Dafni e Cloe (Dafnis kai Hloi – Δάφνις και Χλόη) – Orestis Laskos (1931)

Dafni_CloePiccolo disclaimer prima di iniziare: questo è un articolo scritto da un classicista su una trasposizione di un film basato su un romanzo ellenistico. Può contenere pedanteria da specialista. Scherzi a parte cercherò di evidenziare all’interno di questo articolo analogie e differenze rispetto all’opera originaria per vedere quanto queste abbiamo influenzato positivamente o meno l’incedere della narrazione.

Il film che andiamo a vedere oggi è il primo sopravvissuto di Orestis Laskos, allievo del Dimítrios Gaziádis che abbiamo imparato a conoscere negli scorsi mesi. Come spesso capita con i pionieri del cinema internazionale, Laskos non è però solamente un regista, ma si muove tra le arti dedicandosi principalmente alla scrittura come sceneggiatore, dramatturgo e poeta. Da Gaziádis mi pare riprenda il gusto per gli sfondi naturalistici e l’ambientazione bucolica e per i piani molto ravvicinati.

Un giorno Cloe (Loucy Matli) vede Dafni (Apollon Marsyas) fare il bagno nudo e, vedendo il suo bel corpo, se ne innamora. La giovane non si sente all’altezza di lui pur essendo in realtà ricambiata. C’è però un terzo incomodo, Dorcone, che cerca disperatamente di ottenere le grazie della ragazza. Il giovane propone dunque a Cloe una sorta di sfida agonale al termine del quale ne esce però sconfitto. Dafni e Cloe iniziano dunque una frequentazione più ravvicinata ma ecco i primi problemi: il ricco Astilo si innamora a sua volta della giovane mentre il suo vecchio servo Gnatone si invaghisce di Dafni. Per ripicca per essere stati rifiutati, i due riescono a far punire Dafni facendolo legare e frustare. Ma ecco che proprio mentre viene eseguita la pena che Dionisofane, padre di Astilo, riconosce proprio in Dafni il figlio abbandonato anni prima. Cloe è triste perché teme che ora non potrà più frequentare il ragazzo che ama ma nella realtà narrativa non sembrano esserci particolari problemi. I due si frequentano e si innamorano pur non avendo mai rapporti sessuali di alcun tipo. Dafni viene però svezzato, per volere degli dei, da Licenio (Korina Hatzimihelaki) che lo avverte di consumare con Cloe solo una volta sposatala. Si scopre che anche Cloe è stata in realtà adottata e il resto del film è incentrato sul dramma dell’attesa dei due per scoprire chi sia il padre naturale di lei e poter celebrare eventualmente il matrimonio qualora fosse stato anch’egli nobile. Fortunatamente così è e i due, anche se non viene mostrato, possono sposarsi.

Non mi soffermerò sulle differenze sostanziali tra romanzo ellenistico e film, quest’ultimo è ispirato in particolare al primo e all’ultimo libro (il quarto) e quindi mancano tutta una serie di vicende più o meno secondarie. Le differenze sostanziali riguardano l’ordine con cui vengono narrati i fatti, ma ne parleremo tra poco, e il ruolo di alcuni personaggi. Tra tutti colpisce il ruolo di Dorcone, sorta di rivale di Dafni che nel romanzo arriva a pensare di violentare Cloe pur di averla ma, mascheratosi da lupo, viene assalito da cani da caccia e salvato per il rotto della cuffia proprio da Dafni. Il povero Dorcone farà per altro una brutta fine, picchiato a morte da alcuni pirati che hanno rapito il suo rivale in amore. Il romanzo originale ha infine una forte componente “erotica” o comunque legata alla scoperta del sesso da parte degli adolescenti. Dafni e Cloe tentano più volte, senza riuscire, di avere un rapporto sessuale, ma per pudore o inesperienza non riescono. Come nel film Dafni viene poi “svezzato” da Licenio ma se nel film si fa leva sulla purezza verginale di Cloe e ad un rapporto che può essere consumato solo dopo il matrimonio, non è propriamente questa la motivazione per cui i due giovani non consumano prima dell’unione ufficiale. Giusto per completezza il romanzo si concludeva con, finalmente, il rapporto sessuale tra i due giovani. Interessante anche la figura di Gnatone, che nella letteratura greca era il nome dato al parassita (lo ritroviamo anche in Terenzio). Non ricordo, ma non mi sembra, che sia descritto come un vecchio, quel che è certa è la sua omosessualità ma soprattutto la sua cupidigia nei confronti di Dafni. Quest’ultimo però è assolutamente contrario ad un’unione con il servo di Astilo, perché ritiene un’unione tra uomini innaturale. Per questo viene prima aggredito senza successo da Gnatone che poi tenta di vendicarsi aizzando il padrone contro Dafni nella speranza di poterlo ricevere come schiavo e poter vedere così appagati i suoi appetiti sessuali. La più grande differenza è però nell’ordine con cui viene raccontata la storia. Nel film il riconoscimento di Dafni viene distanziato grandemente da quello di Cloe creando una fase intermedia dal ritmo narrativo molto blando che rende deficitaria la fruizione del film. Mettere la parte della scoperta dell’amore tra i due a metà tra il riconoscimento della nobiltà di uno e quello dell’altra è a mio avviso un grande errore. Questa scelta è stata forse fatta perché i due eventi così prossimi potevano essere considerati “eccessivi”, ma la soluzione adottata, non è stata positiva e la lunga attesa per la ricerca del vero padre di Cloe è anticlimatica.

Passiamo oltre al confronto. Dafni e Cloe è un bel film o meno? Assolutamente sì! Nella mia personale classifica dei film del cinema greco è secondo solo agli Apache di Atene e avrebbe potuto benissimo essere primo se non avessi alle spalle la conoscenza dell’opera originale e non ci fosse stato questo problema narrativo. I personaggi sono ben caratterizzati e interpretati, lo sfondo bucolico è ben rappresentato e non mancano scorci emozionanti grazie ad una fotografia ben curata. Gli attori non sono professionisti, quantomeno Loucy Matli (ballerina) e Apollon Marsyas (pseudonimo molto classicista del fotografo Edison Vihos). La colonna sonora orchestrale della versione che ho visionato è molto bella anche se pecca nell’avere eccessi “epicizzanti” anche in momenti di calma piatta. Credo che il racconto, pur edulcorato come è stato fatto, fosse particolarmente adatto ad essere rappresentato nei primi del ‘900 a causa della purezza verginale di Cloe, della generale ingenuità giovanile dei due protagonisti nonché della presunta condanna all’omosessualità. Tutto viene ovviamente inserito in un contesto più cristianico che non pagano, del resto di Pan o altre divinità non viene fatto praticamente cenno. Da notare, però, che a fronte di questa purezza il film è considerato il primo a proporre un nudo maschile integrale (forse similcensurato in questa versione) con Dafni che, nei primi minuti del film, si spoglia completamente per fare un bagno. Poco dopo ecco trovare spazio un nudo femminile, seppur visto di spalle, con Cloe che, a sua volta, decide di farsi il bagno spiata da Dorcone.

Prima di chiudere un piccolo appunto. Se vi ricordate qualche settimana fa abbiamo parlato de Il mago di Atene (Ο μάγος της Αθήνας) e nel finale Lili si getta da una roccia a picco sul mare per poi morire. In Dafni e Cloe mi è sembrato di vedere la stessa location, ma chiedo a voi un parere e magari anche un aiuto a riconoscere il luogo effettivo (sempre qualora sia ancora esistente).

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