Una vera signora (The Lady) – Frank Borzage (1925)

The_Lady1925Avere di fronte un film di Borzage è generalmente garanzia di un film drammatico ma delicato, mai eccessivamente melenso pur tendendo a far versare lacrime facili. Non fa eccezione The Lady, presentato in versione restaurata alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone nella sezione dedicata a Norma Talmadge, qui nel ruolo della sfortunata protagonista. Il film ebbe un ottimo riscontro da parte della critica ma scarso da punto di vista del botteghino, cosa che spinse l’attrice a dire che non avrebbe più fatto film del genere. Del resto ritroviamo la Talmadge atta a interpretare una donna che, a seguito di una vita sofferta, gestisce un piccolo bordello e locale di malaffare.

Polly Pearl (Norma Talmadge) non è però sempre stata così, un tempo si era infatti sposata con un uomo di un certo livello, Leonard St. Aubyns (Wallace MacDonald) contro il volere del padre di lui (Brandon Urst). Giunti a Montecarlo Leonard aveva poi tradito la donna con un’altra e le loro strade si erano divise. Accolta nel locale di Madame Blanche (Emily Fitzroy), Polly partorisce un bambino e nel frattempo inizia ad esibirsi per guadagnare qualche soldo. Un giorno il Signor St. Aubyns giunge nella bettola per impossessarsi del nipote e, distrutta dal dolore, Polly affida il bimbo a una donna perdendone le tracce. Ma il destino decide di riunire madre e figlio! Passati infatti decenni ecco che il giovane Leonard (George Hackathorn) si ritrova casualmente nel locale commettendo, per legittima difesa, un omicidio. Nonostante questo, da gentiluomo qual è, accetta il suo destino e si costituisce non prima di aver ricevuto un segno d’affetto da quella che ignora essere sua madre.

La vicenda si muove tra ceti sociali e ambienti molto diversi tra loro in un moto altalenante che segue l’ondivaga felicità della protagonista. Partiamo da un ridente ambiente dell’avanspettacolo e cabaret dove Polly si esibisce e incontra il suo amato Leonardo per passare poi a Montecarlo dove avviene il tradimento che la porta ad avvicinarsi alla bettola/bordello. Ma c’è qualcosa di più basso ancora, la vendita di fiori per strada alla ricerca di un gesto, uno sguardo di un bambino che potrebbe essere il figlio. Il lento risollevamento verso una tranquilla agitatezza la porterà, alla morte di Madame Blanche, a rilevare il locale e gestirlo tirando avanti giorno per giorno. Il film riprende lo stereotipo del flashback: abbiamo Polly ad inizio film che racconta a un suo avventore compaesano, Mr. Wendover (Marc MacDermott), la sua triste storia. Come è ovvio l’assurda storia si materializza poi davanti ai due stupefatti protagonisti che vedono comparire davanti a loro il giovane Leonard seppur per pochi minuti. Quando il ragazzo viene portato via dalla polizia sappiamo che la storia tra Polly e il figlio non sarà chiusa e che probabilmente ci sarà modo per instaurare un rapporto in futuro anche se forse lei non rivelerà mai di essere la vera madre. Ella è infatti incerta su quello che potrebbe pensare il figlio sapendo la sua professione ma sarà Wendover a rassicurarla dicendo che lei è “una vera signora”, coma da titolo.

Nel film possiamo notare tanti stereotipi che vengono solo in parte rotti: il rapporto tra classi sociali diverse che deve terminare per forza in rottura, anche se Polly ama realmente Leonard e rifiuta i soldi offertigli dal padre per togliersi dai piedi. La donna mantiene inoltre una dignità che la porta, sul finale, ad aver riconosciuto il suo stato di Signora contrariamente al lavoro che svolge e alla vita che ha dovuto vivere. Sono i Signori, in fondo, quelli che fanno sempre una pessima figura, perché quelli veri sono coloro che affrontano con dignità le avversità non avendo nulla. Ritroviamo quindi quella dialettica ricco-povero e borghesia-bassifondi che caratterizza molte opere dell’epoca ma non solo.

Borzage è noto per creare scene strazianti e commoventi e qui sicuramente ce ne sono tante: abbiamo il dolore della donna che deve cantare e fingersi felice mentre un’altra le sta portando via per sempre il figlio; abbiamo il dolore della ricerca delle sue tracce e quello, prima ancora, del tradimento e della fine di un amore tanto sentito. Abbiamo però anche momenti di distensione come nella scena del ragazzino che fuma il sigaro e vede tutto distorto.

The Lady è un film pieno di dolcezza e melanconia, che forse non raggiunge i livelli della trilogia con la Gaynon e Farrell (anche a livello visivo) ma che mostra tutto il potenziale di un regista che avrebbe sfornato per anni opere di alto livello. Sicuramente da riscoprire e apprezzare!

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