The Despoiler – Reginald Barker (1915)

despoilerIl Cinema Ritrovato 2015 ha dedicato due proiezioni a Reginald Barker con The Italian e questo The Despoiler, che risulta sicuramente più interessante del primo. Il film rientra all’interno della produzione della Triangle Motion Picture Company fondata da Thomas H. Ince, David W. Griffith e Mack Sennett. Il film presenta una caratteristica interessantissima che vi svelerò solo dopo avervi raccontato la trama di quanto abbiamo visto.

Posizionate al confine turco-armeno, le truppe curde del Khàn Ouârdaliah (Frank Keenan) si pongono sotto il comando del colonnello tedesco Franz von Werfel (Charles K. French), che fa le veci degli Continua a leggere

Il Bacio della morte (Dödskyssen) – Victor Sjöström (1916)

Con Il bacio della morte Victor Sjöström si cimenta in un genere davvero inusuale, il giallo. Non è propriamente un bel film poliziesco, ed è comunque piuttosto bizzarro nella sua realizzazione nonché nel suo finale. La sceneggiatura è firmata da A.V. Samsjo un simpatico pseudonimo che unisce il nome dei veri due sceneggiatori Sam Ask e lo stesso Victor Sjöström. Non sazio il regista svedese interpreta nel film addirittura due ruoli. Ma andiamo per ordine.

Un delitto è stato commesso, il Dr. Monro (Albin Lavén) è stato ritrovato morto e si sospetta sia stato il maggiordomo (che fantasia!). Il racconto segue le deposizioni di tre personaggi. Per prima quella della domestica, Anna Harper (Jenny Tchernichin) il cui racconto serve solo per far capire allo spettatore quanto successo. Viene introdotto un secondo uomo. l’Ingegnere Weyler (Victor Sjöström) capo del dipartimento progettazioni di un’azienda. Egli racconta di come venisse da Continua a leggere

Sur un air de Charleston – Jean Renoir (1927)

Jean Renoir vanta all’attiva appena due cortometraggi, ma entrambi hanno certamente lasciato il segno. Con Sur un air de Carhleston, il regista francese presenta un divertente film post apocalittico che ribalta la mentalità tendenzialmente razzista dell’epoca. Il tutto con una forte componente avanguardistica. La storia nasce da un’idea di André Cerf sceneggiata da Pierre Lestringuez.

Uno scienziato nero (Johnny Huggins) lascia i lidi Africani per andare, a bordo di un’astronave sferica, nelle inesplorate terre Europee del 2028. Continua a leggere

Un Cane Andaluso (Un Chien Andalou) – Luis Buñuel (1929)

Dopo una breve carriera da attore e da sceneggiatore (in “La chute de la maison Usher” del 1928 di  Jean Epstein), Luis Buñuel è finalmente pronto a mettersi dietro la videocamera, forte della collaborazione del suo amico Salvador Dalì, conosciuto all’epoca del suo soggiorno universitario a Madrid. Il due prendono spunto dai movimenti dell’avanguardia surrealista dell’epoca, distanziandosene però dal punto di vista dei contenuti. Buñuel e Dalì, infatti, si distanziano da correnti come quella dadaista, che avevano liberato l’arte da qualsiasi significato, decontestualizzandola, e tentano di presentare, con il loro cortometraggio, un vero e proprio contenuto presentato, però, attraverso una serie di immagini inconsuete e surreali. Bisogna sottolineare come i due artisti seguano fedelmente i principi del manifesto surrealista di Continua a leggere

Il muto a Parigi: dal Museo Henri Langlois al Cimitero del Père-Lachaise

Ingannato da una vecchia guida di Parigi ero andato a Trocadéro alla ricerca del Museo del Cinema Henri Langlois che doveva trovarsi nel Palais de Chaillot. Il palazzo è attualmente chiuso per lavori, ma la cosa che mi aveva colpito era che nessuno degli addetti ai lavori sembrava sapere che all’interno della struttura avrebbe dovuto esserci un museo del cinema. Solo grazie a mezzi di fortuna (sono totalmente sprovvisto di smartphone e cose simili) sono riuscito a connettermi ad internet scoprendo che il museo e tutta la Cinémathèque Française erano stati spostati in rue de Bercy. Quello che non sapevo era il motivo principale dello spostamento di sede. Continua a leggere

Il Fu Mattia Pascal (Feu Mathias Pascal) – Marcel L’Herbier (1926)

Un piccolo capolavoro dimenticato: definirei così questa bella trasposizione delle avventure del Fu Mattia Pascal, eroe pirandelliano che tanto ha dato alla nostra letteratura. Tutto era nato da un accordo tra lo stesso Pirandello e L’Herbier, il quale aveva sancito la nascita del film. Per la sua realizzazione il regista francese si era avvalso di un grande divo di quei tempi, il russo Ivan Mosjoukine, uno di quei personaggi maledetti del cinema muto: grande divo di quei tempi, attorniamo di un numero altissimo di ammiratrici (tanto da essere soprannominato “il Rodolfo Valentino russo“), noto per la sua esuberanza e morto in circostanze misteriose all’età di 49 anni, probabilmente di tubercolosi nell’ospedale di Saint-Pierre de Neuilly. La strana unione tra Continua a leggere

La giustizia del mare (l’homme du large) – Marcel L’Herbier (1920)

Oggi torniamo al cinema francese con una pellicola davvero straordinaria, forse una delle migliori di Marcel l’Herbier. Mi riferisco a l’homme du large, storia molto evocativa tratta da Un drame au bord de la mer di Honoré de Balzac. La vicenda si svolge nella mia cara Bretagna, in particolare a Batz-sur-Mer, cittadina purtroppo ora relegata al dipartimento della Loire-Atlantique, le cui riprese spaziano tra le coste del Morbihan e del Finistère. In questo racconto l’elemento bretone è costantemente presente, si va dai costumi tipici, ai balli e agli strumenti tradizionali (la bombarda e il biniou, la cornamusa locale), dalla particolare religiosità allo stretto rapporto con l’elemento primo: il mare, anzi, l’oceano. La Bretagna ha sviluppato una sua particolare forma di religione, fortemente radicata nella natura: basti ricordare che molti dei santi bretoni non sono riconosciuti ufficialmente dalla chiesa. Potete scorrere una cartina della regione e subito vi renderete conto di Continua a leggere