Con Champagne Hitchcock intraprende una mini parentesi da commediografo che raggiungerà l’apice nel successivo The Farmer’s Wife. Ma, al contrario di quest’ultimo, qui non mancano elementi decisamente drammatici. La storia prende spunto da un romanzo omonimo di Walter C. Mycroft, opportunamente adattato da Eliot Stannard e dallo stesso Hitchcock. La protagonista è un’esplosiva Betty Balfour, che interpreta la figlia superviziata di un milionario. Il ruolo personaggio decisamente più interessante è però interpretato da Ferdinand von Alten, nei panni di un inquietante uomo baffuto che appare davanti alla protagonista nei momenti più impensabili.
Betty (Betty Balfour), la viziata figlia di un noto miliardario americano (Gordon Harker), ne combina un’altra delle sue. Usa infatti l’elicottero di famiglia per raggiungere il suo ragazzo (Jean Bardin) a bordo di una nave diretta in Francia. Qui farà la sua conoscenza anche di uno strano personaggio (Ferdinand von Alten) dal fare decisamente inquietante. Quando finalmente Betty giunge Continua a leggere
Con Easy Virtue, Hitchcock e Stannard riprendono il filone iniziato con
Il 1927 è uno degli anni più prolifici in assoluto per Alfred Hitchcock che sforna ben tre titoli nel giro di poco tempo. The Ring è l’ultimo prodotto di questo anno, il primo per la British International Pictures. Il film, che vede per la prima volta Hitchcock alla sceneggiatura di una propria opera, seppur insieme a John J. Cox, utilizza forse per la prima volta il ring come metafora della vita di un uomo.
Il Cinema Ritrovato 2013 ci propone un’interessante rassegna dedicata ai muti di Alfred Hitchcock e io, direttamente da Bologna, mi preparo a seguirla passo passo. Si parte con The Pleasure Garden, il primo lungometraggio diretto dal ‘maestro del brivido’. La splendida musica di Donald Sosin ha accompagnato il pubblico verso una storia che Hitchcock definì “un melodramma con varie scene interessanti”.
Il Pensionante è forse il mio muto di Alfred Hitchcock preferito, ma potrei rincarare la dose affermando che forse è uno dei miei Hitchcock preferiti nonché uno dei miei muti preferiti in assoluto. La prima volta mi ero imbattuto nella produzione muta di Hitchcock quasi per caso, perché mi esercitavo traducendo le didascalie dei suoi film dall’inglese all’italiano per poi condividerli. Non so sinceramente che fine abbiano fatto tutti i file di testo che avevo preparato e neanche l’effettiva qualità della traduzione, ma certamente tra tutti i film del “maestro del brivido” prodotti in questi anni The Lodger era quello che più mi aveva colpito. Del resto, almeno sentendo Truffaut, Hitchcock considerava questo il suo primo vero film. Quando ho scoperto che sarebbe stata prodotta una nuova edizione in Bluray non ho potuto resistere e dopo tanto tempo ho potuto finalmente rivedere questo capolavoro in una vesta completamente rinnovata.