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Dopo la Morte (Posle Smerti-После смерти) – Evgenij Bauer (1915)

Evgenij Bauer è uno dei registi significativi della Russia pre-rivoluzionaria, forse il più grande regista russo dell’epoca zarista. Nato nel 1865 a Mosca, si avvicinò al Cinematografo nelle vesti di scenografo nel 1913 e divenne regista nello stesso anno.  Il suo amore per la settimana arte è testimoniato dal fatto che dal ’13 al ’17 diresse un numero elevatissimo di film senza focalizzarsi troppo su un unico genere ma cercando di sperimentare quanto più possibile. Da artista qual’era, Bauer fu il primo tra tutti i registi russi a prendere in considerazione la parte figurativa del film, tanto che essi vengono considerati dei veri “dipinti vivi” sullo schermo (come si vede dall’immagine a destra). Inoltre Bauer non operò seguendo la domanda degli spettatori, ma cercò di mettere sullo schermo il suo gusto personale formale e “pittorico”. Evgenij Bauer non vide mai i bolscevichi prendere il potere, nel Giugno del 1917 morì per una polmonite. Difficile capire se sarebbe stato in grado di lavorare per il nuovo governo o meno. Di certo film come Rivoluzionario (Революционер – 1917) potevano costituire un ostacolo per Bauer. Tra i differenti generi trattati, quello preferito fu il dramma salottiero. Posle Smerti rientra in un genere in cui alla “vita salottiera” si inserisce la dialettica arte, morte e bellezza. Tra questi film possiamo inserire tra gli altri La Vita nella Morte (Жизнь в смерти – 1914), Vita per Vita (жизнь за жизнь – 1916) e La Morte del Cigno (Умирающий лебедь – 1917).

In Posle Smerti, il protagonista è Andrei Bargrov (Vitold Polonskij) un ragazzo introverso che vive da recluso assieme alla Zia Gapitolina (Olga Rachmànova), studiando e passando le ore di fronte al dipinto della madre morta, che ha idealizzato nella sua mente. L’amico Tsenin (Georg Asagaroff) tenta di sollevarlo da questa vita invitandolo a feste e altri eventi. Durante uno di questi eventi incontra Zoya Kadmina (Vera Karalli), una giovane attrice che sembra provare una grande attrazione per lui. Ma la sua vita da secluso vince sull’amore e quando Zoya si dichiara, lui la rifiuta. La ragazza, travolta dal dolore, si uccide poco prima di dare uno spettacolo. Solo in quel momento Andrei si rende conto di averla amata e il dolore lo porta ad impazzire. Sogna di continuo Zoya, la cui visione lo tormenta anche da sveglio. Il fisico e la mente di Andrei non reggono e così, nel tragico finale, muore tra le braccia della zia, felice di poter raggiungere la sua amata dopo la morte.

Come accennato prima, Posle Smerti ha nella componente figurativa il suo punto forte. Questo perché il soggetto, seppur potenzialmente originale, non è rafforzato da una sceneggiatura adeguata che si rivela fin troppo ripetitiva. Le scene in cui Andrei vede Zoya in visione (vedi prima immagine) saranno almeno una dozzina e si svolgono tutte allo stesso modo: Andrei spegne la luce, si addormenta e Zoya gli appare in visione, dopo un poco il ragazzo si sveglia e accende la luce sconvolto. Insomma se dal punto di vista tecnico formale Posle Smerti è davvero molto interessante, la sceneggiatura, al contrario, manca di fantasia e il regista fatica a trovare nuove soluzioni di fronte ai limiti della dati dalla trama. A questo si aggiunge un livello recitativo a mio avviso piuttosto scarso, contraddistinto da una sostanziale staticità degli attori che potrebbe anche essere voluto. La gestualità è minima e apparentemente poco curata; questo provoca di fatto una difficoltà di comunicabilità tra il film e lo spettatore, quantomeno quello moderno. Così anche la realizzazione della morte di Zoya risulta poco interessante e noiosamente protratta fino all’inverosimile. Al contrario spicca la scena del ricevimento, dove Andrei viene presentato a tutti gli invitati alla festa e la telecamera si muove seguendo l’avanzare del protagonista e dell’amico Tsenin tra la folla.

Due sono le edizioni dvd, quella della Milestone Collection edita in America e la sua versione PAL edita dalla BFI video Publishing. All’interno del cofanetto sono presenti:  Sumerki zhenskoi dushi – Сумерки женской души (Twilight of a Woman’s Soul – 1913), Posle Smerti – После смерти (After Death – 1915),  Umirayushchii lebed – Умирающий лебедь (The Dying Swan – 1917)

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  1. settembre 15, 2014 alle 3:59 pm

    la descrizione mi intriga (adoro i registi che puntano sull’estetica, e sono pronto alla noia di un film mediocre), ma sono stupito dalla scarsa fama del regista. lo sento ora per la prima volta e cercando in internet sembra che in generale sia ben considerato, ma poco noto

    • settembre 15, 2014 alle 5:58 pm

      è proprio così in effetti, la produzione cinematografica russa (intesa come zarista e sovietica) è sterminata eppure spesso l’attenzione gravita attorno ai soliti nomi (non che non se lo meritino ovviamente). Poi grazie a rassegne come il Cinema Ritrovato oppure sfogliando libri come il cinema muto sovietico di Lébedev si fanno delle scoperte interessanti e si scopre un altro mondo a torto dimenticato. Un esempio sono i film di Pravov e della Preobraženskaja che meriterebbero davvero di avere tutto un altro trattamento. Io nel mio piccolo cerco di suscitare interesse con alcuni film che probabilmente in Italia non sono mai stati trattati o quasi. Il problema però è quando questi film sono sostanzialmente ignorati anche in patria e questo è ben più grave.

  2. settembre 23, 2014 alle 8:44 am

    l’ho visto, finalmente, e devo dire che l’ho trovato più interessante che bello; però ho letto molto bene de La morte del cigno che intendo vedere a breve.
    Grazie anche del suggerimento dei due registi che hai citato, vorrei recuperare qualcosa per vedere cosa facevano, hai anche un loro titolo che ritieni significativo?

  3. settembre 23, 2014 alle 7:36 pm

    Pravov e la Preobraženskaja lavoravano per lo più insieme. Purtroppo pochissimi sono i film reperibili. Il mio preferito è l’ultima attrazione che ho recensito qui sul blog, ma non mi risulta sia visionabile in qualche modo. Il più celebre è probabilmente Il quieto Don (Tichij Don-Тихий Дон) del 1931.

  1. agosto 29, 2017 alle 11:27 pm

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