The Informer – Arthur Robison (1929)

theinformer4Questa volta davvero non riesco a capire come questo film sia così poco citato perché ha veramente tutto per essere apprezzato: una trama ben costruita, tanta azione, una fotografia curatissima e un cast stellare con, tra gli altri, Lars Hanson e Lya de Putti. Da qualche anno si è aggiunta anche una splendida versione restaurata con un accompagnamento musicale riuscitissimo che permette di godersi l’esperienza visiva al massimo. Io personalmente ho scoperto The Informer solo perché era uno di quei rari film di cui abbiamo sia la versione muta che sonora e chi mi conosce saprà sicuramente quanto sia affascinato da essi così come dai remake operati dallo stesso regista. A tal proposito è sicuramente più noto il remake fatto da John Ford (1935) ma questo non giustifica l’oblio della versione muta.

A partire dal romanzo di Liam O’Flaherty, il film racconta la storia di una gang irlandese alle prese con i suoi problemi interni. Durante una sparatoria Francis McPhilip (Carl Hardbord) uccide per sbaglio un poliziotto ed è costretto a vivere da ricercato. Questi aveva una relazione Katie Fox (Lya De Putti) che durante la sua assenza si avvicina a Gypo Nolan (Lars Hanson), entrambi membri della stessa banda del giovane. Quando Francis torna brevemente in città per salutare la madre (Daisy Campbell) prima di partire, Gypo pensa che Francis voglia riprendersi Katie e lo denuncia alla polizia. Nella sparatoria che segue, il ragazzo perde la vita. Quando Gypo scopre il vero motivo per cui era tornato Francis si strugge dal rimorso ma non ha molto tempo per pensare, infatti il resto della banda, guidato da Dan Gallagher (Warwick Ward) farà di tutto per vendicarsi del traditore…

The informer ha la straordinaria capacità di tenere alta la tensione del racconto dall’inizio alla fine, cambiando ritmi e atmosfere. La fotografia è veramente splendida e tra carrellate e scorci particolari riesce sempre a regalare un punto di vista particolare e insolito. Come potete vedere dalle immagini, nel corso del film troveremo spesso riprese particolari effettuate tramite vetrate o specchi, quasi a voler creare un filtro, una divisione tra personaggi in contrasto tra loro. La telecamera è estremamente mobile e viene usata per scopi diversi in momenti diversi (vedi le gif sotto). L’unico aspetto negativo è il finale, che vede un Gypo ferito a morte giungere in chiesa per chiedere il perdono per il peccato commesso. Proprio lì troverà la madre di Francis che lo perdonerà. Nella versione sonorizzata, che a parte qualche scena sembra utilizzare lo stesso master video del muto (ma dovrò fare una ricerca approfondita a riguardo), la scena raggiunge vette ancora più grottesche perché la voce di Gypo è cavernosa e semi-inespressiva. Escluso questo tutto funziona a partire da una trama, finalmente ben pensata ed elaborata, in cui tutti gli intrecci aperti vengono chiusi con logica e tempismo perfetti.

Alcuni vedono nella scelta di un regista tedesco come Robison una voglia di portare l’espressionismo tedesco in questa pellicola ma, conoscendo un po’ il cinema britannico, il film mi sembra perfettamente in linea con altri film dello stesso periodo e non vedo particolari influenze se non, forse, nelle atmosfere cupe (che sono però connaturate alla natura stessa del film). The informer è infatti una sorta di dramma psicologico perché racconta le vicende di un uomo che si sente braccato sia moralmente dal rimorso che propriamente dagli uomini che vogliono fargli la pelle. Spinto per gran parte della pellicola da puro istinto di sopravvivenza, nel finale prenderà coscienza del fatto che la sua morte è l’unico modo per poter espiare il proprio peccato e la affronta a viso aperto. Questo crea sbigottimento nei suoi ex compagni d’armi e sarà solo l’intervento di Dan a mettere fine, quasi come per caso, alla vita di Gypo.

Come avrete capito il film e le sue atmosfere mi hanno davvero catturato e ne consiglio caldamente la visione. Vi troverete davanti a un film solido, bello da vedere e con un cast davvero eccezionale!

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