Maschera d’oro (Die Pratermizzi), diretto da Karl Leiter e Gustav Ucicky, è uno di quei melodrammi degli anni ‘20 che sembrano vivere soprattutto di contrasti. Contrasto tra classi sociali, tra desiderio e innocenza, tra il volto reale e quello nascosto dietro una maschera. Ma soprattutto è un film che sfrutta la sua ambientazione viennese come elemento narrativo fondamentale, trasformando il Prater in un luogo sospeso tra sogno romantico, illusione e tragedia.
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Sangue e Arena (Blood and Sand) – Fred Niblo (1922)
Sangue e Arena è un titolo che, ancora prima di mostrare il suo cast e la sua storia, sembra fatto per diventare mitico e imperituro. L’idea che viene in mente senza neanche aver visto il film è quello di combattimento all’ultimo sangue all’interno di un’arena (Gladiatori? Corrida?) con uomini virtuosi e valorosi. Le prime scene chiariscono il resto: siamo al solito e tanto amato film di ambientazione spagnola con la corrida, ancora più nel dettaglio troviamo il solito binomio tra donna fatale e spietata contro quella angelica e devota. Protagonista assoluto è Rodolfo Valentino, probabilmente l’attore Continua a leggere
The Man from Beyond – Burton L. King (1922)
Harry Houdini è considerato uno dei maghi più grandi di tutti i tempi, ma oltre a questo era un grande comunicatore, capace di utilizzare tutti i mezzi disponibili, anche quelli più all’avanguardia, per pubblicizzarsi. Con l’avvento degli anni ’20, così, l’illusionista decise di gettarsi nella carriera cinematografica nelle vesti di attore, regista e anche produttore. In realtà non era la prima volta che Houdini si interessava al cinema: negli anni ’10, egli aveva infatti acquistato un brevetto tedesco che gli consentiva di sviluppare pellicole durante la notte (in sostanza in assenza di luce diurna) e aveva cercato di introdurlo nel mercato americano senza successo. Nonostante l’insuccesso economico, si riavvicinò al cinema nel 1918, all’età di Continua a leggere