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Il muto a Roma con Ermitage Cinema

A partire da domani, Lunedì 10 Dicembre 2012, la Ermitage Cinema darà inizio ad una piccola rassegna all’interno della quale la casa editrice proporrà una serie di film, dall’indubbio valore storico, presenti nel proprio catalogo. I tre incontri in programma, di cui due completamente dedicati al cinema muto, si terranno a Roma presso la Casa del Cinema di Villa Borghese (Largo Marcello Mastroianni, 1). L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti (che dovrebbero essere 140).

Ecco il programma parziale dell’iniziativa:

Lunedì 10 dicembre Presentazione del catalogo di Ermitage, a seguire la proiezione del film: METROPOLIS di Fritz Lang 1927, durata 79’44’’, bianco e nero nell’edizione con la colonna sonora firmata dal Premio Oscar, Giorgio Moroder  Mercoledì 12 dicembre LA VEDOVA DEL PASTORE (Prästänkan) di Carl Theodore Dreyer 1921, durata 70’, bianco e nero film muto, didascalie in inglese e sottotitoli in italiano a seguire LA PICCOLA FIAMMIFERAIA (La Petite Marchande d’allumettes) di Jean Renoir 1928, durata 31’, bianco e nero film muto, didascalie in francese e sottotitoli in italiano

Per ulteriori informazioni vi rimando al sito della Casa del Cinema di Villa Borghese.

Shadows – Tom Forman (1922)

Ieri abbiamo parlato di Paul Leni, morto giovanissimo per la leucemia, oggi, invece, parleremo di una pellicola di Tom Forman,  morto suicida all’età di 33 anni. Con Shadows, Forman ci catapulta in un mondo fortemente imperniato dalla fede cristiana protestante, dove la morale sembra la linea guida di tutta la vicenda: tutto si gioca sul concetto di colpa, peccato, punizione e redenzione. La storia è tratta dal breve racconto “Ching, Ching, Chinaman” di Wilbur Daniel Steele adattata poi dallo sceneggiatore Eve Unsell.

La bella e gentile Sympathy (Marguerite De La Motte) è sposa del burbero pescatore Daniel Gibbs (Walter Long) il quale non perde mai occasione per rimproverarla. Un giorno questi, partito con i suoi compagni per la pesca, viene colto da una terribile tempesta. La mattina successiva solo uno di loro riesce a tornare e, insieme a lui, compare anche il cinese Yen Sin (Lon Chaney), subito visto con sospetto dalla comunità ed emarginato perché non cristiano. Il saggio orientale, si stabilisce su una piccola imbarcazione sulla quale svolge il suo lavoro di lavandaio. Qui farà amicizia con il piccolo bullo Mr ‘Bad Boy’ (Buddy Messinger). Non mancano però episodi di razzismo nei suoi confronti: il giovane John Malden (Harrison Ford, ovviamente non l’Indiana Jones, che è nato nel 1942), nuovo reverendo della comunità, si erge in sua difesa durante uno di questi episodi e in quell’occasione fa la conoscenza con Sympathy. Il reverendo inzia così a frequentare la bella ragazza e, nel contempo, si reca sempre più spesso da Yin Sin per cercare di convertirlo, senza però avere successo. Nel giro di poco tempo John e Sympathy si innamorano e decidono di sposarsi  (con grande dispiacere di Nate Snow/John St. Polis da sempre segretamente invaghito della ragazza) e, poco dopo il matrimonio, lei resta incinta. Ma un avvenimento straordinario viene a turbare la quiete del pastore: Daniel Gibbs è tornato e, tramite una lettera, ricatta John, chiedendo soldi in cambio del suo silenzio…

Da quel momento in poi il film prende la piega che abbiamo precedentemente detto: John è rincorso dai fantasmi del peccato per colpa dei quali vede, piano piano, la sua vita sgretolarsi. Come immaginabile sarà poi Yin San a risolvere la vicenda dando a tutta la comunità una lezione di amore e tolleranza. Il tutto, sostanzialmente, è imperniato su tre personaggi: il saggio Yin Sin, che con la sua arguzia riesce a prevedere gli avvenimenti e prevenerli; Nate Snow, che dietro al suo carattere forte nasconde una profonda debolezza; John Malden, personaggio a cui Ford riesce a dare una perfetta caratterizzazione, rendendo al meglio questo contrasto interiore su cui ho già più volte insistito. I commenti dell’epoca furono entusiastici, specialmente riguardo all’interpretazione di Lon Chaney, tanto che l’Harrison’s Reports arrivò a definirla la sua migliore in assoluto. Di certo Yen Sin si impone come vero protagonista della vicenda, riuscendo ad accattivarsi il pubblico con la sua semplicità e saggezza e, con la stessa forza, riuscendo a farci commuovere. Pubblicato di recente in Italia dalla Ermitage, questo film sta avendo una nuova linfa vitale dopo essere stato a lungo messo da parte. Prima di terminare mi piace ricordare il rapporto di parentela da Tom Forman e Madge Bellamy, stella del cinema muto (ma non solo) che ha recitato anche a fianco del mio amato Bela Lugosi in White Zombie.