Alcuni brevi film di Jan S. Kolár

prichoziztemnotLo so che vi mancavano i film del progetto Ceco e per questo oggi vi parlo di ben tre mediometraggi di Jan S. Kolár usciti tra il 1920 e il 1921. Tutti e tre, assieme a Polykarpovo zimní dobrodruzství di cui parlerò in un altro articolo, sono inclusi nel doppio DVD contenente Otrávené světlo e Příchozí z temnot di cui consiglio caldamente l’acquisto (se vi affidate a siti cechi risparmierete anche parecchio rispetto ai classici Amazon&co). Ma andiamo a scoprire i nostri film!

– La dama dai piccoli piedi (Dáma s malou nožkou) – Přemysl Pražský, Jan S. Kolár (1920)

Siete pronti alle avventure del Commissario Rek? Non è il protagonista, ma c’è veramente un cane con il nome molto simile al celebre pastore tedesco. Con Dáma s malou nožkou ci troviamo di fronte a una parodia dei film investigativi davvero Continua a leggere

Laurel o Hardy?

praga2Questo sitaccio ha sempre avuto un grande problema, davvero troppi pochi slapstick! Ma vi pare possibile che in quasi dieci anni questi qua non abbiano neanche recensito un film di Chaplin, Keaton o Laurel e Hardy? Per fortuna ora rompiamo questo tabù! Vedrete che nel giro di qualche tempo riuscirò a colmare qualche lacuna vergognosa. Da che partiamo? Ovviamente dalle Giornate del Cinema Muto che avevano in programma una piccola carrellata dei corti di Laurel o Hardy. In che senso Laurel o Hardy? La Lobster ha rilasciato un cofanetto, che tengo fieramente tra le mani nell’immagine di copertina, nel quale sono stati finalmente raccolti alcuni dei lavori che i due avevano fatto prima di diventare una coppia stabile. Tra i film c’è stata pure una bonus track

Continua a leggere

Crisi (Abwege) – Georg Wilhelm Pabst (1928)

abwegeNel corso degli anni ci è capitato spesso di trovarci di fronte a film che avessero una trama scontata e poco interessante  ma una realizzazione talmente ben fatta da diventare essa stessa il centro focale della visione. Per quanto mi riguarda Abwege rientra esattamente in questo “filone”: le vicende dei personaggi sono quasi passate in secondo piano grazie ad una fotografia curatissima e un’attenzione al dettaglio quasi al di fuori del normale. Pabst riesce a dare vita alla Weimar era e con delle vere e proprie carrellate imprime sulla pellicola i volti e i modi di una generazione. La scena più esemplificativa è ambientata in un locale di perdizione medio-borghese, in cui ritroviamo accenni agli eccessi con tanto di droga e prostituzione. Continua a leggere

Gli Apache di Atene (Oi Apachides ton Athinon – Οι Απάχηδες των Αθηνών) – Dimitrios Gaziades (1930)

apachesateneMi aspettavo moltissimo da Oi Apachides ton Athinon sia perché ha un titolo decisamente evocativo, sia perché me l’ero perso, con mio grande dispiacere, quando venne proiettato durante il Cinema Ritrovato. Un titolo di questo genere mi riportava alla mente i tanti film che ho amato e apprezzato come quelli di Za-la-mort o The Rat, che hanno accompagnato il primo periodo del nostro sito. La mia aspettativa in questo senso è andata delusa, ma nel complesso il film mi è piaciuto molto. Se, infatti, il protagonista indossa la tipica divisa da apache (giacchetta scura e cappello con la visiera), in realtà è un vero gentiluomo ed è incapace di compiere qualsiasi malefatta o darsi alla lotta. C’è in realtà un frangente in cui si ritrova invischiato nel “passatempo ateniese” ovvero, recita sempre la didascalia la “battaglia a Continua a leggere

La tempesta in un cranio – Carlo Campogalliani (1921)

tempestacranioLa tempesta in un cranio è un film davvero molto interessante perché spazia tra temi che in letteratura hanno avuto un discreto successo. Il protagonista è Renato De Ortis (Carlo Campogalliani), un ragazzo che ha perso ogni interesse per la vita nonostante sia ricco, nobile e legato sentimentalmente ad una ragazza che ama. Egli infatti è convinto di stare per perdere la sanità mentale proprio come i suoi antenati prima di lui. Si perde quindi in libri sull’ereditarietà della follia suscitando la preoccupazione del suo più caro amico, lo scrittore Alfonso Ariberti, e della sua ragazza Miss Letty (Letizia Quaranta). Nonostante tutti i tentativi di fargli tornare un guizzo di vitalità, Renato si perde nell’apatia tanto da reputare poco importanti persino la perdita delle miniere di famiglia per un disastro naturale che un furto degli ultimi beni rimastigli. Proprio al termine di uno di questi si addormenta e inizia un lungo sogno in cui i suoi problemi si mescolano alla realtà. Quando si sveglia, Renato Continua a leggere

Il principe T’Su (Where Lights Are Low) – Colin Campbell (1921)

Where_Lights_Are_Low_(1921)_-_2Sapevate che uno degli attori più pagati ad Hollywood verso la fine degli anni ’10 fosse…Giapponese? La cosa bella dei festival è che ti permettono di conoscere cose nuove, a volte magari arcinote ai più ma che per qualche motivo non avevi scoperto o in cui non ti eri imbattuto. Magari il nome di Sessue Hayakawa sarà per voi un must, ma io lo conoscevo per il suo ruolo ne Il ponte sul fiume Kwai (1957) ignorando totalmente la sua sfolgorante carriera nel cinema muto. In quegli anni non si limitò alla carriera di attore ma, pur venendo dal Giappone, divenne addirittura imprenditore creando una sua casa di produzione, la Haworth Pictures Corporation, che sfornò film dal 1918 al 1922 quando lasciò gli Stati Uniti a causa Continua a leggere

Costumi nazionali (Gou feng – 國風) – Luo Mingyou, Zhu Shilin (1935)

goufengPrima di vedere Goufeng conoscevo ben poco della storia cinese dalla fine della Prima guerra mondiale all’arrivo di Mao e il film mi ha aiutato a colmare, parzialmente, questa lacuna. Siamo negli anni ’30 e la Cina sta vivendo un periodo di grande incertezza culturale, economica e politica. In questo contesto, in avversione al partito comunista e alla contaminazione culturale proveniente dall’estero, si sviluppò il movimento per la “Nuova Vita” che aveva lo scopo di ripristinare gli antichi valori. Proprio in seno a questo movimento venne sviluppato Goufeng (it. costumi nazionali), film dal titolo decisamente chiaro negli intenti e dal carattere propagandistico. Attrice principale Ruan Lingyu (*), star del cinema cinese, qui alla sua ultima interpretazione. Si suicidò, infatti, incapace di sostenere le pressioni scandalistiche dei tabloid locali che si occupavano giorno e notte delle sue questioni private, in particolare riguardo le sue relazioni sentimentali con tanto di accusa di Continua a leggere

Penrod and Sam – William Beaudine (1923)

penrod_samPuò il mondo degli adulti dialogare con quello dei bambini? Generalmente nei film con attori bambini difficilmente i due mondi si incontrano e se si pensa anche alle mitiche strisce dei quotidiani americani, spesso questo non accade. Basti pensare ai Peanuts, dove gli adulti non vengono mai rappresentati pur essendoci in Calvin & Hobbes, tanto per citare un altro nome. Pure quando ci sono i genitori sono spesso parte integrante del mondo dei bambini e non portano le loro problematiche da adulti. Nel film Penrod and Sam troviamo un po’ un mix di queste cose ma, quello che è certo, è che il mondo degli adulti irrompe prepotentemente in quello dei bambini. Le vicende sono tratte da una trilogia dell’autore Booth Tarkington, pluri-premio Pulitzer e autore di romanzi da cui sono stati tratti adattamenti piuttosto celebri comeAlice Adams con Katharine Hepburn (1931) e The Magnificent Ambersons (it. l’orgoglio degli Amberson) con regia di Orson Wells. In questa trilogia rientravano Penrod (1914), Penrod and Sam (1916) e Penrod Jashber (1929) poi raccolti in un volume unico. Del primo, sulla scia del successo delle piccole canaglie di Hal Roach, era stato fatto un adattamento, nel 1922 con regia di Continua a leggere

I due Pagliacci di A. W. Sandberg

Sono molto affascinato dai registi che girano remake dei loro stessi film. Nel muto è piuttosto raro che questo succeda, anche se abbiamo visto insieme le due versioni di Addio Giovinezza! dirette da Genina. Più comuni i remake fatti di successi nel momento in cui avvenne il passaggio al sonoro (mi vengono in mente The Bat o The Unholy Three). Nel cinema danese abbiamo un esempio con Klovnen di A. W. Sandberg che dopo una prima versione del 1917 tornò quasi dieci anni dopo a raccontare la sua storia. Andiamo quindi a scoprire analogie e differenze tra i due.

– Klovnen – A. W. Sandberg (1917)

Joe Higgins (Valdemar Psilander) lavora come pagliaccio nel circo di Bunding e di sua moglie (Peter Fielstrup e Amanda Lund). Nutre anche un profondo affetto, ricambiato, per la loro figlia Daisy (Gudrun Houlberg). Un giorno viene notato dal Signor Wilson (Eric Holberg), un impresario che gli propone di fare il grande salto e diventare famoso. Lui accetta a patto di potersi portare dietro anche Daisy e i suoi genitori. Passano gli anni e Joe è diventato una celebrità. Daisy è però ora cambiata ed è attratta solo dal Continua a leggere

Miss Mend (Мисс Менд) – Fëdor Aleksandrovič Ocep, Boris Vasil’evič Barnet (1926)

missmendTra le più grandi sorprese di questa quarantena c’è stato sicuramente il serial Miss Mend a cui, sinceramente, non avrei dato un soldo bucato e che invece si è dimostrato avvincente e sorprendente per gran parte del tempo. Trattasi di un serial sovietico all’americana in tre episodi con protagonista una donna, esattamente come Pearl White o Roland. Grazie all’espediente di un’arma fantascientifica il film rientra per altro anche in questo filone andando così ad arricchire il nostro ormai pluriennale progetto.

Miss Mend (Natal’ja Glan) lavora per la famiglia Stern e si ritrova a difendere i lavoratori della fabbrica assaltati per futili motivi. Nella sua fuga troverà la compagnia di Hopkins, Barnet e Fogel (Igor’ Il’inskijBoris BarnetVladimir Fogel), che inizieranno a farle la corte. Miss Mend è però innamorata di Continua a leggere