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Posts Tagged ‘Montagu Love’

Aggiornamenti fantascientifici

Il progetto fantascienza è stato uno dei capisaldi di questo sito negli scorsi anni. Come chi ha seguito gli articoli sul genere saprà, molti di questi film sono, seppur sopravvissuti, difficilmente reperibili e ci sono voluti anni per riuscire a mettere le mani su alcuni di essi. In questa prima puntata di aggiornamenti sulla science-fiction partiamo con alcuni corti recuperati.

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– Aerial Submarine – Walter R. Booth (1910)

Questo primo corto riprende la serie di Booth dedicata ai mezzi di trasporto fantastici (Airship Destroyer, Aerial Anarchist ma anche il celeberrimo The ? Motorist). In Aerial Submarine dei bambini avvistano uno strano sottomarino pirata. I pirati, capitanati da una donna, se ne accorgono e li rapiscono. La fortuna sembra girare dalla parte dei ragazzi: una nave accorre in loro soccorso, ma incredibilmente il sottomarino prende il volo e con un missile la affonda (scena nell’estratto). Per fuggire i bambini decidono allora di danneggiare il motore del sottomarino che precipita ed esplode. Tutti muoiono tranne, ovviamente, i due protagonisti.

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– La Rivoluzione Interplanetaria (Межпланетная революция) – Nikolai Chodatajew, Yuri Merkulov, Zenon Komissarenko (1924)

Interplanetary-Revolution-LeninLa Rivoluzione Interplanetaria è un corto di animazione a chiaro scopo propagandistico. Scacciati dalla terra, i capitalisti, che hanno fattezze decisamente grottesche, fuggono su Marte dove vengono combattuti dai compagni rivoluzionari già giunti sul pianeta rosso. Insomma l’idea di Marte e rivoluzione proposta con Aelita (ovviamente parliamo del libro visto che il film sarebbe uscito qualche mese dopo questo corto), era ben radicata nella testa dei sovietici.

Devo dire che questo corto mi ha spiazzato, sebbene conosca abbastanza l’animazione dell’Europa dell’Est, l’ho trovato eccessivamente grottesco e a tratti decisamente disgustoso. Non è esattamente una visione piacevole, ma per completezza non poteva mancare nella nostra rassegna sulla produzione fantascientifica muta. Piccola chicca la comparsa in un breve spezzone di Lenin che potete vedere nell’immagine.

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– Midstream – James Flood (1929)

midstreamCi sono casi in cui la ricerca di un film diventa una vera caccia al tesoro. Alcuni dei nostri muti fantascientifici sono inclusi all’interno di extra di film che magari c’entrano poco o nulla con il film che stavo cercando. Midstream è in parte uno di questi. Andiamo per grado, secondo la Library of Congress online catalog il film sarebbe conservato per intero presso il CNC (Centre national du cinéma et de l’image animée). In realtà sembrerebbe che non sia proprio così. Il film nasce per essere muto, ma viene poi sonorizzato parzialmente. La scena sonorizzata riguarda vede i due protagonisti a teatro che visionano il Faust di Gounod (foto in basso). Ironia della sorta l’unico frammento noto è proprio questo. Particolarità è che mentre sentiamo l’opera, vengono inquadrati i protagonisti di tanto in tanto che parlano tra loro ma… il loro dialogo non è sonorizzato essendo stato pensato il film come muto. Come potete immaginare questo provoca un certo estraniamento al momento della visione.

Andiamo alla trama: James Stanwood (Ricardo Cortez) noto imprenditore locale, ringiovanisce grazie a seguito di un’operazione in fase sperimentale fatta dal Dr. Nelson (Montagu Love). Inscena quindi la sua morte e si spaccia per suo nipote. Come nelle migliori delle tradizioni incontra una bella giovane, Helene Craig (Claire Windsor), di cui si innamora, dovendo quindi fare i conti con la sua età reale seppur mascherata da quella fisica.

vlcsnap-2018-02-06-15h16m44s579La visione del Faust, che dura quasi 10 minuti, aveva quindi la funzione di creare un parallelismo rispetto la situazione del protagonista, provocandogli una forte emozione. Il film rientra di fatto nel filone fantascientifico perché mostra come attraverso un esperimento scientifico futurista, sia possibile tornare giovani. Diciamo che si tratta di una rivisitazione “scientifica” del Faust stesso, con un Dottore nei panni di Mefistofele. Non possiamo dire molto altro del film se non che questo breve frammento son dovuto andare a ripescarlo nell’ormai esaurita versione Milestone con due dischi del Fantasma dell’Opera di Julian (1925).

Per maggiori informazioni vi rimando alla pagina del film nello splendido sito dedicato a Claire Windsor.

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Il Vento (The Wind) – Victor Sjöström (1928)

A due anni da The Scarlet Letter, Victor Sjöström  si ritrovò nuovamente a dirigere Lillian Gish e Lars Hanson per The Wind. La storia raccontata in questo film, è tratta dal romanzo omonimo di Dorothy Scarborough e venne adattata per il grande schermo da Frances Marion (pseudonimo di Marion Benson Owens), nota sceneggiatrice americana, prima donna a vincere un Oscar per la migliore sceneggiatura (nel 1930 con The Big House, ne vinse un secondo nel 1932 con The Champ). Vedendo questo film non si può nuovamente evitare di fare paragoni con la successiva filmografia di Bergman. Questa volta abbiamo un elemento naturale, il vento, che funge da vero protagonista della vicenda. Sulla sfondo abbiamo una giovane donna in cerca del suo futuro, che si ritrova in balia del vento, che si riflette anche negli eventi che sembrano letteralmente piovere sopra la protagonista senza che lei possa in qualche modo influenzarli.

La giovane Letty (Lillian Gish) viene invitata dal cugino Beverly (Edward Earle) a stare nel suo ranch. Sul treno che la deve portare nella sua nuova casa, viene adocchiata dal viscido Roddy (Montagu Love) che le rivela come il posto in cui si sta recando sia noto per essere perennemente soggetto a violenti raffiche di vento. A complicare ulteriormente le cose interviene la moglie del cugino, Cora (Dorothy Cumming nota per la sua interpretazione della madre di Gesù in “Il Re dei Re” di DeMille, qui in una delle sue ultime apparizioni sul grande schermo) che teme che Letty le porti via il marito. La protagonista, dopo aver rifiutato la proposta di matrimonio di Roddy perché già sposato, è quindi costretta a sposare Lige (Lars Hanson) pur senza amandolo. Terrorizzata dal vento e dai suoi fantasmi, Letty affronterà le proprie paure fino al colpo di scena finale e liberatorio.

Il film colpisce per le belle riprese complicate dallo svolgimento in luoghi spesso aperti e dalla presenza del vento sabbioso. Certamente il momento più alto è quello della tempesta di sabbia finale dove la casa viene completamente scossa dalle raffiche implacabili. Bella la prova della Gish che interpreta benissimo la fragile Letty scossa dalle sue ossessioni e paure, come quella di Lars Hanson, qui alle prese con un burbero ragazzo dal cuore d’oro. Protagonista assoluto, come detto, è però il vento, rappresentato come un pauroso cavallo fantasma che scorazza nelle praterie dell’aria. Lo stesso vento è qui anche una metafora volta a mettere luce sulla situazione psicologica della stessa Letty, la quale imparerà che solo identificandosi con esso e accettandolo potrà superare l’incubo della pazzia: il vento può essere un feroce nemico ma anche un grande alleato per chi sa capirlo e apprezzarlo.

In Italia film era stato rilasciato in DVD dalla Moviemax nel 2008, ma risulta attualmente non disponibile. Se si vuole visionare il film segnalo l’edizione spagnola, con il titolo di El Viento, edita dalla Llamentol e disponibile anche in edizione da collezione. Unica pecca il prezzo, forse leggermente troppo alto. Vi lascio con un piccolo video che riprende alcune scene dove vediamo il vento in azione. Buona visione!

Curiosità: Contrariamente a quanto accade di solito fu la stessa Lillian Gish a volere al suo fianco Lars Hanson e a scegliere Victor Sjöström alla regia. L’attrice, infatti, colpita dal romanzo, chiese subito a Irving Thalberg, capo della MGM, di poterne fare un adattamente cinematografico definendo anche parte del cast e il regista.