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Posts Tagged ‘Cinema Ritrovato’

La maschera e il volto – Augusto Genina (1919)

maschera_volto.jpgVedere La maschera e il volto di Genina al cinema è piuttosto difficile, per questo sono stato molto felice quando ho letto sul programma del Cinema Ritrovato 2019 che sarebbe stato proiettato. Non conoscevo la storia e devo dire che mi ha molto divertito, tanto che il film rientra senza dubbio nella mia top3 di questa edizione.

Paolo Grazia (Vittorio Rossi Pianelli) è sicuro che se dovesse trovare la moglie Savina (Italia Almirante Manzini) con un altro la ucciderebbe. Inutile dire che gli capita proprio quello che temeva, ma quando tenta di ucciderla, non ci riesce. Decide quindi di risparmiarle la vita ma la spedisce lontano da casa e le fornisce una nuova identità. Agli amici dice di averla strangolata e poi gettato nel corpo il fiume. Paolo viene processato e il suo avvocato (Ettore Piergiovanni) altri non è che l’amante della moglie, cosa che però lui ignora. L’arringa è ben fatta e l’uomo viene assolto per aver commesso un legittimo delitto d’onore. La ben architettata scenetta si deve però presto scontrare con la realtà: Savina torna da Paolo che la perdona, ma dal lago emerge un cadavere quasi irriconoscibile e tutti sono convinti sia della donna, tanto che viene riconosciuta da diversi testimoni. Paolo è quindi costretto ad organizzare il funerale della donna sconosciuta e durante questo Savina fa la sua comparsa davanti agli amici di lui e all’amante avvocato. Assurdità delle assurdità: per evitare beghe legali per il finto omicidio, i due, nuovamente innamorati, sono costretti a fuggire e farsi una nuova vita certi del silenzio dei loro cari.

Anche se la critica dell’epoca non fu molto favorevole al film, preferendogli la versione teatrale, ho trovato La maschera e il volto una commedia davvero ben riuscita con pochi punti morti. Mi è stramente capitato di ridere diverse volte, probabilmente perché sono un amante delle commedie dell’assurdo, qui in una sua declinazione borghese molto ironica. Paragonato spesso al Fu Mattia Pascal di Pirandello, questa commedia scritta da Luigi Chiarini, non è certamente altrettanto brillante, ma presenta comunque degli elementi originali e divertenti. La storia è tra l’altro spunto per una riflessione sempre attuale: è facile avere posizioni forti, ma saremo in grado di rispettarle qualora dovessi trovarci in quella determinata situazione? Paolo Grazia non ne è capace ma allo stesso tempo non riesce a darsi pace per questo e quindi architetta una soluzione creativa per autoconvincere se stesso di aver rispettato i suoi principi e dimostrare agli amici di averlo fatto. Fortunatamente il delitto d’onore è stato definitivamente abrogato in Italia nel 1981, ma all’epoca faceva certamente discutere l’atteggiamento che un uomo poteva avere nei confronti della moglie fedifraga. I vari personaggi hanno posizioni contrastanti sull’argomento, in particolare uno di loro, il più anziano, è piuttosto scettico di fronte alle dichiarazioni tanto forti di Paolo, forse conscio che la vita è molto più complicata delle convinzioni e degli slogan. La storia ebbe diverse trasposizioni, alcune anche piuttosto recenti, e potrebbe essere consigliata a quelle persone che, proprio come Paolo, amano pontificare senza immaginare quanto la realtà possa essere diversa dalle sfuggevoli parole.

Le immagini sono prese da davidbordwell.net

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Il Canto del fiore rosso (Sången om den eldröda blomman) – Mauritz Stiller (1919)

Sången om den eldröda blommanSången om den eldröda blomman si ispira a un romanzo dell’autore finlandese Johannes Linnankoski che ebbe un grande successo all’epoca tanto da ispirare Mauritz Stiller eGustaf Molander nella sceneggiatura di questo film. Attore protagonista un giovane e spericolato Lars Hanson.

Olof Koskela (Lars Hanson) è l’erede di una delle più importanti famiglie di proprietari terrieri della zona. Il ragazzo, però, è anche un grande farfallone e prima seduce Annikki (Greta Almroth) e poi inizia una storia con la serva Elli (Lillebil Ibsen). Quando i genitori di lui (Louise Fahlman Axel Hultman) lo scoprono, gli intimano di lasciarla perché la sua posizione non è consona a una famiglia del loro lignaggio, ma Olof si ribella e si allontana di casa. Cerca di trovare Elli che nel frattempo è stata però allontanata dalla casa in cui lavorava facendo perdere le proprie tracce. Passa qualche tempo e troviamo Olof al lavoro taglialegna. In base al periodo, i taglialegna si spostavano di zona in zona seguendo il fiume per trasportare la legna. Mentre si trova in una cittadina a lavoro, incrocia la giovane Kyllikki (Edith Erastoff), figlia di un orgoglioso proprietario terriero (Hjalmar Peters), e se ne innamora. Lei, orgogliosa come il padre,  non ha mai neanche rivolto la parola a nessun ragazzo che non considerasse degno di lei, eppure Olof, tramite un’impresa ardita (attraversare il fiume a bordo di un tronco d’albero evitando la cascata), riesce a conquistarla. Il padre di Kyllikki, però, non ne vuole proprio sapere di dare la figlia in sposa a un vagabondo e caccia il ragazzo di casa. Olof parte con la promessa di tornare da lei e si ritrova in una grande città. Qui viene adescato da una prostituta che lo porta nella sua casa di lavoro. Proprio qui ritrova Elli, che dopo averlo riconosciuto si suicida per il dolore di essere stata vista in una condizione così misera. Olof è sconvolto e decide di dare un taglio alla sua vita da vagabondo e prendersi per una volta le sue responsabilità: torna a casa e scopre che i genitori sono morti. Con rinnovato vigore, il giovane riprende l’attività di famiglia e torna per sposare Kyllikki qualificandosi come un Koskela e ricevendo così il placet anche da parte del padre di lei.

La storia è piuttosto articolata ma molto godibile. Le diverse atmosfere sono davvero ben rese a livello fotografico, con splendidi paesaggi e belle inquadrature di interni nella parte cittadina. Olof è un giovane spensierato, che con le sue azioni e la sua poca serietà ha fatto soffrire molte persone e causato anche la morte di una ragazza. Attraverso una lunga evoluzione psicologica, però, il giovane riesce a cambiare atteggiamento e tornare dalla donna che lo aspetta e a cui ha promesso un futuro felice insieme. Carino anche il messaggio finale: il padre di Kyllikki gli chiede perché non ha detto subito di essere un Koskela e Olof risponde “perché non volevo prendere moglie usando il nome della mia famiglia ma con il mio e da solo”. Insomma, un modo per dimostrare che anche quando si ha alle spalle la sicurezza economica e un nome importante quello che conta davvero è quello che si è.

Sången om den eldröda blomman è un film giovane e fresco, che riesce a intrattenere piacevolmente per quasi due ore. Particolarità del film è la presenza di una colonna sonora originale, opera di Armas Järnefelt, il cui figlio era presente alla proiezione del Cinema Ritrovato 2019.

Pour Don Carlos – Musidora, Jacques Lasseyne (1921)

doncarlos1Nel 1920 usciva il romanzo Pour Don Carlos Pierre Benoît, appena un anno dopo vedeva la luce il suo adattamento. Si tratta del primo lavoro della Société des Films Musidora, girato nei paesi baschi. Determinò l’incontro tra Musidora e Antonio Cañero, qui non come attore ma come consulente tecnico, e quindi l’inizio della storia d’amore tra i due di cui abbiamo già parlato per Soleil et Ombre (1922).

Nel 1876 i Carlisti controllano la parte nord della Spagna ed Allégria Petchart (Musidora), è la loro anima rivoluzionaria. Olivier de Préneste (Stephen Weber), giovane Duca di Biarritz, sta per sposare Lucille de Mercoeur e accetta il posto vacante di sottoprefetto di Villeléon, nei paesi Baschi. Dopo il suo arrivo scopre che il suo posto è stato preso da Allegria, che lo fa prigioniero promettendogli la libertà in cambio del suo aiuto. La rivoluzionaria convince Lucille ad unirsi alla sua causa e fugge. Viene raggiunta da Olivier all’accampamento carlista e parte per combattere. Viene fatto prigioniero in battaglia assieme al Conte di Magnoac (Paul Clérouc). Per liberarlo, Allégria si traveste da stracciona e, dopo aver sedotto il Comandante nemico (Jean Daragon) e avergli fatto firmare una richiesta di rilascio per Olivier, lo uccide. I due giovani iniziano una lunga fuga, aiutati da un vecchio pastore (Henri Janvier) fedele alla causa Carlista e da sua figlia Conchita (Simone Cynthia). I fuggitivi vengono però scoperti e Allégria resta a fare da diversivo e manda Olivier a Biarritz dove vive Lucille. I fidanzati, finalmente riuniti, aspettano il ritorno della loro amica, ma questo non avverrà mai. Il nascondiglio di Allégria viene scoperto e lei viene uccisa dai soldati nemici…

Il finale è davvero emozionante, perché proprio quando Allégria viene uccisa, Lucille e Olivier ricevono una lettera che dice loro di aspettare, anche a lungo, il suo ritorno con fiducia. Mentre vediamo le immagini del funerale del personaggio interpretato da Musidora, i due fidanzati aspettano quindi con ansia di rivedere colei che è riuscita a riunirli. Purtroppo non ci sono molte immagini del film in rete ed il film non è reperibile facilmente. La scena più celebre, che è possibile vedere anche nel documentario Musidora: La Dixième Muse di Cazals, è quella in cui Musidora mangia avidamente il cibo offertogli dal Comandante nemico, mentre questo la guarda o la bacia sempre più eccitato dall’idea di poterla avere. Nel mentre Allégria, per essere certa di poterlo uccidere, continua a richiedere brindisi, versando poi però il suo vino a terra per non rischiare di perdere la propria lucidità.

Tra i tre film spagnoli, questo è certamente il più riuscito ed emozionante, quello dove Musidora dà prova maggiore delle sue capacità attoriali. I paesaggi sono molto belli e la storia emozionante. Speriamo che presto questa trilogia spagnola venga rilasciata per il mercato home video.

Sylvester – Lupu Pick (1924)

SylvsterStrano che un regista che ha fatto un film così tradizionale nella sua composizione come Tötet nicht mehr (1919), abbiamo girato nel giro di poco tempo dei film sperimentali seguendo il movimento Kammerspiel. Sia il regista Lupu Pick che lo sceneggiatore Carl Mayer avevano precedentemente lavorato a film sul genere, i due erano per altro alla quarta collaborazione.

Nella notte di San Silvestro un Uomo (Eugen Klöpfer) si ritrova ad accogliere la madre (Frida Richard) con l’iniziale ritrosia della moglie (Edith Posca). Il sentimento di astio si trasforma presto in affetto e le due sembrano legare molto. La madre cambia però totalmente atteggiamento quando vede la foto del figlio con la moglie e poi quella di lei assieme a lui, forse per gelosia. L’anziana donna tenta quindi di strangolare la moglie e ne nasce un acceso diverbio che porta la ragazza a imporre al marito la cacciata della madre. Conteso tra i due amori, l’uomo si toglierà la vita mentre la gente festeggia per le strade l’arrivo del nuovo anno.

Il film è stato proiettato in piazzetta Pasolini in ricordo di Enno Patalas che vide una splendida copia giapponese del film durante le Giornate di Pordenone innamorandosene. Purtroppo non ho condiviso l’amore per Syvelster, nonostante avesse alcune particolarità interessanti. Il film alterna alle vicende dell’uomo quelle della festa per le celebrazioni della notte di San Silvestro, che si accendono in funzione dello svolgimento delle vicende. Oltre a questo compare quattro volte la scena di un mare in tempesta che nel finale si calma finalmente con la morte dell’uomo, cosa che sembrerebbe simboleggiare il patimento interiore del protagonista che si calma finalmente nel momento del suicidio. Devo dire che questi intermezzi non mi sono sembrati integrati con la narrazione e sembrano un’aggiunta accessoria. C’è sicuramente un bel lavoro con le inquadrature, specie dei volti dei personaggi, che in linea con il genere sono poco truccati e tendenti ad una rappresentazione più “realistica”. Le riprese si alternano tra quelle molto dinamiche nelle scene ambientate in strada a quelle più statiche e claustrofobiche ambientate nella stanza dove sono presenti i personaggi principali.

Che dire, non è certo un film che si vede tutti giorni, la sua trama è abbastanza sperimentale sviluppandosi sostanzialmente in pochi minuti ma portando in essi grandi e, forse troppo, repentini stravolgimenti. Contando la versione reperibile sul web, vi consiglio sinceramente di starne alla larga, perché non godreste affatto di quei dettagli e particolari che rendono il film interessante, lasciandovi solo alla narrazione con tutti i suoi limiti.

Il Cinema Ritrovato 2019

Cinema_ritrovato2019Ed eccoci ad una nuova edizione del Cinema Ritrovato. Anche questa volta ho preparato il programma dei film muti che verranno proiettati durante la rassegna, in modo che chi, come noi, è appassionato possa avere un punto di riferimento definito senza stare a consultare di continuo il programma. Sarà, credo, un festival che Alessia ricorderà a lungo, visto che in un colpo solo si ritroverà a seguire una retrospettiva su Musidora e il serial “I Topi Grigi” che sarà proiettato nella evocativa cornice del Comema Modernissimo. Io personalmente avrò il piacere di vedere sul grande schermo l’edizione restaurata di Finis Terrae che Epstein ha dedicato alla mia terra di origine, la Bretagna.

Vi ricordo che sia io che Alessia scriveremo per Cinefilia Ritrovata e che sul sito della Cineteca di Bologna potete trovare il programma completo.

Buon Festival!

22/06
14.30 Sala Mastroianni – Colori ritrovati: dieci film 1896-1916
16.00 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Jean Renoir: La Petite marchande d’allumettes e Sur un air de Charleston (rep. 28/06)
17.00 Sala Mastroianni – 1899: Cinema anno quattro – International Mutoscope & Biograph
18:30 Sala Mastroianni – 1919: The Red Lantern
18.30 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep.1/2 (rep. 23 e 24/06)

23/06
09.15 Sala Mastroianni – Ridateci Musidora 1 – Musidora: La Dixième muse (documentario)
09.30 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 1 (replica)
11.00 Sala Mastroianni – 1919: Praesidenten (rep. 25/06)
14.30 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Paris qui dort (rep. 28/06)
16.10 Cinema Jolly – Fox Film Corporation 2 – 3 bad men
16.30 Sala Mastroianni – Ridateci Musidora 2 – la vagabonde (sonoro – rep 25/06)
18.30 Sala Mastroianni – Ridateci Musidora 3 – Les Vampires ep. 3
18:30 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 3/4 (rep. 25/06)
22.15 Piazzetta Pier Paolo Pasolini – Ridateci Musidora 4 – Soleil et Ombre

24/06
09.00 Sala Mastroianni – 1919: Herr Arnes Pengar (rep. 29/06)
09.00 Cinema Jolly – Henry King – The Winning of Barbara Worth
09.30 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 2 (replica)
10.00 Auditorium DAMSlab – Incontri sul restauro – The Thuillier Workshop: Coloring Films 1897-1912
11.15 Sala Mastroianni – 1919: la maschera e il volto (rep. 29/06)
14.30 Sala Mastroianni – 1919: Ritrovati e Restaurati – The Gilded Cage/Rosalind at Redgate
15.30 Sala Mastroianni – 1919: Historien om en gut
16.30 Sala Mastroianni – 1899: Una battuta di caccia al Bois-Boudran
17.20 Cinema Jolly – Henry King – Twin Kiddies
18.30 Sala Mastroianni – Ridateci Musidora 5 – La Tierra de los Toros
18.30 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 1/2 (replica)
22.15 Piazzetta Pier Paolo Pasolini – Ritrovati e Restaurati – Sylvester

25/06
09.00 Sala Mastroianni – 1919: Praesidenten (replica)
09.30 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 3/4 (replica)
11.00 Sala Mastroianni – 1919: Der Mädchenhirt
14.30 Sala Mastroianni – 1919: Tötet nicht mehr!
17.15 Sala Mastroianni – 1899: La notizia del secolo al cinema/Méliès (documentario)
18.15 Cinema Arlecchino – Ritrovati e Restaurati – Sången om den eldröda blomman (rep. 29/06)
19.00 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 5 (rep. 26/06)
21.00 Sala Mastroianni – Ridateci Musidora 2 – La vagabonde (sonoro – replica)
21.45 Piazza Maggiore – Buster Keaton! – The Cameraman

26/06
09.00 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Order na aresht (rep. 27/06)
09.30 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 5 (replica)
10.00 Sala Mastroianni – 1919: Ditja Cuzogo
14.30 Sala Mastroianni – 1919: Anders als die Andern
18.00 Sala Mastroianni – Ridateci Musidora 6 – Pour Don Carlos (rep. 27/06)
19.00 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 6 (rep. 27/06)
22.15 Piazzetta Pier Paolo Pasolini – Colori e Crimini: Zigomar peau d’anguille

27/06
09.00 Sala Mastroianni – Ridateci Musidora 6 – Pour Don Carlos (replica)
09.30 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 6 (replica)
11.00 Sala Mastroianni – 1919: Back to god’s country
14.30 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Film delle origini dalle collezioni dello
Svenska Filminstitutet
16.40 Cinema Jolly – Buster Keaton! – College
18.00 Sala Mastroianni – Ridateci Musidora 7 – Chacals
19.00 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 7 (rep. 28/06)
21.45 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Order na aresht (replica)
21.45 Piazza Maggiore – Ritrovati e Restaurati – The Circus

28/06
09.00 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Paris qui dort+Renoir (replica)
09.00 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 7 (replica)
11.00 Sala Mastroianni – 1919: Kaliya Mardan
14.30 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Finis Terrae (rep. 29/06)
16.30 Sala Mastroianni – Ridateci Musidora 8 – Judex
17.00 Cinema Jolly – Buster Keaton! – The Haunted House
18.30 Sala Mastroianni – Ridateci Musidora 9 – Les Vampires ep. 6
19.00 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 8 (rep. 29/06)
21.30 Sala Mastroianni – Fox Film Corporation 2 – Street Angel (rep. 29/06)

29/06
09.00 Sala Mastroianni – Ritrovati e Restaurati – Finis Terrae (replica)
09.30 Cantiere Modernissimo – I Topi Grigi – Ep. 8 (replica)
11.00 Sala Mastroianni – 1919: Herr Arnes Pengar (replica)
11.15 Cinema Jolly – Fox Film Corporation 2 – Street Angel (replica)
14.30 Sala Mastroianni – 1919: la maschera e il volto (replica)
18.15 Cinema Jolly – Buster Keaton! – My Wife’s relations
18.15 Sala Malstroianni – Ritrovati e Restaurati – Sången om den eldröda blomman (replica)
21.30 Sala Mastroianni – Buster Keaton! – College

Legenda:
Cinema Lumière, via Azzo Gardino 65:
Piazzetta Pier Paolo Pasolini – Numero di posti: ?
Sala Mastroianni – Numero posti: 174
Sala Scorsese – Numero posti: 144
Auditorium DAMSlab – Numero posti: 216

Cantiere Modernissimo – Via Rizzoli 1/2 – Numero posti: ?
Sala Cervi – via Riva di Reno, 72 – Numero posti: 44
Cinema Jolly – via Marconi, 14 – Numero posti: 362
Cinema Arlecchino – via Lame, 57 – Numero posti: 450

– Ever Been Had? – Dudley Buxton (1917)

 

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Il Cinema Ritrovato 2018 ha anche presentato un corto di fantascienza britannica che era sfuggito alla mia lunga ricerca sull’argomento. Il titolo è Ever Been Had? (più o meno “Siete mai stati fregati?”) e racconta attraverso ad un’animazione molto ben fatta la storia di un alieno lunare sceso sulla terra dopo essere stato scacciato dalla moglie. Qui incontra l’ultimo uomo sopravvissuto dopo decenni di guerre incessanti. Incalzato dal giovane alieno, il vecchio inizia quindi a raccontare la triste storia della devastazione del nostro pianeta. Il finale, a sorpresa, ve lo lascio scoprire da soli guardando il video qui sotto.

Questo corto mi ha subito colpito durante la proiezione perché la sua animazione e la sua smaccata comicità mi ha ricordato alcuni giochi punta e clicca come i primi Monkey Island ma soprattutto Simon The Sorcerer. In particolare il modo in cui vengono composte le vignette dei dialoghi non può non riportare alla mente alcune vecchie avventure grafiche.

Lights of Old Broadway – Monta Bell (1925)

Nel pieno della settantacinquesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in cui ogni cinefilo che si rispetti segue con la massima attenzione il susseguirsi di proiezioni, incontri stampa, conferenze, fischi e applausi, qui si continua a dare uno sguardo (ormai nostalgico) a quella che fu la trentatreesima edizione del Cinema Ritrovato.

Direttamente dagli archivi Library of Congress e UCLA abbiamo una copia di Lights of Old Broadway di Monta Bell (già montatore e assistente alla regia per alcuni film di Charlie Chaplin e in seguito regista del primo film americano di Greta Garbo, Torrent), film che venne distribuito anche in Europa: in Spagna e nel Regno Unito con i titoli rispettivamente di Las luces de Broadway e di Little Old New York.

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Un twin movie delle origini, Lights of Old Broadway narra la vicenda delle due sorelle gemelle la bionda Fely e la mora Anne (interpretate entrambe da Marion Davies) separate alla nascita durante la traversata in nave dall’Irlanda agli Stati Uniti: Fely viene adottata dai poverissimi O’Tandy, Anne dalla ricca famiglia De Rhonde. La narrazione si sviluppa intorno alla crescita di Fely, sognatrice romantica e ballerina del teatro di Tony Pastor; innamoratasi, guarda caso, di Dirk De Rhonde (Conrad Nagel), il fratellastro di Anne, verrà a conoscenza dell’esistenza di quest’ultima solo dopo un bel po’ di tempo. La questione, però, lights-of-old-broadway-grangerè meno dolce del previsto. L’effetto sorpresa della riconciliazione tra le due sorelle dura fin troppo poco e non dà spazio a quello che probabilmente chiunque si aspetterebbe, vale a dire lo sviluppo di una sincera amicizia e di una certa complicità tra sorelle. Occhi sgranati, un fugace abbraccio e conoscenti come prima: la gemella perduta Anne viene frettolosamente archiviata, surclassata da Fely, per poi apparire in qualche breve inquadratura del tutto superflua. Da come la trama era inizialmente tutta concentrata su Fely e la sua sgangherata famiglia irlandese, la situazione cambia ben poco. In una New York investita dai primi barlumi della luce elettrica di Thomas Edison, in sostituzione all’obsoleta illuminazione a gas, l’obiettivo primario diventa far riconciliare le famiglie, da sempre rivali, dei futuri sposini. Quindi, dopo un bel po’ manganellate goliardiche tra Don O’Tandy e Mr. De Rhonde, il finale è tanto prevedibile quanto sorprendente. New York finalmente si illumina e acquista nuova luce anche sul piano del materiale della pellicola, passando dal bianco e nero al metodo di colorazione a mano Handschiegl. La bellezza dei fotogrammi e l’imponenza della bandiera degli Stati Uniti con colori veri è il reale punto di forza di Lights of Old Broadway, che rimane comunque una bella commedia, brillante anche nella fluidità dei dialoghi.

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Lights of Old Broadway / Monta Bell. – Soggetto: dal lavoro teatrale Merry Wives of Gotham; or Two and Sixpence(1925) di Laurence Eyre. – Sceneggiatura: Carey Wilson,
Joseph Farnham – Stati Uniti d’America: Cosmopolitan Productions per Metro-Goldwin-Mayer (MGM), 1925. – Con Marion Davies, Conrad Nagel, Frank Currier, Julia Swayne Gordon, Charles McHugh. Lunghezza: 2016 metri circa. Stato: sopravvissuto.