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The Love Swindle – Jack Dillon (1918)

The Love Swindle chiude la sezione dedicata ai film della Bluebird Photoplays al Cinema Ritrovato 2015. Il film presenta le medesime caratteristiche degli altri: protagonista femminile, leggerezza, risate e durata ridotta. Attrice principale una giovanissima Edith Roberts, al suo secondo film con la Bluebird che, a quanto pare, fu molto ammirata per la sua bellezza, specie in giappone “il suo volto luminoso incorniciato dai soffici capelli, il lieve sorriso che vi aleggia, l’espressione del viso e il gesto sono più soavi di quelli di Ella Hall” (“Dai-ichi Shimbun, 24 Gennaio 1920).

Diana Rosson (Edith Roberts) è una ragazza giovane e ricca, circondata di spasimanti che puntano solo a suo patrimonio. Il peggiore di tutti è Trotwell (Leo White), cacciatore seriale di doti ed eredità. La zia (Clarissa Selwynne) la spinge a sceglierne uno ma lei si rifiuta. Ella si è infatti innamorata di un povero imprenditore di macchine, Dick Webster (Emmanuel Turner), il quale si sente a disagio nell’albimente altolocato. Diana si è innamorata di Dick a seguito di un rocambolesco salvataggio da un tentativo di strupro da parte di alcuni malintenzionati. Per conquistare il suo amato, Diana va a vivere in una pensioncina e finge di avere una sorella gemella meno altolocata. In questo ambiente, Dick si sente più a suo agio e si innamora presto di Diana. Purtroppo nella pensioncina la ragazza subisce un tentativo di violenza da parte del figlio della padrona, Horace Sciven (Reggie Morris). Diana lo respinge, e questi per ripicca la accusa di un furto che lei non ha potuto commettere. Quando questo accade, lei si sta infatti sposando con Dick. La situazione è però destinata a risolversi: Diana viene scagionata dall’accusa ma dovrà rivelerare la sua vera identità a Dick che, dopo un momento di sgomento, accetta il cambiamento.

The Love Swindle è una commedia sentimentale ben costruita, semplice e divertente. La trovata di creare una finta sorella per conquistare il proprio amato è interessante e probabilmente piuttosto innovativa per il cinema dell’epoca. L’unico neo sono forse i personaggi un po’ troppo relegati al ruolo di macchietta, specie per quanto riguarda lo spasimante indesiderato. Al contrario degli altri Bluebird analizzati qui manca l’elemento naturale, e le scene sono girato per lo più in interni. Questi sono però ben utilizzati, specie nella prima parte del racconto ambientata nella villa disabitata dove seguendo uno schema tipico dei film con case infestate i personaggi possono prodursi in fughe rocambolesche al lume di candela. Anche per The Love Swindle non ho trovato foto di scena o locandine, quindi mi limito a postare una foto della Roberts.

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