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Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola – Marcel Fabre (1913)

Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola è uno dei primi esempi di lungometraggio fantascientifico italiano. La storia di questo genere nell’Italia del muto, purtroppo, non è particolarmente gravida e si limita principalmente ad un filone commedio-avventuroso piuttosto che drammatico. La cosa interessante, per altro, è che escluso il cortometraggio un matrimonio interplanetario di Enrico Novelli (1911), sia le avventure di Farandola che l’altro grande esempio di film fantascientifico nostrano, L’Uomo Meccanico (1921), vedono un francese nel doppio ruolo di attore e regista: Marcel Fabre nel nostro caso, e André Deed nell’uomo meccanico. Insomma sembrerebbe quasi che l’apporto italiano a questo genere dipenda comunque sempre da un intervento straniero. Nel caso delle avventure di Farandola, però, la sceneggiatura non è dello stesso regista ma venne affidata a Guido Volante che a sua volta prendeva ispirazione dal romanzo Voyages très extraordinaires de Saturnin Farandoul del francese Albert Robida (noto in particolare per le sue litografie tra cui vi era anche quella proposta qui accanto come locandina). Meno noto di Jules Verne, Robida è in realtà un altro grande scrittore di fantascienza della seconda metà dell’800. Al contrario del suo più noto collega, però Robida tendeva ad inventare strumenti più ancorati alla realtà quotidiana.

La storia venne divisa in quattro episodi:

  1. L’isola delle scimmie
  2. Alla ricerca dell’elefante bianco
  3. La regina dei Makalolos
  4. Farandola contro Fileas-Fogg

Saturnino Farandola (Marcel Fabre) viene affidato alla corrente a seguito di un naufragio in cui perdono la vita entrambi i genitori. La culla giunge in un’isola abitata solo da scimmie che lo crescono come un cucciolo della loro specie. Quando, però, Farandola diventa grande, le scimmie decidono di allontanarlo dalla loro comunità perché privo di coda. Questi decide allora di fuggire dall’isola a bordo di un tronco. Il veliero ‘La Bella Leocadia’ lo trova sperduto in mezzo al mare e lo carica a bordo. Qui viene finalmente a contatto con la cultura umana e ben presto impara la lingua e trova moglie sposando Mysora (Nilde Baracchi). Alla morte del capitano, inoltre, ne prende il posto sulla nave ed inizia una serie lunghissima di avventure che lo porteranno da Bangkok fino all’America dove si ritroverà coinvolto nello scontro tra nordisti e sudisti. Qui si troverà di fronte un terribile avversario, Filea-Fogg, che sconfiggerà solo al termine di un lungo combattimento…

In questo lungometraggio è l’avventura a fare da padrona, così come le trovate divertitenti ma al tempo stesso affascinanti. La Fantascienza entra in gioco specialmente nell’ultimo episodio, quando Farandola inventa armi fantastiche come la bomba al cloroformio o l’aspiratore pneumatico (una sorta di gigantesco aspirapolvere nascosto nelle mura del forte che aspira letteralmente i nemici). Ma il combattimento che più di tutti ha colpito l’immaginario collettivo è certamente quello a bordo delle mongolfiere, con tanto di cannoni ed abbordaggi, proprio come nelle battaglie navali. Sebbene nel complesso il film sia caratterizzato da una certa ingenuità, questa non risulta comunque fastidiosa ed i cinquanta minuti circa del film scorrono veloci, anche grazie alla suddivisione in episodi. Vedendo, poi, come sono state rese le scene subacquee, assume un maggiore spesso il “Ventimila leghe sotto i mari” di Stuart Paton che abbiamo imparato ad apprezzare pochi giorni fa. Merita di essere rivista, in fondo, anche la resa del combattimento con il Kraken, anche qui presente, anche se fa da contorno ad una balena che, nella tipica tradizione che ci ricorda certamente Pinocchio, divora ad un certo punto la povera Mysora. Questa scena fa vedere quanto in realtà fosse comune questa fantasia all’epoca visto che il romanzo di Robida data 1879 mentre quello di Collodi 1881. Si tratta, in effetti, di una tradizione antichissima tanto che già Luciano di Samosata nella sua ‘Storia Vera‘ riportava un evento analogo. Si ritrova anche l’espediente di un orfano cresciuto dalle scimmie, ancora prima di Tarzan di Edgar Rice Burroughs (1912) o del libro della giungla di Rudyard Kipling (1893/94). L’idea di bambini cresciuti o comunque accuditi da animali selvatici non è ovviamente affatto una novità, basti pensare a Romolo e Remo che vennero allattati da una lupa.

Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola è a tutti gli effetti un pezzo importante della storia del cinema italiano ma anche della fantascienza in generale; alcune scene restano per forza di cose nell’immaginario dello spettatore. Nonostante questo adattamente abbia dei punti di notevole interesse, il successo di questo romanzo è invece collegato più che altro ad un secondo adattamento del 1977, che in 15 episodi raccontava le straordinarie avventure di Saturnino Farandola ai ragazzi. Non mancano altri adattamenti tra cui l’immancabile versione a fumetti di topolino (Le straordinarie avventure di Paperino Girandola nel numero 223). Il film è stato restaurato e mandato in onda su Arte in diverse occasioni, ma la versione in DVD, purtroppo, ancora non ha visto la luce. Quanto tempo ci vorrà ancora? Vi lascio con una scena tratta dal film.

Approfondimento:per ulteriori informazioni rimando al solito prezioso blog sempre in penombra (clicca qui)

Amori Interstellari

Di amori interplanetari abbiamo già parlato con Aelita (1924), Himmelskibet (1917) ma anche nella precedente Excursion dans la Lune (1909). Si tratta, in fondo, di un topos che compare fin dai primi corti di fantascienza. Del primissimo esempio, però, non abbiamo ancora parlato e risale, almeno per quanto io ne sappia, al 1906 con Voyage autour d’une étoile di Gaston Velle. Ma se qui non troveremo un lieto fine, lo avremo invece con l’italiano Un Matrimonio Interplanetario di Enrico Novelli (noto anche con lo pseudonimo Yambo).

– Voyage autour d’une étoile – Gaston Velle (1906)

Gaston Velle è uno di quelli che ha avuto a che fare molto presto con l’arte cinematografica lavorando prima per i Fratelli Lumière, poi per la Pathé per ritagliarsi infine uno spazio nel cinema italiano. Di lui ci sono rimasti circa 80 titoli diretti tra il 1902 e il 1913. Tra questi spicca certamente il nostro Voyage atour d’une étoile, un corto divertentissimo che prende in giro il viaggio interstellare di Méliès con ironia e genialità.

Un vecchio astronomo, scrutando le stelle, scopre che su una di esse abita una donna splendida. Subito se ne innamora e prende la decisione di abbandonare la vita terrestre e raggiungerla. Per farlo, in baffo a tutte le invenzioni più sofisticate, si fa rinchiudere in una bolla di sapone e dentro di essa raggiunge la sua meta. Ma lì, dopo l’entusiasmo iniziale, viene scoperto e punito da Giove per aver osato andare oltre i limiti umani. Il dio, adirato, lo scaraventa nuovamente verso la terra con una caduta tutt’altro che morbida.

Il finale, molto amaro, assume un significato quasi comico se visto alla luce dei tantissimi altri corti che prendevano (e prenderanno dopo questo di Velle) ispirazione dal Voyage dans la Lune. Giove è una sorta di deus ex machina al contrario, che risolve sì la vicenda ma in modo del tutto anticonvenzionale. Grazie alla sua frizzantezza e giovialità consiglio vivamente a tutti la visione. Per favorirvela vi ho messo un video youtube con musica eseguita dal vivo.

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– Un Matrimonio Interplanetario – Enrico Novelli (1910)

Il cortometraggio di Enrico Novelli mette in scena uno spensierato matrimonio interstellare tra una donna marziana e un astronomo terrestre. Ma non c’è bisogno di andare in un altro pianeta per conoscersi: lontani dall’era di internet i due amanti si conoscono scrutandosi dai rispettivi telescopi e comunicando tramite splendide telegrafate interplanetari. Quale migliore sede per il matrimonio, poi, se non la luminosa Luna?

Tra costumi bizzarri e trovate geniali, il nostro Enrico Novelli dirige un bel corto che purtroppo non ho avuto modo di vedere fino alla fine. La prima parte, infatti, è visionabile grazie al video del cineconcerto svoltosi nel Dicembre del 2009 nel Dipartimento di Astronomia fianco Specola a Padova. Questo spettacolo, che racchiude vari film di fantascienza dell’inizio del ‘900, è stato inserito su youtube diviso in parti. Purtroppo il nostro Matrimonio Interplanetario si divide tra la parte VI e la VII e proprio quest’ultima è stata bloccata per motivi di copyright probabilmente relativi al corto che si trova dopo a quello che ci interessa. Nella speranza che venga presto pubblicato l’ultimo pezzo mancante (non ho mancato di fare appello a chi aveva caricato il video) inserisco intanto il collegamento al video con il nostro corto quasi completo.

Un Matrimonio Interplanetario viene considerato il film di esordio per la fantascienza italiana, che vedrà comunque altre produzioni mute come Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola di Marcel Fabre (1913), che spero di poter recensire entro breve, o il più noto L’Uomo meccanico di André Deed (1921). Tutti questi film, però, sono commedie di fantascienza e bisognerà aspettare addirittura il 1958, con la Morte viene dallo spazio di Paolo Heusch, per vedere il primo lungometraggio nostrano che possiamo ascrivere al filone drammatico. Vale la pena sottolineare come Novelli abbia scritto, diretto e interpretato la sua creazione, con un risultato che non ha nulla da invidiare alle altre produzioni internazionali. Insomma si tratta a tutti gli effetti di un pezzo di storia del cinema italiano che merita la visione!

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Muta Fantascienza

Fin dalle sue origini il cinema ha dedicato ampio spazio alla Fantascienza. Iniziarono i Fratelli Lumière nel 1895 con il loro divertente “La Charcuterie mécanique” (traducibile come “la salumeria meccanica”), dove un maiale, inserito in una speciale macchina, veniva immediatamente trasformato in una serie di salumi pronti da consumare.

Fu poi la volta di Georges Méliès, che con Voyage sur la Lune (1902) diede una forta scossa alla fantascienza e all’immaginazione dei primi spettatori cinematografici grazie al suo viaggio sulla Luna. La sua creazione ebbe tanto successo che dallo stesso filone nacquero plagi più o meno evidenti (tra questi forse il più evidente è Excursion dans la Lune di Segundo de Chomón del 1908). La Luna divenne allora uno dei punti di riferimento per la fantasia cinematografica e vennero presto alla luce anche altri film più complessi come il britannico The First Men in the Moon di Bruce Gordon e J.L.V. Leigh (1919), ispirato all’omonimo racconto di H.G. Wells, purtroppo considerato perduto e presente tra i “75 Most Wanted” della BFI (British Film Institute).

Ma anche Marte ebbe presto il suo filone di film, con l’italiano Un Matrimonio Interplanetario (1910) di Enrico Novelli (anche se in realtà l’incontro con i marziani avviene sulla Luna), ma soprattutto con il danese Himmelskibet di  Holger-Madsen (1917) e poi, con il più celebre Aelita di Yakov Protazanov (1924), il quale contribuì ad influenzare, almeno a livello di costumi, molte altre produzioni fantascientifiche.

Una delle serie Horror Fantascientifiche più note è certamente quella di Alraune, ispirata dall’omonima storia scritta da Hanns Heinz Ewers nel 1911, che ebbe tanto successo da diventare una trilogia. Il successo nell’epoca del muto fu tale che ne vennero girate almeno tre versioni: due nel 1918 (una ungherese, andata perduta, ed una tedesca), ed infine la terza e più celebre del 1928 di Henrik Galeen con Brigitte Helm. Oltre a queste venne prodotto anche un crossover nel 1919 dal titolo Alraune und der Golem di cui però non è noto alcun particolare.

Ovviamente in mezzo a tutte queste pellicole uno spazio di riguardo se lo ritaglia Fritz Lang con due capolavori: il già trattato Metropolis (1927) ma soprattutto Una donna nella luna (Frau in Mond) del 1929, che prima avevo evitato volutamente di citare.

La lista dei film è relativamente lunga, ma quello che colpisce è la diversità dei paesi in cui questi film sono stati prodotti. Abbiamo, infatti, già citato produzioni provenienti da Francia, Germania,  Gran Bretagna, Stati Uniti, Unione Sovietica, Danimarca, Ungheria e ovviamente anche dalla nostra Italia. Ed è proprio in Italia che ci soffermeremo ancora con Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola di Marcel Fabre (1913) uno degli iniziatori del genere fantascientifico d’avventura, senza dimenticare l’Uomo Meccanico di André Deed (1921) di cui abbiamo già avuto modo di parlare, e che con i suoi fantastici robot riuscì ad influenzare la cultura italiana (basti vedere nei fumetti Zagor o Topolino). Il tema dei Robot era però già stato trattato almeno con la serie The Master Mystery (nota per la collaborazione diretta del grande Mago Houdini).

Visto l’ampio spazio che il cinema ha dedicato a questo genere, ho deciso di far partire un piccolo progetto fantascienza che prevederà, almeno per questa prima settimana, la pubblicazione di una recensione al giorno di questo tipo. Ovviamente non ho potuto citare tutti i film che prenderanno parte al progetto ma solo fare una premessa generale al progetto probabilmente si modificherà nel tempo mano a mano che riuscirò a visionare nuovi film. In ogni recensione cercherò non solo di parlare della storia del film in generale, ma anche di inquadrarla all’interno del panorama fantascientifico. Lo scopo è quello di provare a vedere in linea di massima in che ambito il film si colloca in rapporto al filone fantascientifico e da dove gli autori hanno preso spunto ed eventualmente quanto poi queste produzioni hanno influenzato le opere successive. Inserirò, inoltre, una pagina speciale dedicata alla fantascienza per accedere con maggiore facilità a tutti i link relativi a questo progetto. Il mio fine è quello di creare una raccolta il più completa possibile su questo genere nel cinema muto.

COLLEGAMENTO ALLA PAGINA RIEPILOGATIVA DEL PROGETTO FANTASCIENZA

Termino questa presentazione al progetto con il video del primo film di fantascienza, l’incredibile Charcuterie mécanique che ho citato all’inizio di questo articolo. Buona visione!