il suo onore, invia Costanza Bonacieux (Marguerite De La Motte), guardarobiera della Regina di cui D’Artagnan è innamorato, per incaricare il guascone di ritrovare il gioiello. Questi parte subito con i suoi fidi amici e il suo aiutante Planchet (Charles Stevens). Il cammino è però ricco di ostacoli e lo costringerà allo scontro con la temibile Milady de Winter (Barbara La Marr)…

Nel caso non conosceste il finale lo lascio in sospeso. Il cast, come potete notare, è estremamente ricco e tanti, per motivi di spazio, sono i personaggi secondari che ho dovuto tacere. Oltre ad essere numerosi, gli interpreti regalano anche delle belle interpretazioni, rendendo il film vermaente gustoso. L’eroicità della vicenda è accompagnata da una certa dose di ironia che non abbandona mai il personaggio di D’Artagnan, a tratti goffo ed eccessivamente provinciale. Un Fairbanks più atletico che mai, riesce comunque a dar vita all’eroe di Dumas con estrema credibilità. Il montaggio è eccezionale  e gioca abilmente con le inquadrature fisse, proponendoci le stesse situazioni da punti di vista differenti e scene alternate che ci mostrano avvenimenti che avvengono contemporaneamente. Bellissimo il lavoro del direttore di immagini Arthur Edeson (che ritroviamo nel già citato Robin Hood, ma anche nel mitico Frankenstein del ’31 e l’Uomo invisibile del ’33), che sa regalare dei piccoli capolavori espressivi. Niblo svolge il suo lavoro di regista molto bene e riesce a mantenere costante il ritmo incalzante. Il film presentava, come abbiamo già visto nel Fantasma dell’Opera, alcune scene colorate con il cosidetto sistema Handschiegl, utilizzato per la prima volta in Joan the Woman di DeMille.

Alcuni rimproverano al film un’eccessiva lentezza e un’attenzione smodata a particolari poco importanti. A mio avviso, invece, la costruizione della vicenda è estremamente ben fatta e molti elementi risultano indispensabili alla comprensione degli avvenimenti stessi, specialmente per chi non conoscesse i personaggi. Bisogna però anche ricordare che questa non era la prima trasposizione del romanzo di Dumas: ve n’era una italiana del 1908 con Mario Caserini alla regia (che mi risulta essere andata perduta), un’altra americana del 1916 con regia di Charles Swickard, nonché diverse adattazioni francesi tra cui spicca quella a puntate, casualmente sempre del 1921, a cura di Henri Diamant-Berger e distribuita dalla Pathé, di cui mi riservo di parlarne in futuro. “I Tre Moschettieri” di Niblo è  stato di recente rilasciato dalla Ermitage con didascalie in italiano.