Maschera d’oro (Die Pratermizzi), diretto da Karl Leiter e Gustav Ucicky, è uno di quei melodrammi degli anni ‘20 che sembrano vivere soprattutto di contrasti. Contrasto tra classi sociali, tra desiderio e innocenza, tra il volto reale e quello nascosto dietro una maschera. Ma soprattutto è un film che sfrutta la sua ambientazione viennese come elemento narrativo fondamentale, trasformando il Prater in un luogo sospeso tra sogno romantico, illusione e tragedia.
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Ost und West o Misrech und Majrew – Sidney M. Goldin (1923)
East and West (Ost und West or Misrech und Majrew) di Sidney M. Goldin, anche conosciuto con il titolo americano East and West, è un film muto molto particolare, ma dimenticato e ignorato nonostante la sua particolarità nella storia del cinema. Goldin è stato un regista visionario e sperimentale che in Ost und West ha trasferito parte delle sue conoscenze della commedia teatrale yiddish, di cui era stato una figura rilevante, ma inserendo le caratteristiche della slapstick più mediocre.
Il film presenta una trama che si svolge in due continenti distinti, in cui i personaggi si muovono tra Continua a leggere
Le mani dell’altro (Orlacs Hände) – Robert Wiene (1924)
Nel 1924 Robert Wiene era a Vienna come direttore artistico della società di produzione Pan-Film. Qui diede vita ad uno degli ultimi grandi film espressionisti. La storia, tratta romanzo Les Mains d’Orlac di Maurice Renard, ben si prestava ad un adattamento a cura del regista austriaco, il quale si mise subito al lavoro per dar vita alla sua nuova creatura. Per il ruolo del protagonista Wiene scelse nuovamente Conrad Veidt, con cui aveva già collaborato in diversi film tra cui, ovviamente, Il gabinetto del dottor Caligari, che di fatto aveva contribuito a rendere l’attore una vera e propria star in Germania ma non solo.
Paul Orlac (Conrad Veidt), pianista di fama mondiale, perde le sue mani in un terribile incidente ferroviario. Vista la disperazione della Continua a leggere