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Il Ponte dei Sospiri a Roma: Cinema e Musica in onore di Sergio Raffaeli

Domenica 15 Dicembre presso il Cinema Trevi di Vicolo Puttarello  25 ci sarà un’incredibile maratona di circa 6 ore (325′) durante la quale verrà proiettato tutto il serial Il Ponte dei Sospiri di Domenico Gaido (1921). Il tutto sarà accompagnato musicalmente dal pianista Antonio Coppola, che ormai da anni si occupa di colonne sonore per il Cinema Muto non disdegnando l’antica arte dell’improvvisazione che gli accompagnatori di molti spettacoli muti delle origini dovevano utilizzare molto spesso in mancanza di spartiti.

Il Ponte dei Sospiri verrà presentato grazie ad un’iniziativa del Centro Sperimentare di Cinematografia (CSC-Cineteca Nazionale). Proprio la Cineteca nazionale ha operato il restauro assieme alla Cineteca Italiana di Milano, il Museo Nazionale del Cinema di Torino e la Cinémathéque Suisse di Losanna. La proiezione è in onore di Sergio Rafaelli, filologo e storico del cinema morto nel 2010, che si occupò delle didascalie del serial per motivi linguistici. Il Ponte dei Sospiri ebbe un grande successo, tanto che in Italia venne riproposto anche dopo l’epoca muta, e ne venne allestita una versione sonora negli anni ’30. Il film venne esportato con successo in tutta Europa. Tra gli attori ricordiamo Antonietta Calderari (nella locandina della cineteca qui accanto) e Luciano Albertini.

Ecco la trama tratta dal sito ufficiale dell’evento:

domenica 15 dicembre
ore 17.00 Il ponte dei sospiri
di Domenico Gaido (1921, 325′)
Rolando Candiano, figlio del doge di Venezia, arrestato poco prima delle nozze per il tradimento di due amici, il cardinale Bembo e Altieri, membro del consiglio dei dieci, riesce a evadere saltando in laguna dal ponte dei sospiri in compagnia del bandito gentiluomo Scalabrino. Intanto il padre viene condannato all’accecamento. Il film comprende 4 episodi: La bocca del leone, La potenza del male, Il dio della vendetta, Il trionfo d’amore.
regia: Domenico Gaido – soggetto e sceneggiatura: Giovanni Bertinetti, dal romanzo Le pont des soupirs di Michel Zévaco (1901) – fotografia: Carlo Pedrini, Augusto Navone – scenografia e costumi: Domenico Gaido – interpreti: Luciano Albertini (Rolando Candiano), Antonietta Calderari (Imperia), Onorato Garaveo (Scalabrino), Carolina White (Eleonora), Vittorio Pieri (il Doge Candiano), Armand Pouget (Foscari), Agostino Borgato (Bembo), Carlo Cattaneo (l’Aretino), Giuseppe Falcini (Sandrigo), Luigi Stinchi (Altieri), Romilde Toschi (Bianca) Bonaventura Ibañez (Dandolo), Italia Vitaliani (la Dogaressa); edizione originale: 35 mm, 4 episodi, 6907 m. (vc 1 luglio 1921), copie bn colorate per viraggio e imbibizione.
Copia restaurata: 35 mm, 4 episodi (compresi i riassunti), 6669 m., 288′ (20 fps), colore (imbibizioni e viraggi), 1: 1,33 (full frame).
Restauro a cura del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, sulla base di un negativo originario conservato dalla Cineteca Italiana (Milano) e dei documenti d’epoca conservati dagli Archivi del Museo Nazionale del Cinema (Torino). La Cinémathéque Suisse (Losanna) ha contribuito mettendo a disposizione una copia positiva originaria, infiammabile, colorata, degli episodi terzo e quarto.
I 4 episodi :
1 – Labocca del leone [Prologo] 1469 m., 65′
2 – La potenza del male 1489 m. + 78 m. (riassunto prima serie), totale: 1567 m., 68′
3 – Il Dio della vendetta 1810 m. + 162 m. (riassunto prima e seconda seconda serie),
totale: 1972 m., 78′

4 – Il trionfo dell’amore 1573 m. + 449 m. (riassunto prima, seconda e terza serie), totale: 2022 m., 77′

Per maggiori informazioni vi rimando proprio alla pagina ufficiale dell’evento, gravida di informazioni interessanti.

Se volete scavare ancora di più nella vicenda vi propongo invece il bellissimo articolo pubblicato su Sempre in Penombra, grande punto di riferimento per il Cinema Muto Italiano.

Ma l’amor mio non muore! – Mario Caserini (1913)

In occasione del Cinema Ritrovato 2013 è stato presentato al grande pubblico il restauro di Ma l’amor mio non muore! curato da Mariann Lewinsky per il Museo Nazionale del Cinema di Torino e la Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana di Milano e con la CSC-Cineteca Nazionale di Roma. La proiezione di oggi, che sarà riproiettato Venerdì 5 Luglio alle ore 21.30, ha avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico, sintomo che un film come questo, che riscosse un grande successo anche all’estero, non è stato dimenticato. Ovviamente star dell’evento è stata, ancora una volta a distanza di cento anni, Lyda Borelli, che con la sua formazione teatrale e la sua gestualità ha infiammato ancora una volta la platea.

Quando il colonnello Julius Holbein (Vittorio Rossi Pianelli) sitoglie perché ingiustamente accusato di tradimento, la giovane figlia Elsa (Lyda Borelli) è costretta ad andare in esilio lontano dalla sua terra natia: il fantastico Granducato di Wallenstein. Passerà gli anni guadagnandosi la fama come cantante, ma portando sempre nel cuore il fardello della tristezza e del disonore. Conoscerà però Maximilian (Mario Bonnard), che condivide con Elsa lo stesso sentimento di tristezza. Ma l’uomo nasconde in realtà un’identità segreta: egli è infatti il figlio del Granduca di Wallenstein, simbolo della rovina dell’onorabilità degli Holbein. Quando Elsa scopre la verà identità del suo amato, impossibilitata a poterlo seguire, si uccide con un potente veleno nel corso di una interpretazione. Morirà tra le braccia del suo amato Principe regalandogli una straziante frase di eterno affetto: “Ma l’amor mio non muore!”.

Così termina il film e la fine del personaggio protagonista coincide con l’apoteosi della Borelli come attrice. La sua interpretazione è incredibile per intensità e capacità di emozionare. La sua gestualità, figlia di una carriera teatrale, sanno far emozionare ancora oggi. Al pubblico presente in sala non è rimasto che applaudire calorosamente. Un film assolutamente da recuperare nella sua edizione DVD appena rilasciata dalla Cineteca di Bologna.