Anna Bolena (Anna Boleyn) – Ernst Lubitsch (1920)

Lo sapete, non amo i film in costume e ho avuto modo tante volte di ripeterlo e la presenza di Lubitsch e Jannings non ha ugualmente aiutato nel farmi cambiare idea. Qui la storia è piuttosto nota: Enrico VIII (Emil Jannings) decide di divorziare da Caterina (Hedwig Pauly-Winterstein) per sposare Anna Bolena (Henny Porten) alla ricerca di un erede maschio. Purtroppo Anna partorisce una bambina e allora perde le attenzioni del marito che sposerà Jane Seymour (Aud Egede Nissen) dopo averle fatto tagliare la testa con l’accusa di adulterio.

Qui sono inserite una serie di elementi romanzati come la presenza di una storia d’amore pregressa tra Anna Bolena e Sir Norris (Paul Hartmann), l’inserimento del Continua a leggere

Erotikon – Mauritz Stiller (1920)

ChochlovaVedere questo Erotikon dopo aver visto quello di Gustav Machatý è sicuramente un errore perché le aspettative sul film, non conoscendo la trama, sono piuttosto alte. Il titolo, decisamente evocativo, lascia pensare a un film di seduzione e amore tutt’altro che casto. Invece questa versione stilleriana è ben lontana dall’essere questo, è piuttosto una commedia, anche ben riuscita devo dire, in cui l’amore interviene a mettere in crisi tutto.

Fatta questa premessa il film non è certo poco importante secondo la narrazione cinematografica. Parrebbe infatti che Lubitsch avesse detto che a Billy Wilder di aver imparato tutto dall’Erotikon di Stiller. Si tratta evidentemente di una manifestazione di apprezzamento ed affetto sincero che però corrispondono Continua a leggere

Rosita – Ernst Lubitsch (1923)

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Io adoro Mary Pickford, qui lo dico e qui lo affermo: attrice, diva invidiatissima per i suoi lunghissimi boccoli biondi e soprattutto produttrice, contribuì all’evoluzione dell’industria hollywoodiana, essendo stata co-fondatrice della United Artists insieme a Charlie Chaplin, D. W. Griffith e Douglas Fairbanks nel 1919 e nel 1927 uno dei trentasei fondatori dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Una donna fabbro del suo destino e di quello degli altri. La Pickford non era quindi una stupida, a differenza dei personaggi spesso ingenui che doveva interpretare nei suoi film da prima attrice, forse solo un po’ brusca nel dichiarare che “aggiungere il suono ai film sarebbe come Continua a leggere

Il gioiello perduto di Ernst Lubitsch: Der Fall Rosentopf (1918)

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Il Caso Rosentopf (1918) è un piccolo tesoro, ritenuto perduto, ritrovato e riscoperto recentemente dal Bundesarchiv Filmarchiv. Originariamente composto da quattro atti, possiamo considerarci fortunati di poter vederne i primi due della durata di circa venti minuti. Prima di lasciare la Germania e partire per gli Stati Uniti nel 1922 e di passare definitivamente alla regia nel 1921, Ernst Lubitsch è attore protagonista dei suoi stessi film: apparentemente l’ultima Continua a leggere

La Bambola di Carne a Torino

Riprende, a Torino, la rassegna “Voci del Silenzio” con la presentazione, giovedì 10 ottobre 2013, alle ore 20.30, presso la Bibliomediateca “Mario Gromo” di Via Matilde Serao 8/A, del libro Il fachiro di Atlantide. Percorsi dell’immaginario tra avventure e misteri di Felice Pozzo, Edizioni il Foglio 2013. L’incotro sarà moderato da Alessio Vacchi delle Brigate Irma Vep (nome ispirato al Serial francese Les Vampires di Louis Feuillade di cui mi riprometto di parlare a breve).
A seguire verrà proiettato il divertentissimo film La Bambola Di Carne (Die Puppe) di Ernst Lubitsch (1919). Continua a leggere

Crepuscolo di gloria (The Last Command) – Josef von Sternberg (1928)

Ritengo The Last Command uno dei film più belli in assoluto della storia del cinema, grazie alla sua modernità e capacità di emozionare. Ancora una volta Von Sternberg riesce a dar vita ad un film incredibile, ulteriormente impreziosito alla partecipazione di uno straordinario Emil Jannings qui, a mio avviso, in una delle sue più grandi interpretazioni in assoluto.

Attraverso un’operazione metacinematografica, ripercorriamo le vicende del Granduca Sergius Alexander (Emil Jannings), cugino dello Zar di Russia, nei momenti immediatamente precedenti alla Rivoluzione del 1917. Il Granduca, nel corso degli avvenimenti, entrerà in contatto con la Rivoluzionaria Natalie Dabrova (Evelyn Brent), con cui instaurerà una relazione sentimentale. Nonostante non condivida le scelte suicide dello Continua a leggere

Theonis la donna dei faraoni (Das Weib des Pharao) – Ernst Lubitsch (1922)

Dopo tantissimi anni possiamo finalmente rivivere le emozioni dell’antico Egitto grazie allo splendido lavoro di restauro operato dal Bundesarchiv-Filmarchiv insieme al Munich Filmmuseum. Fino ad oggi, infatti, “La moglie del Faraone” (traduzione letterale del titolo) poteva essere visto in una pessima versione ampiamente mutila, della durata di 50 minuti circa. Grazie allo splendido lavoro operato, possiamo invece visionare questo film epico nella sua quasi interezza (98 minuti su 120 circa), apprezzando così al meglio il lavoro di un cast eccezionale guidato sapientemente da Ersnst Lubitsch. Tra gli attori basterebbe citare Emil Jannings e Paul Wegener per far venire la pelle d’oca, ma non si devono dimenticare Dagny Servaes, Albert Basserman, i quali avranno fortuna anche Continua a leggere

Gli occhi della mummia (Die Augen der Mumie Ma) – Ernst Lubitsch (1918)

Come ci viene raccontato all’inizio della pellicola, Gli occhi della mummia è forse il primo vero film del giovane Lubitsch, il quale rappresentava per altro una vera e propria scommessa per i produttori. Il risultato è un racconto molto diverso dai canoni del regista tedesco: invece della solita ironia, la vicenda esaspera l’aspetto tragico e serioso. Per girare la pellicola  Lubitsch volle al suo fianco alcuni attori giovani e spesso non affermati ma che in seguito godranno di un enorme successo: ritroviamo infatti giovanissima Pola Negri, appena trasferitasi in Germania, per la prima volta musa del nostro Lubitsch. Da qui in poi la loro collaborazione darà vita a numerosissime pellicole, sia tedesche che Continua a leggere

La Zarina (Forbidden Paradise) – Ernst Lubitsch (1924)

Il nostro Lubitsch era da poco arrivato in America e aveva iniziato a lavorare in maniera quasi compulsiva. Abbiamo già visto come nel 1924 era uscita un’altra pellicola dello stesso regista: the marriage circle, commedia divertente e frizzante. La Zarina è un film diverso, ma che lascia comunque trasparire quel tipico “tocco alla Lubitsch” su cui mi piace tanto insistere. La storia narrata è stata ispirata dallo spettacolo teatrale The Czarina di Edward Sheldon (che aveva goduto di un discreto successo a Broadway) che riprendeva a sua volta l’omonimo libro ungherese di Lajos Biró e Melchior Lengyel. Purtroppo è molto difficile riuscire a vedere questo film e goderne pienamente. Per quanto mi risulta l’unica copia reperibile è in condizioni disastrose. Non sono a conoscenza di nessuna edizione in DVD o VHS, ho potuto visionare il film in una pessima versione con video pessimo, senza audio e Continua a leggere

Matrimonio in quattro (The marriage circle) – Ernst Lubitsch (1924)

The marriage circle è una delle primissime regie americane di Lubitsch, di cui abbiamo già avuto modo di parlare con Die Puppe (1919). Anche questa volta siamo di fronte a una commedia ironica e maliziosa in cui vengono messi in scena numerosi intrecci amorosi. Ritroviamo, fin dalle prime inquadrature, quel “tocco alla Lubitsch” che tanto ci aveva divertito con la sua arguzia e attenzione al dettaglio: proprio questa regna nel corso di tutto il film, quando le immagini indugiano su alcuni particolari (oggetti o espressioni significative), che contribuiscono alla comprensione e composizione della scena stessa.

Siamo a Vienna dove Mizzi (Marie Prevost, attrice “maledetta” che morirà a soli 38 anni per un infarto) è infelicemente sposata al Professor Stock (il grande Adolphe Menjou). In un vortice amoroso Mizzi cerca di Continua a leggere