Crazy to Marry – James Cruze (1921)

crazytomarryPerduto poi ritrovato, promesso e poi aspettato per un anno. Finalmente il Cinema Ritrovato 2022 è stata l’occasione di vedere l’ultimissimo film girato da Roscoe “Fatty” Arbuckle prima che lo scandalo legato alla morte di Virginia Rappe lo travolgesse creando i presupposti avrebbero portato alla moralizzazione cinematografica e al famigerato Codice Hays. Oggi, però, possiamo finalmente permetterci di parlare su queste pagine di Arbuckle per le sue imprese cinematografiche e non per i casi di cronaca ed è giusto che sia così. Fatty era considerato uno dei più grandi comici e a lui va anche il merito di aver per la prima volta fatto lavorare ad un film il mitico Buster Keaton. Da un artista così amato e apprezzato dal pubblico ci aspettiamo che Crazy to Marry (1921) sia un classico senza tempo capace di resistere agli scossoni del tempo e della mutevolezza dei gusti. Sarà davvero così?

Il Dottor Hobart Hupp (Roscoe Arbuckle) è più interessato ai suoi studi medici che a sposarsi ma viene incastrato dalla signora De Morgan (Lillian Leighton) che lo fidanza sostanzialmente alla figlia Estrella (Laura Anson). In realtà entrambi amano un’altra persona: il medico ha Annabelle Landis (Lila Lee) ed Estrella il giovane Artie Simmons (Allen Durnell). A complicare le cose un criminale, Dago Red (Bull Montana), che deve essere “guarito” con un’operazione di Hobart e che lo insegue in ogni dove e il fatto che Annabelle sta a sua volta per sposarsi con un altro uomo. Dopo una serie di equivoci ed inseguimenti gli innamorati potranno sposare coloro che amano.

Crazy to Marry non è purtroppo un film all’altezza delle aspettative che paga una trama estremamente debole e delle gag tiepidine. Ovviamente si dovrebbe avere un po’ di sospensione di incredulità guardando i film, ma il fatto che tutto si potrebbe sciogliere con un semplice no al matrimonio da parte del dottore è una pecca un pochino troppo grande. La maggiorparte degli equivoci e delle gag nascono infatti proprio dall’incrocio matrimoniale e quindi, per mio parere, da una forzatura di trama. I personaggi sono capricciosi e macchiettistici, cosa che per una comica è anche accettabile, anche se proprio il Dr. Hobart è quello che subisce forse un cambiamento più profondo: “all’inizio sembra innocuo e non particolarmente arguto, ma sul finale, portato all’esasperazione dagli eventi, diventa finalmente un essere capace di astuzie” (Carolina Minguzzi su Cinefilia Ritrovata).

Analizziamo ora le gag più decenti: La signora De Morgan, per trovare un pretesto matrimoniale, getta prima la figlia in acqua e poi il Dr. Hobart decretandone poi, sotto lo sguardo mesto dei due, il fidanzamento. Abbiamo poi tre esasperanti minuti di Gag dove, sotto la pioggia scrosciante, il medico cerca disperatamente di chiudere il tettuccio della macchina. Nella corsa della macchina tenera scena di innamoramento tra frecce di cupido (Jackie Young) e stacchi sul tachimetro che passa da folli velocità a lentezza esasperante e teneri sguardi. Quella che in sala ha dato più soddisfazione al pubblico è legata però a un povero lavoratore (Charles Ogle) che sta sistemando il cemento davanti alla villa di Annabelle. Come da migliore delle tradizioni tutti passeranno lì ripetutamente facendo impazzire il poveretto. Sul finale, per poter finalmente sposare Annabelle, Hobart finge di dover operare urgentemente Dago Red nella villa/isola dei De Morgan. Mentre si cerca di sistemare il matrimonio da lui e Annabelle il povero Artie è costretto a fingere urla bestiali per far sembrare che l’operazione sia in atto e nascondere la fuga degli innamorati assieme al prete che deve officiare.

Come potete leggere e in alcuni casi vedere, nessuna delle gag è particolarmente divertente e riuscita. Crazy to Marry è un film che ha sicuramente un’importanza storica non all’altezza della qualità generale. Le comiche venivano del resto spesso fatte in serie con le stesse troupe ed è possibile che questa, nella necessità di trovare in fretta e furia sceneggiature ed espedienti per girare, sia la meno riuscita tra quelle girate in quell’anno dirette da James Cruze e con Lila Lee come partner. Giusto per farvi capire, la cosa che più resta impressa dopo la visione è la musica e la canzoncina annessa composta da Donald Sosin. Comunque sia è stato bello riscoprire il film grazie al Gosfil’mofond dimostrando come la cultura possa andare oltre la guerra lasciandoci sognare su altri possibili incredibili ritrovamenti di pellicole sepolte in Russia.

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