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Posts Tagged ‘Cinema Ritrovato 2013’

Il Declino (Downhill) – Alfred Hitchcock (1927)

Con il Downhill, Alfred Hitchcock tenta di raccontare il vero e proprio declino della vita di un giovane ragazzo altolocato, interpretato da Ivor Novello, a causa di colpe non sue. La crudele parabola discendente di un giovane che sembrava avere tutto, è sottile e ben strutturata. Nel corso di tutta la proiezione si è tentati di continuare a vedere le vicende per sapere se ci sarà un lieto fine o meno. Ancora una volta ritroviamo Eliot Stannard nella sceneggiatura, da un adattamento di un’opera teatrale scritta dallo stesso Novello (che abbiamo imparato a conoscere come sceneggiatore con la saga di The Rat) e Constance Collier.

Roddy (Ivor Novello), sembra avere tutto dalla vita: è giovane, bello, benestante ed ha appena ottenuto l’onore di capitanare la squadra di Rugby della scuola. Ma quando, assieme al suo amico Tim (Robin Irvine), meno ricco e fortunato di lui, si mette nei guai con la malvagia Mabel (Annette Benson), rossa di invidia perché Roddy gli ha negato un bacio (e forse anche attratta della sua fortuna), questi si assume tutta la colpa della presunta violenza nei confronti della ragazza pur di consentire al suo amico di vincere una borsa di studio, essenziale per il proseguimento degli studi. Viene così cacciato dalla scuola e presto cacciato dal padre (Norman McKinnel). Roddy si ricicla così come attore e ballerino, tentando di conquistare Julia (Isabel Jeans), senza riuscirci. Quando però Roddy eredita una forte somma, la malvagia donna non esita a sposarlo per spendere ogni singolo soldo che questi ha messo da parte. Il ragazzo si ritroverà nuovamente in mezzo alla strada in un baratro sempre più profondo che lo porterà, infine, tra le mani di alcuni malviventi marsigliesi. Il tunnel di decadenza in cui Roddy si è cacciato sembra così non avere mai fine, eppure c’è pur sempre una speranza…

Hitchcock dirige ottimamente questo film, che colpisce per la sua profondità e per alcuni esperimenti e trovate che avranno spazio anche in film più noti del regista britannico. Mi riferisco, ad esempio, alla scena in cui Roddy è in preda alle allucinazioni (tinte di verde), dove tutto ruota e poi prende forma con le persone che hanno usato e umiliato il ragazzo, lì a denigrarli (nel video a fondo pagina in edizione, ovviamente, non restaurata). Alcuni elementi di questa scena ricordano da vicino altre che vedremo in film come Vertigo (1958). Ma è la chiarezza a mancare, o forse una certa uniformità nella trama. Alcuni elementi della trama sembrano essere dati per scontati, come già noti allo spettatore, altri appena accennati e non sviluppati. Chi perde la prima parte del film si ritrova completamente spaesato (e sappiamo quanto Hitch non amasse chi entrava quando lo spettacolo era già cominciato). Nel complesso comunque si tratta di un film piacevole anche grazie allo splendido, ancora una volta, lavoro di restauro effettuato dal BFI. Ora non ci resta che aspettare questo pomeriggio per una nuova visione dal vivo dei muti di Hitchcock.

Curiosità: difficile non notare paragoni con la saga di The Rat, tra l’altro scritta in parte dallo stesso Novello. Ne parlo anche nell’articolo su “Cinefilia Ritrovata” che verrà pubblicato oggi.

Ma l’amor mio non muore! – Mario Caserini (1913)

luglio 1, 2013 2 commenti

In occasione del Cinema Ritrovato 2013 è stato presentato al grande pubblico il restauro di Ma l’amor mio non muore! curato da Mariann Lewinsky per il Museo Nazionale del Cinema di Torino e la Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana di Milano e con la CSC-Cineteca Nazionale di Roma. La proiezione di oggi, che sarà riproiettato Venerdì 5 Luglio alle ore 21.30, ha avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico, sintomo che un film come questo, che riscosse un grande successo anche all’estero, non è stato dimenticato. Ovviamente star dell’evento è stata, ancora una volta a distanza di cento anni, Lyda Borelli, che con la sua formazione teatrale e la sua gestualità ha infiammato ancora una volta la platea.

Quando il colonnello Julius Holbein (Vittorio Rossi Pianelli) sitoglie perché ingiustamente accusato di tradimento, la giovane figlia Elsa (Lyda Borelli) è costretta ad andare in esilio lontano dalla sua terra natia: il fantastico Granducato di Wallenstein. Passerà gli anni guadagnandosi la fama come cantante, ma portando sempre nel cuore il fardello della tristezza e del disonore. Conoscerà però Maximilian (Mario Bonnard), che condivide con Elsa lo stesso sentimento di tristezza. Ma l’uomo nasconde in realtà un’identità segreta: egli è infatti il figlio del Granduca di Wallenstein, simbolo della rovina dell’onorabilità degli Holbein. Quando Elsa scopre la verà identità del suo amato, impossibilitata a poterlo seguire, si uccide con un potente veleno nel corso di una interpretazione. Morirà tra le braccia del suo amato Principe regalandogli una straziante frase di eterno affetto: “Ma l’amor mio non muore!”.

Così termina il film e la fine del personaggio protagonista coincide con l’apoteosi della Borelli come attrice. La sua interpretazione è incredibile per intensità e capacità di emozionare. La sua gestualità, figlia di una carriera teatrale, sanno far emozionare ancora oggi. Al pubblico presente in sala non è rimasto che applaudire calorosamente. Un film assolutamente da recuperare nella sua edizione DVD appena rilasciata dalla Cineteca di Bologna.

Dal Cinema Ritrovato: interventi su Cinefilia Ritrovata

Approfitto dei pochi minuti a disposizione per creare una sorta di pagina di reblog degli articoli presenti fino ad ora sul blog Cinefilia Ritrovata riguardanti il cinema muto. Per quanto riguarda il Progetto Chaplin, come ho già avuto modo di dire, non me ne occuperò direttamente quindi vi rimanderò agli articoli del giovane e promettente Edoardo Perri, grandissimo appassionato dell’intramontabile Charlot.

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– Il cinema riconosce se stesso: 1913

L’apertura della ricca sezione Cento anni fa del Cinema Ritrovato è stata particolarmente affascinante per la cinefilia. Il programma numero uno, infatti, era intitolato Il cinema fa del cinema, e dedicato ad alcuni film del ’13 in cui la macchina cinematografica riflette e specchia se stessa…

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– Il giardino del piacere di Hitchcock

Con Pleasure Garden (1926) inizia ufficialmente la rassegna dedicata ai muti di Alfred Hitchcock. Il Cinema Jolly ha dato il via alle danze con un grande riscontro di pubblico, segno che pochi si sono lasciati sfuggire il primo lungometraggio del ‘maestro del brivido’…

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– Lezioni di cinema. I muti di Hitch

Dialogo con Bryony Dixon (BFI) e Charles Barr (storico del cinema)

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– Sguardi inediti 1: Chaplin e la Carmen

Ospitiamo gli articoli dei giovani critici di  Parole e voci dal festival, che analizzano il cinema del passato dal proprio punto di vista

L’attesa è finita, la prima serata del festival inizia con un cine-concerto in Piazza Maggiore, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna esegue  la musica originale dell’opera “Carmen di Georges Bizet” di Hugo Riesenfeld…

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Kaštànka – Ol’ga Preobraženskaja (1926)

Grazie alla rassegna che Il Cinema Ritrovato 2013 dedica a Ol’ga Preobraženskaja e Ivan Pravov ho avuto modo di vedere anche film come Kaštànka precedentemente passati in sordina o completamente dimenticati. La cosa interessante di questa pellicola è che si tratta di un film dedicato ai bambini, in un periodo in cui i grandi registi non si occupavano dei più piccoli. Il fatto poi che Ol’ga Preobraženskaja fosse una donna, inevitabilmente con un carattere molto forte e deciso, rende ancora più pionieristico il suo lavoro in un periodo in cui le donne alla regia erano decisamente un’eccezione, specialmente in Unione Sovietica. Un altro punto interessante è vedere come il montaggio e la fotografia siano in totale controtendenza con quanto siamo abituati a vedere per il cinema Sovietico, dove prevale la sperimentazione avanguardistica. La Preobraženskaja opera in maniera decisamente più convenzionale e proprio per questo arrivò ad ottenere un discreto successo anche in altre zone d’Europa, principalmente in Germania.

La storia riprende il racconto di Anton Čechov ma la scinde in due filoni narrativi. Troviamo un bambino, Fedjuška, che smarrisce il suo cane al mercato. Distrutto dalla scomparsa del suo fedele amico, Fedja si allontana di casa di notte e si mette a cercarlo. Cade nelle grinfie di una combriccola di furfanti che lo costringono a mendicare. Nel frattempo il suo cagnolino è stato adottato dal Clown Georges che lo prepara per i suoi spettacoli. Finalmente, passati diversi mesi, il bambino riesce a fuggire dai suoi aguzzini e tornare dal padre. Nella parte finale il protagonista, andato al circo, ritroverà finalmente il suo amato cane.

Colpisce il fatto che il pubblico potesse essere di bambini vista la crescente angoscia che il film suscita specialmente nella sezione dedicata alle vessazioni subite da Fedjuška da parte dei suoi aguzzini. Tra tutti spicca il terribile organettista Mazaret (Naum Rogožin) con un volto così tenebroso da ricordare Max Schreck. D’altra parte basti pensare a storie come La Piccola Fiammiferaia per capire che una storia tragica, specie in passato, poteva benissimo essere raccontata anche ad un bambino, quasi a monito di quello che potrebbe accadere comportandosi in un determinato modo o in determinate circostanze. Non stupisce però che il Comitato centrale sovietico abbia scelto, nel 1932, di vietare il film ai minori come ‘non pedagogico’. In ogni caso è proprio la capacità di coinvolgere lo spettatore, seppur nel mio caso con un sentimento di angoscia, è uno dei punti forti di questo film. I personaggi sono tutti ben delineati e lo splendido restauro permette di godere pienamente della loro capacità recitativa. Il cane, come da migliore delle tradizioni, cattura ovviamente la simpatia dello spettatore e contribuisce a smorzare i momenti più drammatici. Purtroppo non ho a disposizione immagini di questo film al momento. Volevo comunque condivedere con voi questa bellissima opera ricca di storia e di spunti interessanti. Per la locandina ne ho messa una del libro mentre per l’immagine a metà pagina ho scelto una bella illustrazione dell’artista russo Dmitry Kardovsky.

Cinema Ritrovato 2013

Come ho già avuto modo di dire sulla pagina facebook del blog sto avendo la splendida opportunità di collaborare con la redazione della Cinefilia Ritrovata della Cineteca di Bologna in occasione del Cinema Ritrovato 2013 che va dal 29 Giugno al 6 Luglio. Come molti di voi appassionati sapranno, il Cinema Ritrovato offre da sempre la possibilità di vedere tantissime perle dell’epoca del muto, dai piccoli corti sulla vita di tutti i giorni fino ai grandi classici. Quest’anno avremo l’occasione di spaziare dai muti di Alfred Hitchcock a quelli di Allan Dwan, dal progetto Chaplin (che non seguirò personalmente) a Ol’ga Preobraženskaja e Ivan Pravov. In più ci sarà una sezione interamente dedicata ai muti di cento anni fa (‘il glorioso 1913’ come recita il programma) e alcuni documenti riguardanti la prima guerra mondiale. Non mancherà, con mia grandissima gioia, Victor Sjöström con Ingeborg Holm (1913 per l’appunto) e Berg-Ejvind och hans hustru (1918) che vedrà la luce nella splendida cornice di Piazza Maggiore. Tutto rigorosamente accompagnato con musica dal vivo. Tra le tante perle segnalo la proiezione della versione restaurata de ‘Ma l’amor mio non muore‘ (1913) e l’iniziativa ‘Il cinema ambulante ritrovato‘, che in piazzetta Pasolini dovrebbe far rivivere lo spettacolo del primo cinema ambulante.

Per chi fosse interessato metto qui sotto il programma dei muti che verranno proiettati in questi giorni. Mi scuso per averlo fatto con ben due giorni di ritardo, ma quando leggerete quanto sono ricche le giornate capirete quando sia difficile trovare il tempo da dedicare alla scrittura. Nell’elenco, un po’ grossolano, metto tra parentesi spesso solo alcuni dei corti o parte del loro nome tra quelli presenti durante le proiezioni, ma prevedo di sistemarlo nei prossimi giorni. Come al solito inserirò un indice per la sezione progetti dove poter risalire alle varie recensioni o discussioni riguardo le diverse iniziative sia per quanto riguarda questo blog che quello della Cinefilia Ritrovata.

Per maggiori informazioni vi rimando ovviamente al programma integrale della rassegna che trovate cliccando qui.

29/06

14.30 Sala Mastroianni – Il cinema fa del cinema (Leonce, cenerentola)
16.00 Sala Mastroianni – Progetto Chaplin (The Rink, Easy stree)
16.00 Cinema Jolly – The Pleasure Garden (rep. 05/07)
18.30 Cinema Jolly – Allan Dwan (The Ranch Girl, Man’s calling, The thief’s wife)
22.00 Piazza Maggiore – Progetto Chaplin (Carmen, Burlesque on Carmen)

30/06

09.00 Sala Mastroianni – Dieci anni di cento fa (la confession, femme jalouse, Tontolini)
10.00 Sala Mastroianni – Ol’ga Preobraženskaja e Ivan Pravov 1 (Kljuci scasja, slesari)
11.30 Sala Mastroianni – Tra un minuto e tremila metri
12.00 Sala Scorsese – Lezione di cinema: I muti di Hitch
14.30 Sala Mastroianni – Ol’ga Preobraženskaja e Ivan Pravov 2 (kastanka) (rep. 01/07)
16.15 Sala Mastroianni – Progetto Chaplin (one a.m., floorwalker)
16.30 Cinema Jolly – The lodger
18.15 Cinema Jolly – Allan Dwan (come up smiling, modern musketeer)
21.30 Sala Mastroianni – Ol’ga Preobraženskaja e Ivan Pravov 3 (attrazione finale) (rep.03/07)
22.00 Piazza Maggiore – Progetto Chaplin (The Pawnshop)

01/07

09.15 Sala Mastroianni – Una Serata al cinema tivoli (parte 1 e 2)
11.00 Sala Mastroianni – Serata cinema tivoli (parte 3) Ma l’amor mio non muore (rep. 05/07)
14.30 Cinema Jolly – Alla Dwan (Fifteen maiden lane) (rep. 02/07)
14.30 Sala Mastroianni – Ol’ga Preobraženskaja e Ivan Pravov 4 (Baby riazanksie)
16.30 Cinema Jolly – Downhill
18.30 Cinema Jolly – Allan Dwan (Zazà)
21.30 Sala Mastroianni – Ol’ga Preobraženskaja e Ivan Pravov 2 (kastanka) (rep. 30/06)
22.00 Piazza Maggiore – Progetto Chaplin (The Cure)

02/07

09.15 Sala Mastroianni – Pubblici, generi, attori (parte 1 e 2)
10.30 Sala Scorsese – Allan Dwan (Manhandled, the mormon)
11.30 Sala Mastroianni – Pubblici, generi, attori (parte 3)
14.30 Sala Mastroianni – Ol’ga Preobraženskaja e Ivan Pravov 5 (gorod, anja)
16.00 Sala Mastroianni – études sur Paris
16.15 Cinema Jolly – The Ring
18.15 Cinema Jolly – Allan Dwan (Frozen justice, East side west side)
22.00 Cortile della Cineteca (piazzetta Pasolini) – cinema ambulante ritrovato

03/07
09.15 Sala Mastroianni – Tre spettatori ciechi e l’elefante (parte 1 e 2) (ingeborg holm)
11.30 Sala Mastroianni – Tre spettatori ciechi e l’elefante (parte 3)
14.30 Sala Mastroianni – Ol’ga Preobraženskaja e Ivan Pravov 3 (attrazione finale) (rep.30/06)
16.30 Cinema Jolly – Farmer’s Wife
18.30 Cinema Jolly – BLackmail
22.00 Cortile della Cineteca (piazzetta Pasolini) – cinema ambulante ritrovato

04/07

09.15 Sala Mastroianni – vertigine del tempo (parte 1)
09.15 Sala Scorsese – Allan Dwan (Getting mary married)
10.15 Sala Mastroianni – vertigine del tempo (parte 2)
11.00 Sala Cervi – Restauri film muti di hitchcock
11.30 Sala Mastroianni – vertigine del tempo (parte 3)
16.15 Cinema Jolly – Easy Virtue
16.30 Sala Mastroianni – EFG1914 la grande guerrra dagli archivi
18.00 Cinema Jolly – Allan Dwan (Iron Mask)
22.00 Piazza Maggiore – Progetto Chaplin (The Adventurer) – Sjostrom outlaw and his wife

05/07

09.15 Sala Mastroianni – Fascino irrestitibili dell’antichità (workshop)
10.15 Sala Mastroianni – Fascino irrestitibili dell’antichità (parte 1)
14.30 Cinema Jolly – The Pleasure Garden (rep. 29/06)
14.30 Sala Mastroianni – Fascino irrestitibili dell’antichità (parte 2)
16.15 Cinema Jolly – CHampagne
16.15 Sala Mastroianni – Progetto Chaplin (The Fireman, The Count)
17.00 Sala Cervi – Fascino irrestitibili dell’antichità (workshop)
21.30 Sala Mastroianni – Ma l’amor mio non muore (rep. 01/07)

06/07

09.15 Sala Mastroianni – Fine secolo lungo (Saturnino farandola)
10.15 Sala Mastroianni – EFG1914 la grande guerrra Pathe 28mm
11.45 Sala Mastroianni – Ol’ga Preobraženskaja e Ivan Pravov 6 (Nakanune, Fedkina pravda)
14.30 Sala Mastroianni – Fascino irrestitibili dell’antichità (parte 3) (quo vadis)
16.15 Cinema Jolly – Manxman
16.30 Sala Mastroianni – Progetto Chaplin (Behind the screen, the vagabond)

Legenda:

Cinema LumièrePiazzetta Pier Paolo Pasolini (ingresso via Azzo Gardino 65):
Sala Mastroianni – Numero posti: 174
Sala Scorsese – Numero posti: 144

Sala Cervivia Riva di Reno, 72 – Numero posti: 44

Cinema Jollyvia Marconi, 14 – Numero posti: ???

Mai visti così tanti colori prima su E Muto Fu! A presto con tante novità!

Il Gardino del Piacere (The Pleasure Garden) – Alfred Hitchcock (1926)

giugno 29, 2013 2 commenti

Il Cinema Ritrovato 2013 ci propone un’interessante rassegna dedicata ai muti di Alfred Hitchcock e io, direttamente da Bologna, mi preparo a seguirla passo passo. Si parte con The Pleasure Garden, il primo lungometraggio diretto dal ‘maestro del brivido’. La splendida musica di Donald Sosin ha accompagnato il pubblico verso una storia che Hitchcock definì “un melodramma  con varie scene interessanti”.

Patsy (Virginia Valli) e Jill (Carmelita Geraghty) lavorano come ballerine in una music-hall di Londra. Jill è fidanzata con il giovane Hugh (John Stuart) mentre Patsy presto innamora di Levet (Miles Mander) amico e compagno di affari dello stesso Hugh. Quando i due ragazzi partono per l’Africa in cerca di fortuna la situazione però precipita. Jill inizia a vendersi per ottenere fama e denaro, Levet, invece, dopo aver sposato Patsy, la tradisce con una nativa che usa per soddisfare tutti i suoi vizi. Ma tutti i nodi vengono al pettine e tra omicidi e scene ad alta tensione trionferà l’amore puro: quello tra Patsy e Hugh…

Il film è contraddistinto tra una contrapposizione tra ‘bene’ e ‘male’, dove i personaggi positivi pagano la loro purezza con il tradimento. La fotografia è nel complesso molto ben curata e il lavoro operato per il restauro contribuisce a metterla in evidenza. Vengono così valorizzati gli elementi simbolici atti a sottolineare i presentimenti di ‘malvagità’ nei personaggi di Jill e Levet: dai fiori appassiti al cane giocoso che si trasforma in aggressivo in loro presenza. Proprio i particolari fanno la differenza in questo film, con i più piccoli dettagli, specialmente gestuali, che sembrano assumere un secondo significato. Eppure nonostante tanti elementi positivi sembra mancare qualcosa a questo film, seppur piacevole, per renderlo completo. Forse paga l’intreccio troppo complesso e la varietà di ambientazioni che tendono a confondere la vicenda. Non a caso questo continuo intrecciarsi di vicende avevano fatto pensare in passato, in mancanza di un originale, alla presenza di due distinte versioni. Fa sorridere, anche alla luce di quanto si vedrà nei muti successivi, la presenza fin dal primo titolo di ballerine, tra cui alcune dai riccioli d’oro (che non può non far pensare a The Lodger ad esempio).

Il restauro, operato dal BFI National Archive in associazione con ITV Studios Global Entertainment e Park Circus Film, rende pienamente giustizia a questo titolo aumentandone la godibilità per un pubblico moderno attratto anche solo dalla presenza del nome di Hitchcock alla regia. Ma The Pleasure Garden non è solo questo e ad una visione attenta nasconde veramente tante piccole perle che mostrano, con largo anticipo, la grandezza del regista. Il pubblico è sembrato diviso nei giudizi, ma a mio avviso si tratta di un film da recuperare, specie nella sua nuova veste restaurata.