Signore e Signori, ecco a voi Max Linder!

maxlinder1Torna il grande cinema comico sulle pagine di E Muto Fu e con quello che considero il grande pioniere del genere. Lo avrete letto dal titolo, oggi si parla di Max Linder e ne scrivo mosso da un sentimento strano. Da una parte c’è il grande artista, dall’altra l’ombra della sua dipartita. Per chi non lo sapesse, il 31 ottobre 1925 Max Linder e la giovanissima moglie Ninette Peters vengono trovati morti in circostanze non del tutto chiarite. Le ragioni del gesto sono sconosciute e su cosa sia accaduto ci sono due versioni: alcuni vogliono che i due si siano uccisi al termine di un legame malato che li ha portati a voler morire assieme; per i più si tratta invece di un omicidio-suicidio da parte di Linder, quello che oggi viene chiamato più correttamente femminicidio. Per entrambe le versioni circolano lettere e presunte testimonianze degli amici, ma generalmente si propende per la seconda ipotesi. Maud Linder, figlia della coppia, a partire da una lettera della madre, sembra infatti convinta che la madre mai e poi mai si sarebbe potuta togliere volontariamente la vita. Per lei il padre Max Linder è stato il peggior padre che potesse esistere perché per egoismo e gelosia l’avrebbe condannata a una vita senza genitori. Nonostante questo stupisce molto il legame di Maud per il Max artista, un legame che l’ha portata verso un percorso di riscoperta del lavoro del padre e della sua eredità artistica. Cosa successe realmente quella tragica giornata non lo sapremo mai, ma il solo pensiero mi crea forti turbamenti. Anche i suoi contemporanei, probabilmente, rimasero colpiti dalla vicenda tanto che Max Linder, da “Re del cinema”, venne presto dimenticato.

Chaplin_disciple_LinderMa è possibile scindere l’opera di un artista dall’artista stesso? Non è semplice a parer mio, ma dobbiamo cercare di farlo per amore del cinema e dell’arte. Cercherò, come ho sempre fatto, di guardare alle opere di Max Linder come se vedessi una maschera priva di una “storia di vita”, come un Arlecchino o Guignol. Dobbiamo tanto a Linder perché moltissimi espedienti comici li ha inventati lui o quantomeno è stato lui ad imprimerli sulla pellicola per la prima volta. Giusto per lasciarvi capire l’importanza dell’artista per il cinema comico mondiale, una volta un certo Charlie Chaplin gli mandò una dedica in cui lo definisce “professore” e si dichiara suo discepolo (vedi foto a sinsitra). Max Linder attinge a piene mani dalla tradizione comica del vaudeville e ne cambia i connotati e li adatta al cinema grazie a una capacità innata di stare davanti allo schermo usando gli spazi dell’inquadratura in maniera intelligente. Era conscio di quello che faceva tanto che amava specificare quando era autore dei suoi lavori, come a voler rimarcare lo studio che c’era dietro quello che appariva a chi lo guardava spontaneo nella sua fluidità e naturalezza. Del resto quelli che hanno lavorato con lui gli riconosco unanimemente una inventiva fuori dal comune ed è probabilmente anche per questo diventò presto tra i personaggi più amati dal pubblico. La sua fama crebbe talmente tanto che fu tra i primissimi a potersi permettere di porre condizioni ai suoi produttori finendo per ottenere cachet importanti. Nel giro di qualche anno la Pathé arrivò a pagarlo un milione di franchi all’anno pur di tenerlo nelle sue scuderie, cifra considerevolissima a cui si aggiungevano ricchissimi compensi occasionali durante le tournée in giro per l’Europa.

Ma come si presentava Max Linder? Rispetto al “tipo comico” dell’epoca, lui era un signore distinto e vestito di tutto punto. Era di un’eleganza borghese che lo avvicinava al pubblico senza essere il classico vagabondo o il principe di buona famiglia. Era una sorta di dandy, estremamente carismatico, capace di uscire da qualsiasi situazione con disinvoltura e buon umore attirando le simpatie di tutti. Tratto distintivo era inoltre la quasi totale mancanza di volgarità nei suoi lavori e l’assenza delle celebre corse e inseguimenti ad alta velocità tipiche del genere.

I film di cui parleremo in questo articolo riguardano principalmente il periodo francese, quello eroico della Pathé girati tra il 1907 e il 1914. In questo periodo Max Linder girò più di 350 film di cui ne restano solo una piccola parte. Le sue avventure sono spesso poche articolate ed ho scelto quindi di fare dei raggruppamenti tematici dando maggiore risalto alle gag che non alle trame. Visto che hanno avuto successo nell’articolo precedente dedicato alle comiche di Laurel e Hardy prima del duo, anche per questo articolo userò le gif.

Prima di iniziare alcune piccole premesse:

1. Alcune gif hanno scene leggermente tagliate; è stata una scelta sofferta ma quando con Yann Esvan ci siamo messi a impostare il lavoro di taglio abbiamo voluto rispettare un limite di massimo 20 secondi e in alcuni cambi di inquadrature c’erano magari movimenti ripetuti. Riteniamo che questo non modifichi in alcun modo la fruizione delle gag “catturate”.

2. Le comiche di Max Linder sono tantissime e in alcuni casi sono di difficile reperibilità. Rispetto l’impostazione del sito e parlerò solo di quelli che ho potuto vedere personalmente.

3. Negli articoli troverete i film citati con una loro traduzione non ufficiale in italiano. Non sempre è facile districarsi tra titoli e datazione, anche se ho cercato di essere il più preciso possibile. Generalmente indico la data di uscita e non quella in cui è stato girato.

– Max Linder e i problemi sulla neve

Max veut apprendre a patiner

Les débuts d’un patineur

In questa prima sezione ecco i meno articolati della prima carrellata. L’esordio della figura di Max viene generalmente fatta risalire a Max patineur/Les débuts d’un patineur (it. Max Pattinatore/gli esordi di un pattinatore – 1907). Questo corto è noto in realtà con i nomi più disparati, ma alla fine si tratta sempre della stessa comica. Molto simile è un successivo Max fait du Ski (it. Max scia – 1910) dove tutto si gioca sulle inevitabili cadute sugli sci o sui pattini da ghiaccio. La vicenda si ripete, anche se con un Max abile pattinatore e alle prese con un goffo partner. I corti sono: L’Amour tenace (it. Amore tenace 1912) e Max et sa belle-mère (it. Max e sua suocera 1911). Le gag non sono niente di eclatante e tutto è giocato su quel naturale divertimento che si prova nel vedere una persona cadere. Secondo quanto riportato da Ford in Max Linder, sembrerebbe che l’idea sia nata quando Linder stava girando un film per Zecca dove doveva pattinare sul ghiaccio senza esserne capace. Cadde tantissime volte rimediando una figuraccia ma anche facendo ridere moltissimo i presenti! Questa tipologia di sketch venne ripreso poi ripetutamente e divenne un classico intramontabile (secondo Maud Linder la celebre scena dei pattini a rotelle in Tempi Moderni ne sarebbe un’ulteriore evoluzione).

– Duelli che passione!

Max Linder mette spesso duelli nei suoi corti. Questi nascono spesso da incomprensioni e finiscono per essere deliranti. In Le Duel de Monsieur Myope (it. Il duello del Signor Miope – 1910), Max ha problemi di vista e si ritrova sfidato a duello per aver mancato di rispetto a un uomo. Il giorno della sfida l’avversario manca il bersaglio e si rifugia su un albero senza che Max se ne accorga. Il finale potete vederlo nella gif. Passano due anni e, con Entente cordiale (It. Intesa amichevole -1912), vediamo Max e un amico che, per amore di una ragazza, finiscono a per sfidarsi a duello pur non volendolo realmente. Incapaci di vedere l’eventuale morte l’uno dell’altro, iniziano a sparare di spalle senza vedere, finendo per uccidere tutti i presenti tranne loro stessi. Se siete preoccupati per la sorte dei poverini sappiate che le pistole sono in realtà caricate a salve!

In due casi sono le donne a sfidarsi a duello per amore di Max! In Max Joue le Drame (it. Max recita in un dramma – 1910), il dramma consiste in due donne che si affrontano fino alla morte per l’amore di lui e l’onore. Non è apparentemente una finzione il duello di Max entre deux Feux (it. Max tra due fuochi – 1917): due amiche che sono state da lui gabbate, fingono di volersi sfidare ma, all’ultimo momento, sparano invece contro Max che si è nascosto su un albero a spiare la scena.

– L’amore per i cani…

Un elemento ricorrente, e di cui non riportiamo tutte le gif, è l’amore per i cani. Il caso più eclatante è Max et son Chien Dick (it. Max e il suo cane Dick – 1912). In questo corto a rubare la scena a Max è l’adorabile Dick che prima avverte telefonicamente Max del tradimento della fidanzata e poi provvede a sbattere i due amanti fuori di casa. Nell’ultima divertentissima scena Max farà colazione con il suo unico e vero amore.

Non mi fermo qui! Esistono almeno altri due film che testimoniano l’affetto di Max per i cani: in Max dans sa famille (it. Max e la sua famiglia – 1911) è un cane a salvarlo dall’annegamento; Il protagonista di Max collectionne les Chaussures (it. Max e la collezione di scarpe – 1914) è praticamente un cane che ruba scarpe a destra e manca. Oltre ad essere un cinefilo Max era un gran cinofilo!

– …l’odio per i gatti e gli equini

Ruolo totalmente opposto per i gatti e gli equini. Per i primi cito il titolo esplicitissimo Max n’aime pas les chats (Max non ama i gatti – 1913), dove cerca in tutti i modi di liberarsi di uno dei gatti della moglie buttandolo dentro il pianoforte. La gatta è però incinta e partorisce una cucciolata nel pianoforte di Max. La gif di questa scoperta è messa a fianco ad una similare tratta da Je voudrais un enfant (it. Vorrei un figlio – 1910) dove Max, che voleva un bambino, si ritrovam a causa della particolare efficacia di un siero miracolosom ad averne a dozzine da un giorno all’altro.

Nel finale del corto sui gatti, Max arriva addirittura ad ucciderne uno! Un gatto è anche uno dei responsabili della distruzione di uno dei cappelli di Max in Le chapeau de Max (it. il cappello di Max 1913) dove, per altro, troviamo uno dei rari casi di cane “cattivo” del primo Linder. Perché cattivo? Perché urina nel cappello che Max aveva poggiato a terra forse scambiandolo per un vaso da notte.

Riguardo gli equini abbiamo uno pseudo-asino molesto che insegue Max et l’âne jaloux (it. l’asino geloso – 1912), noto anche come Max et son âne, e un vero cavallo che arriva ad attentare la vita di Max nel già citato Max dans sa famille (it. Max e la sua famiglia – 1911).

Concludiamo qui questa prima rassegna dedicata a Max Linder, che proseguirà nei prossimi mesi ripercorrendo tutta la carriera dell’artista dai primi esordi al periodo precedente alla sua morte. Spero questo primo assaggio vi sia piaciuto e non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento al prossimo spettacolo!

Il progetto Max Linder:

Bibliografia di riferimento:

Documentari:

 – L’Homme au chapeau de soie di Maud Linder (1983)
– The Mystery of the King of Kinema di Elio Quiroga (2014)

Videografia:

1907: Max patineur/Les débuts d’un patineur di Louis J. Gasnier con Max Linder.
1910: Max fait du Ski di Louis J. Gasnier e Lucien Nonguet con Max Linder e Gabrielle Lange.
1910: Le Duel d’un Monsieur Myope di Louis J. Gasnier con Max Linder.
1910: Max joue le drame di Lucien Nonguet con Max Linder.
1910: Je voudrais un enfant di Max Linder con Max Linder e Jacques Vandenne.
1911: Max et sa belle-mère di Max Linder e Lucien Nonguet con Léon Belières, Charles de Rochefort, Gabrielle Lange, Max Linder, Paulette Lorsy, Pâquerette e Jacques Vandenne.
1911: Max dans sa famille AKA Max en convalescence di Max Linder con Max Linder.
1912: L’Amour tenace di Max Linder con Georges Gorby, Max Linder e Stacia Napierkowska.
1912: Max et l’Entente cordiale AKA Entente cordiale di Max Linder con Harry Fragson, Max Linder, Stacia Napierkowska e Jane Renouardt.
1912: Max et son chien Dick di Max Linder con Max Linder e Jane Renouardt.
1912: Max et son âne AKA Max et l’âne jaloux di Max Linder con Max Linder, Paulette Lorsy e Joé Dawson.
1913: Max n’aime pas les chats di Max Linder con Max Linder, Lucy D’Orbel, Georges Gorby.
1913: Le Chapeau de Max di Max Linder con Max Linder.
1914: Max collectionneur de chaussures di Max Linder con Max Linder.
1917: Max entre deux feux di Max Linder con Max Linder.

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