L’ultimo avviso (The Last Warning) – Paul Leni (1929)

6e1be179c9477b69b0a6291171050bb8Paul Leni non era interessato ai suoi soggetti, non affidava a loro nessun significato ulteriore: era interessato ad essi solo in quanto capaci di adattarsi alle sue idee scenografiche o perché vi intravedeva grosse potenzialità per la messa in scena. Questo spiega l’enorme disparità e diversità delle storie che ha avuto tra le mani.
Per i suoi tre capolavori – La scala di servizio, Il gabinetto delle figure di cera e L’uomo che ride – il suo contributo è stato puramente rivolto ad offrire il miglior ambiente espressivo, favorevole ai personaggi in gioco, non ha mai forzato la vicenda o condizionato l’impianto delle scene così come venivano fuori dagli sceneggiatori. La sua regia, perciò, si apprezza meglio nel contorno che non nei suoi protagonisti, più nelle scene “riempitive” che non nelle scene madri, ciò che anima il suo stile sono i figuranti, i particolari, le espressioni rubate, le inquadrature degli ambienti zeppi di oggetti e colmi di personalità: tutto ciò su cui poteva esprimersi liberamente, senza varcare le soglie del suo mestiere.

L’ultimo avviso (titolo originale The Last Warning) è l’ultimo film di Leni, girato nel 1928 e uscito nel gennaio 1929, otto mesi prima della sua prematura scomparsa a quarantaquattro anni, per un’infezione non curata. Proprio questo film può essere considerato emblematico per Continua a leggere

Il cantante Jazz (The Jazz Singer) – Alan Crosland (1927)

The Jazz Singer è noto alla storia come “il primo film sonoro della storia del cinema“. Vi starete forse chiedendo perché allora dovremmo parlarne in questo spazio, ma in realtà di sonoro questo film ha ben poco. Ma partiamo dall’inizio: la Warner Bros., celebre casa di produzione cinematografica, era nata da poco e non navigava certo in acque tranquille. All’epoca erano giganti come la MGM, Universal e la Paramount a mietere successi, lasciando poche briciole a chi si affacciava sul mondo del cinema. La Warner decise quindi di lanciarsi in una scommessa a dir poco straordinaria, acquistando, nel 1925, la Vitagraph e mettendo a punto, assieme alla Western Electric, il sistema sonoro Vitaphone. Qui entra in gioco Alan Crosland, uno dei più apprezzati Continua a leggere