San Venceslao (Svatý Václav) – Jan S. Kolár (1929)

svayvaclavNel corso di questa rassegna abbiamo imparato a vedere come molti dei film della prima produzione ceca fossero indirizzati verso i personaggi simbolo della nazione, al fine di rafforzare il sentimento identitario e anche per motivi propagandistici. Non poteva quindi mancare tra i tanti film uno dedicato a San Venceslao, Duca di Boemia di cui si trova una cappella anche nella Cattedrale di San Vito a Praga (Katedrála svatého Víta, Václava a Vojtěcha).

Il film ripercorre le vicende di Venceslao I duca di Boemia (Zdeněk Štěpánek), cresciuto come cristiano nonostante la madre Drahomíra (Dagny Servaes) fosse di una tribù pagana. In particolare il film analizza gli intrighi di corte prima per la reggenza, alla morte del Re Vratislaus (Jiří Steimar) è la nonna di Venceslao, Ludmila (Vera Baranovskaja), a prendere le redini del trono Continua a leggere

Il Diario del Dr. Hart (Das Tagebuch des Dr. Hart) – Paul Leni (1916)

f023294_pic_04Nel 1916 a 31 anni Paul Leni fa il suo esordio alla regia con Das Tagebuch des Dr. Hart (Il diario del Dott. Hart), anche noto come Der Feldarzt (Il medico militare), un film di propaganda commissionato dalla BUFA per mostrare il lato gentile e umano dell’esercito tedesco all’estero, in particolare in Polonia.

Quindici anni prima Leni era giunto a Berlino dalla città natale Stoccarda con la volontà di inserirsi nel mondo dell’arte come grafico e pittore. Frequenta l’Accademia e inizia a lavorare per la moda e la pubblicità distinguendosi per le doti caricaturali ed espressive. Il cinema di quegli anni è ancora puro intrattenimento ed è lontano dalle ambizioni di Leni, si dovranno attendere i primi anni della seconda decade del nuovo secolo perché esso sia considerato un maturo mezzo d’espressione su cui investire artisticamente. Nel frattempo collabora attivamente come Continua a leggere

Theonis la donna dei faraoni (Das Weib des Pharao) – Ernst Lubitsch (1922)

Dopo tantissimi anni possiamo finalmente rivivere le emozioni dell’antico Egitto grazie allo splendido lavoro di restauro operato dal Bundesarchiv-Filmarchiv insieme al Munich Filmmuseum. Fino ad oggi, infatti, “La moglie del Faraone” (traduzione letterale del titolo) poteva essere visto in una pessima versione ampiamente mutila, della durata di 50 minuti circa. Grazie allo splendido lavoro operato, possiamo invece visionare questo film epico nella sua quasi interezza (98 minuti su 120 circa), apprezzando così al meglio il lavoro di un cast eccezionale guidato sapientemente da Ersnst Lubitsch. Tra gli attori basterebbe citare Emil Jannings e Paul Wegener per far venire la pelle d’oca, ma non si devono dimenticare Dagny Servaes, Albert Basserman, i quali avranno fortuna anche Continua a leggere