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Posts Tagged ‘Fratelli Lumière’

Le Ultime Cartucce

Chi di voi conosce questo quadro?

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Si chiama Les dernières cartouches di Alphonse de Neuville (1873), uno specchio della guerra franco-prussiana. Il Primo Settembre 1870 a Bazeilles, nelle Ardenne, dei soldati francesi cercano di resistere ai prussiani, rintanati in una casa. Il giorno dopo a Sedan, Napoleone III venne sconfitto ed andò in esilio in Gran Bretagna dove morì tre anni dopo. Questo quadro fu uno dei più celebri e amati fino ai primi del ‘900. Il quadro all’epoca fu venduto per una cifra record. La celebrità del quadro è dovuta in particolare al suo spirito patriottico, in quanto invitava a combattere e sacrificarsi anche in condizioni disperate. Venne poi ricomprato intorno al 1960 ed è oggi conservato al Museo di Bazeille. A conferma della grande celebrità del quadro, vennero girati anche dei corti muti che si ispiravano ad esso.

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Nel 1897 Geoges Méliès girava Bombardement d’une maison, uno dei primissimi film dedicati alla guerra e che, come dice il titolo, ritrae alcuni soldati che combattono in una casa, nonostante sia pesantemente bombardata dai nemici.

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Nello stesso anno usciva un film dei Fratelli Lumière con lo stesso nome del quadro, di cui non ho trovato il video ma di cui posso proporvi un”immagine tratta dall’utilissimo Catalogo Lumière.

Non dovettero comunque essere le uniche rappresentazioni di questo quadro, su IMDB, per quanto possa essere attendibile,appare ad esempio una possibile ulteriore versione prodotta dalla Pathé Frères, di cui è forse impossibile risalire alla paternità. Probabile del resto che questo sia solo uno di tanti altri corti che vennero prodotti in quel periodo, sulla scia del successo delle diverse versioni, magari anche diversi anni dopo il 1897.

Les dernières cartouches dimostra come un quadro possa fare la storia del cinema e di come le arti possano influenzarsi a vicenda per migliorarsi e crescere.

 

Le Salumerie Meccaniche: Salsicce e Cinema Muto

Abbiamo visto con il primo post dedicato al progetto agli inizi del progetto, come il primissimo muto fantascientifico fosse l’incredibile Charcuterie mécanique dei Fratelli Lumière (1985). Ma non si tratta affatto dell’unico cortometraggio dedicato alla macchina dei miei sogni. Nel 1897 un anonimo americano aveva girato The Sausage Machine, film purtroppo perduto che doveva ovviamente essere un semplice remake di quello originale. Stesso anno e ci ritroviamo con Making Sausages di George Albert Smith che portava anche in Gran Bretagna il mito delle salsicce. Entrambi i film sono purtroppo andati perduti ma ci consoliamo riproponendo l’originale.

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Ma non era certo finità così! Siamo nel 1900 quando la grande regista Alice Guy mette in scena La Chapellerie et charcuterie mécanique, dove una macchina straordinaria produce simultaneamente sia cappelli che salumi di ogni tipo. Una vera innovazione tanto eccezionale da dover essere condivisa.

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E non si sono fermati! Scherzando probabilmente con il nome del celebre Hot Dog, Edwin S. Porter produce un corto divertentissimo dal titolo Dog Factory (1904) in cui dei cani vengono messi in una macchina che li trasforma in succulente salsicce. Forse gli animalisti dei giorni nostri non apprezzerebbero questo video, ma assicuriamo che nessun animale è stato maltrattato per girare il film!

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Dove ci porteranno le nostre amate salsicce? Siamo nel 1905 e James A. Williamson presenta il corto Sausages, che probabilmente trasportava il corto precedente dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna. Sono ovviamente solo supposizioni, che preferisco lasciare per parlare dell’ultimo e più divertente corto della rassegna. Abbiamo già parlato di Mutt & Jeff più di una volta, ecco il momento di pubblicare per la prima volta qualcosa che li riguardi. In questo video del 1926 dal titolo Dog Gone diretto da Bud Fisher, Mutt viene eletto giudice di un concorso per cani e per ottenere il premio spinge Jeff a vestirsi da cane. Scambiato per un cane vero, verrà preso da un Sausage Man che lo vorrà trasformare in una salsiccia. Come finirà? A voi la visione dell’ultimo esilerante corto di questa rassegna. Buona visione e…Buon Appetito!

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Amori Interstellari

Di amori interplanetari abbiamo già parlato con Aelita (1924), Himmelskibet (1917) ma anche nella precedente Excursion dans la Lune (1909). Si tratta, in fondo, di un topos che compare fin dai primi corti di fantascienza. Del primissimo esempio, però, non abbiamo ancora parlato e risale, almeno per quanto io ne sappia, al 1906 con Voyage autour d’une étoile di Gaston Velle. Ma se qui non troveremo un lieto fine, lo avremo invece con l’italiano Un Matrimonio Interplanetario di Enrico Novelli (noto anche con lo pseudonimo Yambo).

– Voyage autour d’une étoile – Gaston Velle (1906)

Gaston Velle è uno di quelli che ha avuto a che fare molto presto con l’arte cinematografica lavorando prima per i Fratelli Lumière, poi per la Pathé per ritagliarsi infine uno spazio nel cinema italiano. Di lui ci sono rimasti circa 80 titoli diretti tra il 1902 e il 1913. Tra questi spicca certamente il nostro Voyage atour d’une étoile, un corto divertentissimo che prende in giro il viaggio interstellare di Méliès con ironia e genialità.

Un vecchio astronomo, scrutando le stelle, scopre che su una di esse abita una donna splendida. Subito se ne innamora e prende la decisione di abbandonare la vita terrestre e raggiungerla. Per farlo, in baffo a tutte le invenzioni più sofisticate, si fa rinchiudere in una bolla di sapone e dentro di essa raggiunge la sua meta. Ma lì, dopo l’entusiasmo iniziale, viene scoperto e punito da Giove per aver osato andare oltre i limiti umani. Il dio, adirato, lo scaraventa nuovamente verso la terra con una caduta tutt’altro che morbida.

Il finale, molto amaro, assume un significato quasi comico se visto alla luce dei tantissimi altri corti che prendevano (e prenderanno dopo questo di Velle) ispirazione dal Voyage dans la Lune. Giove è una sorta di deus ex machina al contrario, che risolve sì la vicenda ma in modo del tutto anticonvenzionale. Grazie alla sua frizzantezza e giovialità consiglio vivamente a tutti la visione. Per favorirvela vi ho messo un video youtube con musica eseguita dal vivo.

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– Un Matrimonio Interplanetario – Enrico Novelli (1910)

Il cortometraggio di Enrico Novelli mette in scena uno spensierato matrimonio interstellare tra una donna marziana e un astronomo terrestre. Ma non c’è bisogno di andare in un altro pianeta per conoscersi: lontani dall’era di internet i due amanti si conoscono scrutandosi dai rispettivi telescopi e comunicando tramite splendide telegrafate interplanetari. Quale migliore sede per il matrimonio, poi, se non la luminosa Luna?

Tra costumi bizzarri e trovate geniali, il nostro Enrico Novelli dirige un bel corto che purtroppo non ho avuto modo di vedere fino alla fine. La prima parte, infatti, è visionabile grazie al video del cineconcerto svoltosi nel Dicembre del 2009 nel Dipartimento di Astronomia fianco Specola a Padova. Questo spettacolo, che racchiude vari film di fantascienza dell’inizio del ‘900, è stato inserito su youtube diviso in parti. Purtroppo il nostro Matrimonio Interplanetario si divide tra la parte VI e la VII e proprio quest’ultima è stata bloccata per motivi di copyright probabilmente relativi al corto che si trova dopo a quello che ci interessa. Nella speranza che venga presto pubblicato l’ultimo pezzo mancante (non ho mancato di fare appello a chi aveva caricato il video) inserisco intanto il collegamento al video con il nostro corto quasi completo.

Un Matrimonio Interplanetario viene considerato il film di esordio per la fantascienza italiana, che vedrà comunque altre produzioni mute come Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola di Marcel Fabre (1913), che spero di poter recensire entro breve, o il più noto L’Uomo meccanico di André Deed (1921). Tutti questi film, però, sono commedie di fantascienza e bisognerà aspettare addirittura il 1958, con la Morte viene dallo spazio di Paolo Heusch, per vedere il primo lungometraggio nostrano che possiamo ascrivere al filone drammatico. Vale la pena sottolineare come Novelli abbia scritto, diretto e interpretato la sua creazione, con un risultato che non ha nulla da invidiare alle altre produzioni internazionali. Insomma si tratta a tutti gli effetti di un pezzo di storia del cinema italiano che merita la visione!

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Muta Fantascienza

Fin dalle sue origini il cinema ha dedicato ampio spazio alla Fantascienza. Iniziarono i Fratelli Lumière nel 1895 con il loro divertente “La Charcuterie mécanique” (traducibile come “la salumeria meccanica”), dove un maiale, inserito in una speciale macchina, veniva immediatamente trasformato in una serie di salumi pronti da consumare.

Fu poi la volta di Georges Méliès, che con Voyage sur la Lune (1902) diede una forta scossa alla fantascienza e all’immaginazione dei primi spettatori cinematografici grazie al suo viaggio sulla Luna. La sua creazione ebbe tanto successo che dallo stesso filone nacquero plagi più o meno evidenti (tra questi forse il più evidente è Excursion dans la Lune di Segundo de Chomón del 1908). La Luna divenne allora uno dei punti di riferimento per la fantasia cinematografica e vennero presto alla luce anche altri film più complessi come il britannico The First Men in the Moon di Bruce Gordon e J.L.V. Leigh (1919), ispirato all’omonimo racconto di H.G. Wells, purtroppo considerato perduto e presente tra i “75 Most Wanted” della BFI (British Film Institute).

Ma anche Marte ebbe presto il suo filone di film, con l’italiano Un Matrimonio Interplanetario (1910) di Enrico Novelli (anche se in realtà l’incontro con i marziani avviene sulla Luna), ma soprattutto con il danese Himmelskibet di  Holger-Madsen (1917) e poi, con il più celebre Aelita di Yakov Protazanov (1924), il quale contribuì ad influenzare, almeno a livello di costumi, molte altre produzioni fantascientifiche.

Una delle serie Horror Fantascientifiche più note è certamente quella di Alraune, ispirata dall’omonima storia scritta da Hanns Heinz Ewers nel 1911, che ebbe tanto successo da diventare una trilogia. Il successo nell’epoca del muto fu tale che ne vennero girate almeno tre versioni: due nel 1918 (una ungherese, andata perduta, ed una tedesca), ed infine la terza e più celebre del 1928 di Henrik Galeen con Brigitte Helm. Oltre a queste venne prodotto anche un crossover nel 1919 dal titolo Alraune und der Golem di cui però non è noto alcun particolare.

Ovviamente in mezzo a tutte queste pellicole uno spazio di riguardo se lo ritaglia Fritz Lang con due capolavori: il già trattato Metropolis (1927) ma soprattutto Una donna nella luna (Frau in Mond) del 1929, che prima avevo evitato volutamente di citare.

La lista dei film è relativamente lunga, ma quello che colpisce è la diversità dei paesi in cui questi film sono stati prodotti. Abbiamo, infatti, già citato produzioni provenienti da Francia, Germania,  Gran Bretagna, Stati Uniti, Unione Sovietica, Danimarca, Ungheria e ovviamente anche dalla nostra Italia. Ed è proprio in Italia che ci soffermeremo ancora con Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola di Marcel Fabre (1913) uno degli iniziatori del genere fantascientifico d’avventura, senza dimenticare l’Uomo Meccanico di André Deed (1921) di cui abbiamo già avuto modo di parlare, e che con i suoi fantastici robot riuscì ad influenzare la cultura italiana (basti vedere nei fumetti Zagor o Topolino). Il tema dei Robot era però già stato trattato almeno con la serie The Master Mystery (nota per la collaborazione diretta del grande Mago Houdini).

Visto l’ampio spazio che il cinema ha dedicato a questo genere, ho deciso di far partire un piccolo progetto fantascienza che prevederà, almeno per questa prima settimana, la pubblicazione di una recensione al giorno di questo tipo. Ovviamente non ho potuto citare tutti i film che prenderanno parte al progetto ma solo fare una premessa generale al progetto probabilmente si modificherà nel tempo mano a mano che riuscirò a visionare nuovi film. In ogni recensione cercherò non solo di parlare della storia del film in generale, ma anche di inquadrarla all’interno del panorama fantascientifico. Lo scopo è quello di provare a vedere in linea di massima in che ambito il film si colloca in rapporto al filone fantascientifico e da dove gli autori hanno preso spunto ed eventualmente quanto poi queste produzioni hanno influenzato le opere successive. Inserirò, inoltre, una pagina speciale dedicata alla fantascienza per accedere con maggiore facilità a tutti i link relativi a questo progetto. Il mio fine è quello di creare una raccolta il più completa possibile su questo genere nel cinema muto.

COLLEGAMENTO ALLA PAGINA RIEPILOGATIVA DEL PROGETTO FANTASCIENZA

Termino questa presentazione al progetto con il video del primo film di fantascienza, l’incredibile Charcuterie mécanique che ho citato all’inizio di questo articolo. Buona visione!