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Posts Tagged ‘Jean Epstein’

I Fari e il Cinema

Finis Terrae – Jean Epstein (1929)

Esattamente un anno e mezzo fa pubblicavo il mio primo post su questo spazio dedicato al cinema muto. All’epoca si chiamava ancora “senza voce” e mi ostinavo a voler descrivere i film in ogni più piccolo dettaglio. Il primissimo articolo era dedicato a “l’Uomo che Ride“, che aveva ispirato sia il titolo provvisorio del blog che il mio attuale nickname: mutosorriso. Voleva essere un omaggio a Gwynplaine e al suo triste e silenzioso sorriso, che mi aveva colpito profondamente. Ieri, con l’ultimo capitolo della trilogia di The Rat, ho raggiunto quota 65 recensioni e più di 12.000 visite. Non avrei mai pensato di raggiungere traguardi di questo tipo. Ma la cosa più bella, e l’ho ripetuto più volte, è stata quella di poter conoscere tante persone nuove e trovare nuove ed entusiasmanti collaborazioni.
L’ultima di queste è appena partita grazie a Gianni e Federica, fondatori del blog Uomini e lighthouse. Tutto è partito da un film muto a cui tengo particolarmente e di cui avevo parlato nel Febbraio dello scorso anno. Si tratta di Finis Terrae, di Epstein, affresco della Bretagna dell’inizio del secolo scorso. Proprio da lì è nato uno scambio di mail più o meno lunghe che è culminato con un progetto, partito proprio ieri, che mi ha subito emozionato. Cercherò infatti di parlare dei film, non solo muti, che parlano dei fari. L’idea di partenza era quella di limitarsi alla Bretagna, ma visto il mio amore per l’Irlanda (e grazie forse anche alla mia conoscenza dei film irlandesi), abbiamo deciso di estendere la nostra area di interesse. Gli articoli cercheranno di incentrarsi più sui fari che non sulla storia del film, per questo non escludo di tornare a parlare di Finis Terrae e di un altro film che mi piace particolarmente, l’Homme du Large di Marcel l’Herbier. Siamo partiti con un film del 2004, l’Équipier di Philippe Lioret, ambientato nell’isola di Ouessant.

Spero mi seguirete anche in questa nuova avventura che non metterà, assolutamente, in disparte il progetto “E Muto Fu” che continuo a portare avanti con il massimo entusiamo.

Per finire volevo segnalare l’apertura di tre pagine diverse per gli indici (divisi in ordine alfabetico, per regista e per attore), prima raggruppati in un’unica pagina.

Grazie a tutti voi lettori che avete permesso a questo spazio di tagliare questo storico traguardo.

Yann

Finis Terrae – Jean Epstein (1929)

Anticipando capolavori del calibro di La Terra Trema del nostro Visconti o Man of Aran di Flaherty, Jean Epstein, grande maestro dell’avanguardia francese, ci presenta la dura vita dei pescatori bretoni regalandoci un affresco della loro splendida cultura. Proprio dall’amore per questa terra nasce questo film, un documentario di un popolo che fino alla seconda guerra mondiale manteneva intatta la sua autenticità.

Quattro pescatori di alghe, si recano nella deserta isola di Bannec, vicino alla più celebre Ouessant. Entrambe le isole rientrano nel dipartimento del Finistère, dal latino Finis Terrae, fine della terra, che in bretone, Penn-Ar-Bed, acquisisce il significato di fine del mondo. In effetti un senso di isolamento  accompagna i nostri pescatori al lavoro nelle prime fasi della vicenda. La loro tranquilla solitudine viene improvvisamente rotta: il povero Ambroise, infatti, si ferisce accidentalmente ad un dito con una scheggia di vetro. Con il passare dei giorni la ferita si infetta e il ragazzo inizia a perdere le forze. Nel frattempo a Ouessant il guardiano del faro avverte il dottore dell’isola della strana assenza di attività a Bannec. Questi, spinto dalle insistenti richieste delle madri dei pescatori, decide di partire sfidando la tempesta. Intanto tra i pescatori il giovane Jean-Marie, decide di provare a salvare il suo amico mettendosi in mare nonostante il pericolo. A complicare il tutto arriva una fitta nebbia che non permette alle due imbarcazioni di vedere chiaramente l’orizzone. Riusciranno ad incontrarsi? O un fatale destino lascerà che si sfiorino soltanto?

Epstein mostra tante piccole fotografie della  bretagna, Roch Avet ha confezionato, nella versione da me vista, musica splendida ed evocativa. La parte migliore è sicuramente rappresentata dalla scena in cui la voce viene lasciata al vento ed alle onde, lasciando lo spettatore completamente immerso nella magia paesaggio locale. Gli attori, tutti veri isolani, contribuiscono meravigliosamente a rendere realistica l’ambientazione, dando tanti piccoli quadretti di vita quotidiana, tra tradizione (con i vestiti tipici) e religione (uno degli elementi cardine della Bretagna). Il film, sebbene non sia stato distribuito in dvd, è stato completamente restaurato e proposto più volte sui canali Arte (come potete vedere in questa scheda in cui per altro si riporta una splendida frase del regista).

EDIT 2019: il film è stato nel frattempo edito in dvd sia in un’edizione con tutti i film dell’autore che in una dedicata alle produzioni bretoni. In occasione del Cinema Ritrovato 2019 il film è stato proiettato in versione restaurata.