A Modern Musketeer – Allan Dwan (1917)

Prima ancora dei Tre Moschettieri e de la Maschera di Ferro, il nostro Douglas Fairbanks aveva già impersonato il personaggio di D’Artagnan nello stravagante A Modern Musketeer, per altro diretto dallo stesso Allan Dwan che, nel ’29, aveva diretto The Iron Mask. Prendendo le mosse dal “D’Artagnan of Kansas” di Eugene Percy Lyle, il regista ci regala una bella storia con un Fairbanks decisamente in forma, sempre pronto a compiere qualche prodezza.

Ned Thacker (Douglas Fairbanks) nasce dopo una gestazione in cui la madre (Edythe Chapman) non ha fatto altro che leggere le avventure dei Tre Moschettieri, durante un ciclone potentissimo. La somma di questi avvenimenti rende il giovane Ned un vero e proprio Continua a leggere

Il castello degli spettri (The cat and the canary) – Paul Leni (1927)

Era il 1927 e Paul Leni, come spesso accadeva all’epoca, aveva deciso di trasferirsi negli Stati Uniti per continuare la sua carriera che, ricordiamo, terminerà prematuramente appena due anni dopo per una leucemia. La pellicola di cui parlerò oggi è la prima del regista tedesco nel nuovo continente e risulta molto particolare: prendendo le mosse dalla piece teatrale scritta da John Willard nel 1922, il regista ci mette presenta un horror a tinte fosche stemperato da alcune spruzzate di comicità.

Ci troviamo in un castello che più tetro non si può, dove abita la sola inquietante domestica, Mammy Pleasant (Martha Mattox). Il maniero era appartenuto al defunto milionario Cyrus West, il quale aveva disposto che il testamento fosse letto solo dopo venti anni. Scaduto il tempo, il notaio Roger Crosby (ennesima interpretazione di Tully Marshall) si reca nella struttura e scopre, con suo grande stupore, che sono comparse nuove Continua a leggere

La Vedova Allegra (The Merry Widow) – Erich von Stroheim (1925)

Von Stroheim era un regista che viveva di passioni, quando aveva un’idea in mente cercava di perseguirla fino a che non riusciva a metterla in atto, possibilmente a modo suo. Queste sue fissazioni lo hanno sicuramente limitato nel corso della sua carriera, ma comunque hanno contribuito a creare il mito intorno a lui. La vicenda raccontata nel “la vedova allegra” è  tratta dall’omonima operetta di Franz Lehár con libretto di Victor Léon e Leo Stein. Nonostante sia uno dei film meno ricordati del regista, è sicuramente il meno martoriato dai tagli, forse perché Von Stroheim era riuscito, per una volta, a fare un lavoro che andava incontro alle esigenze della produzione. Ovviamente non tutto poteva però filare liscio ed il montaggio finale, a causa della scadenza del contratto con la MGM, non fu fatto dal regista viennese ma da Irving Thalberg, che comunque seguì le linee guida del Continua a leggere

L’uomo che prende gli schiaffi (He who gets slapped) – Victor Sjöström (1924)

Tradotto orribilmente con “L’uomo che prende gli schiaffi“, questa pellicola rappresenta forse il film più bello del regista svedese Sjöström, uno dei tanti che non sopravviverà al passaggio al sonoro ma che  avrà modo di essere ricordato per un’importante interpretazione (all’età di 78 anni) ne “il posto delle fragole” di Bergman. Altrove ho visto il titolo tradotto con “Colui che…” ma forse è uno dei tanti casi in cui la trasposizione in un’altra lingua non rende merito all’originale. La storia è tratta dall’omonima opera di Leonid Andreyev, autore teatrale che aveva lottato per la Rivoluzione Russa, ma che non aveva mancato di rendere nota la sua avversione ai bolscevichi. Per questi dissidi politici era stato costretto a scappare in Finlandia, dove si suiciderà nel 1919. Continua a leggere