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Posts Tagged ‘Lillian Hall Davies’

La Moglie del Fattore (The Farmer’s Wife) – Alfred Hitchcock (1928)

The Farmer’s Wife è quanto di più atipico si possa riscontrare nella filmografia di Alfred Hitchcock. Il primo approccio spiazza, specialmente conoscendo il nome del regista: ci si trova davanti ad una commedia romantica dalle tinte decisamente comiche. “Che ci sia un errore?” viene da chiedersi; e invece no, si tratta proprio di un film comico di Hitch è, inaspettatamente, è un film anche molto divertente. Le vicende si ispirano all’omonima opera teatrale di Eden Phillpotts adattata per l’occasione dal solito Eliot Stannard.

Il fattore Samuel Sweetland (Jameson Thomas), ormai vedovo, decide di risposarsi. Compila così, assieme alla sua fida governante Araminta (Lillian Hall Davies), una lista delle donne appetibili: Thirza Tapper (Maud Gill), Mary Hearn (Olga Slade) e Mercy Basset (Ruth Maitland). Queste però lo rifiutano gettando il fattore nello sconforto. Capirà poi di avere la moglie perfetta già in casa e deciderà di sposare la bella Araminta.

Il film propone nel corso delle quasi due ore di durata una serie infinita di gag mimiche, spesso ripetute in maniera ossessiva. Il cast è composto da ottimi attori caratteristi, tra cui anche Gordon Harker (qui il tuttofare Churdles Ash) che abbiamo imparato a conoscere come l’allenatore in The Ring. La cosa che colpisce di più, oltre al genere, è la quasi totale mancanza di riprese particolari o illuminate, a favore di un riprese decisamente più tradizionali e vicine al genere comico. Questo è un altro degli elementi che ha spiazzato la platea del Cinema Ritrovato 2013 che certamente non si aspettava un film di questo tipo una volta entrata al cinema. Nonostante lo stupore, non sono mancate le risate, specialmente per le reazioni incontrollate del Fattore rifiutato e di quello delle signore divenute da oggetto del desiderio a oggetto degli insulti più svilenti nel giro di pochi istanti. Bellissime anche le scene in cui Gibb McLaughlin interpreta il vecchio logorroico Heny Coaker. Insomma The Farmer’s Wife ha tanti elementi per piacere e divertire pur tenendo presente che non si tratta di certo di un film tipico di Hitchcock sia per quanto riguarda il periodo muto che, ovviamente per quello successivo. Un elemento a sfavore è quello della durata, forse eccessiva, e della ridondanza di alcune scene e situazioni che rischiano di risultare alla lunga noiose allo spettatore.

Approfondimenti: per maggiori informazioni rimando all’articolo sul blog Cinefilia Ritrovata.

Vinci per me! (The Ring) – Alfred Hitchcock (1927)

Il 1927 è uno degli anni più prolifici in assoluto per Alfred Hitchcock che sforna ben tre titoli nel giro di poco tempo. The Ring è l’ultimo prodotto di questo anno, il primo per la British International Pictures. Il film, che vede per la prima volta Hitchcock alla sceneggiatura di una propria opera, seppur insieme a John J. Cox, utilizza forse per la prima volta il ring come metafora della vita di un uomo.

Il campione del mondo di Boxe Bob Corby (Ian Hunter), sfida in un baraccone il giovane Jack ‘One-Round’ Sander (Carl Brisson), mandandolo al tappeto dopo numerosi round ed incassando il premio in palio. Colpito dalla bravura di Jack, Bob lo fa ingaggiare come sparring partner. Nel frattempo, però, ne insidia la moglie Nelly (Lillian Hall Davies) con regali e mille attenzioni. Folle di gelosia, Jack inizia ad allenarsi duramente fino ad arrivare a sfidare il campione del mondo e rivale in amore. Ma in palio questa volta non c’è solo il titolo, ma l’amore della bella Nelly…

Il film ebbe un ottimo riscontro da parte della critica e diede inizio ad un filone di film drammatici ambientati nel mondo della boxe. Il film è decisamente godibile e offre raramente cali di tensione. Hitchcock è sempre più a suo agio con la macchina da presa e regala alcune scene decisamente interessanti. L’ago della bilancia di tutto il film è sempre una donna: Nelly, che prima con i suoi flirt con Bob spinge Jack ad allenarsi più duramente per impartire una lezione al suo rivale e poi, nell’ultimo grande combattimento, sposta letteralmente gli equilibri dell’incontro schierandosi da una parte o dall’altra. Splendido anche il personaggio dell’allenatore di Jack, interpretato da uno splendido Gordon Harker che ricorda da vicino altri personaggi di questo tipo nella filmografia legata alla boxe. Il film mostra che il duro lavoro e la dedizione a volte pagano, così come un amore puro di fronte al vile denaro. Un film da vedere e consigliare proprio per il suo ritmo decisamente abbordabile anche per uno spettatore dei nostri giorni.

Per approfondimenti: rimando al mio articolo su cinefilia ritrovata.