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Ingeborg Holm – Victor Sjöström (1913)

Victor Sjöström con Ingeborg Holm rappresenta la toccante storia di una donna caduta in disgrazia e privata dei suoi figli. La sceneggiatura scritta da Nils Krok, autore dell’opera da cui il film si ispira, e sistemata dallo stesso regista, risulta decisamente ben costruita e racconta con estrema delicatezza la disperazione di una moglie e di una madre affettuosa costretta da un destino avverso a perdere tutto: felicità e dignità di vivere. Per un ruolo tanto difficile venne scelta Hilda Borgström, attrice già affermata in teatro ma che muoveva i suoi primi passi sul grande schermo.

Ingeborg Holm perde il marito e vede fallire la sua drogheria nel giro di poco tempo. Si ritrova così a dover vivere in una casa dei poveri assieme ai suoi tre figli. Nel giro di poco tempo, però, questi le vengono tolti e sono affidati a delle famiglie più agiate. Ingeborg Holm passa così le giornate a lavorare nella casa dei poveri finché non scopre che uno dei suoi figli si è ammalato gravemente. Fugge così della struttura per tentare di rintracciare i suoi bambini ma viene presto catturata dalla polizia locale e ricondotta indietro. La mente, sconvolta dal dolore, subisce infine il colpo definitivo quando la figlioletta più piccola, portata in visita dalla madre affidataria, non riconosce più la sua madre naturale e scoppia in un pianto a dirotto quando lei tenta di prenderla fra le sue braccia. Ingeborg Holm impazzisce e inizia a cullare un fantoccio di stoffa mostrandolo ai presenti convinta che sia il suo bambino. Dopo diversi anni il figlio, ormai divenuto grande, decide di tornare a trovare la propria madre. Il finale, intenso ed emozionante, vede il figlio abbracciare la madre ormai incapace di riconoscerlo. Ma improvvisamente un barlume di luce si accende negli occhi di Ingeborg Holm che tra le carezze del suo adorato figliolo ritrova la sua sanità mentale e può finalmente abbracciare uno dei suoi amati figli.

L’interpretazione di Hilda Borgström non può che emozionare nel profondo lo spettatore. la sua Ingeborg Holm colpisce per il suo profondo dolore rappresentato in maniera vivida ed indimenticabile. Questo dolore viene ripreso da Sjöström con delicatezza senza mai andare sopra le righe. La plausibile veridicità di una vicenda del genere suscitò il clamore e un violento attacco da parte delle case di assistenza ai poveri, che temevano probabilmente di ricevere un cattivo ritorno di immagine. La cosa costrinse il regista e lo sceneggiatore a discolparsi e controbattere attraverso i giornali. In effetti Ingeborg Holm mette a nudo anche l’impersonalità e la freddezza dell’organo burocratico, incapace di venire incontro a situazioni devastanti per la vita di una persona. Questo aspetto traspare in particolare dai personaggi dei due uomini che gestiscono la casa dei poveri e decidono con distaccato cinismo del futuro delle persone che abitano nella struttura. Questa situazione è estremizzata nella scena in cui Ingeborg Holm impazzisce dal dolore, tra la quasi indiferrenza dei due uomini e il profondo dolore del medico presente. Ma anche una scena così forte è ripresa da Sjöström quasi con dolcezza e commozione che raggiunge il suo apice nel semplice gesto di una mamma che culla un bambino, un bambino che però non è altro che un pezzo di stoffa.  Le polemiche, insomma, non riuscirono a sminuire il valore del film che fu un vero e proprio successo anche a livello internazionale. Ed ancora oggi, a distanza di cento anni, Ingeborg Holm non lascia di certo indifferente lo spettatore ma lo riempie di emozioni e riflessioni.

Il film è edito in italia per la Ermitage ad un prezzo molto abbordabile.

Approfondimento: per maggiori informazioni rimando allo splendido articolo dedicato a Sjöström di sempre in penombra.

Approfondimento: rimando ovviamente anche all’articolo scritto per Cinefilia Ritrovata pubblicato nel corso del Cinema Ritrovato 2013.

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  1. thea
    luglio 8, 2013 alle 6:51 pm

    L’ha ribloggato su sempre in penombrae ha commentato:
    Ingeborg Holm secondo mutosorriso, visto al Cinema Ritrovato 2013

  2. Violante
    luglio 9, 2013 alle 3:25 pm

    Ciao Thea, il tuo sito è veramente bellissimo, una vera miniera di diamanti!! Io sono appassionata di Nino Oxilia e mi interessa moltissimo il discorso su “Rapsodia satanica”. Ho una cosa da chiederti molto importante. Come posso contattarti in privato? Intanto ti lascio la mia mail: violante.vaira@libero.it.
    Ciao e ancora complimenti! Grazie mille!
    V.

  1. ottobre 17, 2014 alle 11:59 am
  2. marzo 31, 2015 alle 6:31 pm

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