Il Paradiso Bianco (Bílý ráj) – Karel Lamač (1924)

BílyrajPrima di iniziare vorrei ringraziare il Národní filmový archiv che mi ha dato la possibilità di vedere il film e poterne scrivere. Questo progetto è stato lungo e faticoso e siamo ormai giunti quasi al suo termine anche grazie al contributo della cineteca. Il film di cui parliamo oggi è veramente particolare perché di esso ne abbiamo una copia positiva in bianco e nero poi imbibita e virata. Nel 2016 il film è stato poi restaurato da Jan Ledecký basandosi sui colori originali e nello stesso anno il film era stato proiettato al Cinema Ritrovato. Inutile dire che si tratta di uno di quei due anni sciagurati che ho passato più in ospedale che in sala a vedere film. La copia che ho potuto vedere non aveva ovviamente la possibilità di eguagliare una visione dal vivo ma già da lì sono rimasto stupito per la varietà dei colori, anche grazie all’uso di tonalità diverse di uno stesso.

Ivan Holar (Karel Lamač), ingiustamente incarcerato, evade per andare a trovare la madre malata (Saša Dobrovolná). La sua vicenda si intreccia con quella di Nina (Anny Ondra), una ragazza che lavora sfruttata e maltrattata dal terribile Jakub Rezek (Vladimír Majer). Quando Ivan giunge in città, incontra proprio Nina e, visto che è ricercato dalle forze di polizia locali, chiede di andare lei a dare la medicina alla madre. Così accade e poco dopo giunge anche Ivan senza accorgersi di essere stato seguito da due gendarmi. Vedendo che è vicino alla madre ammalata i due non hanno il cuore di arrestarlo ma aspettano che la visita finisca. Nonostante questo la donna si rende conto di quando sta succedendo e quando il figlio viene portato via muore di crepacuore. Nina è di nuovo sola e pur di non tornare da Jakub fugge nella neve. Incontra lo strano burattinaio Tomáš (Josef Rovenský) e stringe amicizia con lui. Dopo poco tempo, grazie anche a Nina e Tomáš, Ivan viene finalmente liberato. Era stato infatti proprio Jakub a farlo incarcerare dopo aver commesso il crimine e aveva preso possesso per altro illegalmente della locanda che in realtà era della famiglia di Nina e quindi spettava a lei. Jakub può quindi tornare dalla ragazza che ama e iniziare una nuova vita.

Rispetto a tanti altri film, Anny Ondra è qui una ragazza semplice e spensierata, che nonostante abbia avuto dovuto vivere tante ingiustizie è comunque riuscita a rimanere positiva. Il suo personaggio è tenero e mostra comunque una forza d’animo non indifferente. Corre verso la madre di Ivan nonostante le sparino a vista, è disposta anche a farsi da parte quando crede che Ivan abbia un’altra donna (Lo Marsánová). Karel Lamač interpreta, come spesso capita, il bravo ragazzo belloccio che con la sua bontà riesce ad averla vinta nonostante le avversità. Protagonista del film è, come recita il titolo, l’enorme distesa bianca di neve che accompagna tutta la narrazione e diventa, di volta in volta, ostacolo o un aiuto ai personaggi. Non è un elemento di contorno perché i personaggi ci rimangono anche intrappolati dentro come Lo Marsánová, che quasi muore assiderata, e Anny Ondra nel divertente finale quando cade in una buca improvvisamente e Ivan non capisce dove sia andata andata a finire. La scena forse più bella è però una iniziale in cui Nina costruisce una sorta di enorme palazzo con i bicchieri del locale e ci si immagina poi, cosa rappresentata con una sovraesposizione, a ballare all’interno.

Bílý ráj è un film davvero molto carino che spero di poter rivedere presto in DVD o, chissà, magari proiettato dal vivo per sopperire a quell’assenza del 2016. Se potete vi consiglio caldamente la visione, passerete un’ora piacevole in sua compagnia.

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