Sessue Hayakawa tra Black Roses e The Swamp

Grazie alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone del 2020 ho iniziato a conoscere e seguire i film con protagonista il mitico Sessue Hayakawa attore nato in Giappone ma che deve la sua fama a Hollywood e, nonostante la lunga carriera anche nel sonoro, al cinema muto. Come in un filo diretto durante il Cinema Ritrovato 2021 ecco presentati due film, di cui uno frammentario, proveniente entrambi dal Gosfil’mofond ed entrambi diretti da Colin Campbell nel 1921 come Where Lights Are Low. Durante la presentazione di Tamara Shvediuk è emerso che l’attore era molto popolare in Russia anche se i suoi film, complice l’antiamericanismo imperante, avevano una critica generalmente negativa. Questo era un trattamento riservato a tutta la produzione d’oltreoceano ma l’attore era invece sempre decantato come “Impeccabile”, “Grande artista, talento perfetto” o come “Il più grande attore tragico della nostra epoca”.

Partiamo dal primo film frammentario ovvero Black Roses. Di questo film ci rimangono appena 6 minuti e la copia è di provenienza francese. Difficile capire molto ma sembrerebbe una sorta di investigativo in cui per qualche motivo il protagonista Yoda (Sessue Hayakawa) viene quasi incastrato da una donna (che cerca di sedurlo) e dal marito. Yoda ha però chiamato la polizia e risolve così il caso uscendo da una possibile situazione complicata.

Vedere un frammento così breve in sala e non poterlo poi visionare nuovamente porta ovviamente a delle complicazioni. Quello che mi aveva colpito era un Hayakawa in versione seduttore e la doppiezza dell’attrice che interpreta l’antagonista e di cui, a causa dei repentini cambi di atteggiamento, non capivo esattamente il ruolo all’interno della vicenda. Certo avere sostanzialmente quello che credo essere il finale del film senza tutto il resto lascia un po’ interdetti e non permette di godere dell’evoluzione dei personaggi però è già un miracolo poter vedere qualcosa.

Passiamo però ora al piatto forte, ovvero The Swamp. Questa copia presenta didascalie in russo con una semplificazione del linguaggio, considerato troppo poetico. Sono presenti alcune censure rispetto al film originale ma il film è sostanzialmente completo ed anche qui si tratta di una copia unica.

Mary (Bessie Love) nonostante sia amata da sempre dal suo coetaneo Johnnie Rand (Ralph McCullough) è invece innamorata del bel Spencer Wellington (Harland Tucker). Questi, poco tempo dopo il matrimonio, abbandona però Mary con la scusa di un viaggio. La ragazza è rimasta incinta e quindi si ritrova a dover sopravvivere in un quartiere povero assieme al piccolo Buster (Frankie Lee). Il bambino è però una forza della natura e, nonostante sia spesso bullizzato, riesce sempre a superare le avversità col sorriso. Al suo fianco si schiera il Signor Wang (Sessue Hayakawa) che a sua volta si arrangia vendendo verdure assieme al suo inseparabile cavallo. Un giorno per difendere Buster, Wang viene colpito ad un occhio e viene quindi portato ad essere medicato da Mary. Durante la medicazione questi scopre che la donna sta per essere cacciata di casa perché non ha denaro per pagare l’affitto. Colpito dalla situazione Wang decide di indebitarsi ipotecando il suo cavallo per salvarli da quella situazione. Anche quando Mary si ammala di un male misterioso Wang decide di passare notti intere a vegliarla e grazie a questo la donna guarisce. Nel frattempo per il ragazzo non ha potuto pagare il debito e si vede così tolto il suo amato cavallo. Per provare a sbancare il lunario Wang decide dunque di fingersi mago e darsi a spettacoli di ombre cinesi animate. Per una serie di casi fortuiti viene ingaggiato per la festa di fidanzamento tra Spencer Wellington, ovvero il marito di Mary, e Norma Biddle (Jenice Wilson).

dal Flickr di truusbobjantoo

Wang, durante la festa, svela il terribile inganno e salva Norma da un futuro simile a quello di Mary. E quest’ultima? Caso vuole che il nuovo esattore degli affitti altri non sia che Johnnie che è ancora innamorato di lei e le chiede la mano. Wang, che ha ricevuto un largo compenso, decide di provare a farsi una nuova vita lontano dalla donna che ama e non può avere.

Il film mi è piaciuto tanto perché è poetico e al contempo semplice e senza troppe pretese. Le cose più belle sono i momenti di animazione con le “ombre cinesi” che altro non sono che animazioni, molto belline, in stile Lotte Reinige. Il finale poi è un colpo al cuore e la scena dell’addio tra Wang e Buster con il piccolo addormentato che stringe inconsciamente il dito del suo amico che deve staccarla con forza con gli occhi pieni di lacrime. Davvero un peccato che in questi film non fosse contemplato l’amore interrazziale: Mary non può che sposare Johnnie nonostante per lei non ci sia sostanzialmente mai stato. Allo stesso tempo la vita purtroppo è fatta di questi dolori e scherzi del destino quindi questo finale amaro contribuisce a renderlo più “realistico”. In ogni caso, come detto, l’irrealizzazione dell’amore tra Wang e Mary è una costante nel cinema dell’epoca e lo abbiamo visto nel progetto Browning dove in Drifting (1923) è chiaro fin dal primo momento che il personaggio interpretato da Anna May Wong dovrà morire per permettere alla storia sentimentale dei de attori bianchi di sbocciare senza intralci. La fotografia è molto curata e ricca di finezze interessanti così come è carino vedere Sessue Hayakawa alle prese con un ruolo alla fine semiserio capace di dare vita a piccole comiche molto carine.

Spero vivamente il film venga presto restaurato e inserito nel mercato digitale o home video perché avrei davvero piacere a vederlo di nuovo e poter mettere da parte qualche immagine. Purtroppo quelle che vedete nell’articolo sono le poche che si trovano in rete.

da festival.ilcinemaritrovato.it

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