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Posts Tagged ‘Jameson Thomas’

High Treason – Maurice Elvey (1929)

agosto 26, 2013 Lascia un commento

Questo film muto, poco noto, meriterebbe in realtà un posto di rilievo nella storia del cinema per la sua incredibile modernità e i temi trattati. Sebbene si noti una certa influenza di Metropolis, infatti, High Treason possiede tanti punti di innovazione interessanti per il genere che si ritroveranno in tante produzioni successive. Il film venne rilasciato in versione muta e sonora, ma solo la prima è sopravvissuta. Si tratta per altro di uno dei primissimi film sonori di produzione britannica.

Nel lontano 1940 (data in seguito cambiata nel 1950) il mondo è diviso in due fazioni: quella Atlantica e quella Europea. Una scaramuccia di frontiera sembrerebbe dare i presupposti per uno scoppio della guerra tra le due fazioni. Michael Deane (Jameson Thomas), membro dell’esercito, e Evelyn Seymour (Benita Hume), figlia del Dr. Seymour (Humberston Wright) il promotore del partito della pace, sebbene innamorati si ritrovano divisi ideologicamente da questo terribile avvenimento. Quando la situazione sembra precipitare il Dr. Seymour, andando contro tutti i suoi principi, uccide il Presidente della fazione europeista (Basil Gill) al fine di scongiurare la guerra Stephen Deane. Scampata la guerra egli non potrà però scampare al processo…

Il film ha diversi punti di interesse che meritano di essere analizzati. High Treason si presenta come un film pacifista all’interno del quale diventa chiara la paura dei britannici (nonché per la popolazione europea in generale) per lo scoppio di un nuovo conflitto internazionale ancora più terribile del primo conclusosi una decina di anni prima. A terrorizzare la popolazione brittanica, come abbiamo visto già con The Airship Destroyer di Walter Booth (1909), è sempre l’incubo di un attacco aereo che, grazie alle nuove tecnologie, diventa ora ancora più plausibile di prima. Da notare, inoltre, come nel film la situazione instauratasi tra le due fazioni ricordi molto da vicino la situazione creatasi in seguito durante la Guerra Fredda tra il blocco sovietico e quello americano. Ancora una volta, e possiamo dire purtroppo, possiamo dire che la fantasia si ritrova a precedere la realtà. Ma forse ancora più interessante è la lucidità con cui vengono dipinti coloro che, noncuranti della perdita di vite umane, lucrano sulle guerre e la morte di persone innocenti. Queste persone vengono qui rappresentate come un gruppo di uomini, più o meno loschi, che non esitano a inscenare attentati e finte rappresaglie pur di indirizzare l’opinione pubblica verso il conflitto. Proprio i mezzi di informazione (tra televisori futuristici e tanto altro) hanno un ruolo di rilievo in questa vicenda, a conferma della grande profondità della visione globale degli sceneggiatori e del regista, quasi a prefigurare quello che accadrà (e stava accadendo) nei paesi governati da regimi totalitari. Ultimo punto su cui vorrei soffermarmi è la presenza di scene abbastanza libertine per l’epoca, una fra tutte quella della doccia di Evelyn nella prima parte del film. Nel complesso la regia è ben curata, così come la fotografia. Ottima anche la prova degli attori protagonisti che riescono nel difficile intento di lasciare lo spettatore incollato al teleschermo. Divertente vedere Jameson Thomas (che abbiamo già conosciuto con The Farmer’s Wife), alle prese con un ruolo decisamente diverso e più eroico.

Un film  assolutamente da vedere e da riscoprire. Nella speranza che venga presto proposto nella sua versione restaurata (del 1998 patrocinata dalla Cinémathèque de Toulouse) in DVD vi lascio con un piccolo estratto tratto dalla prima parte del film (purtroppo privo di colonna sonora). Buona visione!

Curiosità: Maurice Elvey, regista dalla lunga carriera, è ricordato per essere il regista di una delle prime serie dedicate a Sherlock Holmes in cui l’investigatore di Baker Street era interpretato da Ellie Norwood.

La Moglie del Fattore (The Farmer’s Wife) – Alfred Hitchcock (1928)

luglio 4, 2013 2 commenti

The Farmer’s Wife è quanto di più atipico si possa riscontrare nella filmografia di Alfred Hitchcock. Il primo approccio spiazza, specialmente conoscendo il nome del regista: ci si trova davanti ad una commedia romantica dalle tinte decisamente comiche. “Che ci sia un errore?” viene da chiedersi; e invece no, si tratta proprio di un film comico di Hitch è, inaspettatamente, è un film anche molto divertente. Le vicende si ispirano all’omonima opera teatrale di Eden Phillpotts adattata per l’occasione dal solito Eliot Stannard.

Il fattore Samuel Sweetland (Jameson Thomas), ormai vedovo, decide di risposarsi. Compila così, assieme alla sua fida governante Araminta (Lillian Hall Davies), una lista delle donne appetibili: Thirza Tapper (Maud Gill), Mary Hearn (Olga Slade) e Mercy Basset (Ruth Maitland). Queste però lo rifiutano gettando il fattore nello sconforto. Capirà poi di avere la moglie perfetta già in casa e deciderà di sposare la bella Araminta.

Il film propone nel corso delle quasi due ore di durata una serie infinita di gag mimiche, spesso ripetute in maniera ossessiva. Il cast è composto da ottimi attori caratteristi, tra cui anche Gordon Harker (qui il tuttofare Churdles Ash) che abbiamo imparato a conoscere come l’allenatore in The Ring. La cosa che colpisce di più, oltre al genere, è la quasi totale mancanza di riprese particolari o illuminate, a favore di un riprese decisamente più tradizionali e vicine al genere comico. Questo è un altro degli elementi che ha spiazzato la platea del Cinema Ritrovato 2013 che certamente non si aspettava un film di questo tipo una volta entrata al cinema. Nonostante lo stupore, non sono mancate le risate, specialmente per le reazioni incontrollate del Fattore rifiutato e di quello delle signore divenute da oggetto del desiderio a oggetto degli insulti più svilenti nel giro di pochi istanti. Bellissime anche le scene in cui Gibb McLaughlin interpreta il vecchio logorroico Heny Coaker. Insomma The Farmer’s Wife ha tanti elementi per piacere e divertire pur tenendo presente che non si tratta di certo di un film tipico di Hitchcock sia per quanto riguarda il periodo muto che, ovviamente per quello successivo. Un elemento a sfavore è quello della durata, forse eccessiva, e della ridondanza di alcune scene e situazioni che rischiano di risultare alla lunga noiose allo spettatore.

Approfondimenti: per maggiori informazioni rimando all’articolo sul blog Cinefilia Ritrovata.