San Venceslao (Svatý Václav) – Jan S. Kolár (1929)

svayvaclavNel corso di questa rassegna abbiamo imparato a vedere come molti dei film della prima produzione ceca fossero indirizzati verso i personaggi simbolo della nazione, al fine di rafforzare il sentimento identitario e anche per motivi propagandistici. Non poteva quindi mancare tra i tanti film uno dedicato a San Venceslao, Duca di Boemia di cui si trova una cappella anche nella Cattedrale di San Vito a Praga (Katedrála svatého Víta, Václava a Vojtěcha).

Il film ripercorre le vicende di Venceslao I duca di Boemia (Zdeněk Štěpánek), cresciuto come cristiano nonostante la madre Drahomíra (Dagny Servaes) fosse di una tribù pagana. In particolare il film analizza gli intrighi di corte prima per la reggenza, alla morte del Re Vratislaus (Jiří Steimar) è la nonna di Venceslao, Ludmila (Vera Baranovskaja), a prendere le redini del trono Continua a leggere

Il Colonnello Švec (Plukovník Švec) – Svatopluk Innemann (1930)

Plukovnik SvecLunedì abbiamo parlato della legione cecoslovacca nel film propagandistico Za československý stát (1928), oggi andiamo ad un film decisamente più strutturato e meglio girato che parla proprio dei soldati cechi nel delicato momento di passaggio nel ’17 al momento della rivoluzione. Al contrario del titolo di lunedì, Plukovník Švec è un film decisamente più maturo e godibile, con una splendida regia di Svatopluk Innemann e basato sull’opera omonima di Rudolf Medek, scrittore e poeta che partecipò in prima persona alle vicende essendo egli stesso arruolatosi nella legione cecoslovacca durante il primo conflitto mondiale.

Quando i bolscevichi prendono il potere, la legione cecoslovacca aveva avuto la garanzia di un libero passaggio verso Vladivostok dove poi sarebbe potuta imbarcarsi per continuare la sua azione. Improvvisamente giunge però un contrordine Continua a leggere

Batalion – Přemysl Pražský (1927)

batalion-231612432-largeBatalion potrebbe essere una canzone di Fabrizio De André, un dramma dedicato agli ultimi, una serie di storie di dolore che si intrecciano e portano inevitabilmente verso la tragedia ma senza perdere l’ironia e umanità. La storia prende le mosse da un romanzo di Josef Hais Týnecký, uscito nel 1922, e che rientra all’interno della sua produzione “sociale”. Rispetto a quanto visto fino ad ora nella filmografia muta ceca, questo film è qualcosa di completamente diverso, perché cupo, triste, eppure più realistico e comunque ambientato in uno dei posti più frequentati dai cechi: un’osteria. Qui tra alcolici di tutti i tipi le storie degli uomini si mescolano nella disillusione ma con la certezza di trovare qualcuno che possa capirli e farli sentire accettati almeno per una sera.

L’avvocato Uher (Karel Hašler) scopre che la moglie lo tradisce e tenta di ucciderla senza trovarne la forza. Decide quindi di abbandonare casa e lavoro e si rifugia nell’Osteria Batalion, un covo di miserabili la cui vita piano piano entra a far parte di quella del nostro protagonista. Continua a leggere