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Posts Tagged ‘ITV Studios Global Entertainment’

Il Gardino del Piacere (The Pleasure Garden) – Alfred Hitchcock (1926)

giugno 29, 2013 2 commenti

Il Cinema Ritrovato 2013 ci propone un’interessante rassegna dedicata ai muti di Alfred Hitchcock e io, direttamente da Bologna, mi preparo a seguirla passo passo. Si parte con The Pleasure Garden, il primo lungometraggio diretto dal ‘maestro del brivido’. La splendida musica di Donald Sosin ha accompagnato il pubblico verso una storia che Hitchcock definì “un melodramma  con varie scene interessanti”.

Patsy (Virginia Valli) e Jill (Carmelita Geraghty) lavorano come ballerine in una music-hall di Londra. Jill è fidanzata con il giovane Hugh (John Stuart) mentre Patsy presto innamora di Levet (Miles Mander) amico e compagno di affari dello stesso Hugh. Quando i due ragazzi partono per l’Africa in cerca di fortuna la situazione però precipita. Jill inizia a vendersi per ottenere fama e denaro, Levet, invece, dopo aver sposato Patsy, la tradisce con una nativa che usa per soddisfare tutti i suoi vizi. Ma tutti i nodi vengono al pettine e tra omicidi e scene ad alta tensione trionferà l’amore puro: quello tra Patsy e Hugh…

Il film è contraddistinto tra una contrapposizione tra ‘bene’ e ‘male’, dove i personaggi positivi pagano la loro purezza con il tradimento. La fotografia è nel complesso molto ben curata e il lavoro operato per il restauro contribuisce a metterla in evidenza. Vengono così valorizzati gli elementi simbolici atti a sottolineare i presentimenti di ‘malvagità’ nei personaggi di Jill e Levet: dai fiori appassiti al cane giocoso che si trasforma in aggressivo in loro presenza. Proprio i particolari fanno la differenza in questo film, con i più piccoli dettagli, specialmente gestuali, che sembrano assumere un secondo significato. Eppure nonostante tanti elementi positivi sembra mancare qualcosa a questo film, seppur piacevole, per renderlo completo. Forse paga l’intreccio troppo complesso e la varietà di ambientazioni che tendono a confondere la vicenda. Non a caso questo continuo intrecciarsi di vicende avevano fatto pensare in passato, in mancanza di un originale, alla presenza di due distinte versioni. Fa sorridere, anche alla luce di quanto si vedrà nei muti successivi, la presenza fin dal primo titolo di ballerine, tra cui alcune dai riccioli d’oro (che non può non far pensare a The Lodger ad esempio).

Il restauro, operato dal BFI National Archive in associazione con ITV Studios Global Entertainment e Park Circus Film, rende pienamente giustizia a questo titolo aumentandone la godibilità per un pubblico moderno attratto anche solo dalla presenza del nome di Hitchcock alla regia. Ma The Pleasure Garden non è solo questo e ad una visione attenta nasconde veramente tante piccole perle che mostrano, con largo anticipo, la grandezza del regista. Il pubblico è sembrato diviso nei giudizi, ma a mio avviso si tratta di un film da recuperare, specie nella sua nuova veste restaurata.

Il Pensionante (The Lodger: A Story of the London Fog) – Alfred Hitchcock (1927)

novembre 13, 2012 4 commenti

Il Pensionante è forse il mio muto di Alfred Hitchcock preferito, ma potrei rincarare la dose affermando che forse è uno dei miei Hitchcock preferiti nonché uno dei miei muti preferiti in assoluto. La prima volta mi ero imbattuto nella produzione muta di Hitchcock quasi per caso, perché mi esercitavo traducendo le didascalie dei suoi film dall’inglese all’italiano per poi condividerli. Non so sinceramente che fine abbiano fatto tutti i file di testo che avevo preparato e neanche l’effettiva qualità della traduzione, ma certamente tra tutti i film del “maestro del brivido” prodotti in questi anni The Lodger era quello che più mi aveva colpito.  Del resto, almeno sentedo Truffaut, Hitchcock considerava questo il suo primo vero film. Quando ho scoperto che sarebbe stata prodotta una nuova edizione in Bluray non ho potuto resistere e dopo tanto tempo ho potuto finalmente rivedere questo capolavoro in una vesta completamente rinnovata.

Le vicende, tratte dal libro omonimo di Marie Belloc Lowndes, sorella di Hilaire Belloc, che si ispirava alla storia di Jack lo squartatore, erano state messe in scena a teatro nello spettacolo “Who Is He?” attirando l’attenzione del regista. Ottenuti i diritti per la realizzazione dell’opera, Hitchcock, insieme a Eliot Stannard, scrisse la sceneggiatura e preparò minuziosamente tutte le scene prima di mettersi davanti alla cinepresa. Per interpretare i protagonisti vennero scelti Ivor Novello, attore molto famoso in Gran Bretagna, e June Tripp, attrice dalla breve carriera cinematografica, interrotta nel 1929 dopo aver sposato il Barone John Alan Burns (da cui divorziò qualche anno dopo intraprendendo una nuova carriera di attrice teatrale e trasferendosi in America).

Londra è sconvolta da brutali delitti compiuti ad opera di un killer seriale che ama firmare i suoi delitti come “il vendicatore”. Gli omicidi sono stati effettuati tutti rigorosamente di Martedì ai danni di ragazze bionde. Proprio un Martedì notte nella pensione dei coniugi Bunting (Arthur Cresney e una spendida Marie Ault), uno strano ragazzo chiede di poter alloggiare da loro per qualche tempo. Il pensionante (Ivor Novello) mostra subito strani comportamenti tra cui un evidente odio per i quadri raffiguranti donne dai riccioli d’oro. Allo stesso tempo sembra invece molto attratto dalla bionda figlia dei Bunting, Daisy (June Tripp qui indicata solo come June) fidanzata del Detective di Scotland Yard Joe Betts (Malcolm Keen). Chi sarà il tremendo assassino di Londra? Il pensionante è in qualche modo implicato?

Attraverso uno splendido gioco di immagini e di dialoghi dalle molteplici interpretazioni, Hitchcock si diverte a confondere lo spettatoregiocando sull’ambiguità del personaggio del Pensionante che viene continuamente messo in discussione. In questo film si avverte l’influenza del cinema espressionista tedesco e forse di Murnau in particolare. Tutto nelle riprese è stato studiato nei minimi particolari, anche le didascalie non sono mai banali ma richiamano alcuni esprimenti espressionisti tipici di quell’epoca (primo non tedesco che mi viene in mente è il corto “The Life and Death of 9413 a Hollywood Extra” del ’28). Le interpretazioni degli attori sono davvero ottime e questo da ulteriore spessore ad una sceneggiatura molto intrigante. Tutti questi elementi contribuirono a rendere The Lodger un vero e proprio successo, tanto che viene ancora oggi considerato uno degli migliori muti britannici di sempre (il successo è dimostrato anche dalla locandina in tedesco che ho scelto per questo articolo). Venne fatto subito un remake sonoro nel 1932 con lo stesso Ivor Novello nel ruolo del pensionante. Fu un flop clamoroso. Nel film Gosford Park del 2001, l’attore (interpretato da Jeremy Northam) afferma che il film sarebbe stato inevitabilmente un insuccesso.

The Lodger di Hitchcock, come anticipavo, è stato impreziosito dallo splendido restauro effettuato dal BFI National Archive in collaborazione con l’ITV Studios Global Entertainment e il Network Releasing che hanno dato vita ad un Blu-ray dalla qualità incredibile accompagnato da una splendida colonna sonora opera dell’acclamato musicista poliedrico Nitin Sawhney di origine indiano-britannica. Nel Blu-ray sono presenti due dischi extra con tanto di colonna sonora eseguita splendidamente dalla London Symphony Orchestra. Acquisto consigliatissimo! Non mi resta che lasciarvi al trailer del film sperando di aver stuzzicato la vostra curiosità. Buona visione!