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Posts Tagged ‘Irving Thalberg’

Il Vento (The Wind) – Victor Sjöström (1928)

A due anni da The Scarlet Letter, Victor Sjöström  si ritrovò nuovamente a dirigere Lillian Gish e Lars Hanson per The Wind. La storia raccontata in questo film, è tratta dal romanzo omonimo di Dorothy Scarborough e venne adattata per il grande schermo da Frances Marion (pseudonimo di Marion Benson Owens), nota sceneggiatrice americana, prima donna a vincere un Oscar per la migliore sceneggiatura (nel 1930 con The Big House, ne vinse un secondo nel 1932 con The Champ). Vedendo questo film non si può nuovamente evitare di fare paragoni con la successiva filmografia di Bergman. Questa volta abbiamo un elemento naturale, il vento, che funge da vero protagonista della vicenda. Sulla sfondo abbiamo una giovane donna in cerca del suo futuro, che si ritrova in balia del vento, che si riflette anche negli eventi che sembrano letteralmente piovere sopra la protagonista senza che lei possa in qualche modo influenzarli.

La giovane Letty (Lillian Gish) viene invitata dal cugino Beverly (Edward Earle) a stare nel suo ranch. Sul treno che la deve portare nella sua nuova casa, viene adocchiata dal viscido Roddy (Montagu Love) che le rivela come il posto in cui si sta recando sia noto per essere perennemente soggetto a violenti raffiche di vento. A complicare ulteriormente le cose interviene la moglie del cugino, Cora (Dorothy Cumming nota per la sua interpretazione della madre di Gesù in “Il Re dei Re” di DeMille, qui in una delle sue ultime apparizioni sul grande schermo) che teme che Letty le porti via il marito. La protagonista, dopo aver rifiutato la proposta di matrimonio di Roddy perché già sposato, è quindi costretta a sposare Lige (Lars Hanson) pur senza amandolo. Terrorizzata dal vento e dai suoi fantasmi, Letty affronterà le proprie paure fino al colpo di scena finale e liberatorio.

Il film colpisce per le belle riprese complicate dallo svolgimento in luoghi spesso aperti e dalla presenza del vento sabbioso. Certamente il momento più alto è quello della tempesta di sabbia finale dove la casa viene completamente scossa dalle raffiche implacabili. Bella la prova della Gish che interpreta benissimo la fragile Letty scossa dalle sue ossessioni e paure, come quella di Lars Hanson, qui alle prese con un burbero ragazzo dal cuore d’oro. Protagonista assoluto, come detto, è però il vento, rappresentato come un pauroso cavallo fantasma che scorazza nelle praterie dell’aria. Lo stesso vento è qui anche una metafora volta a mettere luce sulla situazione psicologica della stessa Letty, la quale imparerà che solo identificandosi con esso e accettandolo potrà superare l’incubo della pazzia: il vento può essere un feroce nemico ma anche un grande alleato per chi sa capirlo e apprezzarlo.

In Italia film era stato rilasciato in DVD dalla Moviemax nel 2008, ma risulta attualmente non disponibile. Se si vuole visionare il film segnalo l’edizione spagnola, con il titolo di El Viento, edita dalla Llamentol e disponibile anche in edizione da collezione. Unica pecca il prezzo, forse leggermente troppo alto. Vi lascio con un piccolo video che riprende alcune scene dove vediamo il vento in azione. Buona visione!

Curiosità: Contrariamente a quanto accade di solito fu la stessa Lillian Gish a volere al suo fianco Lars Hanson e a scegliere Victor Sjöström alla regia. L’attrice, infatti, colpita dal romanzo, chiese subito a Irving Thalberg, capo della MGM, di poterne fare un adattamente cinematografico definendo anche parte del cast e il regista.

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La Vedova Allegra (The Merry Widow) – Erich von Stroheim (1925)

Von Stroheim era un regista che viveva di passioni, quando aveva un’idea in mente cercava di perseguirla fino a che non riusciva a metterla in atto, possibilmente a modo suo. Queste sue fissazioni lo hanno sicuramente limitato nel corso della sua carriera, ma comunque hanno contribuito a creare il mito intorno a lui. La vicenda raccontata nel “la vedova allegra” è  tratta dall’omonima operetta di Franz Lehár con libretto di Victor Léon e Leo Stein. Nonostante sia uno dei film meno ricordati del regista, è sicuramente il meno martoriato dai tagli, forse perché Von Stroheim era riuscito, per una volta, a fare un lavoro che andava incontro alle esigenze della produzione. Ovviamente non tutto poteva però filare liscio ed il montaggio finale, a causa della scandenza del contratto con la MGM, non fu fatto dal regista viennese ma da Irving Thalberg, che comunque seguì le linee guida del regista. Il Film fu molto apprezzato all’epoca ed incassò una cifra elevatissima rispetto a quella investita. La casa di produzione, secondo quanto si dice, non diede però un soldo al viennese: gli introiti furono infatti utilizzati per avere un ritorno dalle folli spese che il regista aveva provocato con il suo Greed, che non era stato ripagato con il giusto successo.

Von Stroheim ci proietta nel piccolo regno di Monteblanco, nell’Europa centrale. Qui governa il Re Nikita I (George Fawcett) che ha per figlio il malvagio e viscido Principe Mirko (Roy D’Arcy) e per nipote l’affascinante Principe Danilo Petrovich (il nostro amato John Gilbert ancora una volta nei panni del farfallone). Fin dalle prime scene capiamo subito la differenza caratteriale tra i due cugini: l’esercito si trova infatti a dover soggiornare in un piccolo paesino di contadini e se l’erede al trono appare schifato e indispettito, Danilo, al contrario, sembra interessato e divertito da quella realtà rurale. I due con il resto dell’esercito si recano quindi nell’unica struttura in grado di poter accogliere una mole tanto grande di ospiti e iniziano a sistemarsi nelle stanze.  Passa un giorno e nel paesino arriva anche una carrozza ricolma dei membri della compagnia “The Manhattan Follies“, che hanno bisogno di un posto dove soggiornare prima di andare della città dove svolgeranno lo spettacolo. Tra questi vi è anche la bellissima Sally O’Hara (Mae Murray), la prima ballerina della compagnia, che mostra subito di essere un tipino molto estroso. Il primo incontro con Danilo non è certo dei migliori: il principe scendendo le scale vede una ragazza e senza tanti complimenti la bacia. Solo allora si accorge della presenza di Sally e, dopo aver lasciato l’altra ragazza più che sbigottita, si offre di farle da interprete conoscendo lui benissimo l’inglese. La ballerina, felice di sentire qualcuno parlare la propria lingua, accetta con piacere. Danilo si offre inoltre di accorpare alcuni militare in una camera, in modo da liberarne alcune e permettere alla compagnia di soggiornare con loro e, con estrema maliziosità, dice che offrirà a Sally la sua di stanza (ovviamente con lui dentro). La ragazza finge saggiamente di non capire. Danilo torna poi dai suoi commilitoni e, dopo averli informati della sua decisione, chiede gentilmente di non essere chiamato “Sua altezza” in presenza dei membri della compagnia. Quando Mirko vede Sally, ne rimane a sua volta colpito e, in un bel siparietto comico, se la litiga con il cugino. La ragazza è brava a liberarsi di entrambi.

Passa del tempo e i due cugini si recano allo spettacolo della ballerina. Finita la performance, Sally si ritrova a dover fronteggiare una serie di indesiderati tentativi di seduzione: prima da parte del bavoso Barone Sadoja (Tully Marshall), mezzo infermo e descritto altrove come una sorta di feticista, poi da parte del viscido Mirko e infine da Danilo. Quest’ultimo tentativo ha successo e i due vanno to supper insieme. Danilo si era davvero innamorato di Sally e aveva intenzione, quella sera, di rivelarle la sua vera identità e dichiararsi. Ma il Principe ereditario, leso nell’onore, medita vendetta. I due cugini erano infatti solito andare da “François“, un circolo per nottambuli non proprio puritani, dove accadeva di tutto senza alcuna limitazione. Con i membri della cerchia, Mirko fa irruzione nella stanza dei due innamorati per rovinare loro la serata, ma Danilo lo prende in controtempo chiedendo di non importunare la futura Principessa Petrovich. Sally, però, fugge indispettita dal segreto che il Principe aveva tenuto nascosto. Ma l’amore sembra vincere su tutto e, dopo pochi minuti, la bella ballerina torna dal suo amato e decide di sposarlo. A corte però, il Re non è per niente felice della cosa…

(se non volete sapere come va a finire la storia non leggete da qui in poi…)

…e impone a Danilo di non sposare la sua amata. Nonostante i tentativi di aggirare il divieto, il Principe è costretto ad accettare l’ordine e non si presenta al matrimonio. Informata dell’accaduto Sally cade nel più sprofondo sconforto e si riduce ad accettare le avance del bavoso Barone Sadoja pur di acquisire un titolo che potrà poi permetterle di sposare il suo amato Danilo. Per fortuna durante la prima notte di nozze il Barone ha un collasso e muore sul colpo, lasciandola con una ricca eredità e il titolo di Baronessa.
Passa un lungo anno e Sally si rifugia a Parigi da dove fa avere sue notizie al Principe Danilo. La neo Baronessa è però desiderosa di far pagare l’affronto subito al giovane amante e si finge fredda e disinteressata dimostrando, al contrario, un certo interesse nei confronti di Mirko. Il gioco sfugge però loro di mano: Sally dichiara di voler sposare Mirko e Danilo, visibilmente turbato, lo colpisce. Il Principe ereditario coglie l’occasione per sfidare il cugino ad un duello di morte. Sally, disperata, prega Danilo di rifiutare di battersi, richiesta che il Principe interpreta come un segno dell’amore sincero che la ragazza prova per Mirko. Viene il giorno della resa dei conti: Danilo, desideroso di rendere felice la sua Sally, non spara venendo così colpito da Mirko restando, per molto tempo, tra la vita e la morte. La sorte ha però deciso di premiare il vero amore. Il Re Nikita I muore e lascia il regno al viscido Mirko. Il giorno del funerale, però, il nuovo regnante viene a sua volta ucciso da un’issurrezione popolare. Danilo guarisce e può finalmente sposare la sua amata vedova finalmente felice.

(potete riprendere la lettura da qui…)

Una pellicola di due ore ricca di fatti ed avvenimenti concatenati tra loro. Ogni scena è importante o per caratterizzare i personaggi o per introdurre gli avvenimenti futuri. Niente è lasciato al caso nella meticolosità che caratterizza il regista viennese. Film drammatico e divertente insieme, senza tempi morti nonostante la lunga durata. Grazie all’ottimo cast niente è fuori posto, ogni attore riesce a rendere alla perfezione il proprio ruolo senza sbavature.
Ho scelto di cominciare da questo film di Von Stroheim forse proprio perché lo si è spesso sottovalutato. Spero possa in breve tempo avere la visibilità che merita.