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Kaštànka – Ol’ga Preobraženskaja (1926)

Grazie alla rassegna che Il Cinema Ritrovato 2013 dedica a Ol’ga Preobraženskaja e Ivan Pravov ho avuto modo di vedere anche film come Kaštànka precedentemente passati in sordina o completamente dimenticati. La cosa interessante di questa pellicola è che si tratta di un film dedicato ai bambini, in un periodo in cui i grandi registi non si occupavano dei più piccoli. Il fatto poi che Ol’ga Preobraženskaja fosse una donna, inevitabilmente con un carattere molto forte e deciso, rende ancora più pionieristico il suo lavoro in un periodo in cui le donne alla regia erano decisamente un’eccezione, specialmente in Unione Sovietica. Un altro punto interessante è vedere come il montaggio e la fotografia siano in totale controtendenza con quanto siamo abituati a vedere per il cinema Sovietico, dove prevale la sperimentazione avanguardistica. La Preobraženskaja opera in maniera decisamente più convenzionale e proprio per questo arrivò ad ottenere un discreto successo anche in altre zone d’Europa, principalmente in Germania.

La storia riprende il racconto di Anton Čechov ma la scinde in due filoni narrativi. Troviamo un bambino, Fedjuška, che smarrisce il suo cane al mercato. Distrutto dalla scomparsa del suo fedele amico, Fedja si allontana di casa di notte e si mette a cercarlo. Cade nelle grinfie di una combriccola di furfanti che lo costringono a mendicare. Nel frattempo il suo cagnolino è stato adottato dal Clown Georges che lo prepara per i suoi spettacoli. Finalmente, passati diversi mesi, il bambino riesce a fuggire dai suoi aguzzini e tornare dal padre. Nella parte finale il protagonista, andato al circo, ritroverà finalmente il suo amato cane.

Colpisce il fatto che il pubblico potesse essere di bambini vista la crescente angoscia che il film suscita specialmente nella sezione dedicata alle vessazioni subite da Fedjuška da parte dei suoi aguzzini. Tra tutti spicca il terribile organettista Mazaret (Naum Rogožin) con un volto così tenebroso da ricordare Max Schreck. D’altra parte basti pensare a storie come La Piccola Fiammiferaia per capire che una storia tragica, specie in passato, poteva benissimo essere raccontata anche ad un bambino, quasi a monito di quello che potrebbe accadere comportandosi in un determinato modo o in determinate circostanze. Non stupisce però che il Comitato centrale sovietico abbia scelto, nel 1932, di vietare il film ai minori come ‘non pedagogico’. In ogni caso è proprio la capacità di coinvolgere lo spettatore, seppur nel mio caso con un sentimento di angoscia, è uno dei punti forti di questo film. I personaggi sono tutti ben delineati e lo splendido restauro permette di godere pienamente della loro capacità recitativa. Il cane, come da migliore delle tradizioni, cattura ovviamente la simpatia dello spettatore e contribuisce a smorzare i momenti più drammatici. Purtroppo non ho a disposizione immagini di questo film al momento. Volevo comunque condivedere con voi questa bellissima opera ricca di storia e di spunti interessanti. Per la locandina ne ho messa una del libro mentre per l’immagine a metà pagina ho scelto una bella illustrazione dell’artista russo Dmitry Kardovsky.

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