La principessa delle ostriche (Die Austernprinzessin) – Ernst Lubitsch (1919)

Die AusternprinzessinScoppiettante, eccessiva, ironica ma anche grottesca. Questa è la commedia di Ernst Lubitsch di cui andiamo a parlare oggi. Come? Un film comico che mi è piaciuto? Non accadeva probabilmente da I due timidi di René Clair che non ero così divertito, ogni tanto capita anche a me.

Ossi (Ossi Oswalda), figlia del re delle ostriche (Victor Janson), è decisa a sposare un principe perché la sua concorrente figlia del Re della crema ha sposato un conte. Decide allora di recarsi da un bizzarro uomo che si occupa di accoppiare gli scapoli (Max Kronert) per trovare l’uomo giusto per lei. Un principe c’è, si chiama Nucki (Harry Liedtke) ma di sposarsi non ha proprio voglia però… essendo decaduto decide di mandare Josef (Julius Falkenstein), il suo unico servo restatogli fedele, per vedere un po’ che aria tira. Quello che vede Josef è talmente incredibile che quando viene creduto Nucki decide di non chiarire l’incomprensione a approfittarne. Si sposa con Ossi e inizia la vita nell’incredibile palazzo sfarzesco del re delle ostriche. Vorrebbe anche concludere con Ossi ma lei, visto che il suo novello sposo non solo non è un adone ma ha anche bevuto schifosamente, decide di non accontentarlo. Tutto questo sotto lo sguardo del padre che ha la brutta abitudine di sbirciare dal buco della serratura della figlia per vedere se sta adempiendo ai doveri coniugali o meno (e la cosa mi ha inquietato non poco…). Ma la storia non poteva finire male e in maniera rocambolesca il vero Nucki e Ossi si innamoreranno e si scopriranno per di più già sposati! Nel finale consumeranno il matrimonio sotto lo sguardo impressionato del Re delle ostriche (vedi gif in fondo).

Lo avrete vito dalle decine di immagini e gif, Die Austernprinzessin ha tanto da dare a livello visivo ed è davvero curatissimo sia da quel punto di vista che proprio a livello di costruzione del racconto. Tutto è volto a dare un senso di grandezza ed esageratezza. Da questo punto di vista alcuni hanno visto una forte critica sociale nei confronti del capitalismo americano: abbiamo il re delle ostriche che, sovvertendo l’ordine naturale delle cose, è colui che ha una reggia con una servitù sterminata, mentre il principe, che dovrebbe avere tutto, in realtà vive quasi in povertà. Nonostante questo ostenta il suo titolo e pretende di accogliere gli altri seduto su un trono in posizione elevata. Una figlia cresciuta nello sfarzo non può che essere viziata e capricciosa. Così la vicenda nasce nel momento in cui la sua rivale decide di aggiungere alla ricchezza un titolo nobiliare. Ovviamente lei dovrà averne uno migliore e quindi dovrà trovare un principe! Alla fine, però, tutto sembrerà trovare un suo equilibrio nel momento in cui capirà di essere innamorata e che l’apparenza, in fondo, non è poi così importante mentre la cosa principale è essere felici e stare con la persona che si ama.

Quello che più stupisce nella costruzione delle inquadrature, fisse, è l’estrema mobilità e cura delle coreografie. Questo è palese in particolare nelle scene di massa con la servitù che si avvicenda con estrema ricercatezza nell’effettuare ora massaggi ora il servizio al tavolo e tanto altro. Sono scene che è veramente un piacere vedere e che permettono di dare ritmo in una situazione di limitatezza data dalle inquadrature fisse e inquadrature tutto sommato limitate. Esiste però una scena che elimina questa staticità ed è quella (che trovate sotto) de passaggio di soldi dagli amici del principe a lui. Qui è la macchina da presa a muoversi di mano in mano assieme ai soldi fino ad arrivare da Nucki.

Gli attori sono eccezionali (e su Ossi Oswalda generalmente c’è poco da dubitarne) e le scenografie molto curate. Unico appunto forse negativo è che questa caricaturalità generale potrebbe alla lunga stancare, ma credo che la durata limitata riduca di molto questa possibilità. Esiste poi un aspetto che mi ha generato un po’ di inquietudine. Il padre di Ossi ha come frase ricorrente una cosa del tipo “non mi impressiona affatto”, per indicare che, nonostante accadano cose incredibili e fuori dal comune la sua agiatezza lo ha reso talmente tanto apatico da non reagire di fronte a nulla. Ecco ha anche un’altra usanza, quella di spiare la figlia per vedere se sta adempiendo ai suoi doveri coniugali. La prima volta lei ha cacciato Josef ubriaco e quindi rimane deluso, ma la seconda volta, quando l’equivoco è stato chiarito, il Re vede dalla serratura Ossi e Nucki a letto insieme e, come potete vedere dall’ultima gif, se la ride di gusto ed esclama: “Questo mi impressiona!”. Mi vengono i brividi solo a pensarci!

Concludendo: se potete recuperate assolutamente questo e altri classici di Lubitsch restaurati nel cofanetto della Eureka Masters of Cinema Lubitsch in Berlin perché ne vale veramente la pena!

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