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Shadows – Tom Forman (1922)

Ieri abbiamo parlato di Paul Leni, morto giovanissimo per la leucemia, oggi, invece, parleremo di una pellicola di Tom Forman,  morto suicida all’età di 33 anni. Con Shadows, Forman ci catapulta in un mondo fortemente imperniato dalla fede cristiana protestante, dove la morale sembra la linea guida di tutta la vicenda: tutto si gioca sul concetto di colpa, peccato, punizione e redenzione. La storia è tratta dal breve racconto “Ching, Ching, Chinaman” di Wilbur Daniel Steele adattata poi dallo sceneggiatore Eve Unsell.

La bella e gentile Sympathy (Marguerite De La Motte) è sposa del burbero pescatore Daniel Gibbs (Walter Long) il quale non perde mai occasione per rimproverarla. Un giorno questi, partito con i suoi compagni per la pesca, viene colto da una terribile tempesta. La mattina successiva solo uno di loro riesce a tornare e, insieme a lui, compare anche il cinese Yen Sin (Lon Chaney), subito visto con sospetto dalla comunità ed emarginato perché non cristiano. Il saggio orientale, si stabilisce su una piccola imbarcazione sulla quale svolge il suo lavoro di lavandaio. Qui farà amicizia con il piccolo bullo Mr ‘Bad Boy’ (Buddy Messinger). Non mancano però episodi di razzismo nei suoi confronti: il giovane John Malden (Harrison Ford, ovviamente non l’Indiana Jones, che è nato nel 1942), nuovo reverendo della comunità, si erge in sua difesa durante uno di questi episodi e in quell’occasione fa la conoscenza con Sympathy. Il reverendo inzia così a frequentare la bella ragazza e, nel contempo, si reca sempre più spesso da Yin Sin per cercare di convertirlo, senza però avere successo. Nel giro di poco tempo John e Sympathy si innamorano e decidono di sposarsi  (con grande dispiacere di Nate Snow/John St. Polis da sempre segretamente invaghito della ragazza) e, poco dopo il matrimonio, lei resta incinta. Ma un avvenimento straordinario viene a turbare la quiete del pastore: Daniel Gibbs è tornato e, tramite una lettera, ricatta John, chiedendo soldi in cambio del suo silenzio…

Da quel momento in poi il film prende la piega che abbiamo precedentemente detto: John è rincorso dai fantasmi del peccato per colpa dei quali vede, piano piano, la sua vita sgretolarsi. Come immaginabile sarà poi Yin San a risolvere la vicenda dando a tutta la comunità una lezione di amore e tolleranza. Il tutto, sostanzialmente, è imperniato su tre personaggi: il saggio Yin Sin, che con la sua arguzia riesce a prevedere gli avvenimenti e prevenerli; Nate Snow, che dietro al suo carattere forte nasconde una profonda debolezza; John Malden, personaggio a cui Ford riesce a dare una perfetta caratterizzazione, rendendo al meglio questo contrasto interiore su cui ho già più volte insistito. I commenti dell’epoca furono entusiastici, specialmente riguardo all’interpretazione di Lon Chaney, tanto che l’Harrison’s Reports arrivò a definirla la sua migliore in assoluto. Di certo Yen Sin si impone come vero protagonista della vicenda, riuscendo ad accattivarsi il pubblico con la sua semplicità e saggezza e, con la stessa forza, riuscendo a farci commuovere. Pubblicato di recente in Italia dalla Ermitage, questo film sta avendo una nuova linfa vitale dopo essere stato a lungo messo da parte. Prima di terminare mi piace ricordare il rapporto di parentela da Tom Forman e Madge Bellamy, stella del cinema muto (ma non solo) che ha recitato anche a fianco del mio amato Bela Lugosi in White Zombie.

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  1. settembre 3, 2011 alle 2:38 pm

    Grazie a questo tuo lucido e partecipato commento mio marito, da appassionato amatoriale qual è, è riuscito a convincermi e stasera vedrò insieme a lui questo film!
    Blog competente e curato, complimenti!

    • settembre 3, 2011 alle 3:27 pm

      sono felice che tuo marito condivida con me questa passione e ti ringrazio per i complimenti! Cerco sempre di migliorarmi per rendere la lettura e l’accesso il più piacevoli possibili.Spero tanto che il film non ti deluda. Grazie ancora per il commento!

    • Camilla
      settembre 3, 2011 alle 3:32 pm

      Eh, questi mariti amanti di film muti sono proprio un supplizio, vero? :p
      Buona visione!

  2. settembre 4, 2011 alle 8:48 am

    Cari simpatici amici, per quanto mi trovi ad ammettere che non mi sia particolarmente piaciuto, questo film mi ha fatto molta molta tenerezza ed è sempre piacevole e unico condividere qualcosa con il proprio compagno di vita, per quanto poi mi diverta a dirgli che gli piacciono cose orrende! E sì, mio marito è proprio un supplizio!

    Continueremo a seguirti perchè trovare un giovane così competente e professionale (e che offre spunti interessanti) non è sempre facile, soprattutto su argomenti così “di nicchia”.
    Buon lavoro.
    N & G.

    • settembre 4, 2011 alle 11:01 am

      Peccato! Spero comunque che in futuro, sfogliando qualche articolo, possa esserci qualche altro film che vi ispiri e magari piaccia anche a te…grazie ancora per le belle parole incoraggianti!!

  1. marzo 11, 2012 alle 11:06 am

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